A tu per tu con Stefano Visintin, Head of Lighting del Kooza Cirque du Soleil

Negli ultimi anni, sui giornali e ai TG, abbiamo sentito parlare sempre più spesso di professionisti italiani all’estero che ricoprono ruoli importanti e di grande responsabilità. Un aspetto tanto bello quanto triste, perché se da una parte possiamo andare fieri dei nostri connazionali nel mondo – che molto spesso fanno la differenza in qualsiasi ambito, come riportano i dati ufficiali – dall’altra ci rendiamo conto che stiamo perdendo migliaia e migliaia di persone qualificate. I motivi di queste “migrazioni” sono tanti, ma non è questa la sede e il motivo per cui vi stiamo parlando. Dato che in giro per il mondo ci sono professionisti italiani anche nel settore dell’audio e del lighting, questo articolo nasce dalla voglia di raccontarvi la storia e l’esperienza di Stefano Visintin, che vive all’estero da quasi 10 anni e che con sacrifici e impegno è riuscito a realizzare il suo sogno diventando “Head of Lighting” dello spettacolo Kooza del Cirque du Soleil. Oltre alla curiosità di scoprire gli aspetti tecnici e i segreti che si celano dietro uno degli show più importanti e famosi al mondo, ci auguriamo che questa chiacchierata con Stefano possa servire a farci riflettere su quella che è la situazione attuale del nostro settore e che magari riesca anche a motivare a superare le difficoltà che chi vive questo ambito affronta quotidianamente.

Photo: Annika Franco Costumes: Marie-Chantale Vaillancourt © 2015 Cirque du Soleil

ZioGiorgio.it: quando e come è iniziata la tua avventura con il Cirque du Soleil?

Stefano Visintin: ho iniziato a lavorare con il Cirque Du Soleil a Giugno 2017, quindi sono con loro relativamente da poco tempo. Ma la mia avventura fuori dall’Italia è iniziata nel 2009. Ho lavorato con molte realtà all’estero: Holiday on Ice, Stage Entertainment, Live Nation, Flying Music.

ZioGiorgio.it: da quante persone è composta la crew luci? Vi appoggiate a rental locali?

Stefano Visintin: la squadra luci è composta da 5 persone: Un Head of Department (Io), un Assistant Head of Department e 3 Tecnici. Durante lo spettacolo abbiamo anche un Operatore Seguipersona che assumiamo su piazza. Per lo show dobbiamo coprire 5 ruoli: 1 Consolista, 1 elettricista in Backstage (Deck LX) e 3 Seguipersona. Quindi a rotazione uno di noi non lavora durante lo spettacolo e fa manutenzione.
In una settimana facciamo, normalmente, 8 spettacoli (doppia Sabato e Domenica). Io di solito faccio 2 spettacoli in console ed 1 in backstage. Il resto del tempo lavoro in ufficio. Una delle grandi differenze tra il CDS e le altre realtà in cui ho lavorato è che noi acquistiamo tutto il materiale che abbiamo in tour, e ogni HOD (Head of Department) deve occuparsi di acquistare tutto quello che serve alla squadra: gelatine, lampade, attrezzi, cavi… Durante il montaggio dello spettacolo ci appoggiamo a service locali per gli aiuti su piazza, per quanto riguarda il mio dipartimento ho 6 aiuti il primo giorno, 10 aiuti il secondo giorno, 12 il terzo giorno e 4 il quarto giorno. Per lo Smontaggio ho 12 aiuti la Domenica e 12 aiuti il Lunedì. In tutto credo ci siano più o meno un centinaio di aiuti ogni giorno.

ZioGiorgio.it: puoi raccontarci in sintesi il workflow di una data, dal primo contatto fino al disallestimento?

