Diego Caratelli

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  • in risposta a: yamaha tf3+lexicon mx300 #71171
    Diego Caratelli
    Diego Caratelli
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    Casomai i ritorni, non le mandate…
    Comunque, lo 01V96 di ritorni stereo ne aveva 4 (2 su 2 layer), ed a 48 khz potevi avere fino a 4 effetti diversi.
    Nel TF3 dovresti avere 8 processori di effetto, di cui i primi due sono ripresi dalla serie SPX e li puoi collegare ai due ritorni che ha sulla superficie di controllo, gli altri 6 li puoi collegare ad un altro ritorno stereo che, se usi per la batteria, non presenta la necessità di avere il controllo direttamente sulla superficie.
    Leggiti bene il manuale, eventuali tutorial su internet e studia bene la macchina… secondo me non hai ben compreso le potenzialità del mixer che hai…
    Ciao.
    D.

    in risposta a: yamaha tf3+lexicon mx300 #71145
    Diego Caratelli
    Diego Caratelli
    Moderatore

    Lo devi collegare con la stessa filosofia con coi collegheresti un effetto esterno su un mixer analogico.
    Premesso il fatto che non ne vedo molto l’utilità, nel senso che gli effetti interni del mixer Yamaha sono per lo meno allo stesso livello dell’mx300, devi usare un ausiliario per fare la mandata, uscire da una delle uscite XLR che tramite il patching interno avrai abbinato all’aux che usi per le mandata, per poi rientrare in una coppia di canali di ingresso abbinati in stereo.
    Non hai alternative a questa configurazione.
    Ribadisco la mia scetticità dell’operazione, oltre tutto ti mangi una aux ed una coppia di canali in ingresso… vedi tu.
    Ciao.

    in risposta a: mixer spirit folio non funziona uscita canale R #70764
    Diego Caratelli
    Diego Caratelli
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    Hai verificato le saldature degli spinotti o eventuali connettori? Le condizioni degli spinotti?

    Diego Caratelli
    Diego Caratelli
    Moderatore

    Potresti mettere qualche info in più? Non è molto chiara la geometria del posto e del palco… puoi postare anche uno schizzo fato a mano?

    in risposta a: Devo comprare casse nuove ma non so quali!!! #70475
    Diego Caratelli
    Diego Caratelli
    Moderatore

    Il sub che hai presenta diversi tipi di combinazioni possibili a livello di uscite ed x-over, quindi non mi preoccuperei molto dell’accoppiamento con una testa piuttosto che un altra.
    L’unico problema che potresti avere è nel bilanciamento di potenza tra top e sub, ma quello va visto anche in base ai generi musicali che l’impianto dovrà riprodurre.
    I tre marchi italiani che citi sono ottimi prodotti, ma hanno la tendenza a suonare un po’ aperti sulle medioalte, qsc probabilmente ha un timbro un po’ più bilanciato, questo per lo meno da ascolti che ho avuto la possibilità di eseguire.
    Comunque niente che non sia correggibile con un eq…
    Io fossi in te valuterei parametri come il peso della cassa, le possibilità di montaggio a monitor e di sospensione, oltre che l’assistenza… poi grosso modo son tutte casse che vanno bene.
    Ciao.
    D.

    in risposta a: casse attive teatro #70378
    Diego Caratelli
    Diego Caratelli
    Moderatore

    RCF/Db Technologies ed FBT sono notoriamente i marchi che normalmente hanno un suono più aperto, quindi più “pronto” al tuo utilizzo.
    Per il discorso del diametro del woofer, non si può comunque generalizzare troppo… casse con woofer piccolo solitamente hanno anche il driver a compressione più piccolo, con un punto di incrocio più alto… Io andrei comunque almeno su un woofer da 12 pollici, il 10 inizia ad essere un po’ piccolo specie se non si vuole usare sub… Poi rischia di suonare molto sbilanciata sulle medio-alte, e non è bello da sentire…anche sulle voci!!
    La qualità la fa il prezzo e viceversa… una cassa professionale amplificata non costa meno di 1000 euro… poi a scendere risparmi ma perdi anche in qualità.
    Più di questo non so cosa dirti, se non “vai e prova” cercando di capire tramite ascolto il prodotto più adatto a te.

    Buona scelta.
    Ciao.

    in risposta a: casse attive teatro #70336
    Diego Caratelli
    Diego Caratelli
    Moderatore

    Verse Audio, Rcf, Db, FBT, Montarbo, ecc… ecc…
    Tutti i produttori hanno ormai prodotti di fascia Professionale, media ed economica, sta tutto al tuo budget.
    Comunque non pensare che una coppia di buone teste con woofer da 15 costi meno di un impianto a colonna…
    Dipende tutto dal tuo budget…

    in risposta a: casse attive teatro #70324
    Diego Caratelli
    Diego Caratelli
    Moderatore

    Per farla semplice, i sistemi a colonna hanno maggiore proiezione in profondità del suono, quindi mantengono una migliore intelleggibilità del parlato anche su una platea più grande.
    Il sub nel loro caso è necessario per due motivi principali:

    1 – essendo la testa a colonna realizzata con altoparlanti di diametro ridotto, sono efficienti sulle frequenze medioalte ma un po’ carenti sulle mediobasse. Quando tagli sul mixer, tagli intorno ai 100 hz, mentre quelle teste solitamente non scendono oltre i 150 hz, quindi il sub ti serve per emettere le frequenze che non escono dalla testa sulle mediobasse, che sono importantissime per dare corpo e presenza alla voce;

    2 – in questi tipi di impianto l’amplificatore della cassa medialta è contenuto nel sub, quindi direi che è necessario anche per questo motivo… 🙂 !!

