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	<title>ZioGiorgio TV &#187; ALLCHANNEL</title>
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	<description>Il canale video ufficiale dei tecnici dello spettacolo</description>
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		<title>Ibanez Darkstone Demo</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Aug 2010 06:43:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ZioMusic.it</dc:creator>
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Oggi noi di ZioMusic.it abbiamo messo le mani sulla nuova chitarra Ibanez Darkstone DN600 SHM. Una chitarra elettrica che si posiziona nella fascia di mercato media, con un prezzo consigliato di 560 euro. Nei video potrete vedere la chitarra e ascoltarne i vari suoni, nonché sentirla realmente all&#8217;azione nel suo territorio naturale, il rock e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-762" title="zmv_ibanez_darkstone1" src="http://www.ziogiorgio.it/tv/wp-content/uploads/2010/06/zmv_ibanez_darkstone1.png" alt="zmv_ibanez_darkstone1" width="857" height="239" /></p>
<p>Oggi noi di <strong>ZioMusic.it</strong> abbiamo messo le mani sulla nuova chitarra <strong>Ibanez Darkstone DN600 SHM</strong>. Una chitarra elettrica che si posiziona nella fascia di mercato media, con un prezzo consigliato di 560 euro. Nei video potrete vedere la chitarra e ascoltarne i vari suoni, nonché sentirla realmente all&#8217;azione nel suo territorio naturale, il rock e il metal.</p>
<p><img src="http://www.ziogiorgio.it/images/2009/DN600_SHM_12_01.png" alt="" /></p>
<p>Quando vedo una chitarra la prima cosa che voglio sapere è come suona dal vivo quindi ve la presento immediatamente in veste live. Nel video potete ascoltare il pezzo “<strong>Darkstone</strong>” che ho scritto appositamente per questa recensione. Un brano strumentale in stile heavy-metal (o forse sarebbe meglio dire dark-metal) registrato esclusivamente con questa chitarra che contiene diverse parti per sperimentare i diversi suoni di cui quest&#8217;ascia è capace. In fondo a questo articolo potete anche sentire la versione registrata e mixata in studio (<a href="#Mp3"><span style="color: #0000ff;">Vai</span></a>).</p>
<p>La serie <strong>Ibanez Darkstone</strong> devo dire mi ha preso subito fin dalla prima volta che le ho viste al Musikmesse quest&#8217;anno. Chitarre decise, con un look distintivo e con un carattere metallaro che si evince fin da subito.</p>
<p>Il mio spirito glam mi ha fatto scegliere per quella che ritengo, in questa fascia di prezzo, una chitarre con la finitura più bella in assoluto: la <strong>Darkstone DN600 SHM</strong>. Una chitarra che si presenta senza mezzi termini, o la ami o la detesti, per il suo look sfacciato tutto brillantini e cattiveria.</p>
<p><strong>Descrizione</strong></p>
<p>LA DN600 SHM ha una linea double-cutaway (a due spalle mancanti) ed il profilo del corpo presenta un raccordo a goccia sul fondo che le da un aspetto personale. La finitura, che io chiamo semplicemente glitter, è stata denominata da Ibanez “shattered mirror” ovvero &#8217;specchio disintegrato&#8217;; comunque la vogliate chiamare è bella, e dovunque andrete tutti la guarderanno. Anche il battipenna a specchio contribuisce a migliorare il look e scommetto che su di un palco buio, con luci e laser, sarebbe ancora più d&#8217;effetto.</p>
<p>Bello anche il binding bianco avorio lungo tutta la chitarra, rifinito bene per una chitarra &#8216;made in China&#8217; e senza troppi difetti come anche gli inserti rettangolari madreperlati sulla tastiera.</p>
<p><img src="http://www.ziogiorgio.it/images/2009/set-in-neck.jpg" alt="" width="500" height="375" /></p>
<p>Il corpo e il manico sono in legno Sapele, un legno duro e denso simile al mogano, che da alla chitarra un suono mai troppo squillante con un low-end sempre profondo e leggermente scuro. Il manico è sottile e veloce, incastrato ed incollato nel corpo (set-in neck) per sustain maggiore, con un raccordo molto comodo per la mano sui tasti alti.</p>
<p>Il ponte fisso è un Tight-Tune che tramette ottimamente le vibrazioni al corpo, dando ancora più sustain. Le meccaniche cromate Ibanez non mi fanno impazzire, pur tenendo bene l&#8217;accordatura non sono molto precise.</p>
<p>Un discorso più approfondito va fatto sui pickup: due single-coil humbucker size HS-1 progettati da Ibanez stessa, uno al manico ed uno al ponte. Single-coil che non hanno solo le dimensioni da humbucker ma che spingono come humbucker. La dinamica di questi trasduttori è stata spostata decisamente verso l&#8217;alto. Suonando anche sul canale pulito dell&#8217;ampli quando la plettrata diventa più energica sentirete il sopraggiungere di una saturazione via via sempre più evidente. Questo è certamente un aspetto positivo per chi fa rock o metal ed il suono clean 100% non sa nemmeno dove abiti; un po&#8217; meno per chi volesse una chitarra versatile che va da puliti stile Fender a distorti heavy-metal. Utilizzando il potenziometro del volume e chiudendolo circa al 50% otterrete un suono sempre clean ma le armoniche scure e tagliate sulle alte tradiranno sempre il carattere spinto di questi pickup.</p>
<p>Il grande vantaggio sarà però quello di avere una chitarra che riuscirà a creare dei crunch molto belli con una compressione/saturazione naturale da single-coil col collo tirato ma che, quando pomperete al massimo la distorsione, saranno potenti quasi quanto degli humbucker.</p>
<p><img src="http://www.ziogiorgio.it/images/2009/pickup_darkstone.jpg" alt="" width="500" height="375" /></p>
<p><strong>La Prova</strong></p>
<p>Per questa recensione, come avete già potuto vedere nel primo video, ho scritto appositamente questo pezzo “Darkstone”. Nel terzo video qua sotto potete sentire e vedere i diversi suoni separatamente utilizzati per questo brano con le relative configurazioni di pickup e volume utilizzati sulla DN600 SHM.</p>
<p>Come l&#8217;ho estratta dal pacco la DN600 SHM era subito suonabile. Non capita spesso che chitarre “Made in China” siano già praticamente pronte all&#8217;azione. In questo caso invece l&#8217;action era regolata bene e le sellette a posto. La particolare potenza dei pickup HS-1 mi ha consigliato, perché fosse un po&#8217; meno saturo sul pulito di regolare velocemente quello al manico abbassandolo un po&#8217;.</p>
<p>Il manico si rivela un tipico D-shape Ibanez con tastiera quasi piatta, comodo e veloce, giusto per il rock e il metal, permette vibrati ampi ed energici senza fatica anche sulle corde basse. I tasti alti si raggiungono bene e tengono adeguatamente bene le note fino al 22-esimo tasto senza ronzii o corde che friggono.</p>