Stefano Visintin: io ho la fortuna/sfortuna, di lavorare in un spettacolo del CDS che gira nel tendone da circo, che chiamiamo BIG TOP, (CDS ha 3 diverse tipologie di spettacoli: BIG TOP, ARENA e RESIDENT). Siamo in tour con circa 90 container. Per le tournée abbiamo 3 dipartimenti: Technical (i tecnici coinvolti nello spettacolo), Site (i tecnici che si occupano delle tende e della logistica) e Artistic (tutte le persone coinvolte nella fase artistica).
Il tutto inizia quando chi si occupa delle tende e della logistica si reca sul sito e inizia a marcare a terra le tende e le posizioni dei picchetti che sosterranno tutta la struttura. Usiamo dei picchetti (Stakes) di acciaio lunghi un metro che vengono messi nell’asfalto da dei martelli pneumatici.
Il giorno in cui arrivano tutti i container, che sono circa 90 in tour, i tecnici delle tende iniziano a preparare le antenne (Masts) che sosterranno la tenda artistica.
Il nostro spazio è composto da 3 tende connesse tra loro: tenda artistica (Artistic Tent) – dove abbiamo la sartoria, i camerini, la fisioterapia, la palestra e lo spazio per le prove, che riproduce in scala ridotta lo spazio principale – la tenda principale (BigTop) dove avviene lo spettacolo – l’ingresso pubblico (Concessions Tent) dove abbiamo i bar e i banchetti del merchandise. Gli altri spazi sono la Cucina, la tenda tecnica dove ci sono rigging, lighting, sound, props e carpentry e un’altra tenda tecnica dove ci sono elettricisti, saldatori ecc, tutto legato alla logistica. In più abbiamo altri 6 container adibiti ad uffici (produzione, amministrazione, direzione ecc…).

Al mattino viene montata la tenda artistica e sistemato il pavimento e nel pomeriggio i tecnici luci ed audio iniziano a fare la manutenzione delle apparecchiature. Per quanto riguarda le luci, durante il primo giorno ci occupiamo del cambio lampade ai motorizzati e Seguipersona, cambio di tutte le gelatine, pulizia di tutte le lenti, test di tutte le lampade e proiettori, pulizia dimmer e pulizia macchine del fumo.

Il secondo giorno le crew luci e audio terminano la manutenzione, mentre vengono preparate le 4 antenne (Masts) che sosterranno la Tenda Principale (BigTop). Verso l’ora di pranzo la tenda è pronta per essere issata e tutto lo staff viene coinvolto in questo processo, che chiamiamo “Push”. Praticamente mentre gli aiuti su piazza alzano i pali laterali tutti gli altri mettono in tensione le Ratchet Straps (non so il nome in italiano ahahah) che sosterranno il tutto. Subito dopo si entra nella BigTop e inizia il montaggio dello spettacolo vero e proprio. I macchinisti iniziano a montare il palco e il pavimento in backstage, mentre le luci mettono assieme le truss della graticcia e appendono le luci, subito dopo aver alzato la graticcia è il momento delle 3 F.O.H. trusses, una su ogni lato della scena. Nel frattempo i riggers mettono il tutto in sicurezza e appendo i motori sui Masts che sosterranno i fili sospesi sui quali gli artisti poi cammineranno.

Durante il terzo giorno di setup i macchinisti finiscono il montaggio del palco e viene montato il Bataclan, che è la caratteristica principale di Kooza. Si tratta di una struttura mobile a 2 piani che riproduce il palco del celebre teatro di Parigi. Al piano terra ci sono dei sipari, ed è l’ingresso principale degli artisti in scena, Al primo piano abbiamo la band (2 cantanti, basso, batteria, percussioni, chitarra, tastiere e tromba), Al secondo piano abbiamo uno spazio scenico. I riggers montano la celebre “Wheel of Death”. Luci e Audio montano le luci ed I diffusori sui 4 Masts, in backstage e nel palco e nel frattempo viene allestita la Concessions Tent. Infine viene preparata la sartoria nella tenda artistica, e vengono allestiti i camerini.

Il quarto giorno i macchinisti finiscono di montare il palco, i riggers preparano la “Void”, un enorme sipario mobile che copre tutto il backstage e vengono tirate su le tribune.

Il quinto giorno terminano gli allestimenti delle tribune con le sedie e vengono verificati gli ultimi dettagli da riggers e macchinisti. Questo è l’ultimo giorno in cui il nostro spazio è considerato un cantiere, quindi da questo giorno in poi non è più necessario indossare PPE. La giornata finisce per tutti (o quasi) con una grigliata che si trasforma in una vera e propria festa. Successivamente iniziano i puntamenti che durano circa 7 ore per concludersi poi con il soundcheck.