    Diciamo quindi che una cassa a 2 vie tradizionale (woofer da 12/15 pollici + driver alte frequenze) può essere più semplice ed economica ma di sicuro è meno adatta allo scopo che serve a te.
    Con il sistema a colonna andresti più vicino al prodotto ideale che si adatta meglio al tuo utilizzo.

    A questo punto hai tutte le info necessarie per valutare cosa fare, spetta solo a te decidere su che sistema andare in base alle tue condizioni.
    Ciao.

    Diego.

    in risposta a: casse attive teatro #70310
    Diego Caratelli
    Diego Caratelli
    Moderatore

    Per quanto riguarda la disposizione dei microfoni, se ne metti due sul fronte palco probabilmente basta aprire i pan correttamente e dovresti migliorare molto.
    Nel caso di metterne tre, potresti provare anche a ruotare i microfoni esterni verso l’esterno del palco di qualche grado, lasciando dritto quello centrale.
    Potresti poi aprire un po’ di più i pan dei due mic esterni e lasciare dritto solo il centrale. Questo ti aiuterà a diminuire le zone di sovrapposizione della ripresa.
    Con il discorso 10.10 / 15.15 intendevo l’apertura del PAN, esatto (solitamente si dice così perchè il potenziometro del PAN assomiglia ad un orologio, dove alle 12 c’è il C e poi man mano si apre).

    Per quanto riguarda il collegamento di diverse casse attive, elettronicamente non ci sono particolari controindicazioni. L’importante è attaccare il rilancio verso la cassa successiva sull’uscita “Lynk” e non su altre eventuali uscite che possono esserci sulla cassa precedente.

    I problemi però sono di tipo acustico perchè essendo altoparlanti diversi, sarà diversa la potenza, il timbro, ecc… ecc…, senza contare che se non posizioni il tutto in modo corretto avrai problemi di sovrapposizione e cancellazioni di fase incontrollate tra una cassa e l’altra.
    Il volume lo puoi compensare anche con il volume della cassa stessa, anche se non è proprio il top, ma per il timbro è un altra storia.
    Se vuoi installare una coppia per coprire le prime file ed un PA più grande per tutto il resto, il consiglio è quello di usare la mandata aux del mixer per fare una linea mono per le casse frontali, inserendo un piccolo equalizzatore grafico prima delle casse, per poi connetterele in cascata una all’altra. In questo modo avrai controllo separato del volume e del timbro rispetto al PA principale. Queste le dovrai posizionare, equalizzare e “sonorizzare” solo per le persone che non percepiscono il suono dal PA principale (che avrai acceso e tarato prima delle casse frontali, che dovrai usare quindi solo a “compensazione” dell’altro impianto).
    Andrebbero anche ritardate nel tempo, ma qui si va sul complicato quindi fermiamoci a quanto sopra, per ciò che fai è più che sufficiente…

    Il problema della fase vale in ripresa come in diffusione, nel senso che se hai due diffusori che emanano lo stesso suono ma arrivano ad un ascoltatore con distanze diverse, all’orecchio della persona arriveranno due onde sonore uguali ma con tempi di arrivo diversi, quindi potranno sommarsi in modo non corretto e generare cancellazioni di fase incontrollate che di fatto ti cambiano anche sensibilmente il suono percepito.

    Infine, per la scelta dell’impianto concordo con quanto ti ha detto Andrea e se vuoi un consiglio su un prodotto io proverei qualcosa tipo l’Evox 12 di RCF o i sistemi LD System…

    Ciao.

    Diego.

    in risposta a: casse attive teatro #70287
    Diego Caratelli
    Diego Caratelli
    Moderatore

    I microfoni al massimo possono crearti delle interazioni di fase negative nel caso in cui riprendano contemporaneamente la stessa sorgente ma da distanze diverse.
    Immagina questa situazione:
    – metti due microfoni nel proscenio, distribuiti sulla larghezza del palco in modo da formare più o meno spazi regolari, ed invii entrambi i microfoni al PA lasciando i pan in mono (come penso farai normalmente);
    – i due microfoni hanno pattern di ripresa simile al cardioide, quindi (principalmente) nella zona compresa tra i due microfoni, per altro quella centrale, avrai una zona di palco i cui suoni/voci vengono ripresi da entrambi i microfoni;
    potrebbe succedere che quando l’attore parla in una posizione all’interno di questa area ma non equidistante dai due microfoni, il tempo che il suono impiega per arrivare a ciascuno dei due microfoni è leggermente diverso per via delle differenti distanze.
    Dato che i due segnali si risommano in mono nell’uscita del mixer, potrebbero crearsi delle cancellazioni “a pettine” dovute alla somma non coerente dei due segnali.
    Quindi, per attenuare questo problema, dovresti provare ad aprire i pan affinchè i microfoni vadano maggiormente verso il lato in cui sono posizionati (es. aprire alle 10.10 / 15.15), questo ridurrà notevolmente il fenomeno del filtraggio di cui sopra.
    In generale, gestire la fase in queste situazioni non è mai una cosa scontata, diciamo che questo può essere uno dei modi per migliorare la situazione.