<p>Questa chitarra desidera la distorsione. Sui crunch vi sembrerà che faccia tutto da sola, basta alzare un minimo di gain rispetto al pulito e avrete molte possibilità di overdrive con colorazioni diverse. Alzando il gain ancora un po&#8217;, gradualmente fino al massimo, non farà una piega. Dove dei normali single-coil soffrirebberp (sulle distorsioni estreme) questi HS-1 continuano a spingere regalando ritmiche metal molto potenti che farete fatica a distinguere da quelle suonata da un normale humbucker.</p>
<p>Sui puliti, è il rovescio della medaglia, dovrete essere più accorti per garantirvi una dinamica completa. Il potenziometro del volume dovrete frequentarlo più del solito se vorrete dei clean che non saturano. In ogni caso il suono non si schiarisce mai troppo, nemmeno con il più tagliente pickup al ponte e se la posizione centrale che fa lavorare tutti e due i pickup è quella che funziona meglio con i suoni puliti, dando plettrate più forti sentirete quasi sempre come se si attivasse un compressore. Ottimo per i metallari e rockettari che non desiderano altro e risparmieranno nell&#8217;acquisto di un compressore stompbox.</p>
<p><strong>Conclusioni</strong></p>
<p><em>Questa chitarra è competitiva con le altre della stessa fascia di prezzo?</em></p>
<p>Si, è competitiva e unica nel look. Per un prezzo attorno alle 600 euro è una chitarra davvero ben fatta. Devo anche dire che Ibanez è uno dei pochi marchi che realizza chitarre che seguono a pochi passi le nuove tendenze musicali e di stile.</p>
<p><em>La Darkstone DN600 SHM è una chitarra con cui puoi fare di tutto?</em></p>
<p>Teoricamente si, in pratica però se la compri per farci di tutto non hai capito che “poche cose ma bene” è il detto che meglio si accoppia con questa chitarra. Le poche cose a cui mi riferisco sono sicuramente il rock, metal, punk e heavy-pop.</p>
<p><em>Qualche punto da migliorare?</em></p>
<p>Tenendo conto di dover restare in questa fascia di prezzo direi: le meccaniche che non sono precisissime nell&#8217;accordatura, anche se poi la tengono bene; magari fermare meglio i pickup che ballano un po&#8217; nell&#8217;alloggiamento. Se si potesse avere un suono leggermente più chiaro dai pickup sarebbe ancora meglio e più versatile.</p>
<p><em>I punti di forza?</em></p>
<p>E&#8217; inutile dire che il look in questo caso fa la differenza, ti fa diventare il centro della scena. Il suono è cattivo quanto serve e i crunch sono molto azzeccati. I pickup spingono tantissimo. La tastiera è subito comoda e veloce. Dalle finiture potrebbe essere tranquillamente di una fascia superiore di prezzo.</p>
<p>Info: <a href="http://www.mogarmusic.it" target="_blank"><span style="color: #0000ff;"><strong>www.mogarmusic.it</strong></span></a></p>
<p>Info: <a href="http://www.ibanez.com" target="_blank"><span style="color: #0000ff;"><strong>www.ibanez.com</strong></span></a></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><span style="font-size: xx-small;"><a href="http://www.myspace.com/lukereds" target="_blank"><span style="color: #0000ff;"><strong>Luca “Luke Reds” Rossi</strong></span></a></span></span><span style="font-size: xx-small;"><a href="http://www.myspace.com/lukereds" target="_blank"></a></span></p>
<p>Redazione ZioMusic.it</p>
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		<title>Reference Lab at UJ 2010 &#8211; Pt2</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Aug 2010 17:02:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ZioMusic.it</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Come avete potuto leggere dal nostro speciale sul 25-esimo anniversario di Berklee Summer School at Umbria Jazz Clinics (Vai al Reportage), noi di ZioMusic.it siamo stati a Perugia in occasione di Umbria Jazz 2010.
Oggi vi presentiamo il Reference Point, della Reference Laboratory, una delle aziende principali artefici dell&#8217;alta qualità del suono dei palchi di UJ [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-822" title="zmv_referencelab3" src="http://www.ziogiorgio.it/tv/wp-content/uploads/2010/08/zmv_referencelab3.jpg" alt="zmv_referencelab3" width="858" height="277" /></p>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #4a2500; font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;">Come avete potuto leggere dal nostro speciale sul 25-esimo anniversario di <strong>Berklee Summer School at Umbria Jazz Clinics</strong> (<a href="http://www.ziomusic.it/news/viewnews.php?id=27814" target="_blank"><span style="color: #0000ff;">Vai al Reportage</span></a>), noi di <strong>ZioMusic.it</strong> siamo stati a Perugia in occasione di <strong>Umbria Jazz 2010</strong>.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #4a2500; font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;">Oggi vi presentiamo il <strong>Reference Point</strong>, della <strong>Reference Laboratory</strong>, una delle aziende principali artefici dell&#8217;alta qualità del suono dei palchi di UJ e UJ Clinics.<br />
Reference è un alfiere in Italia per quanto riguarda la qualità del   suono e non a caso ha scelto di essere partecipe a questo festival, come   a molti altri, per testimoniare il suo impegno continuo nella   trasmissione di una cultura ed un messaggio: l&#8217;importanza del cavo nella   catena del suono per ottenere un suono autentico e di qualità.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #4a2500; font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;">Oltre ai cavi di produzione propria Reference è anche distributore per l&#8217;Italia di importanti marchi tra i quali <strong>Adamson</strong>, i cui impianti PA potete sentire nei concerti di UJ, <strong>Audix</strong>, produttore di microfoni e accessori, <strong>Source Audio</strong> e <strong>Morpheus</strong>, con i loro pedali innovativi.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #4a2500; font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;">Info: <a href="http://www.referencelaboratory.com/" target="_blank"><span style="color: #0000ff;"><strong>www.referencelaboratory.com</strong></span></a></span></span></p>
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		<title>Reference Lab at UJ 2010 &#8211; Pt1</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Aug 2010 17:00:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ZioMusic.it</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Come avete potuto leggere dal nostro speciale sul 25-esimo anniversario di Berklee Summer School at Umbria Jazz Clinics (Vai al Reportage), noi di ZioMusic.it siamo stati a Perugia in occasione di Umbria Jazz 2010.
