Apparecchiare il palco: cura, trasporto e manutenzione

In questo ultimo appuntamento lasceremo da parte il palco e i cablaggi e guarderemo forse l’aspetto più importante e bello del lavoro di un backliner: la cura, il trasporto e la manutenzione degli strumenti.

Cura e Manutenzione

Spesso, ho avuto l’onore di avere tra le mani oggetti incredibili, storici, con un valore inestimabile sia per la qualità che per la loro unicità e vi garantisco che l’approccio non è sempre così facile e immediato.
La prima fase è sempre quella della “paura”, inizi a pensare che magari hai tra le mani uno strumento più vecchio di te, pensi da chi è stato suonato ma soprattutto fai un giro sull’home banking per vedere se le tue finanze possano coprire eventuali danni. Superati questi momenti di ansia, il mio approccio è quello di maneggiare e agire sullo strumento cercando di essere sempre il meno invasivo possibile.

Non sempre gli oggetti storici sono perfetti e spesso anche il musicista che li suona si è abituato a piccoli difetti e non sempre correggerli può essere la strada migliore ed ecco perché, a meno che non mi venga espressamente chiesto, cerco di interferire il meno possibile limitandomi, nel caso di cambio corde, a una bella pulizia del body e del manico ma senza intervenire su quello che può essere la curvatura o la action del manico stesso.

Anche sull’aspetto pulizia si deve essere sempre molto attenti!
Spesso con il passare del tempo gli strumenti perdono lo smalto di protezione della vernice e, con l’utilizzo di prodotti potenti, rischiando di danneggiare la colorazione e facendo un disastro senza rimedio. I prodotti più sicuri e usati sono sicuramente il Dunlop Lemon Oil per quanto riguarda il manico mentre per il body il più usato è il Dunlop Formula 65 prodotto indicato per Archi e strumenti in legno.
Personalmente non amo mettere prodotti sul body limitandomi al vecchio e insostituibile “olio di gomito”. Ovviamente chitarre e bassi sono gli strumenti che sempre più spesso hanno un valore storico ma non è escluso di maneggiare anche rullanti, fusti o altri strumenti come organi hammond con un background storico non indifferente.

Il Trasporto

Per quanto riguarda il trasporto, ogni musicista, è abituato e, spesso, organizzato per il trasporto dei propri strumenti.. durante un tour la fase di trasporto è sempre molto delicata: ogni baule subirà uno stress elevato a partire dal carico, allo stivaggio e alle vibrazioni del viaggio.. pensiamo quindi agli strumenti contenuti!!
Ci sono bauli o hard case studiati e creati con lo scopo di rendere facile e sicuro il trasporto limitando vibrazioni e shock e sono gli stessi che sempre più spesso vediamo sui palchi e dietro le quinte della maggior parte dei tour.

Capita però, come mi è successo di recente per l’evento di Modena Park, che non sia sempre così.
La batteria di Matt Laug, infatti, essendo un evento singolo è stata spedita direttamente dalla DW USA in base alle richieste del musicista, ed ogni singolo pezzo è arrivato imballato nella propria scatola. Avendo fatto le prove musicali in un posto e l’evento in un altro, avevamo un solo trasporto da affrontare e non aveva senso spendere soldi per noleggiare bauli dedicati. In questo caso, la scelta era tra impacchettare nuovamente tutto o adattare dei bauli standard.

Se avete seguito gli articoli precedenti, abbiamo visto che la missione principale del backliner è quella di rimontare gli strumenti da un luogo all’altro esattamente come il musicista li ha lasciati ed è per questo che abbiamo scelto la seconda opzione in modo da non dover impacchettare di nuovo fusti e aste rischiando di perdere segni e riferimenti.

Spero di avervi aiutato a conoscere meglio il ruolo e la figura del backliner e di avervi in qualche modo aiutato.
Ci vediamo presto con nuovi appuntamenti o al prossimo concerto e nel frattempo continuate a scrivermi!

Nicola Trapassi
ZioGiorgio Contributor

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