GLP Lighting: azienda “teutonica” ma con tanta fantasia…

Lo scorso Novembre siamo stati in Germania a Karlsbad-Karlsrue nella regione del Baden Wüttemberg, dov’è situato il quartier generale di una delle aziende più “dinamiche” del settore e con una storia di oltre vent’anni. Solitamente non ci piace usare l’aggettivo “dinamico”, un termine un po’ inflazionato e civettuolo, ma che riferito a GLP – German Light Products – calza a pennello. La visita, che vi andremo a raccontare da qui a poco, ci ha in effetti abbastanza sorpreso: se da una parte GLP rispecchia un po’ quello che è lo stereotipo dell’azienda tedesca, molto attenta all’ordine, al rigore ed all’organizzazione, dall’altra parte abbiamo conosciuto meglio un team – a cominciare dal CEO Udo Künzler – che fa della fantasia e una buona dose di sana sfrontatezza la sua arma vincente.

Il CEO di GLP – Udo Künzler

“Ascoltiamo sempre attentamente i feedback e le richieste dei nostri clienti e soprattutto cerchiamo di interpretare le esigenze dei Lighting Designer, perché alla fine quello che devi fare sono prodotti realmente utili e che servono a migliorare il lavoro e le performance dei professionisti” 

Ci ha confessato Udo durante la nostra lunga chiacchierata. Come dargli torto? A ben vedere il “saper ascoltare” è sempre un’arma vincente, ma anche virtù di pochi…

Al nostro arrivo abbiamo ricevuto un benvenuto veramente caloroso!

I motivi alla base della sua nascita e la sua storia hanno dei tratti che possiamo definire romantici, proprio perché tutto è partito da un sogno, come ci ha raccontato proprio l’eclettico Udo Künzler che ha voluto accompagnarci personalmente in un tour guidato attraverso tutta la sede, da poco rinnovata.  Nonostante i componenti vengono assemblati in Cina, la sede di Karlsbad ha un’enorme importanza strategica, poiché è proprio in questo luogo che i nuovi prodotti vengono ideati, sviluppati e testati, grazie all’enorme spazio disponibile in cui sono situati uffici, laboratori e un particolare showroom, all’interno di un vero e proprio club.

Quello che ci ha stupito maggiormente di questo incontro è la grande vitalità che si respira nell’azienda, una vitalità e un ottimismo che si percepiscono dalle parole dello stesso CEO e che fa eco probabilmente ad una situazione economica, in generale, non così difficoltosa per il popolo tedesco…
Qui sotto vi proponiamo l’intervista integrale ad Udo Künzler con cui ci siamo intrattenuti alla fine della visita all’interno dell’azienda.

Un’atmosfera da ufficio rilassante e allo stesso tempo produttiva

LightSoundJournal.com: partiamo dall’inizio, come è nata GLP?

Udo Künzler: bisogna andare piuttosto indietro nel tempo, prima di dar vita a GLP lavoravo alla Siemens come tecnico elettronico. Ad essere onesto era un buon lavoro ma non era assolutamente stimolante. In quel periodo aiutavo mio zio Hartmut Braun che era a capo della B&K Showelectronic, un’azienda che era diventata leader nelle forniture per il mercato dei nightclub e delle discoteche. Fu dopo il mio servizio di leva nell’esercito che decisi che sarei rimasto a lavorare soltanto con mio zio. Fu così che dopo una certa gavetta diventai capo del reparto tecnico ed iniziai, con l’aiuto del team, a modificare le fixture. In quel periodo nacque l’idea di sviluppare uno scanner veloce, con una testa mobile e una rotazione del fascio di 360 ° in modalità pan e tilt, un’idea ed un prodotto per noi importantissimo, perché fu la svolta che portò alla nascita di GLP nel 1994. Inizialmente i nostri prodotti per la maggior parte erano destinati a discoteche e piccoli service, solo successivamente, parallelamente ad una crescita costante, ci siamo spostati anche su altri segmenti di mercato.

Questo è quello che chiamiamo uno showroom…

LightSoundJournal.com: ma da quel che abbiamo capito vi siete sviluppati piuttosto velocemente..

Udo Künzler: eravamo molto euforici all’inizio, e lo siamo tutt’ora! Questo ci ha permesso di credere ancora di più in quello che facevamo e abbiamo lavorato duramente per arrivare agli obiettivi che ci eravamo posti. Non vi nascondo che ci sono stati anche dei momenti difficili per noi, e se ripenso adesso ad alcuni aneddoti mi viene da sorridere…
Mi fu chiesta una commessa per un importantissimo evento sportivo per la fornitura di un grande numero di fixture che, al tempo, non eravamo in grado di realizzare in così poco tempo. Io mi guardai bene di ammettere l’incapacità produttiva davanti al mio interlocutore e ricordo di aver annuito e dato rassicurazioni per tutto il colloquio, in una specie di stato di euforia mista ad incoscienza! Nel viaggio di ritorno in macchina realizzai bene cosa avevo promesso e continuavo a ripetermi “cosa ho fatto, cosa ho fatto…”. La storia però si è conclusa bene, abbiamo lavorato tutti, notte e giorno ma alla fine abbiamo rispettato l’impegno ed abbiamo guadagnato una grande fiducia con un importante cliente, col quale collaboro spesso ancora adesso.