Oggi vi presentiamo il Reference Point, della Reference Laboratory, una delle aziende principali artefici dell&#8217;alta qualità del suono dei palchi di UJ [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img title="zmv_referencelab" src="../wp-content/uploads/2010/06/zmv_referencelab.jpg" alt="zmv_referencelab" width="858" height="277" /></p>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #4a2500; font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;">Come avete potuto leggere dal nostro speciale sul 25-esimo anniversario di <strong>Berklee Summer School at Umbria Jazz Clinics</strong> (<a href="http://www.ziomusic.it/news/viewnews.php?id=27814" target="_blank"><span style="color: #0000ff;">Vai al Reportage</span></a>), noi di <strong>ZioMusic.it</strong> siamo stati a Perugia in occasione di <strong>Umbria Jazz 2010</strong>.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #4a2500; font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;">Oggi vi presentiamo il <strong>Reference Point</strong>, della <strong>Reference Laboratory</strong>, una delle aziende principali artefici dell&#8217;alta qualità del suono dei palchi di UJ e UJ Clinics.<br />
Reference è un alfiere in Italia per quanto riguarda la qualità del  suono e non a caso ha scelto di essere partecipe a questo festival, come  a molti altri, per testimoniare il suo impegno continuo nella  trasmissione di una cultura ed un messaggio: l&#8217;importanza del cavo nella  catena del suono per ottenere un suono autentico e di qualità.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #4a2500; font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;">Oltre ai cavi di produzione propria Reference è anche distributore per l&#8217;Italia di importanti marchi tra i quali <strong>Adamson</strong>, i cui impianti PA potete sentire nei concerti di UJ, <strong>Audix</strong>, produttore di microfoni e accessori, <strong>Source Audio</strong> e <strong>Morpheus</strong>, con i loro pedali innovativi.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #4a2500; font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;">Info: <a href="http://www.referencelaboratory.com/" target="_blank"><span style="color: #0000ff;"><strong>www.referencelaboratory.com</strong></span></a></span></span></p>
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		<title>Focusrite Liquid Saffire 56 &#8211; Hardware</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Aug 2010 16:55:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ZioMusic.it</dc:creator>
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Se qualcuno vi dicesse: &#8220;...sarebbe    bello avere una scheda audio firewire 24-bit/192kHz con degli ottimi    convertitori, preamplificatori microfonici che suonano bene,    possibilmente un paio che suonano magari come un Api o un Manley, un    sacco di input e output analogici, digitali e midi  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-811" title="liquidsaffire56_zmv3" src="http://www.ziogiorgio.it/tv/wp-content/uploads/2010/08/liquidsaffire56_zmv3.jpg" alt="liquidsaffire56_zmv3" width="858" height="277" /></p>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #4a2500; font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;">Se qualcuno vi dicesse: &#8220;.<em>..sarebbe    bello avere una scheda audio firewire 24-bit/192kHz con degli ottimi    convertitori, preamplificatori microfonici che suonano bene,    possibilmente un paio che suonano magari come un Api o un Manley, un    sacco di input e output analogici, digitali e midi  e un mixer che    permetta di fare un po&#8217; di tutto riguardo routing e monitoring; però non    voglio spendere più di 7oo euro&#8230;&#8221;</em>, probabilmente lo mandereste a quel paese. Invece potreste sbagliarvi, esiste! Si chiama <strong>Liquid Saffire 56</strong>, ed è del produttore inglese <strong>Focusrite</strong>, azienda famosa in tutto il mondo per i suoi prodotti pro audio.</span></span></p>
<p><strong>Liquid Saffire 56</strong> è la nuova interfaccia firewire di  punta di   Focusrite. Nuova si fa per dire, visto che è uscita più di  un&#8217;anno  fa,  ma un importante upgrade del software di gestione <strong>Saffire Mix Control</strong>,    che permette all&#8217;interfaccia di lavorare anche in modalità   stand-alone,  effettivamente fa risaltare le già ricche features di   questa  interfaccia sotto una nuova luce, visto che era l&#8217;ultimo   tassello  mancante a questo prodotto. Adesso si può usare la Liquid   Saffire 56, ad  esempio, anche come un mixer di summing stand-alone,   oppure come  matrice di routing, per mandare ed assegnare vari segnali   su un palco o  in studio. Un&#8217;altra applicazione potrebbe essere usare  i   convertitori  A/D e D/A in modalità standalone per interfacciare   sistemi audio  analogici e digitali ed utilizzare l’amplificatore per   cuffie con un  proprio mix monitor dedicato. Ma la cosa più importante:   si può  semplicemente utilizzare come front end Focusrite, per esempio   in un  sistema Pro Tools, cosa abbastanza importante, visto che Liquid   Saffire  56 è compatibile con tutte le DAW, eccetto ProTools.</p>
<p>Ma cominciamo con&#8230; un&#8217;equazione!</p>
<p><strong>28 + 28 = 56!</strong><br />
Sicuramente vi sarete chiesti che cosa significa il &#8220;56&#8243; dopo &#8220;Liquid    Saffire&#8221;. Non è tanto difficile: significa semplicemente che la conta di    tutti gli In e Out arriva a 56, cioè 28 In e 28 out. In pratica la    Liquid Saffire 56 [<em>da adesso la chiamerò per comodita "LS56", ndr</em>]     è una Saffire Pro &#8220;full optional&#8221; con un sacco di In e Out analogici,    digitali e MIDI e qualche extra: ci sono connessioni ADAT e S/PDIF e   due  degli 8 preamp microfonici sono equipaggiati con la tecnologia   Liquid e  una selezione di 10 emulazioni di preamp e channel strip tra i   più  famosi nella storia.</p>
<p><span><span><img src="../../images/2009/Liquid%20Saffire%2056/LS56_front3_500.jpg" alt="" width="500" height="114" /></span></span></p>
<p>Ogni canale è caratterizzato da Phantom Power indipendente ed un filtro Passa Alto, attivabile dal<br />
pannello frontale e i due canali Instrument sono dotati anche di pad da    -9dB. In più i canali 3, 5 e 7 sono dotati di uno switch per invertire    la fase. Tutto a sinistra nel front panel si trovano due ingressi    instrument, Hi-Z, che corrispondono ai canali 3 e 4. Sulla destra della    sezione di preamplificazione vediamo il metering a 5-LED per tutti gli    ingressi, inclusi quelli ADAT e SPDIF e sotto questo si trova il    potenziometro per il controllo del volume dei monitor principali con a    fianco gli interruttori &#8220;Dim&#8221; (per abbassare il volume monitor via    switch)  e &#8220;Mute&#8221; (per mutare l&#8217;uscita monitor). Tutto sulla destra ci    sono due uscite indipendenti e regolabili per le cuffie, degli    indicatori per l&#8217;attività firewire, Sync e Midi in e l&#8217;interuttore per    l&#8217;accensione.</p>
