Domanda ai fonicic sul diagramma polare…

Home Forum Audio Pro Domanda ai fonicic sul diagramma polare…

Questo argomento contiene 17 risposte, ha 5 partecipanti, ed è stato aggiornato da  selvatico 12 mesi fa.

Stai vedendo 15 articoli - dal 1 a 15 (di 18 totali)
  • Autore
    Articoli
  • #61549

    selvatico
    Partecipante

    Ciao,

    la mia domanda è relativamente semplice:

    Nella scelta di un nuovo microfono per i live, quale diagramma polare prediligere per mettere meno in crisi il fonico nella gestione del feedback, contando che:

    – canto suonando la chitarra (scustica), quindi con microfono fisso sull’ asta
    – mi esibisco assieme a batteria, basso ed elettrica
    – normalmente ci sono 2 casse con 2 sub ai lati del palco ed una spia a testa per chitarrista solista e bassista (che sono ai miei lati), mentre io uso in-ear monitor
    – il genere è pop/rock
    – i volumi sono tendenzialmente elevati

    Se volete consigliare un microfono in particolare, sentitevi liberi di farlo! …ne ho già provati alcuni, quelli con cui mi sono sentito meglio, fin’ora sono:

    Sennheiser e935 (cardioide)
    Rode S1 (supercardioide a condensatore)
    Neumann kms104 (cardioide a condensatore)
    (il 105 meno del 104)

    …sono 3 microfoni molto differenti… eppure ognuno di loro mi ha colpito piacevolmente…

    Il rapporto qualità/prezzo non mi interessa, la mia domanda è volta solo a capire quale crei meno probabilità di innesco nelle medesime condizioni… so che un buon fonico non avrà problemi a gestirli, ma vorrei rendergli la vita molto facile…

    Ciaps !!!

    #61574
    Diego Caratelli
    Diego Caratelli
    Moderatore

    Ma il mic ti serve per la voce o per la chitarra??

    #61575

    selvatico
    Partecipante

    Ciao Diego!

    Mi serve per la voce

    #61576

    bonfadini manli
    Partecipante

    ti consiglierei di provare:
    http://europe.beyerdynamic.com/shop/tg-v50s.html

    per palchi con volumi elevati (e per non “pescare” dai monitors laterali):
    http://europe.beyerdynamic.com/shop/mp/microphones/vocals-and-instruments/stage-vocals/wired-microphones/tg-v71.html

    personalmente mi piace molto anche la timbrica e come ulteriore facilities sono dinamici (no phantom power required) e qualità prezzo ottimi.
    Manlio Bonfadini

    #61577
    Diego Caratelli
    Diego Caratelli
    Moderatore

    Il discorso non è così semplice…
    Ci sono vari parametri di cui devi tenere conto.
    In primis, molto dipende dalla dimensione e dal contesto del palco dove sei a suonare, nel senso che se sei in un palco grande in cui gli altri strumenti ed il PA sono lontani dal mic, diciamo che puoi permetterti qualsiasi tipo di ripresa microfonica perchè comunque avrai pochi problemi di rientri. Viceversa se sei in un palco piccolo e con pareti riflettenti, di sicuro devi andare su un mic dinamico a diagramma direzionale (almeno cardioide).
    Non è solo il diagramma polare che influisce sul “cosa entra” o no nel mic, ma anche la sua sensibilità. Per questo in un palco piccolo non userei mai un mic a condensatore…
    Quando hai risposto a questo primo “dilemma”, devi vedere qual’è il miglior microfono che si adatta alla tua voce. Parti sempre dal concetto che tutto ciò che non è ripreso in modo giusto è perso per sempre, quindi la scelta del microfono non si può fare ad occhio o per scheda tecnica, ma ti devi metter lì con santa pazienza e provarli, possibilmente in casse da live a volume abbastanza alto e su un mixer da live. Fare prove su casse o mixer da studio o comunque non in condizioni abbastanza simili al live è fuorviante e controproducente…

    Ti racconto un episodio che mi è successo recentemente… In un gruppo con cui collaboro, il nuovo cantante si era portato il suo microfono radio di una nota casa tedesca con capsula condensatore.
    Quel microfono, nonostante fosse bello e costoso, no si adattava assolutamente alla sua voce ed al contesto del gruppo… Gli consigliai di prendere altro mic standard di una nota casa americana (S..8), convinto dal negoziante prese altra capsula ben più costosa ed a condensatore… risultato il mic non gli andava per i soliti problemi del primo… alla fine, disperato, prese il prodotto da me consigliato e adesso si trova benissimo con un mic più economico ed ha gettato dalla finestra circa 300 €…

    Quindi, in conclusione, non mi sento di darti un consiglio specifico, piuttosto una serie di dritte per cercare di semplificarti la scelta.
    Spero di esserti stato utile.
    Ciao.

