Focus On: Claypaky Serie Axcor 300

Claypaky ha introdotto sul mercato durante lo scorso inverno la nuova serie di teste mobili a LED Axcor 300 nelle tre versioni Spot, Wash e Beam. Le fixture, pensate per soddisfare anche le esigenze dei mercati medio-piccoli, hanno dimensioni, consumi e costi ridotti e risultano ideali in ambiente touring, eventi, TV, teatro, clubbing e per le installazioni fisse.

Con queste premesse abbiamo deciso di prendere in esame le versioni Spot e Beam al fine di testarne funzionalità e prestazioni ma anche per capire se realmente la nota azienda bergamasca sia stata capace, come ha affermato durante il lancio, di sfornare un prodotto “abbordabile per quanto riguarda i costi ma dalle prestazioni di tutto rispetto”.

IL PRODOTTO

Entrambe le fixture risultano compatte, leggere e comode da maneggiare. La base risulta affinata e dal design elegante con due ampie maniglie ai lati che facilitano il trasporto e il posizionamento. In entrambi i modelli è presente un display LCD backlit b/w con la pulsantiera di controllo a lato che, di fatto, semplifica e rende intuitiva la fase di settaggio del proiettore. Sul lato opposto abbiamo invece gli I/O DMX e PowerCON e una porta RJ45 per sfruttare al massimo le potenzialità RDM e non solo.

Anima in alluminio e scocca in plastica sono di certo due scelte che influiscono su un costo finale contenuto e sul peso ridotto dei due prodotti, ma senza intaccare a prima vista la solidità e la qualità, indice dell’attenzione verso un utilizzo intensivo in ambiente touring.

AXCOR SPOT 300 è dotato di sorgente LED da 180W bianca a 7000 K. Al suo interno è presente un sistema di miscelazione colore CMY e una ruota colori da 7 slot incluso il filtro CTO, 17 gobo su due ruote di cui 7 rotanti in vetro dicroico. In soli 20 Kg e poco più di mezzo metro d’altezza, questo proiettore ingloba un vasto numero di funzionalità come prisma rotante, iris motorizzato, filtro “soft edge” e frost flood lineari, zoom 8°-40° e tutto ciò che ci si aspetta da uno spot.

AXCOR BEAM 300 è una fixture ancora più compatta rispetto allo spot, con soli 49 cm di altezza, sorgente LED bianca da 110W con temperatura colore pari a 7000 K, zoom con 2° di apertura, focus motorizzato, ruota colori con 14 slot e 17 gobos. Completano le caratteristiche il prisma rotante 8 facce e il funzionamento a 14 o 16 canali DMX, quest’ultima con gli stessi identici canali dello Sharpy.

LE SPECIFICHE

AXCOR SPOT 300

  • Potenza di uscita: 7000 lumens
  • Sorgente: 180W White LED engine (7000 K)
  • Zoom: 8°-40° linear
  • Miscelazione colore: CMY
  • Ruota colore con 7 slot (incluso 1 filtro CTO)
  • Ruota gobo con 7 slot rotanti
  • Ruota gobo con 10 slot fissi
  • Prisma 4-facet
  • Iris meccanico
  • Filtro frost
  • Controllo DMX 23 canali
  • Protocolli RDM e WebServer
  • Strobo elettronico 24 f/sec
  • Peso: 20.2 Kg
  • Dimensioni (LxWxH): 350 x 276 x 553 mm

AXCOR BEAM 300

  • Potenza di uscita: 1800 lumens
  • Sorgente: 110W White LED engine (7600 K)
  • Apertura fascio: 2°
  • Ruota colore con 14 slot
  • Ruota gobo con 17 slot
  • Prisma 8-facet rotante
  • Controllo DMX 14/16 canali (Sharpy mode)
  • Protocolli RDM e WebServer
  • Strobo elettronico 24 f/sec
  • Peso: 17.6 Kg
  • Dimensioni (LxWxH): 345 x 268 x 492 mm

IL TEST SUL CAMPO

Ho potuto testare le fixture in occasione del Golden Butterfly Gala, l’evento annuale dedicato alla Nazionale Italiana di Ginnastica Ritmica che si svolge all’interno del Pala Banco Desio, sede della squadra azzurra. Le otto fixture (4 spot e 4 beam) fornite da Claypaky per il focus on, sono state integrate dallo staff di Mixer di Walter Taietti, all’interno di un rig luci composto da oltre 200 corpi illuminanti in gran parte Alpha Profile 1200 e Alpha Beam 300.

