Intervista ad Adam Pendse FoH dei The Editors

Siamo andati anche quest’anno al Pistoia Blues Festival che, pur richiamando nel nome il genere da cui tutto è partito, ha negli ultimi anni una chiara connotazione rock! Quel giorno si alternavano su palco prima i The Cult (potete leggere l’intervista qui) e The Editors come headliners. Il pomeriggio è passato piacevolmente in Piazza del Duomo tra interviste e chiacchiere con alcuni vecchi amici ma in regia un case, piccolo, compatto e con una scritta inequivocabile “The Editors FoH” attirava  la mia attenzione. “Ma dove cavolo sarà il mixer della band…” mi chiedevo ripetutamente, immaginando che quello fosse giusto il case dell’Outboard.
Ed ecco che ad un certo punto arriva Adam Pendse, fonico della band, che apre in due mosse il case e svela finalmente l’arcano. Il mixer c’è eccome e non è un qualche “compattino” che non di rado si vede nei festival di provincia (che poi, sia chiaro, vanno pure benone) ma è il “senza pomelli” della Waves! Beh, definire “senza pomelli” il rivoluzionario eMotion LV1 è un po’ irrispettoso, ma con queste parole spero di aver immediatamente chiarito la situazione. Due touch screen in posizione di libro capovolto che controllano la ben collaudata e conosciuta tecnologia SoundGrid. Era la prima volta che lo vedevo dal vivo, in una situazione reale e, anche se ormai il primo show dei The Cult stava per cominciare, non potevo perdere l’occasione di andare a “stuzzicare” il fonico Adam che peraltro si è rivelato molto disponibile e preciso nelle spiegazioni anche se ha svelato che un “pizzico di analogico” c’è sempre.
Dopo qualche battuta nei pochi minuti rimanti prima del concerto abbiamo deciso di risentirci il giorno seguente con più calma, sotto l’esclusiva intervista.
Non ci siamo dilungati nel nostro articolo nella descrizione del prodotto, chi volesse più informazioni può far riferimento al sito del produttore (link)

Adam Pendse, il FoH degli Editors

ZioGiorgio.it: la prima domanda che vorrei farti riguarda la scelta di un sistema non molto comune. Puoi spiegarci perché ti sei affidato all’eMotion mixer di Waves?

Adam Pendse: quando ho scoperto il mixer Waves ho capito che era un qualcosa che avrei finito per usare. Sono stato un nerd dei computer per tanto tempo e ho combinato i PC con i Mac nelle mie sessioni di missaggio live per molti anni. Faccio i miei complimenti a Waves per essere stata la prima azienda a spezzare il paradigma del circuito chiuso delle moderne console digitali live e di aver dato la possibilità di avere un sistema “coordinato”. L’opzione di poter gestire un server LV1 ridondante è essenzialmente, forse ancor più sicuro rispetto alla maggior parte dei banchi standard disponibili in questo momento, ed è ancora un prodotto “giovane”. Naturalmente ci sono dei pro e dei contro nell’usare questo tipo di macchine, ritengo che sia necessario fare una ricerca appropriata e diversi test prima di iniziare a lavorarci sopra e capire se può fare al caso tuo.

Il software eMotion LV1 su uno schermo touch

ZioGiorgio.it: l’assenza di fader fisici ha un effetto sulla velocità del lavoro o sull’ergonomia? Mi riferisco ad esempio ad interventi tempestivi tipici di alcune situazioni live.

Adam Pendse: per me no. Naturalmente l’esperienza di mixing è molto diversa con un touch screen, ma per quanto mi riguarda il risultato finale è stato lo stesso e non ho trovato ulteriori difficoltà nel gestire situazioni, di per sé, complicate. Ci sono degli hot keys e molte possibilità di personalizzazione, quindi si può raggiungere facilmente tutto. So che molti ingegneri hanno un qualche “blocco psicologico” dato dalla mancanza di fader ma si possono sempre aggiungere dei banchi USB, anche se è una cosa che non piace tutti e forse non ha molto senso.

ZioGiorgio.it: pensi che sarà un concetto perfettamente normale mixare su un touch screen in futuro? Ci sarà una transizione come quella del passaggio dall’analogico a digitale?