    Diego.

    #61578

    selvatico
    Partecipante

    Ti ringrazio, sarà fatto!! …mi ero già interessato a beyer, di cui, tuttavia, non ho mai avuto l’opportunità di provare alcun microfono… …sarebbe bello trovare un negozio che li abbia tutti… 😛 …sarebbe ancora meglio poterli portare a casa come fossero degli abiti ^^ … cmq, se conoscete un negozio in nord ovest Italia che sia ben fornito di mocrofoni, suggerite pure… 😉

    Comunque sia, dato che tra voi ci sono dei fonici, vi do alcune info in pià per capire la mia esigenza…

    – suonando mentre canto, ho l’abitudine di cantare sfiorare il microfono (come spesso capita per i chitarristi), per cui se l’effetto prossimità è troppo accentuato mi gonfia a dismisura le frequenze attorno ai 120
    – il microfono non cambia mai di posizione e non viene mai maneggiato durante il concerto
    – il problema maggiore di larsen lo riscontro negli spazi chiusi ed angusti dei locali “gestiti” per la musica dal vivo ma non “costruiti” od arredati con le stesse intenzioni, in cui ci si “accalca”… sono le situazioni peggiori perchè, ovviamente, la batteria (purchè non amplificata e magari resa un po’ “sorda”) rimbomba, e la voce fatica ad uscire dal mix
    – dietro di me nel 90% dei casi c’è la batteria
    – ho una voce carica di frequenze medio basse che si impoverisce salendo di tonalità
    – la mia estensione va da D2 a G4; il mio range di “comfort” da E2 ad E4

    …ovviamente sui grossi palchi o all’aperto il fonico di turno riesce sempre a risolvere il problema senza dover ricorrere a “tagli” fuori luogo… il fonico è, fortunatamente, quasi sempre lo stesso… ma, a volte, nei locali troppo “improvvisati” ti ritrovi il fonico “resident” con il suo “impianto della mad…”… e li, spesso, sono acidissimi cavoli, perchè la prima cosa che fa è tirar giù a ore nove le manopole degli alti e dei bassi… e sembra che io abbia ingoiato un megafono… :/

    #61579

    selvatico
    Partecipante

    Grazie Diego!

    …leggo ora la tua risposta… infatti… diciamo che sto facendo il possibile per farmeli prestare da amici e colleghi, in modo da provarli in saletta da me in condizioni simil-live, o comunque paragonandoli a quelli che uso al momento (un Sennheiser e945 ed un Heil PR22)… entrambi mi “fregano” con il problema larsen negli spazi (come dicevo sopra) angusti… cosa che ho notato non accadere con l’ e935, sempre Sennheiser… credi dipenda esclusivamente dal fatto che sia cardioide? … se non erro lo è anche il PR22… mah… non ho ancora ben capito quando sia meglio usare il cardioide, quando il super e quando l’iper… questi poteri li hanno solo i tecnici del suono, temo… 😛 …credo di aver però capito, dalle tue parole, che una capsula a condensatore in quelle occasioni non aiuterebbe di certo…
    …a tutti gli effetti il problema maggiore non è il suono che si riesce a “tirar fuori”… quando lo spazio lo permette il risultato è ottimale (soprattutto con l’e945), ma in contesti “ristretti” la voce muore… a questo punto la mia scelta dovrebbe proprio ricadere sul fratello e935… presumibilmente con quel tipo di “location” si comporta meglio… ed i condensatori li potrei lasciar perdere (almeno per ora), dato che il problema primario che mi spinge ad un nuovo acquisto è il larsen…

