Stefano Bollani Tour 2018 – Vigevano

In un caldo pomeriggio di Luglio abbiamo fatto qualche chilometro in auto per raggiungere Vigevano dove, nella splendida cornice del Cortile del Castello Sforzesco sarebbe andato in scena lo show di Bollani, pianista e compositore tanto talentoso quanto istrionico. Questo di Bollani era il primo appuntamento di una serie di concerti organizzati con premura ed attenzione dal promoter Silvio Petitto, che ci ha gentilmente ospitato ed accolto fin dal primo pomeriggio.
Purtroppo poi, a causa di sopraggiunti impegni, non siamo riusciti a fermarci per l’intera serata anche se le interviste agli addetti ai lavori, le prove del pomeriggio ed un sound check con musicisti al completo ci hanno fornito comunque una serie di elementi sufficienti per poter raccontare gli aspetti tecnici della produzione ed apprezzare, seppur per pochi minuti, la band – veramente di alto livello – e la diffusione audio certamente all’altezza della situazione.
In questa tipologia di festival gli aspetti illuminotecnici sono piuttosto standardizzati e certamente  un po’ meno “elettrizzanti”, quindi ci siamo concentrati maggiormente su tutto ciò che è “suono” visto e considerato che, per la prima volta, ascoltavamo sul campo il sistema HDL-50 di RCF.

La prima intervista è a Massimo Giani, che insieme a Stefano Cavallini, è il titolare del service RIS Audio, una realtà presente nel business da molti anni.

ZioGiorgio.it: Massimo, puoi inquadrarci la situazione tecnica in questo festival? Sia a livello di materiale che di impegno…

Massimo Giani: in questo festival abbiamo praticamente fornito tutto noi. Partendo dal palco, torri Layher, coperture, audio, luci etc…
Per il concerto di questa sera facciamo service completo, fornendo le regie e le altre cose che ha chiesto l’Artista, con particolare riferimento al backline che abbiamo gestito noi affittando gli strumenti da Mokkes di Firenze. Il pianoforte che suonerà Bollani invece è uno Yamaha CFX fornito da Menicagli.

Massimo Giani di RIS Audio.

ZioGiorgio.it: passiamo alla parte luci, come è stato concepito e realizzato il plot?

Massimo Giani: abbiamo scelto i pezzi e realizzato il plot mediando su quelle che erano le richieste dei vari artisti che si susseguiranno durante il festival. La scelta quindi non poteva essere che standard, ricercando la semplicità e selezionando macchine di alto livello senza necessariamente essere “fuori budget”. D’altra parte, come al solito, c’era da far tornare i conti…
Ad ogni modo abbiamo previsto tre americane uguali in cui abbiamo montato Jade e Diamond alternati della ProLights, macchine molto affidabili e che ci permettono di fare diversi lavori, per un totale di 36 fixtures. In aggiunta abbiamo 8 Martin Atomic 3000 e 5 DVE in prima americana che probabilmente non verranno utilizzate molto questa sera. Alcune produzioni poi integreranno con del “floor” (pezzi  terra) a seconda delle proprie esigenze.
Come controller disponibili abbiamo previsto una sempre ottima Avolites e una Chamsys, anche se di certo molti LD porteranno la propria console.

ZioGiorgio.it: passiamo all’audio, perchè vedo una novità importante…

Massimo Giani: esatto, come main PA come puoi vedere c’è un RCF HDL50 del quale siamo estremamente contenti.

ZioGiorgio.it: la scelta di un sistema audio di una certa importanza è sempre qualche cosa di “mistico”, ci sono correnti quasi religiose tra gli addetti ai lavori su marchi e modelli. A me interessa sapere come siete approdati a questo sistema e soprattutto perché.

Massimo Giani: da qualche anno abbiamo contatti e collaborazioni, in qualità di clienti, con RCF ed in particolare con Fabrizio Grazia che ci ha sempre assistiti e consigliati per il meglio. In magazzino abbiamo diversi moduli di HDL6 e di di HDL20 con i quali, tutt’oggi, svolgiamo una grande varietà di eventi e concerti e dei quali siamo molto soddisfatti, soprattutto in termini di qualità ed affidabilità. 
Nel momento in cui abbiamo avuto la necessità di prendere un sistema più “importante” è stato abbastanza logico rivolgersi ancora ad RCF ed HDL50 è stata la scelta più logica…

ZioGiorgio.it: cosa ti ha colpito in particolare del sistema?

Massimo Giani: onestamente ancora prima della scelta del sistema abbiamo scelto l’azienda che nel tempo si è sempre dimostrata molto attenta alle nostre esigenze, sia in termini “commerciali” sia per quel che concerne il post vendita. In effetti qui oggi a Vigevano, che è la prima uscita importante di HDL50, abbiamo il supporto Emanuele Morlini che è qui sul campo per condividere la sua esperienza.
Venendo all’impianto, posso dire che a mio gusto, suona bene, è affidabile, di facile installazione e soprattutto ha RdNET on board. Gli altri sistemi che possediamo non hanno RdNET, èp comodissimo, e ad oggi mi risulta difficile farne a meno, tanto che stiamo valutando di cambiare parte dell’HDL20 col nuovo HDL30 che ha RdNET…

ZioGiorgio.it: Massimo, ci conosciamo da tempo e voi siete uno di quei service che non fa mai “il passo più lungo della gamba” ma piuttosto siete cresciuti pian piano. Vogliamo parlare degli aspetti più “imprenditoriali” una volta tanto? Qual è la formula per rimanere così tanti anni sul mercato?

