Le filosofie di programmazione. Parte II: on stage!

Come promesso, eccoci con la seconda parte delle filosofie di programmazione (trovate la prima parte qui) dove parlerò di alcune semplici regole sulla buona condotta e proporrò una vera e propria check-list per affrontare al meglio uno show.

Premetto che Lighting Designer e Programmatore spesso coincidono con la stessa persona, e se al contrario risultano essere due soggetti differenti, è utile che ognuno “mastichi” il linguaggio dell’altro. Personalmente credo che un LD che non conosca almeno le basi della programmazione e di come funziona il workflow di una console può essere paragonato al paradosso del pittore che fa dipingere un quadro ad un’altra persona. Viceversa un programmatore/esecutore deve avere un minimo di sensibilità artistica e il famoso “tocco”, per tradurre al meglio le esigenze di colui che ha pensato lo show illuminotecnico.

Questo è un primo esempio di condotta, traducibile in un postulato calcistico che considera una squadra vincente quando è composta da calciatori che lavorano insieme per un obiettivo, piuttosto di un insieme di doti individuali che spesso non portano a nulla. E per squadra intendiamo non solo le due figure precedentemente menzionate, ma l’insieme di tutti coloro che gravitano intorno all’aspetto illuminotecnico di uno spettacolo: dal tecnico al facchino (che personalmente preferisco chiamare “amico dello sforzo”), passando per regista, scenografo, costumista, team video ecc…

Quindi, andando sul pratico, il mio consiglio è rivolto all’operatore quanto al LD, per cui è utile che entrambi seguano l’allestimento sin dalla posa del primo traliccio e ancora che siano abili a produrre in anticipo rispetto all’inizio dell’allestimento ciò che potremo definire il libretto di istruzioni da consegnare ai tecnici che si occuperanno dell’allestimento che deve contenere:

  • viste 2D dall’alto separate per layer (tetto, floor ecc…) del rig luci con indicato il patch e il numero di ogni fixture;
  • viste 2D frontali separate per layer (tetto, floor ecc…) del rig luci con indicato il patch e il numero di ogni fixture;
  • viste 2D laterali separate per layer (tetto, floor ecc…) del rig luci con indicato il patch e il numero di ogni fixture;
  • viste 3D renderizzate e con tutti i layer;
  • viste con le quote;
  • tabella riassuntiva ordinata per numero di fixture con indicati modello, DMX mode, numero fixture, indirizzo DMX e notazioni varie che possono riguardare la gelatina da inserire, il focus point o altro ancora.
  • indicazioni sulla configurazione della regia (posizionamento console e monitor, indirizzi ip dei port-node ecc…).

Vedrete che un documento ben prodotto (e quindi ben pagato) come questo, insieme ad un caffè e un cornetto a tutta la squadra tecnica appena vi presentate in location, garantirà un’ottima riuscita dello show e la massima disponibilità da parte di tutti a collaborare.

Walter Lutzu

Altro consiglio sulla condotta di un operatore/LD è di coinvolgere chi desidera essere coinvolto. Quante volte vi trovate a programmare con intorno qualche allestitore o amico dello sforzo curioso di vedere cosa fate e come lo state facendo? Ecco, nel nome dell’armonia in una squadra, ma anche per cogliere qualche commento che può risultarvi utile, chiedetegli una opinione, o cosa ne pensa di una determinata fixture o altro ancora. Ricordatevi che ci sono tecnici e facchini che hanno visto programmare ed eseguire molti più show di voi, che magari non sanno mettere mano ad una console, ma che hanno un bagaglio di esperienza “visiva” che può essere prezioso per il vostro lavoro.

Come anticipato, terminiamo questo breve tip con la check list del bravo programmatore che riassume quanto detto fino ad ora. Clicca sull’immagine qui sotto per scaricare il pdf.

 

La saga delle filosofie non si ferma qui! Nel prossimo appuntamento andremo a trattare le poche semplici regole relative ad un’altra figura fondamentale dell’entourage illuminotecnico: il Lighting Designer. Passeremo quindi ad analizzare le fasi della progettazione, i requisiti minimi, l’importanza del lato artistico, la disciplina, le nozioni tecniche e altro ancora. Stay Tuned!

Walter Lutzu
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