Il sesto giorno arrivano gli artisti e iniziano a prepararsi per lo spettacolo. Quelli della Wheel of Death si arrampicano in graticcia con i riggers per verificare che tutto sia a posto, poi provano la ruota e verificano le luci. Stessa cosa per HighWire (Filo sospeso). Il giorno seguente vengono provati tutti i numeri dello spettacolo con le luci e gli artisti validano il tutto. In totale abbiamo 2 giorni di prove prima di quella generale con pubblico. Ci vogliono 10 giorni affinché lo spettacolo sia pronto e rimane fermo su piazza dalle 4 alle 10 settimane.

Prima di ogni spettacolo controlliamo i puntamenti, lo stato delle gelatine, delle lampade e degli scroller. Lo smontaggio è relativamente rapido. L’ultimo show si svolge di domenica e si inizia subito a smontare e intorno all’1:00 finiamo il primo turno. Lunedì sera termina lo smontaggio di tutta la parte tecnica e i container vengono chiusi, mentre il Martedì si procede con le tende.

Photo: Matt Beard Costumes: Marie-Chantale Vaillancourt ©2012 Cirque du Soleil

ZioGiorgio.it: com’è composto il set up standard di questa produzione?

Stefano Visintin: come ho detto KOOZA è uno spettacolo vecchio, abbiamo da poco festeggiato i 10 anni in tour. Complessivamente abbiamo: 12 – Martin Mac 700 Profiles, 3 – Martin Atomic 3000 Strobes, 3 – Robert Juliat Manon Follow Spots, 119 – Source 4 Fixtures, 28 – 70 Degree, 20 – 50 Degree, 38 – 36 Degree, 32 – 26 Degree, 1 – 19 Degree, 18 – Source Four Pars, 3 – 2K Watt Fresnels, 6 – 500 Watt 6” Fresnels, 40 – Par 64 (1000W), 12 – Par 46 (200W), 53 – Par 20 (50W), 14 – Single Cell Cyc Lights (1000W Quartz ), 24 – 500 Watt Quartz Utility Light, 42 – MR 16 Halogen Light, 7 – 200W Bulk Head Light, 2 – 1000W Beam Lights, 41 – Star Strobes, 4 – Rotary Beacon Lights, 3 – Specialty Decorative Fixtures – Chandelier Bulbs, 32 – Chroma Q Plus Colour Scrollers, 3 – Chroma Q Universal Colour Scrollers, 32 – Chroma Q ColorForce 12 LED, 2 – Chroma Q ColorForce 72 LED, 8 – SACO Lightwave LX LED Fixtures, 48 – SACO Lightwave LX Minis, 2 – Spectra WOW+ LED Fixtures, 150 – Nodes of Phillips IColor Flex SL X – LED, 322 – Nodes of Phillips IColor Flex L X – LED, 2 – MDG Atmosphere ATMe Haze Generators, 4 – MDG MiniMAX fog machines e 2 – JEM Glaciator Low Fog Generator.

In totale sono presenti 391 proiettori convenzionali, 546 teste mobili e 66 tra scroller e accessori vari. Lo show luci è composto da 292 Cue che agiscono su 2206 parametri in 5 universi DMX totali. Infine la crew luci è composta da 1 operatore, 1 assistente e 3 tecnici.

ZioGiorgio.it: spostiamoci in regia. Che console utilizzate e come sono gestiti i trasporti?

Stefano Visintin: abbiamo due GrandMa2 Light. In ogni sezione della scena abbiamo 2Port Node e in cabina dimmer 1 8Port Node, quindi DMX dai motorizzati e dagli scroller alle 2Port Node e poi CAT5 fino in cabina. Da li CAT5 fino alle Console. Di recente ho integrato 2 4Port Node onPC e un Access Point per poter controllare il tutto da un Ipad senza dover accendere le Console. Il che mi aiuta molto quando abbiamo delle prove in palcoscenico, o quando il direttore artistico vuole controllare qualcosa dalla sala e discutere su cosa cambiare.

Photo: Matt Beard Costumes: Marie-Chantale Vaillancourt ©2012 Cirque du Soleil

ZioGiorgio.it: hai un ruolo fondamentale per quanto riguarda la sicurezza. E’ un aspetto molto delicato di cui si discute sempre di più specialmente in Italia. Su questo tema vorrei chiederti il tuo punto di vista in relazione alla tua esperienza all’estero e come lo affronti nel tuo lavoro.