<p><span><span><img src="../../images/2009/Liquid%20Saffire%2056/LS56_rear_2_500.jpg" alt="" width="500" height="100" /></span></span></p>
<p>Sul retro troviamo tutte le connessioni In e Out: 8 ingressi   analogici  bilanciati XLR, di cui due colorati di bianco per   riconoscerli  immediatamente come quelli dedicati ai pre Liquid, 8   ingressi jack da  1/4&#8243; di linea che posono essere usati sia bilanciati   che sbilanciati, 2  coppie di ingressi e uscite ottiche ADAT per un   totale di 16 canali  (l&#8217;ADAT2 può essere configurato anche per accettare   un segnale S/PDIF),  un In e Out RCA Phono ADAT2, un MIDI In, un MID   Out, 1o uscite line  bilanciate a jack, di cui due dedicate ai monitor   principali e munite di  circuito anti-thump, per un&#8217;accensione   &#8220;indolore&#8221;. Le connessioni  Word-Clock I/O, su connettori BNC,   permettono alla Liquid Saffire 56 di  comportarsi sia da master clock   che da slave rispetto ad un altro clock.  Mancano da menzionare solo i 2   connettori Firewire (IEEE 1394 6 pin).  Chi è bravo in matematica avrà   notato che nel conto degli ingressi per  adesso siamo arrivati solo a   26, questo perchè due sono virtuali, i  cosiddetti ‘loopback’ che   possono servire per il routing di audio  digitale tra applicazioni   software, ideali per registrare l’audio  riprodotto all’interno del   computer.<br />
Altra cosa molto utile da notare è che gli ingressi Mic, Line ed    Instrument utilizzano tutti connettori indipendenti, con la possibilità    di selezionare il tipo di ingresso per ogni canale tramite il software    di controllo, di qui vi parlerò più avanti. Di conseguenza, tutti gli    ingressi possono rimanere collegati in modo permanente, pronti per    qualsiasi cosa la vostra sessione di registrazione richieda. Molto    comodo!!!</p>
<p><strong>Liquid!</strong></p>
<p><span><span><img style="width: 139px; height: 174px;" src="../../images/2009/Liquid%20Saffire%2056/liquid_preamps_740.jpg" alt="" align="left" /></span></span>La    LS56 misura due unità di 19&#8243; e come già detto dal design si capisce    subito che fa parte della famiglia Saffire Pro. La più grande  differenza   rispetto a un&#8217;interfaccia firewire tipo <a href="http://www.focusrite.com/products/audio_interfaces/saffire_pro_40" target="_blank"><span style="color: #3366ff;"><strong>Saffire Pro 40</strong></span></a> è però l&#8217;integrazione della tecnologia Liquid, di fatti due degli otto    preamplificatori microfonici usano la terza generazione di pre amp    Liquid utilizzati anche su Liquid Channel e Liquid 4Pre. I sei pre    restanti sono della linea Saffire,  preamplificatori pluri-decorati,    apprezzati per trasparenza e silenziosità.</p>
<p>La tecnologia Liquid  unisce un front end analogico ad un DSP che si    occupa della convoluzione dinamica. Questo processo brevettato dalla    Sintefex consiste nell’applicazione di set originali di risposte    d’impulso, dipendenti dal livello, ad un segnale audio. Queste risposte    d’impulso misurate, campionate a numerosi livelli diversi e con ogni    possibile combinazione di impostazione dei parametri, vengono applicate    al segnale in ingresso, campione per campione, e alla fine dovrebbero    garantire un’autentica emulazione dello stadio di amplificazione. Ma  non   solo. Con un percorso del segnale flessibile ed il valore  d’impedenza<br />
variabile, è in grado di riprodurre le caratteristiche di interazione di    diversi pre microfonici classici. E&#8217; chiaro che a quel prezzo non ci   si  può aspettare due Liquid Channel con trasformatori e tutto il resto  e   neanche tutte le emulazioni contenuti nel 4Pre. La LS56 mette a    disposizione però ben 10 emulazioni basate sui seguenti preamplificatori    e/o channelstrips: <strong>Api 3124+, Avalon VT-737SP, Focusrite RED 1,    Helios Console, Manley Slam!, Millenia HV-3D, Neve 1073, Pultec MB-1,    Telefunken V72, Universal Audio M610</strong>. In più ogni canale Liquid  ha   anche un opzione &#8220;flat&#8221;, come anche il controllo di livello di    distorsione armonica di secondo, terzo e quint’ordine per modellare il    suono.</p>
<p><strong>Software!</strong></p>
<p><img src="../../images/2009/Liquid%20Saffire%2056/SMC_1_500%281%29.jpg" alt="" width="500" height="305" /></p>
<p>Il software <strong>Saffire Mix Control</strong>, con il suo ultimo upgrade <strong>V1.7</strong>,     è il Mixer/Router DSP  fornito con la LS56, caratterizzato da opzioni    di routing vastissime per le uscite e per il monitoraggio, ed è un   pezzo  veramente forte del pacchetto LS56.<br />
La sezione del mixer è costituita da 16 mixer indipendenti. Ogni mixer    può ricevere fino a 18 canali dagli ingressi fisici della LS56 oppure    dalle uscite della DAW. Ciascun mix può essere mandato ad un qualsiasi    numero di uscite fisiche. Sono presenti i comuni controlli di Solo,    Mute, Pan, ma è inclusa anche una funzione PFL che permette di    monitorare un singolo canale del mixer oppure un mix completo. E’    possibile creare un totale di 16 mix mono; i mix stereo utilizzano due    canali. Questi possono essere utilizzati per creare mix indipendenti  per   il fonico, per diversi musicisti e per essere mandati ad unità di    processamento esterne.</p>
<p><span><span><img src="../../images/2009/Liquid%20Saffire%2056/SMC_3_500_routing.jpg" alt="" width="500" height="303" /></span></span></p>
<p>La sezione di router viene usata per mandare qualsiasi ingresso   fisico,  uscita della DAW o un mix di questi creati dall’utente, a   qualsiasi  uscita hardware (10 analogiche e 18 digitali), oltre a due   uscite ‘loop  back’ che ritornano alla DAW.<br />
La sezione di monitor permette all’utente di impostare quale delle    uscite analogiche vengono controllate dal pannello frontale. L’utente ha    controllo di volume, dim, mute, mute left o right indipendenti, ed il    summing mono delle uscite selezionate. Per utenti con diversi setup  di   monitoraggio, la sezione monitor permette di passare velocemente,  per   esempio, da un ascolto 2.1 ad un ascolto 5.1.<br />
La sezione di set-up della macchina ne indica lo status, permettendo di    modificare la frequenza di campionamento, il clock digitale e decidere    se lo S/PDIF venga trasmesso via connessione ottica o coassiale. Il    BufferSize con il mio PC Quadcore sono riuscito ad abbassarlo fino a 64    Sample, con la latenza alla pari della RME Fireface 800 che uso di    solito.<br />
Come già detto nell&#8217;introduzione, l&#8217;importante aggiornamento alla    versione 1.7  permette a questa interfaccia di lavorare in modalità    standalone, senza il bisogno di essere collegati ad un computer. Vuol    dire che è necessario un computer solo per il setup iniziale, una volta    programmate e salvate sull’hardware le assegnazioni di routing, si    stacca il cavo firewire e si porta la LS56 dove si vuole. Oltre alle    applicazioni già menzionate all&#8217;inizio è possibile sfruttare anche la    modalità Dual Device. Questo significa che è possibile utilizzare per    esempio una Liquid Saffire 56 e una Saffire Pro 24 insieme per formare    un sistema di registrazione e di missaggio audio ancora più potente.</p>