Un primo confronto quasi più generazionale che relativo alle prestazioni si è avuto tra gli Axcor Beam 300 (4 al centro del back-wall) e gli Alpha Beam 300 (5 batterie da 4 proiettori ciascuno sempre sul back). Sembra una dichiarazione scontata, ma in un confronto diretto tra beam “eco-friendly” sviluppati a distanza di anni possiamo vedere tutta l’evoluzione delle varie tecnologie. In 10 anni, dal 2008 (data di lancio dell’Alpha Beam 300) al 2018 osserviamo un passaggio da una lampada MSR Gold 300/2 MiniFastFit associata ad un gruppo ottico innovativo ai tempi, fino ad arrivare ad un LED da 110 W combinato ad un gruppo ottico ancora più performante e capace di produrre i risultati che potete vedere nella foto qui sotto. Affascinante no?

Rimanendo sull’Axcor Beam 300, durante la fase di programmazione ho notato quanto fosse utile la modalità DMX identica a quella dello Sharpy, con la quale non è stato necessario andare alla scoperta del proiettore, con una operatività quasi automatica e una drastica riduzione dei tempi. I movimenti risultano rapidi e precisi e anche sotto stress con variazioni di pan e tilt veloci ed improvvisi, la macchina non ha mai perso la posizione. Sempre tenendo presente che abbiamo a che fare con una fixture LED da 100W, i colori risultano comunque ben definiti e i fasci a mezz’aria sempre visibili anche all’interno di un palazzetto ampio come quello di Desio.

Photo Credit – Loretta Tomatis

Le sorprese – nonostante qualche problemino iniziale dovuto ad una imprecisione e ad una scarsa attenzione nella realizzazione della libreria all’interno della console luci – arrivano anche dalla versione Spot. Si tratta di una fixture tutto sommato completa, con una serie di features che non ci saremmo mai aspettati poter “entrare” in una scocca compatta come questa. Il sistema di miscelazione, due ruote gobos e un prisma ben definito sono infatti alcune delle caratteristiche che rendono interessante questo spot, capace di esprimere un fascio potente anche con gobos e prisma inseriti e che per l’occasione ho posizionato all’interno del portale dal quale uscivano atleti ed artisti, ottenendo giochi di controluce interessanti e originali.

CONCLUSIONI

Con Axcor 300, Claypaky è riuscita ad inserire all’interno del proprio catalogo una serie di proiettori che hanno tutte le carte in regola per ben figurare all’interno di eventi medio-piccoli e non solo, complice anche un prezzo che, stando a quanto ci viene detto, è “su strada”, certamente abbordabile anche per service e rental di piccole dimensioni, esprimendo peraltro una qualità del fascio luminoso in linea con le aspettative ma soprattutto un gran lavoro di progettazione per mantenere un ottimo rapporto tra compattezza e performance.
Durante il test è stato affascinante vedere dal vivo quel confronto generazionale tra beam prodotti dalla stessa azienda, mentre la versatilità di entrambi i prodotti ha semplificato l’integrazione all’interno di un rig luci già consolidato, dando la possibilità di creare nuove situazioni e di giocare con nuovi accenti, pur avendo a disposizione “solamente” 4 fixture per modello.

Di recente abbiamo visto nuovamente in azione gli Axcor Beam 300 all’interno del setup dello show Giudizio Universale, presso l’Auditorium della Conciliazione di Roma, per il quale realizzeremo un reportage dedicato a breve. Stay Tuned!

Info: www.claypaky.it

Walter Lutzu – main tester
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