Una giornata da d&b audiotechnik

Alcuni degli aspetti peggiori del nostro lavoro riguardano probabilmente la fatica e lo stress causati dai lunghi viaggi in giro per il mondo. Questa volta, per esempio, per recarci in terra teutonica abbiamo macinato quasi 2000 km totali che abbiamo percorso interamente in auto con meteo e traffico avversi.
Ad essere onesti però, dobbiamo anche dire che queste fatiche passano completamente in secondo piano quando si presentano delle opportunità così ghiotte per chi, come noi, continua a divertirsi tra casse, mixer e luci.

Backnang, una cittadina a pochi chilometri da Stoccarda, si trova il quartier generale di d&b audiotechnik, una delle aziende più importanti e longeve del mondo dell’audio, nata agli inizi degli anni 80 da due ingegneri del suono con l’obbiettivo di “creare prodotti affidabili ed in grado di riprodurre una qualità sonora più alta possibile”
Le idee dei due neo imprenditori erano già molto chiare sin dall’inizio, motivo per cui iniziarono a produrre sistemi di diffusione completi abbinati agli amplificatori ritenendo che, per ottimizzare le performance, ci fosse bisogno che gli strumenti lavorassero insieme; una prerogativa che vale anche ancora oggi. Negli anni l’azienda è cresciuta parecchio ed ad oggi conta un organico di circa 450 persone e varie sedi sparse per tutto il mondo.

La visita, gestita in maniera impeccabile in termini di organizzazione, è stata organizzata e coordinata da Uwe Horn,Public Relations Manager che, dopo i saluti di rito, ci ha affidato a Bella Staiber, coordinatrice marketing di d&b, che ci ha introdotto nelle stanze dell’azienda (alcune segrete…) per spiegarci con cura tutte le fasi produttive. Poco dopo è stata la volta delle interviste a due personaggi chiave dell’azienda: il CEO Amnon Harman e il Chief Marketing Officer David Claringbold.

Il tour all’interno della catena produttiva – che occupa diversi e caratteristici edifici in mattone rosso – ha per certi versi confermato e rafforzato l’idea che da sempre abbiamo dell’azienda che pone efficienza e affidabilità al primo posto. Se dovessimo trovare una parola chiave per descrivere in massima sintesi la catena produttiva, potremmo usare la parola “controllo”. Le fasi in cui i prodotti, dal singolo cavo fino al prodotto finito, vengono controllati sono molteplici e sempre accurate. D’altra parte è convinzione dello stesso Mr.Harman che “non dover spendere troppe risorse ed energie per riparare prodotti difettosi, equivale ad ottimizzare costi ed economie di scala”.

Quella che vi proponiamo sotto è proprio l’intervista che abbiamo avuto col CEO Amnon Harman, che si è intrattenuto con noi per quasi due ore al fine di spiegare quella che è la filosofia dell’azienda.

Il CEO di d&b audiotechnik Amnon Harman

LightSoundJournal: Mr Harman, partiamo dalle domande facili. d&b è un’azienda nota per l’alta qualità e affidabilità dei prodotti. Quali sono a suo avviso gli aspetti che vi consentono di rimanere ai vertici della categoria?

Amnon Harman: è più semplice di quello che possiate pensare! In primo luogo cerchiamo di offrire ai nostri clienti dei prodotti che possano semplificare il lavoro e questa è una cosa che apprezzano molto. Creiamo perciò dei sistemi che possono integrarsi e lavorare al meglio tra loro, anche nel tempo. Se un cliente ha intenzione di cambiare un amplificatore sa che con il nuovo modello il suo sistema potrà lavorare perfettamente senza perdere performance o scendere a compromessi, questo vale anche al contrario volendo, nel senso che finali più datati possono comunque pilotare sistemi più recenti. Poi c’è tutta una serie di “tools” che vengono forniti a compendio (gratuitamente) e che costituiscono quello che per noi è il pacchetto completo, “chiavi  in mano”. Altro aspetto importante è l’ottimizzazione del lavoro dei clienti che si traduce in un risparmio in termini assoluti. Prendiamo il software NoizCalc per esempio: è incredibile poter pianificare e simulare la configurazione ottimale del sistema nel luogo dell’evento. Ti fa risparmiare tempo e denaro, perché configura solo ciò di cui hai effettivamente bisogno in quella determinata venue. Inoltre arricchiamo continuamente le funzionalità di ArryCalc e questo fa aumentare anche il valore dei prodotti che il cliente ha già acquistato da noi.