<p><strong>Plugz!</strong></p>
<p><span><span><img src="../../images/2009/Liquid%20Saffire%2056/plugz.jpg" alt="" width="487" height="500" /></span></span></p>
<p>In bundle con la Liquid Saffire 56, c’è anche una <strong>suite di plug in Focusrite</strong> con quattro plugs VST/AU: <strong>Compressore, Riverbero, Gate</strong> ed <strong>EQ</strong>.</p>
<p><strong>La prova</strong><br />
Ho potuto provare la Liquid Saffire 56 per un paio di settimane da me in    studio. Oltre a testare la performance del sistema nei vari lavori  che   sono capitati ho sfruttato la recensione per confezionare da zero  la   demo di una mia canzone, che da tempo volevo registrare. La potete    ascoltare in fondo pagina (<a href="http://www.ziomusic.it/news/viewnews.php?id=27832#Mp3"><span style="color: #0000ff;">Vai</span></a>).    Ho solo ed esclusivamente utilizzato il gear della Focusrite , ovvero    la LS56 e i plug-in in dotazione, anche in fase finale di &#8220;mastering&#8221;    (per cosi dire).</p>
<p>Il setup e l&#8217;istallazione dei driver, del software Mix Control, e dei    plug in è stato rapidissimo. Basta poi attaccare il cavo firewire,    scaricare via internet gli ultimi updates e autorizzare la suite dei    plug in. Il tutto in un batter d&#8217;occhio, molto semplice.<br />
Da subito posso dire che mi ha fatto piacere poter verificare per tutta    la durata della prova una grande stabilità del sistema, i driver    funzionano alla grande. Avevo un po&#8217; paura di riscontrare qualche    problema come avevo avuto con il Liquid Mix, credo attribuibile al fatto    di non avere ancora la tecnologia JetPLL (implementata da LS56 e che    indubbiamente rende estremamente stabile il sistema), il tutto era    dovuto al fatto che LiquidMix fa fatica a condividere un bus Firewire    con altri device per via della mole di calcolo che deve svolgere    (dynamic convolution 32 ch).<br />
Come già detto ho un PC QuadCore con Windows XP con 3 giga di Ram e    Nuendo come DAW. Visto che di solito uso la RME Fireface 800 come    interfaccia, sono riuscito abilmente a &#8220;switchare&#8221; tra una scheda e    l&#8217;altra senza alcun problema: i driver vengono riconosciuti subito,    niente conflitti o casini.</p>
<p>Per prima cosa ho attaccato un AKG 414, tra i microfoni più lineari   che  ho in studio, al primo canale con preamp Liquid per valutare con la   mia  voce come suona questa terza generazione del preamplificatore   Liquid.  Tempo fa ho avuto per un breve periodo anche il 4Pre in prova e   posso  dire che la pasta del suono è praticamente identica visto che   entrambi  utilizzano il circuito “gyrator” per ottenere lo stesso   effetto di un  trasformatore. Le differenze sono che nella LS56 non c’è   possibilità di  controllare remotamente il gain, (caratteristica che   aumentava i costi  nel design del 4PRE) e che la specifica di gamma   dinamica della  conversione nella LS56 è di circa 10dB in meno rispetto a   quella del  4PRE. Le emulazioni nella LS56 sono come già detto  limitate  ad un numero  di 11 (10 emulazioni + 1 impostazione ‘flat’) e  non si  possono caricare  nuove emulazioni nella Liquid Saffire 56  (invece nel  4Pre si poteva).<br />
Personalmente non me ne frega più di tanto di avere 40 emulazioni    diverse, visto che tra quelle 10 ci sono già quelle che mi piacciono di    più. Anche il discorso sulla somiglianza ai pre hardware originali non    lo trovo di grande importanza, ho le mie orecchie che mi dicono se  una   cosa funziona o no a livello di suono. La tecnologia Liquid è una  bella   invenzione e mi da tante possibilità in più per colorare il  suono. Le   differenze tra le varie emulazioni per un orecchio non  allenato possono   anche risultare poco evidenti, ma vi posso assicurare  che ci sono e   come. Poter &#8220;giocare&#8221; poi con la distorsione armonica è  un&#8217;ulteriore   possibilità importante per dare un po&#8217; di smalto e  calore al segnale   d&#8217;origine. Quello che però non riesco a capire (e  che già nel 4Pre mi   aveva sorpreso) è perchè non si riesce sfruttare i  benifici dei preamp   Liquid anche per gli ingressi di linea, perchè  effettivamente entrando   negli ingressi line dei due canali Liquid si  ha automaticamente a   disposizione solo la emulazione &#8220;flat&#8221; (che suona  come un pre Saffire).   Chiaro, posso entrare con il mio basso o le mie  tastiere anche in una   DI-Box ed uscire bilanciato per entrare  nell&#8217;ingresso XLR del pre   Liquid, ma significa sempre un passaggio in  più.</p>
<p>Per testare la solidità dell&#8217;interfaccia ho praticamente attaccato   tutti  i microfoni che ho in studio ai pre Liquid: dinamici, a   condensatore,  valvolari, e non ho trovato nessuna difficoltà di gain o   impedenza.</p>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #4a2500; font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;"><strong>Rec!</strong><br />
Per creare la demo audio ho collegato microfoni ed instrumenti necessari    e ho trovato molto comodo il fatto di poterli tenere collegati in  modo   permanente, garantendo un workflow creativo eccezionale. Basta    selezionare il tipo di ingresso dal panello del Mix Control e via.<br />
Per la ripresa delle chitarre ho fatto entrare un Brauner Valvet e un    Audix D5 nei canali con pre Liquid e ho fatto un po&#8217; di esperimenti.    Tutte le emulazioni Liquid hanno un loro perchè, quelle che mi piacciono    maggiormante però sono il Manley Slam! e il Telefunken.<br />
I pre Saffire, come mi aspettavo, suonano molto puliti. Ho ripreso la    chitarra acustica con il Brauner: davvero ottimo e molto trasparente.    Anche il mio basso Musicman Stingray 4 corde ha fatto la sua porca    figura entrando semplicemente nell&#8217;input Hi-Z sul frontale.<br />
Ho ripreso la voce sempre con il 414. Nella prima strofa del brano    &#8220;Wasted&#8221; ho usato l&#8217;emulazione dell&#8217;Avalon con una bella dose di    harmonics (e si sente!) e nella seconda strofa e nei ritornelli    l&#8217;emulazione del Telefunken V.72.<br />
La LS56 suona veramente bene e i convertitori sono di alto livello, la    tecnologia JetPLL™ come promesso dal produttore grantisce purezza nella    qualità audio ed affidabilità nella sincronizzazione.</span></span></p>
<p><strong>Mix!</strong><br />
In fase di mix del brano ho tentato di usare esclusivamente la suite dei    plug in Focusrite in dotazione, anche se sicuramente non sono pensati    per un vero e proprio utilizzo per il mixdown. La qualità sonora è   molto  simile a tanti plug-in base in dotazione delle varie DAW in   commercio.  In particolare per quanto riguarda il reverbero, Focusrite    esplicitamente lo presenta come un tool di servizio, il classico    reverbero ‘fantasma’ che si usa in fase di acquisizione giusto per    monitorare un segnale con un minimo d’ambiente.<br />