Stefano Visintin: Al CDS la sicurezza è una delle cose più importanti, appena firmato il contratto bisogna seguire un corso online di 10 ore sulla sicurezza e superare un esame scritto. CDS si appoggia ad una società statunitense chiamata OSHA (Occupational Safety and Health Administration). Ovviamente è obbligatorio indossare scarpe antinfortunistiche, elmetto e giacca catarifrangente durante tutto il montaggio. In più ogni settimana i riggers più un membro di luci e audio controllano ogni singolo gancio, cavo di sicurezza, imbrago usato dagli artisti durante lo spettacolo. I macchinisti verificano ogni bullone del palcoscenico ed ogni oggetto di scena. Durante il montaggio applichiamo una fascetta su ogni Grillo per verificare durante l’ispezione settimanale che non si sia mosso.

I nostri imbraghi vengono verificati mensilmente. Tutti abbiamo patenti per muletti, genie, scissor lift e cherry picker. Siamo tutti certificati IRATA (Industrial Rope Access Trade Assosiation) e GRAVITEC. Dopo 1 ora di lavoro in quota, obbligo i miei tecnici a scendere e ogni 2 ore di lavoro li obbligo ad avere almeno 15 minuti di sosta. Durante il montaggio beviamo molto Gatorade e acqua, niente bevande energetiche o cose simili.

ZioGiorgio.it: quali sono, se ci sono, le difficoltà nel dover lavorare in tutto il mondo?

Stefano Visintin: il grosso problema è decidere di abbandonare tutto, sapere che per Natale, Capodanno, Compleanni ecc, sarai dall’altra parte del mondo con un fuso orario diverso. Non avere una vita “normale”, non guardare il TG alla sera davanti ad un piatto di pasta. Non leggere la Gazzetta dello Sport al bar bevendo un caffè. Avere come giorno libero il Lunedì invece che la Domenica. Ma alla fine chiunque fa questo lavoro lo fa per passione e amore per lo spettacolo. Oggi come oggi i miei migliori amici vivono in giro per il mondo e parlano lingue diverse, la mia fidanzata è Cinese e vive negli Stati Uniti, cambiano soltanto le prospettive. Non sogno di andare in vacanza con la mia fidanzata, sogno di andare in vacanza per vedere la mia fidanzata. Per passare del tempo con gli amici devo prendermi 3 giorni liberi e volare dall’altra parte del mondo, stessa cosa per vedere la mia famiglia.
Se avessi l’opportunità di tornare indietro cambierei tutto e niente. Alla fine faccio quello che faccio perché mi piace da morire e non vorrei aver travisato la tua domanda ma personalmente sono queste le difficoltà che vivo ogni giorno.

Photo: Matt Beard Costumes: Marie-Chantale Vaillancourt ©2012 Cirque du Soleil

ZioGiorgio.it: hai perfettamente colto nel segno. Parliamo sempre di difficoltà tecniche ma non dimentichiamoci che chi fa questo mestiere vive anche un sacco di difficoltà personali. Nonostante tutto sapevi a ciò che saresti andato incontro. Cosa ti ha spinto ad accettare questo lavoro?

Stefano Visintin: il motivo principale per cui ho accettato è piuttosto datato. credo fosse il 2005 e uno dei miei colleghi al Teatro Rossetti di Trieste, mi chiese se avessi mai visto uno spettacolo del Cirque Du Soleil. Io non avevo alcuna idea di cosa fosse, e mi mostrò un video. In quel momento decisi che il mio sogno era di lavorare per il CDS. Nel 2009, erano gli anni in cui a Trieste arrivavano un sacco di musical internazionali, e lo spettacolo Thriller Live! mi chiese di seguirli in tour. Fu una delle decisioni più difficili e importanti della mia vita. Decisi di abbandonare il Rossetti, dopo averci lavorato per 10 anni, per seguire un sogno nato qualche anno prima. Oggi, dopo 8 anni ho realizzato quel sogno e non posso che essere fiero e orgoglioso di quello che ho fatto.

Alexander Esposto
ZioGiorgio Staff

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