LightSoundJournal: i sistemi di d&b dedicati al touring sono oggettivamente tra i più apprezzati sul mercato. A nostro avviso, oltre a delle buone caratteristiche tecniche e costruttive, per avere un risultato al top c’è anche bisogno di qualcuno che sappia usare il prodotto nel modo corretto. Quali strategie adottate in questo senso?

Amnon Harman: ci assicuriamo che i nostri clienti siano istruiti adeguatamente. Abbiamo un team di tecnici che si occupano di formazione, e organizziamo training che possono essere prenotati gratuitamente dal nostro sito internet. I nostri ingegneri non insegnano solo ad utilizzare i nostri prodotti, ma forniscono anche le basi dell’acustica a coloro che non sono così esperti. Nei corsi più specifici invece ci addentriamo più nel dettaglio di alcuni argomenti, insegniamo per esempio come come trasportare, come settare e come ottimizzare i sistemi. Investiamo molto tempo e molti soldi in tutto ciò, ma ne siamo felici perché ogni cliente d&b è un cliente qualificato e in grado teoricamente di garantire un risultato di alto livello.

LightSoundJournal: NoizCalc ha riscontrato un buon successo, può dirci qualcosa di più riguardo a questo software?

Amnon Harman: NoizCalc è una delle nostre tecnologie più recenti. È stato progettato per simulare l’emissione sonora in modo estremamente accurato. Il software aiuta le società di noleggio a pianificare grandi eventi all’aperto e ad assicurarsi che le emissioni sonore rimangano in limiti rigorosamente definiti. NoizCalc sfrutta i dati forniti dal software di previsione ArrayCalc e aiuta a simulare il livello di immissione del rumore nell’ambiente da uno o più sistemi di amplificazione d&b. La stima dei livelli viene fatta in base agli standard internazionali. E’ un prodotto che permette ai nostri clienti di risparmiare tempo e denaro e rispecchia la nostra filosofia perché è stato creato appositamente per migliorare il lavoro dei nostri clienti ed ottimizzare le tempistiche.

LightSoundJournal: un altro software chiamato Soundscape ha fatto la sua apparizione sul mercato da poco.

Amnon Harman: lo stiamo presentando in giro per il mondo da qualche tempo anche se non è ancora stato lanciato ufficialmente. Dietro d&b Soundscape c’è una matrice audio che consente di abilitare il posizionamento spaziale 3D. Il software opererà sulla nuova piattaforma DS100 e consentirà ai sound designers di disporre di sorgenti multidimensionali, di simulare l’acustica nell’ambiente e di processare la matrice dei segnali. Tutto ciò si traduce nella possibilità di creare una nuova esperienza per il pubblico che siamo convinti prenderà molto piede negli anni a venire. E’ un prodotto che ci ha spinto sempre di più nel campo artistico, il lancio ufficiale è previsto per Febbraio 2018 ma abbiamo già effettuato alcune installazioni. Posso dirvi che fino ad ora questo progetto ha ricevuto molto interesse non soltanto da parte dei nostri clienti, ma anche da tutto il lato creativo di questo business che sta sperimentando nuovi concetti per stuzzicare il proprio pubblico.

LightSoundJournal: si dice anche che i vostri prodotti siano tra i più cari sul mercato…

Amnon Harman: corrisponde probabilmente al vero. Siamo consci di questo ma per noi la qualità non è inerente solo al prodotto finale ma a tutto ciò che gli gira intorno, partendo dalla progettazione fatta con i software arrivando fino all’assistenza clienti. Come dicevo prima forniamo un pacchetto veramente completo e l’esborso in termini di acquisto è probabilmente ripagato risparmiando su altri aspetti costosi nel tempo.

LightSoundJournal: Mr Harman, in ultima battuta può raccontarci qualcosa riguardo le attività commerciali internazionali, comprese quelle in Cina e in Oriente. Ci sono anche altre aree demografiche su cui vi state espandendo?

Amnon Harman: il mercato asiatico corrisponde circa al 20% delle nostre attività e sta crescendo continuamente. Più di 10 anni fa abbiamo aperto i nostri uffici in Giappone, che ha un mercato veramente speciale, non voglio dire che sia “isolato” ma è certamente autonomo e anche molto grande. All’inizio del 2016 abbiamo aperto nuovi uffici anche a Singapore che sarà il nostro quartier generale in Asia. Da lì sosterremo la nostra base di clienti in oriente e cercheremo di crescere ancora. Un’altro mercato in costante crescita per noi sono anche le Americhe. Intendiamo far crescere il nostro team e creare maggiori opportunità di interazione con i nuovi clienti. Sicuramente siamo ancora nella fase di decollo in questo grande mercato.