Bene il compressore, sulla batteria funziona molto bene. Visto che ho    programmato la batteria con BFD nel modo ULTRA, alla fine mi sono    trovato tutti i pezzi su tracce divise come in una batteria vera,    inclusi i rientri, così da poter fare dei test validi. Trovo un po&#8217;    irritante il fatto che non si possano digitare i valori esatti dei    parametri nei plug-in. Settare bene il gate su una grancassa diventa un    impresa veramente ardua, visto che basta sfiorare i potenziometri    virtuali con il mouse per farli spostare del tutto con il risultato di    dover ricominciare da capo.</p>
<p><img src="../../images/2009/Liquid%20Saffire%2056/snap6_PAZ_eq_full.jpg" alt="" width="468" height="210" /></p>
<p>L&#8217;eq non suona affatto male se non fosse, che semplicemente   inserendolo,  senza toccare niente, enfatizza  già in modo abbastanza   netto alcune  frequenze (come potete vedere nel grafico), con boost   piuttosto  accentuati dai 65 ai 200 Hertz e dai 6700 ai 12000 Hertz.   Questo  potrebbe essere anche parte della filosofia Focusrite, avere un   eq  digitale con un comportamento analog, ma personalmente lo trovo un   po&#8217;  artificioso. Se voglio solo togliere una nota o la risonanza   fastidiosa  di un rullante, con una campana molto stretta, mi trovo   comunque poi a  fare i conti con questi due boost menzionati. Comunque,   come potete  sentire nel brano demo (<a href="http://www.ziomusic.it/news/viewnews.php?id=27832#Mp3"><span style="color: #0000ff;">Vai</span></a>),    alla fine si riescono comunque a realizzare degli mix ottimi. E&#8217; da    ricordare che la suite plug-in Focusrite è una cosa in più, anche  perchè   l&#8217;utente è solitamente già pieno di plug-in di questo tipo e  può   risultare magari interessante avere qualcosa con carattere proprio  che   colora di più.</p>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #4a2500; font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;"><strong>Altro?</strong><br />
Tutto funziona alla perfezione. Anche l&#8217;output delle cuffie è abbastanza    potente per spingere a dovere delle cuffie ad alta impedenza. Poter    creare due mix cuffia completamente diversi è veramente comodo.</span></span></p>
<p>L&#8217;unità hardware è pensata bene, molto robusta, pesa poco (5 chili) e tutto sta in due unita rack.</p>
<p>Ho provato ad attaccare un po&#8217; di tutto, incluso l&#8217;OctaMic della RME   (in  ottico) che uso quando mi servono più input per riprendere una   batteria  come si deve o dei gruppi che vengono a registrare in diretta.</p>
<p>Il software Saffire Mix Control è veramente potente, si può   praticamente  fare tutto. Ci ho messo però un pochino ad abituarmi alla   concezione  del mixer. Spiego. Anche se posso &#8216;routare&#8217; qualsiasi input  a  qualsiasi  output, non posso inviare lo stesso input a multipli  output  (come lo  posso fare nella mia RME, che ha una concezione   matrix-routing), per  farlo devo creare dei mix diversi. Ma tutto è una   questione di  abitudine.</p>
<p>Le possibilità di monitoring sono davvero enormi, offrendo un set di    controlli per qualsiasi set-up, dallo stereo base al completo surround    7.1.</p>
<p>Ricordo ancora che grazie all&#8217;update la LS56 è utilizzabile anche come unità standalone.</p>
<p>Per i dati tecnici più specifici vi rimando <a href="http://www.focusrite.com/products/audio_interfaces/liquid_saffire_56" target="_blank"><span style="color: #3366ff;"><strong>sulla pagina Focusrite dedicata alla Liquid Saffire 56</strong></span></a> .</p>
<p><strong>Conclusioni!</strong><br />
Sono appena andato sulla pagina web del negozio milanese <a href="http://www.luckymusic.com/ita/focusrite-liquid-saffire-56-ip59566" target="_blank"><span style="color: #3366ff;"><strong>Lucky Music</strong></span></a> dove viene offerta la Liquid Saffire 56 a 685,00 Euro incluso Iva!    Incredibile! Credo che attualmente sul mercato non ci sia un&#8217;altra    interfaccia con lo stesso rapporto prestazioni/prezzo. Non c&#8217;è molto di    più da dire. Anzi, vi ripropongo l&#8217;introduzione di questa recensione <em>&#8220;&#8230;sarebbe    bello avere una scheda audio firewire 24-bit/192kHz con degli ottimi    convertitori, preamplificatori microfonici che suonano bene,    possibilmente un paio che suonano magari come un Api o un Manley, un    sacco di input e output analogici, digitali e midi  e un mixer che    permette di fare un po&#8217; di tutto riguardo al routing e monitoring, ma    non voglio spendere più di 7oo euro &#8230;&#8221; </em> Prego. Eccola.</p>
<p>Info: <a href="http://www.grisbymusic.it/" target="_blank"><span style="color: #3366ff;"><strong>www.grisbymusic.it</strong></span></a><br />
Info: <a href="http://www.focusrite.com/" target="_blank"><span style="color: #3366ff;"><strong>www.focusrite.com</strong></span></a></p>
<p><a name="Mp3"></a></p>
<p><span><span><img src="../../images/2009/guido_tophat_zm.jpg" alt="" width="100" height="89" /><br />
<small> Guido Block<br />
Redazione  ZioMusic</small></span></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Focusrite Liquid Saffire 56 &#8211; Software</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Aug 2010 16:53:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ZioMusic.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[ALLCHANNEL]]></category>
		<category><![CDATA[ZioMusic.it]]></category>

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Se qualcuno vi dicesse: &#8220;...sarebbe   bello avere una scheda audio firewire 24-bit/192kHz con degli ottimi   convertitori, preamplificatori microfonici che suonano bene,   possibilmente un paio che suonano magari come un Api o un Manley, un   sacco di input e output analogici, digitali e midi  e un mixer che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-808" title="liquidsaffire56_zmv2" src="http://www.ziogiorgio.it/tv/wp-content/uploads/2010/08/liquidsaffire56_zmv2.jpg" alt="liquidsaffire56_zmv2" width="858" height="277" /></p>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #4a2500; font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;">Se qualcuno vi dicesse: &#8220;.<em>..sarebbe   bello avere una scheda audio firewire 24-bit/192kHz con degli ottimi   convertitori, preamplificatori microfonici che suonano bene,   possibilmente un paio che suonano magari come un Api o un Manley, un   sacco di input e output analogici, digitali e midi  e un mixer che   permetta di fare un po&#8217; di tutto riguardo routing e monitoring; però non   voglio spendere più di 7oo euro&#8230;&#8221;</em>, probabilmente lo mandereste a quel paese. Invece potreste sbagliarvi, esiste! Si chiama <strong>Liquid Saffire 56</strong>, ed è del produttore inglese <strong>Focusrite</strong>, azienda famosa in tutto il mondo per i suoi prodotti pro audio.</span></span></p>