    #61580
    Diego Caratelli
    Diego Caratelli
    Moderatore

    Nelle situazioni piccole son cavoli a prescindere…
    Il tuo discorso cade pienamente negli esempi che ti ho fatto prima…
    Ora però ti becchi un commento da fonico…
    Non puoi dare la colpa al fonico o alla “situazione” per il discorso dell’effetto prossimità… questo è un classico esempio di “accusa impropria” che mi fa abbastanza incavolare…
    Saper usare il microfono, è una delle cose che deve saper fare un cantante… se hai la pretesa di metterti davanti ad un microfono, usarlo a tuo piacimento in luoghi complicati e pretendere che suoni bene, sono cose che non stanno insieme…
    Se poi in questi contesti pretendi di suonare con volumi di palco elevati, allora mi spiace ma proprio non ci avete capito nulla…
    Nei posti piccoli e complicati, se vuoi un suono della voce decente, devi partire da un palco pulito, ovvero batteria possibilmente elettronica, chitarra con effetti digitali senza ampli, basso in di, monitoraggio in cuffia. Allora forse puoi cercare di migliorare la voce!!
    Se in sala il 90% del volume arriva dal palco, per il fonico anche più bravo diventa impossibile gestire l’audio semplicemente perchè non ha margini di lavoro.
    Non si può sempre partire dal principio che il musicista fa quel che cavolo vuole e poi il fonico deve riparare a tutto!!! Il primo mix viene dai musicisti, dall’arrangiamento e dal palco.
    Poi viene tutto il resto!!
    Pensa bene a questo…
    Ciao.

    #61581
    Diego Caratelli
    Diego Caratelli
    Moderatore

    Ps.: per chiarire… parti dal principio che la voce è lo strumento che ha l’emissione più debole sul palco ma che nel mix deve venire più fuori… il volume degli strumenti di palco non è che si ferma a bordo palco per magia… prosegue in sala ed arriva agli spettatori.
    Se il posto è piccolo ed i volumi di palco sono eccessivi, il larsen si verifica perchè per far uscire le voce il fonico è costretto a dare così tanto volume al microfono da renderlo soggetto a larsen… in quel caso, è solo fortuna che il microfono non arrivi ad innescare perchè viaggi in continuo su una border line tra innesco e non…
    L’unico modo per risolvere il problema è abbassare i volumi di palco, non cambiare microfono…
    Poi è ovvio che alcune scelte tecniche possono aiutare, ma la cosa in assoluto più importante nei contesti piccoli è riuscire a contenere i volumi di palco!!!

    #61582

    selvatico
    Partecipante

    XD ..ok, ok, non ti arrabbiare ^^ …io sono qui principalmente per imparare! 😛

    In breve, essendomi capitate situazioni simili, ho presunto che potessi acquistare un microfono maggiormente appropriato a questo tipo di situazione, dato che crea disagio a tutti (musicisi e non), per poter facilitare il lavoro del fonico “improvvisato” (come a volte capita con i “resident”, che si definiscono fonici solo perchè il sabato sera mettono musica tunz, ma non hanno le competenze di un fonico)…

    ..quindi la mia domandina era: ammesso che io abbia individuato dei microfoni che accentuino i lati positivi della mia voce, ed ammesso che fra essi ce ne siano di dinamici ed a condensatore, di cardioidi, supercardioidi ed ipercardioidi… in una condizione limite come quella descritta prima… oltre a TUTTI I PREZIOSI ACCORGIMENTI che hai suggerito (e di cui in parte non ero a conoscenza)… quale tipo di microfono mi metteresti di fronte?

    …voglio vedere se ci sto capendo qualcosa… io ipotizzo che potresti suggerirmi di usare un dinamico cardioide… si? …no? ^^

    #61583

    selvatico
    Partecipante

    …ti ringrazio cmq a priori per i consigli di cui sopra, che ho già screenato e postato sul gruppo della band ^^