Massimo Giani: credo che come prima cosa occorra aver sempre chiaro quale sia il tuo target… Noi siamo un service medio e vogliamo lavorare bene in questo segmento anche se magari, anche in virtù di questi nuovi investimenti, siamo pronti per qualche impegno più grande. 
Prima di comprare materiale ed accumularlo in magazzino bisognerebbe pensare alla logistica, ai costi di trasporto, ed essere attrezzati per avere tutta una serie di strutture che ti permettano di lavorare come si deve: mi riferisco a mezzi di trasporto, sponde idrauliche, muletti etc. etc. Quindi ogni nostra scelta è sempre stata ponderata e soprattuto sempre fatta in relazione a quanta mole di lavoro effettivamente e statisticamente avevamo. Posso immaginare che molti facciano l’errore contrario, ossia comperare materiale per poi non gestirlo al meglio, o peggio, farlo lavorare poco…

Sempre in regia troviamo Emanuele Morlini col quale scambiamo un paio di battute…

Da sx: Emanuele Morlini, Massimo Giani e il fonico FoH Roberto Lioli.

ZioGiorgio.it: Emanuele cosa sei venuto a fare qui oggi?

Emanuele Morlini: in effetti sono venuto a fare poco! (ride divertito ndr). Essendo la prima uscita importante di questo HDL-50 con RIS Audio sono stato chiamato da RCF per dare un supporto pratico sul campo. Nella realtà i ragazzi del service sono bravissimi e hanno fatto tutto quanto da soli ed in modo perfetto. Quindi oggi ci siamo limitati a confrontarci in merito ad alcuni aspetti del sistema, ed in particolare in riferimento al software RdNET che hanno già imparato ad usare e sfruttare piuttosto bene.

ZioGiorgio.it: descrivici il sistema montato qui oggi…

Emanuele Morlini: ci sono 16 teste per lato di HDL-50A, 8 sub 9006-AS con una configurazione “gradient” fatta appositamente per pulire il palco da indesiderati rimbombi, e proprio in virtù della quantità di microfoni a condensatore utilizzati questa sera per gli strumenti. Il sistema è certamente più che dimensionato e questa sera “lavorerà” a neppure la metà del suo potenziale…

In un momento di pausa durante il soundchek riusciamo a fare un’intervista anche a Roberto Lioli, fonico di sala per questo tour di Stefano Bollani.

ZioGiorgio.it: Roberto, ho visto che la tua prima preoccupazione durante le prove prima e il check poi è stato il piano…

Roberto Lioli: beh, direi per ovvi motivi! Intanto è lo strumento che suona Bollani – del quale devo avere grande cura – e poi perché è probabilmente lo strumento più “problematico” sul palco. Come hai visto abbiamo anche altri strumenti in questa formazione e devo stare molto attento ad eventuali “leakege” ma soprattuto ai larsen indesiderati, dato che l’Artista e la band usano solo monitor Wedge.

ZioGiorgio.it: come riprendi il pianoforte?

Roberto Lioli: ho due Schoeps a condensatore e i due P48 Schertler a contatto che uso sostanzialmente in due maniere: quello sulle alte come rinforzo nel caso in cui non riuscissi a “tirare fuori” il suono con i soli condensatori e quello sulle basse impostato con un passa basso per dare “corpo” al suono complessivo, dato che i condensatori sono tagliati abbastanza in alto. Insomma, a seconda dei casi posso miscleare le varie sorgenti.

ZioGiorgio.it: che suono piace all’Artista, cosa ti ha chiesto in questo senso?

Roberto Lioli: fin dalle prime uscite con lui mi ha sempre chiesto espressamente un suono “vintage”, morbido, non ama più di tanto sentire l’attacco dei martelletti e certamente mai un suono artefatto. Va da sé che non ci sono effetti di sorta sul pianoforte.

ZioGiorgio.it: devi affrontare qualche problematica particolare sul palco proprio in relazione al fatto che c’è da prendersi cura del suono del piano?

Roberto Lioli: no, per il semplice motivo che sono tutti musicisti eccelsi e molto disciplinati. Proprio per questo non uso praticamente mai dinamiche, sono bravissimi ha gestirsi da soli. Abbiamo poi fatto in modo, nell’organizzare la disposizione sul palco, che il rullante e gli strumenti a fiato (quando ci sono) rimangano posizionati a debita distanza dal pianoforte.

Anche se non abbiamo goduto del concerto, come detto all’inizio, è stato altrettanto interessante intrattenersi con il personale tecnico col quale siamo riusciti ad affrontare gli aspetti relativi alla produzione tecnica non soltanto in termini puramente “estetici” come talvolta accade, ma piuttosto con uno sguardo serio e disincantato alle economie e alle reali necessità del mercato. E’ vero che il nostro amato Stato non agevola la media impresa, tanto meno nel nostro settore, ma forse avendo le idee chiare e facendo i passi giusti si può ancora campare di questo mestiere continuando, perché no, a divertirsi. Questo di cui sopra può essere un buon esempio.

Volete che lo Zio vi venga trovare in un vostro evento? Non importa quanti migliori di Watt abbiate, quanti corpi illuminanti o di quale marca avete il materiale. Se ritenete che possa essere un evento tecnicamente interessante e che soprattutto possa essere raccontato, che aspettate? Scriveteci! Sapete dove e come trovarci…

Aldo Chiappini
ZioGiorgio Team

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