<p><strong>Liquid Saffire 56</strong> è la nuova interfaccia firewire di  punta di  Focusrite. Nuova si fa per dire, visto che è uscita più di  un&#8217;anno fa,  ma un importante upgrade del software di gestione <strong>Saffire Mix Control</strong>,   che permette all&#8217;interfaccia di lavorare anche in modalità  stand-alone,  effettivamente fa risaltare le già ricche features di  questa  interfaccia sotto una nuova luce, visto che era l&#8217;ultimo  tassello  mancante a questo prodotto. Adesso si può usare la Liquid  Saffire 56, ad  esempio, anche come un mixer di summing stand-alone,  oppure come  matrice di routing, per mandare ed assegnare vari segnali  su un palco o  in studio. Un&#8217;altra applicazione potrebbe essere usare  i  convertitori  A/D e D/A in modalità standalone per interfacciare  sistemi audio  analogici e digitali ed utilizzare l’amplificatore per  cuffie con un  proprio mix monitor dedicato. Ma la cosa più importante:  si può  semplicemente utilizzare come front end Focusrite, per esempio  in un  sistema Pro Tools, cosa abbastanza importante, visto che Liquid  Saffire  56 è compatibile con tutte le DAW, eccetto ProTools.</p>
<p>Ma cominciamo con&#8230; un&#8217;equazione!</p>
<p><strong>28 + 28 = 56!</strong><br />
Sicuramente vi sarete chiesti che cosa significa il &#8220;56&#8243; dopo &#8220;Liquid   Saffire&#8221;. Non è tanto difficile: significa semplicemente che la conta di   tutti gli In e Out arriva a 56, cioè 28 In e 28 out. In pratica la   Liquid Saffire 56 [<em>da adesso la chiamerò per comodita "LS56", ndr</em>]    è una Saffire Pro &#8220;full optional&#8221; con un sacco di In e Out analogici,   digitali e MIDI e qualche extra: ci sono connessioni ADAT e S/PDIF e  due  degli 8 preamp microfonici sono equipaggiati con la tecnologia  Liquid e  una selezione di 10 emulazioni di preamp e channel strip tra i  più  famosi nella storia.</p>
<p><span><span><img src="../../images/2009/Liquid%20Saffire%2056/LS56_front3_500.jpg" alt="" width="500" height="114" /></span></span></p>
<p>Ogni canale è caratterizzato da Phantom Power indipendente ed un filtro Passa Alto, attivabile dal<br />
pannello frontale e i due canali Instrument sono dotati anche di pad da   -9dB. In più i canali 3, 5 e 7 sono dotati di uno switch per invertire   la fase. Tutto a sinistra nel front panel si trovano due ingressi   instrument, Hi-Z, che corrispondono ai canali 3 e 4. Sulla destra della   sezione di preamplificazione vediamo il metering a 5-LED per tutti gli   ingressi, inclusi quelli ADAT e SPDIF e sotto questo si trova il   potenziometro per il controllo del volume dei monitor principali con a   fianco gli interruttori &#8220;Dim&#8221; (per abbassare il volume monitor via   switch)  e &#8220;Mute&#8221; (per mutare l&#8217;uscita monitor). Tutto sulla destra ci   sono due uscite indipendenti e regolabili per le cuffie, degli   indicatori per l&#8217;attività firewire, Sync e Midi in e l&#8217;interuttore per   l&#8217;accensione.</p>
<p><span><span><img src="../../images/2009/Liquid%20Saffire%2056/LS56_rear_2_500.jpg" alt="" width="500" height="100" /></span></span></p>
<p>Sul retro troviamo tutte le connessioni In e Out: 8 ingressi  analogici  bilanciati XLR, di cui due colorati di bianco per  riconoscerli  immediatamente come quelli dedicati ai pre Liquid, 8  ingressi jack da  1/4&#8243; di linea che posono essere usati sia bilanciati  che sbilanciati, 2  coppie di ingressi e uscite ottiche ADAT per un  totale di 16 canali  (l&#8217;ADAT2 può essere configurato anche per accettare  un segnale S/PDIF),  un In e Out RCA Phono ADAT2, un MIDI In, un MID  Out, 1o uscite line  bilanciate a jack, di cui due dedicate ai monitor  principali e munite di  circuito anti-thump, per un&#8217;accensione  &#8220;indolore&#8221;. Le connessioni  Word-Clock I/O, su connettori BNC,  permettono alla Liquid Saffire 56 di  comportarsi sia da master clock  che da slave rispetto ad un altro clock.  Mancano da menzionare solo i 2  connettori Firewire (IEEE 1394 6 pin).  Chi è bravo in matematica avrà  notato che nel conto degli ingressi per  adesso siamo arrivati solo a  26, questo perchè due sono virtuali, i  cosiddetti ‘loopback’ che  possono servire per il routing di audio  digitale tra applicazioni  software, ideali per registrare l’audio  riprodotto all’interno del  computer.<br />
Altra cosa molto utile da notare è che gli ingressi Mic, Line ed   Instrument utilizzano tutti connettori indipendenti, con la possibilità   di selezionare il tipo di ingresso per ogni canale tramite il software   di controllo, di qui vi parlerò più avanti. Di conseguenza, tutti gli   ingressi possono rimanere collegati in modo permanente, pronti per   qualsiasi cosa la vostra sessione di registrazione richieda. Molto   comodo!!!</p>
<p><strong>Liquid!</strong></p>
<p><span><span><img style="width: 139px; height: 174px;" src="../../images/2009/Liquid%20Saffire%2056/liquid_preamps_740.jpg" alt="" align="left" /></span></span>La   LS56 misura due unità di 19&#8243; e come già detto dal design si capisce   subito che fa parte della famiglia Saffire Pro. La più grande differenza   rispetto a un&#8217;interfaccia firewire tipo <a href="http://www.focusrite.com/products/audio_interfaces/saffire_pro_40" target="_blank"><span style="color: #3366ff;"><strong>Saffire Pro 40</strong></span></a> è però l&#8217;integrazione della tecnologia Liquid, di fatti due degli otto   preamplificatori microfonici usano la terza generazione di pre amp   Liquid utilizzati anche su Liquid Channel e Liquid 4Pre. I sei pre   restanti sono della linea Saffire,  preamplificatori pluri-decorati,   apprezzati per trasparenza e silenziosità.</p>
<p>La tecnologia Liquid  unisce un front end analogico ad un DSP che si   occupa della convoluzione dinamica. Questo processo brevettato dalla   Sintefex consiste nell’applicazione di set originali di risposte   d’impulso, dipendenti dal livello, ad un segnale audio. Queste risposte   d’impulso misurate, campionate a numerosi livelli diversi e con ogni   possibile combinazione di impostazione dei parametri, vengono applicate   al segnale in ingresso, campione per campione, e alla fine dovrebbero   garantire un’autentica emulazione dello stadio di amplificazione. Ma non   solo. Con un percorso del segnale flessibile ed il valore d’impedenza<br />
variabile, è in grado di riprodurre le caratteristiche di interazione di   diversi pre microfonici classici. E&#8217; chiaro che a quel prezzo non ci  si  può aspettare due Liquid Channel con trasformatori e tutto il resto e   neanche tutte le emulazioni contenuti nel 4Pre. La LS56 mette a   disposizione però ben 10 emulazioni basate sui seguenti preamplificatori   e/o channelstrips: <strong>Api 3124+, Avalon VT-737SP, Focusrite RED 1,   Helios Console, Manley Slam!, Millenia HV-3D, Neve 1073, Pultec MB-1,   Telefunken V72, Universal Audio M610</strong>. In più ogni canale Liquid  ha  anche un opzione &#8220;flat&#8221;, come anche il controllo di livello di   distorsione armonica di secondo, terzo e quint’ordine per modellare il   suono.</p>
<p><strong>Software!</strong></p>
<p><img src="../../images/2009/Liquid%20Saffire%2056/SMC_1_500%281%29.jpg" alt="" width="500" height="305" /></p>
<p>Il software <strong>Saffire Mix Control</strong>, con il suo ultimo upgrade <strong>V1.7</strong>,    è il Mixer/Router DSP  fornito con la LS56, caratterizzato da opzioni   di routing vastissime per le uscite e per il monitoraggio, ed è un  pezzo  veramente forte del pacchetto LS56.<br />
