Processo Armellini: condannati organizzatori, progettisti e responsabili

Si è concluso dopo 6 lunghi anni il processo che riguarda la morte di Matteo Armellini nel 2012, a seguito del crollo del palco in allestimento per il concerto di Laura Pausini a Reggio Calabria. Secondo il giudice del Tribunale di Reggio Calabria – che ieri pomeriggio ha condannato a pene che vanno dai 3 anni e 6 mesi a 1 anno e 6 mesi organizzatori, progettisti e responsabili delle varie ditte coinvolte nell’evento oltre ad un ex dirigente comunale – non si è trattato di un incidente ma di un omicidio.

PRIME CONDANNE PER LA MORTE DI MATTEO ARMELLINI

Arrivano le prime condanne per il crollo del palco che, nel 2012, avrebbe dovuto ospitare il concerto di Laura Pausini a Reggio Calabria. Il collasso della struttura causò la morte di Matteo Armellini e il ferimento di due operai. Il servizio di Flavia Paone per il Tg3 delle 19 del 24 aprile 2018

Posted by Tg3 on Tuesday, April 24, 2018

Il Palacalafiore non doveva e non poteva ospitare quella struttura, mentre prima e durante la costruzione ci sono state omissioni, imperizie e mancati controlli. Come riporta il quotidiano nazionale “La Repubblica”, le carenze erano strutturali, e chi ha organizzato a vario titolo ne era cosciente.

Per questo motivo sono stati condannati l’ingegnere Franco Faggiotto, progettista del palco, e Sandro Scalise a 3 anni e 6 mesi, Ferdinando Salzano, rappresentante legale della F&P group, committente esclusiva dei lavori di allestimento del palco, a 1 anno e 8 mesi, e Pasquale Aumenta, patron della Italstage che ha materialmente montato la struttura, a 1 anno e 6 mesi. Medesima pena è andata a Marcello Cammera, responsabile del settore progettazione ed esecuzione dei Lavori pubblici fino all’arresto per concorso esterno in associazione mafiosa, che per la procura non avrebbe mai dovuto far montare quel palco al Palacalafiore o avrebbe dovuto bloccarlo, segnalando il pericolo crolli.

ANSA/FRANCO CUFARI

Cade invece per prescrizione l’accusa mossa a Gianfranco Perri, coordinatore della progettazione nominato dalla Sm Musica, estensore del piano di sicurezza, mentre Maurizio Senese, patron della Esse Emme Musica che aveva organizzato il concerto è stato assolto.

“Giustizia è fatta, non ci speravo più, giustizia è fatta” ha dichiarato Paola Armellini, la madre di Matteo, prima di scoppiare in lacrime. Quando il processo ha rallentato, arenandosi fra trasferimenti di giudici e pm, la Signora Armellini non si è arresa, ha scritto lettere al presidente della Repubblica, ha promosso una petizione per la sicurezza sul lavoro che ha raccolto oltre 133 mila firme ed è stata consegnata al ministro, ha continuato a chiedere giustizia per il suo Matteo.

Fonte: www.repubblica.it – TG3

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