    Altro cosa invece riguarda il rientro delle casse.
    Una cassa in plastica economica avrà sicuramente il box realizzato con plastica molto fine e con pochi rinforzi interni.
    Questo fattore costruttivo, insieme ad altri, contribuisce ad abbassare il livello di attenuazione posteriore della cassa, rendendo più difficile la gestione dei rientri.
    Una cassa di buona qualità, oltre ad avere un suono migliore frontalmente, è costruita per attenuare l’emissione posteriore, in modo da poter gestire livelli di volume in sala più alti attenuando il problema dei rientri.
    Di che budget disponete?

    Spero di essere stato chiaro…

    in risposta a: casse attive teatro #70279
    Diego Caratelli
    Diego Caratelli
    Moderatore

    Diciamo che le casse che hai non sono proprio un gran che… se non ho capito male dovrebbero essere il modello in plastica, probabilmente i microfoni tendono a rientrare perchè hanno molta emissione anche dietro.
    Inoltre mischiare impianti è sempre… complicato.
    Il tipo di teatro che devi sonorizzare ha solo la platea o anche balconate o galleria?

    in risposta a: yamaha 01v96i ada8000 #70229
    Diego Caratelli
    Diego Caratelli
    Moderatore

    prova a settare il 48k senza aver attaccato la ada 8000, in quel modo te lo dovrebbe prendere. Poi connetti la Ada 8000 come ti ho detto ed imposta il sync, dovrebbe andare.
    Hai per caso una scheda my montata nello slot?

    in risposta a: yamaha 01v96i ada8000 #70221
    Diego Caratelli
    Diego Caratelli
    Moderatore

    Controlla le seguenti cose:

    – nel mixer, scorrendo nel menu “dio/setup” troverai la pagina “word clock select” in cui è possibile impostare la frequenza di campionamento a cui lavora il mixer: devi verificare che il quadratino riempito in nero (quindi selezionato) sia impostato a 44.1k o a 48k (ti consiglio 48k);

    – sul retro della scheda Behringer, c’è un quadro con una scritta SYNC e sotto di essa un selettore: deve essere impostato su “adat in”;

    – infine devi collegare tramite cavo adat, la ADAT OUT del mixer alla porta ADAT IN della scheda, e la porta ADAT IN del mixer alla ADAT OUT della ADA 8000.

    Effettuata la connessione “fisica”, devi indirizzare i “canali reali” ai “canali digitali”, perchè devi immaginarti il mixer diviso in due parti: gli ingressi/uscite analogici o digitali sono la parte di interfaccia verso il mondo esterno, il mixer vero e proprio però è una sorta di computer che ha ingressi ed uscite “virtuali” ai quali puoi indirizzare liberamente gli ingressi ed uscite fisici di cui sopra.
    Se il mixer è impostato come di fabbrica, se vai sul layer 17/32 gli ingressi della ADA 8000 dovrebbero essere configurati in automatico sui canali 17->24.
    Se così non fosse, devi indirizzare gli ingressi fisici agli ingressi virtuali:

    – Dei poi entrare nella pagina PATCH del mixer fino a trovare la videata “INPUT PATCH”, a quel punto devi indirizzare le singole porte del mixer ADAT-01 / ADAT-02 ecc… ad un canale del mixer (i quadrati tratteggiati sotto la riga INPUT), stessa cosa dovrai fare sulla schermata “PATCH OUT”.

    Comunque ti consiglio di scaricarti e leggerti bene il manuale, specie se non hai mai avuto a che fare con mixer digitali ti aiuterà a capire bene le varie funzioni.
    Ciao.

    Diego.

    Diego Caratelli
    Diego Caratelli
    Moderatore

    Si, tre metri ci può stare, al più ti ripeto puoi mettere una DI che di sicuro male non fa, ma non è quella ad essere determinante.
    Sul VGA, l’unica cosa che ho trovato che potrebbe fare questo lavoro è uno splitter, che in teoria dovrebbe generare almeno 2 uscite separate ed isolate, ma questo non è proprio il mio campo…
    Hai verificato se sul proiettore c’è il simbolo del doppio isolamento?

    Diego Caratelli
    Diego Caratelli
    Moderatore

    Ps.: immagino che il portatile sia collocato vicino al mixer, e che i cavi da PC a Mixer siano corti… giusto?
    Al più potrebbe esserti utile una DI box, ma se il pc è vicino al mixer non dovrebbe essere essenziale.

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