    #61584
    Diego Caratelli
    Diego Caratelli
    Moderatore

    L’arrabbiatura era figurativa… 🙂 non ti preoccupare!! Più che altro era per accentuare determinati discorsi che molto spesso i musicisti non conoscono o trascurano…
    In realtà i problemi che ti ho descritto sopra sono cose ordinarie, purtroppo, perchè anche nelle scuole di musica viene sempre insegnato lo strumento senza però andare a contestualizzarlo in gruppi e situazioni reali, di conseguenza i musicisti non sono mai formati su questi aspetti “tecnologici” che invece sono di importanza primaria!!!
    Per un chitarrista poco esperto, per esempio, sentire parlare di pod o cose del genere è praticamente una bestemmia… in realtà, in contesti problematici, una buona stazione digitale avrà una resa mille volte superiore ad un ampli vero perchè l’ampli non lo puoi far suonare bene (e quindi al suo volume…) perchè altrimenti uccide tutti, mentre la stazione digitale la puoi alzare ed abbassare a piacimento senza avere perdite di qualità… Risultato, in quel contesto, suonerà meglio il digitale dell’ampli vero!!! Stessa cosa per la batteria e gli altri strumenti… Ed il pubblico apprezzerà molto di più l’esecuzione.
    Considera che il pubblico non è in grado di capire se il volume è alto o sbilanciato per un motivo o un altro, in generale valuta se quello che sente gli piace o no, il problema di farglielo piacere è in primis il tuo (musicista), non del fonico o di altri…

    A parte questo, quando non so a che santo votarmi, io vado sempre sul vecchio e collaudato SM58… non sarà il top di gamma ma il lavoro lo porta sempre a casa… Nel caso della tua voce, forse, anche l’SM57 potrebbe aiutarti, visto che è meno tondo sulle basse e con medie più accentuate…
    Intendiamoci, non sono i microfoni migliori in assoluto, ma a volte possono permetterti di portare il lavoro a casa decentemente anche in situazioni complicate…

    #61585
    Diego Caratelli
    Diego Caratelli
    Moderatore

    Ps.: se una batteria o una chitarra suonano molto dal palco, ed in sala già senza andare sul PA sono alti, il fonico più che tenere spento il canale non può fare altro… se la voce anche a canali spenti è bassa nonostante il microfono sia al limite del larsen, è e rimarrà bassa punto e basta, indipendentemente dal tipo di microfono… per questo l’importanza dei musicisti e dei volumi di palco… ci avevi mai pensato a questo? 🙂
    Se i suoni che tu mandi in sala sono adeguati al contesto, anche un tecnico meno esperto di fatto riuscirà a fare un lavoro migliore perchè alla fine dovrà solo alzare i fader e poco più… se il materiale che mandi, invece, non è buono… trai le tue conclusioni…

    #61589

    selvatico
    Partecipante

    …toccherà far digerire il “digitale” agli amanti dell’analogico, ma è una cosa fattibile… c’è anche il vantaggio del minor peso da trasportare… di contro bisogna acquistare qualcosina! ^^

    …ti ringrazio!! …comunque sia, SM57 ed SM58 sono dinamici cardioidi se ben ricordo… quindi ci ho preso prima!! XD

    ..ergo in una situazione così “compressa” si gestisce meglio un cardioide?

    Ora sarebbe interessante recuperare un SM57 ed un e935 e paragonarli in una di quelle situazioni assurde per vedere che differenza reale c’è in termini di innesco VS resa sulla mia voce…

    #61729

    andrea4d
    Partecipante

    Ciao!

    Lavoro per Shure, quindi parlo solo di questi microfoni!

    57: te lo sconsiglio, soprattutto se canti molto vicino al microfono perche’ non ha un filtro antipop adatto per la voce. Il Beta 57 potrebbe essere una buona scelta, ma se hai un solo monitor frontale il supercardioide potrebbe non essere la scelta migliore

    58: non sbagli mai!

    KSM8: cardioide dinamico a doppio diaframma con due peculiarita’. Suona molto bene anche fuori asse (quindi i rientri sono piu’ gestibili anche da fonici alle prime armi) e non ha quasi effetto prossimita’. Inoltre e’ molto lineare e ha un ottimo guadagno prima del feedback. Personalmente lo ho scelto per la band che seguo (piccoli club e volumi considerevoli) avendo a disposizione (e dopo aver provato) tutti quelli in catalogo! Costa sensibilmente di piu’ di 57 e 58 ma se riesci a provarlo potresti decidere se ne vale la pena o meno.

    Cheers

Stai vedendo 15 articoli - dal 1 a 15 (di 18 totali)

Devi essere loggato per rispondere a questa discussione.

Vai alla barra degli strumenti