Dopo aver parlato con Mr. Harman abbiamo incontrato lo chief marketing officer David Claringbold che ci ha fornito una panoramica chiara e coerente di quello che è il brand d&b audiotechnik.

d&b audiotechnik Chief Marketing Officer – David Claringbold

LightSoundJournal: nella sua storia d&b si è sempre presa cura della propria immagine e del proprio marchio. Perché pensi che sia fondamentale attribuire una così grande importanza a questi fattori oltre ai prodotti stessi?

David Claringbold: l’immagine di corporate e il brand rappresentano gli elementi, i servizi, la personalità e la filosofia di una compagnia. Quello che ci differenzia nel mercato è dato dal fatto che noi creiamo un “focus” attorno ai prodotti e al flusso di lavoro. Abbiamo combinato questo con l’essere anche un’azienda divertente per il modo in cui ci siamo commercializzati e per avere successo riteniamo che i clienti debbano avere un buon rapporto con l’azienda stessa, motivo per cui nel tempo siamo riusciti ad avere molti affezionati e fedeli al marchio. C’è sempre molta curiosità verso di noi e questa combinazione di fattori ha dato vita a una percezione di valore del brand.

LightSoundJournal: come vi descrivereste in 4 aggettivi?

David Claringbold: passione, ossessione, qualità e creatività!

LightSoundJournal: ossessione?

David Claringbold: sì, nella ricerca del particolare e nel controllo qualità.

LightSoundJournal: rispetto ad altre aziende del settore, si potrebbe affermare che le release dei prodotti sono meno frequenti ma di maggiore impatto. È una strategia?

 David Claringbold: no, è una cosa che è data dalla nostra filosofia. Creiamo dei prodotti che funzionano sulla stessa piattaforma e che non hanno un ciclo di vita breve ma che può arrivare addirittura fino a 20 anni. Questo da valore e affezione a quello che facciamo e al nostro marchio. Quando sviluppiamo un nuovo prodotto cerchiamo di capire proprio dai nostri clienti quale sia il bisogno del momento o quale sarà la direzione futura. Inoltre testiamo per lungo tempo sul campo – più o meno segretamente – i nostri sistemi prima di lanciarli ufficialmente. Tutto ciò richiede chiaramente tempo.

LightSoundJournal: ultimamente nel mondo dell’audio sembra essere tutto molto statico, poche novità reali. Che cosa pensa ci riserverà il futuro al riguardo?

David Claringbold: sono entrato in questo mondo come ingegnere del suono, tante delle tecnologie che usavo allora sono le stesse che ci sono adesso ma oggi sono molto più sofisticate. Detto questo, credo che siamo all’inizio di un’era nell’audio dove l’esperienza del suono diventerà una proposta di valore chiave per eventi e luoghi. Prodotti come Soundscape hanno il potere di togliere l’”intrusione” dei sistemi di sonorizzazione nelle performance e connettere il pubblico con l’artista modo che va ben oltre le nostre attuali capacità. Questo aprirà infinite possibilità per il rinforzo del suono, per gli artisti, per i luoghi e persino per i marchi commerciali che vorranno sfruttare il suono per personalizzare la loro esperienza con il pubblico. E’ un qualcosa che offre delle possibilità sonore molto creative, non vi nascondo che all’inizio ero molto scettico a riguardo ma quando l’ho sentito in azione la sensazione è stata come se il sistema audio fosse scomparso e l’illusione audio che ha creato è stata sorprendente. Con d&b Soundscape il pubblico avrà la possibilità di andare oltre l’ascolto.

LightSoundJournal: mi chiedo se sia semplice convincere i Sound Engineer ad usare questa tecnologia visto e considerato che praticamente da sempre cresciamo e lavoriamo con la stereofonia.

David Claringbold: per certi versi non lo è, ma è un qualche cosa che è possibile fare solo facendolo ascoltare. Stiamo parlando più su un piano artistico che prettamente tecnico ed è questa la differenza sostanziale…

Info: www.dbaudio.com

Alex Esposto
Aldo Chiappini
ZioGiorgio Team

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