Adam Pendse: certamente. In futuro vedrete sempre più  spesso schermi touch ed ancora più grandi di quelli attuali e che appariranno su molte console di alto livello. Nel giro di 10 anni credo che non ci saranno più discussioni in merito a questo tipo di approccio, anche perché è probabile che la prossima generazione di ingegneri sarà perfettamente a proprio agio con questa tecnologia. Vedi tablet e smartphone.

L’ eMotion durante il concerto

ZioGiorgio.it: quando lavori in mezza produzione (senza un PA del tour), che cosa ricerchi nel sistema che ti viene proposto?

Adam Pendse: inizialmente devo capire se il sistema montato può raggiungere un buon equilibrio e pressione per lo spazio da coprire e soprattutto con una copertura omogenea. I migliori 5 sistemi sul mercato suonano in modo fantastico se il set up è fatto correttamente. Poi, come avrà sperimentato la maggior parte degli ingegneri, lo stesso PA può suonare in modo anche molto diverso quando viene configurato da tecnici differenti, ma se la procedura è giusta allora avrai  disposizione una nuova base dalla quale partire.

ZioGiorgio.it: a Pistoia abbiamo ascoltato un mix ben definito, molto pulito sulle frequenze medio-basse. Come hai lavorato per raggiungere questo risultato?

Adam Pendse: nonostante la console sia basata su computer sono ancora un grande fan dell’elaborazione analogica, soprattutto sul master bus. Ho un EQ della Maag Audio sul bus master e sebbene abbia fasce di frequenza fisse ha un suono è incredibile. Ho anche un compressore Smart C2 con un sidechain sulle frequenze basse e con questa combinazione di eq e compressione cerco di attribuire una definizione generale e calore al mix.

ZioGiorgio.it: parlando di dinamiche e compressioni in generale, quali sono i tuoi approcci? Ricorri a tecniche particolari?

Adam Pendse: sono un grande fan dell’elaborazione dinamica multibanda per fare spazio nel mix. Il C6 di Waves è uno degli strumenti più utili e non vorrei mai restarne senza. Lo uso parecchio, spesso in modo parsimonioso, ma è quasi sempre presente.

ZioGiorgio.it: stai utilizzando microfoni particolari?

Adam Pendse: in realtà è tutto piuttosto standard. La band possiede la maggior parte dei microfoni così usiamo sempre i nostri.

ZioGiorgio.it: nel suono degli editors le chitarre svolgono un ruolo importante perché ci sono molti incastri armonici e melodici, spesso con delay. Come tieni il più possibile definite e a fuoco le sonorità della chitarra? 

Adam Pendse all’opera all’inizio del concerto

Adam Pendse: suonano veramente bene già dall’inizio, ed è il 90% della “battaglia” che la si vince in fase di arrangiamento. Loro in questo sono bravissimi. Abbiamo comunque doppi amplificatori, sia combo che cabinet più grandi per i due chitarristi, che mixati differentemente a seconda dei brani danno la giusta “consistenza” al brano ed al sound delle chitarre. Anche in questo caso trovo molto utile la compressione multibanda che permette di attenuare determinate aree di frequenze che tendono ad accumularsi quando c’è un arrangiamento ricco.

ZioGiorgio.it: appena inizia lo show che cosa ritieni sia importante fare per poter sistemare tutto il prima possibile?

Adam Pendse: avere una scena dello show preselezionata ovviamente ti fa partire avvantaggiato e dovrebbe essere un buon indicatore per capire se il lavoro deve essere fatto sul sistema o sul mix.

A conclusone dell’intervista un accenno va fatto al concerto degli Editors, una band che personalmente apprezzo moltissimo per le sonorità originali e gli arrangiamenti ricercati ma che allo stesso tempo sa scrivere brani “radio friendly” senza che gli stessi risultino eccessivamente macchinosi. La formazione suona eccome, robusta, ben rodata e il suono che esce è compatto, corposo, impreziosito da un puntuale utilizzo di riverberi e delay, sempre perfettamente inseriti nel contesto musicale e che restituiscono al mix grande apertura e grande respiro. Da quel che abbiamo sentito di certo il sistema funziona e bene, magari nelle mani giuste, certo, ma con una qualità generale, percepita veramente alta. Che sia cominciata l’era del mix a portata di touch screen?

Alex Esposto
Aldo Chiappini
ZioGiorgio Team

© 2001 – 2017 NRG30 srl. All rights reserved

Vai alla barra degli strumenti