IL SUONO DI UNA VOLTA…

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Questo argomento contiene 0 risposte, ha 1 partecipante, ed è stato aggiornato da Diego Caratelli Diego Caratelli 1 anno, 11 mesi fa.

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    Diego Caratelli
    Diego Caratelli
    Moderatore

    Ciao a tutti, voglio aprire questa discussione perchè è da un po’ di tempo che mi frulla per la testa un pensiero.
    Sia chiaro, non voglio aprire l’ennesima diatriba tra digitale ed analogico, ma fare una considerazione su tutto ciò che gira intorno ad un mix, indipendentemente dal supporto su cui viene prodotto.

    Molto spesso, da musicisti, tecnici, fonici ed appassionati in genere, sento dire il solito ritornello del “ma Protools suona un po’ come una scatoletta…” oppure “i mix di oggi non hanno dinamica…” e via discorrendo… penso che sia chiaro il tipo di riferimento.
    Quindi partono i ragionamenti ancestrali su “sommatore esterno analogico si o no…” oppure “a, il banco SSL9000 suona da paura…” ecc… ecc…
    Ora, premesso che in tutto c’è un fondo di verità, penso che ad oggi il problema vero non sia dato tanto dal modo in cui registri e/o mixi (che comunque è fondamentale chiariamoci…) ma dal fatto che con l’avvento della registrazione su computer e non su nastri, fondamentalmente non c’è limite al numero di tracce che si può inserire in un brano.
    Quando si faceva le registrazioni sui nastri, il numero di tracce che potevi fare era limitato a “quanti” registratori avevi in studio, quindi anche il compositore / arrangiatore si doveva arrangiare a far suonare il pezzo su quel dato numero di canali, altrimenti rimaneva fuori qualcosa dal brano (a meno di lacchezzi vari…).
    Nel fare i missaggi in studio a oggi, sempre più spesso mi capita che molti compositori vadano a saturare i mix perchè un casino di tracce suonano contemporaneamente, dal campanellino all’effetto, dal tappeto alle chitarre, arrivando al punto che i livelli di peak ed rms sembrano già masterizzati anche prima di mettere le voci…
    Poi, hai voglia a scavare le frequenze per questo e per quell’altro, ma per far uscire tutto alla fine le frequenze e la dinamica finiscono, arrivando quindi a saturare il brano non perchè si è compresso troppo in mix ma perchè l’arrangiamento è saturo di suo.
    E lì hai voglia a espandere, essessellettare, e via discorrendo, sì, un po’ migliora rispetto ad un mix full digitale, ma sempre zeppo sarà, con conseguente sensazione di riduzione dinamica generale.

    Secondo voi, più che tornare alle vecchie macchine analogiche, non sarebbe forse il caso che “tornassero all’antico” tutti quelli che non mettono le mani sul mixer piuttosto che rompere le scatole a noi poveri fonici per quell’outboard piuttosto che quel plug-in????

    Aspetto commenti!!!

    CIAO

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