LightSoundJournal.com: tanti successi ma anche qualche flop, confermi?

Udo Künzler: certo, credo che anche un insuccesso possa rivelarsi comunque utile in un qualche modo. Di certo ricordo il grande successo che ebbe nel 1996 al Plasa Show di Londra il Patend Light 575, ma che ci mise in un certo senso di fronte al “giudizio” ed alle aspettative del mercato che in quella occasione si era accorto di noi. Per questo, quando pochi anni dopo un altro nostro prodotto sul quale scommettevamo molto non ottenne l’apprezzamento del precedente, accusammo il colpo. Tutto ciò ci ha stimolato a migliorare e a imparare dai nostri errori, soprattutto a capire quali erano le vere necessità del mercato grazie anche ai nostri clienti con cui abbiamo un ottimo rapporto.

Lo showroom di GLP ha una vera atmosfera da club

LightSoundJournal.com: ad oggi con quali parole vi definireste?

Udo Künzler: con tutte le parole che sono l’essenza di GLP: persone, rapporto, qualità e ascolto! Siamo un azienda fatta da persone che offre qualcosa ad altre persone e per noi il rapporto col partner commerciale è fondamentale.

LightSoundJournal.com: quale pensi sia la caratteristica che più vi contraddistingue?

Udo Künzler: credo che un altro aggettivo che sceglierei per definirci sia innovazione, ed è probabilmente quello che descrive meglio la nostra essenza, il nostro essere. Il nostro intento è quello di fornire prodotti innovativi a prezzi economici. Non è una cosa semplice, ne siamo consapevoli, e capita spesso che il reparto di sviluppo ci dica che alcune cose sono fisicamente impossibili da poter realizzare, ma invece di demordere cerchiamo di realizzarle magari scegliendo una strada differente, meno “battuta”. Persistenza in quello che si fa, credo di non dire nulla di nuovo, ma chiunque faccia l’imprenditore sa bene di che parlo…

Word hard play hard. Right?!

LightSoundJournal.com: da dove vengono quindi tutte queste idee così importanti per la nascita di nuovi prodotti? Parlo di stimoli, ricerca e via dicendo…

Udo Künzler: siamo in contatto con molti lighting designer e cerchiamo di aiutarli nel loro lavoro come loro lo fanno con noi. Li aiutiamo anche quando i prodotti sono già sul mercato, per esempio su come utilizzarli nel migliore dei modi per poter esprimere al massimo la propria creatività. Cerchiamo di essere sempre vicino ai clienti quando ne hanno necessità, ed è un aspetto molto importante perché c’è un vero e proprio scambio di idee e informazioni. Per rispondere alla tua domanda posso dirti che non ci interessa essere per forza i primi, ma piuttosto di offrire un aiuto concreto e tangibile ai professionisti. Ovviamente vogliamo crescere come azienda ma il nostro obiettivo principale è quello di creare per i professionisti ed insieme a loro delle soluzioni in base ai bisogni effettivi del mercato. Le persone ci scelgono per la qualità e tornano da noi non solo per questa caratteristica ma anche per il rapporto che si instaura. Voglio essere onesto, nonostante tutto credo che siamo una realtà ancora piccola ma sono veramente contento di come vanno le cose e mi piace essere sempre in prima linea con i clienti che sanno di potersi fidare. La fiducia nei nostri confronti è un aspetto molto importante e a differenza delle aziende più grandi uno dei nostri punti di forza è la capacità di creare un vero e proprio feeling col nostro interlocutore. Devi essere dentro al mercato, nel vero senso della parola, per capirlo a fondo. È per questo che frequento io stesso venue, studi televisivi e fiere di settore, così da essere sempre in prima linea…

Da queste parole possiamo meglio comprendere quanto l’umiltà, il gioco e il fatto di affrontare gli eventi con determinazione continuando a divertirsi, siano la base di questa azienda. Non a caso proprio quest’anno GLP ha dato vita a JDC1, una fixture ibrida innovativa e originale che sta raccogliendo successi ovunque, e dopo aver visto da vicino la vera essenza dell’azienda riusciamo ancora di più a immaginare come si è arrivati a realizzare un prodotto del genere, guardando lo sviluppo non solo come una mission strettamente legata al business, ma come un processo creativo funzionale inserito in un contesto aperto, divertente e, ancora una volta, dinamico.

Info: www.glp.de

Alex Esposto
Aldo Chiappini
ZioGiorgio Team

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