La sezione del mixer è costituita da 16 mixer indipendenti. Ogni mixer   può ricevere fino a 18 canali dagli ingressi fisici della LS56 oppure   dalle uscite della DAW. Ciascun mix può essere mandato ad un qualsiasi   numero di uscite fisiche. Sono presenti i comuni controlli di Solo,   Mute, Pan, ma è inclusa anche una funzione PFL che permette di   monitorare un singolo canale del mixer oppure un mix completo. E’   possibile creare un totale di 16 mix mono; i mix stereo utilizzano due   canali. Questi possono essere utilizzati per creare mix indipendenti per   il fonico, per diversi musicisti e per essere mandati ad unità di   processamento esterne.</p>
<p><span><span><img src="../../images/2009/Liquid%20Saffire%2056/SMC_3_500_routing.jpg" alt="" width="500" height="303" /></span></span></p>
<p>La sezione di router viene usata per mandare qualsiasi ingresso  fisico,  uscita della DAW o un mix di questi creati dall’utente, a  qualsiasi  uscita hardware (10 analogiche e 18 digitali), oltre a due  uscite ‘loop  back’ che ritornano alla DAW.<br />
La sezione di monitor permette all’utente di impostare quale delle   uscite analogiche vengono controllate dal pannello frontale. L’utente ha   controllo di volume, dim, mute, mute left o right indipendenti, ed il   summing mono delle uscite selezionate. Per utenti con diversi setup di   monitoraggio, la sezione monitor permette di passare velocemente, per   esempio, da un ascolto 2.1 ad un ascolto 5.1.<br />
La sezione di set-up della macchina ne indica lo status, permettendo di   modificare la frequenza di campionamento, il clock digitale e decidere   se lo S/PDIF venga trasmesso via connessione ottica o coassiale. Il   BufferSize con il mio PC Quadcore sono riuscito ad abbassarlo fino a 64   Sample, con la latenza alla pari della RME Fireface 800 che uso di   solito.<br />
Come già detto nell&#8217;introduzione, l&#8217;importante aggiornamento alla   versione 1.7  permette a questa interfaccia di lavorare in modalità   standalone, senza il bisogno di essere collegati ad un computer. Vuol   dire che è necessario un computer solo per il setup iniziale, una volta   programmate e salvate sull’hardware le assegnazioni di routing, si   stacca il cavo firewire e si porta la LS56 dove si vuole. Oltre alle   applicazioni già menzionate all&#8217;inizio è possibile sfruttare anche la   modalità Dual Device. Questo significa che è possibile utilizzare per   esempio una Liquid Saffire 56 e una Saffire Pro 24 insieme per formare   un sistema di registrazione e di missaggio audio ancora più potente.</p>
<p><strong>Plugz!</strong></p>
<p><span><span><img src="../../images/2009/Liquid%20Saffire%2056/plugz.jpg" alt="" width="487" height="500" /></span></span></p>
<p>In bundle con la Liquid Saffire 56, c’è anche una <strong>suite di plug in Focusrite</strong> con quattro plugs VST/AU: <strong>Compressore, Riverbero, Gate</strong> ed <strong>EQ</strong>.</p>
<p><strong>La prova</strong><br />
Ho potuto provare la Liquid Saffire 56 per un paio di settimane da me in   studio. Oltre a testare la performance del sistema nei vari lavori che   sono capitati ho sfruttato la recensione per confezionare da zero la   demo di una mia canzone, che da tempo volevo registrare. La potete   ascoltare in fondo pagina (<a href="http://www.ziomusic.it/news/viewnews.php?id=27832#Mp3"><span style="color: #0000ff;">Vai</span></a>).   Ho solo ed esclusivamente utilizzato il gear della Focusrite , ovvero   la LS56 e i plug-in in dotazione, anche in fase finale di &#8220;mastering&#8221;   (per cosi dire).</p>
<p>Il setup e l&#8217;istallazione dei driver, del software Mix Control, e dei   plug in è stato rapidissimo. Basta poi attaccare il cavo firewire,   scaricare via internet gli ultimi updates e autorizzare la suite dei   plug in. Il tutto in un batter d&#8217;occhio, molto semplice.<br />
Da subito posso dire che mi ha fatto piacere poter verificare per tutta   la durata della prova una grande stabilità del sistema, i driver   funzionano alla grande. Avevo un po&#8217; paura di riscontrare qualche   problema come avevo avuto con il Liquid Mix, credo attribuibile al fatto   di non avere ancora la tecnologia JetPLL (implementata da LS56 e che   indubbiamente rende estremamente stabile il sistema), il tutto era   dovuto al fatto che LiquidMix fa fatica a condividere un bus Firewire   con altri device per via della mole di calcolo che deve svolgere   (dynamic convolution 32 ch).<br />
Come già detto ho un PC QuadCore con Windows XP con 3 giga di Ram e   Nuendo come DAW. Visto che di solito uso la RME Fireface 800 come   interfaccia, sono riuscito abilmente a &#8220;switchare&#8221; tra una scheda e   l&#8217;altra senza alcun problema: i driver vengono riconosciuti subito,   niente conflitti o casini.</p>
<p>Per prima cosa ho attaccato un AKG 414, tra i microfoni più lineari  che  ho in studio, al primo canale con preamp Liquid per valutare con la  mia  voce come suona questa terza generazione del preamplificatore  Liquid.  Tempo fa ho avuto per un breve periodo anche il 4Pre in prova e  posso  dire che la pasta del suono è praticamente identica visto che  entrambi  utilizzano il circuito “gyrator” per ottenere lo stesso  effetto di un  trasformatore. Le differenze sono che nella LS56 non c’è  possibilità di  controllare remotamente il gain, (caratteristica che  aumentava i costi  nel design del 4PRE) e che la specifica di gamma  dinamica della  conversione nella LS56 è di circa 10dB in meno rispetto a  quella del  4PRE. Le emulazioni nella LS56 sono come già detto limitate  ad un numero  di 11 (10 emulazioni + 1 impostazione ‘flat’) e non si  possono caricare  nuove emulazioni nella Liquid Saffire 56 (invece nel  4Pre si poteva).<br />
Personalmente non me ne frega più di tanto di avere 40 emulazioni   diverse, visto che tra quelle 10 ci sono già quelle che mi piacciono di   più. Anche il discorso sulla somiglianza ai pre hardware originali non   lo trovo di grande importanza, ho le mie orecchie che mi dicono se una   cosa funziona o no a livello di suono. La tecnologia Liquid è una bella   invenzione e mi da tante possibilità in più per colorare il suono. Le   differenze tra le varie emulazioni per un orecchio non allenato possono   anche risultare poco evidenti, ma vi posso assicurare che ci sono e   come. Poter &#8220;giocare&#8221; poi con la distorsione armonica è un&#8217;ulteriore   possibilità importante per dare un po&#8217; di smalto e calore al segnale   d&#8217;origine. Quello che però non riesco a capire (e che già nel 4Pre mi   aveva sorpreso) è perchè non si riesce sfruttare i benifici dei preamp   Liquid anche per gli ingressi di linea, perchè effettivamente entrando   negli ingressi line dei due canali Liquid si ha automaticamente a   disposizione solo la emulazione &#8220;flat&#8221; (che suona come un pre Saffire).   Chiaro, posso entrare con il mio basso o le mie tastiere anche in una   DI-Box ed uscire bilanciato per entrare nell&#8217;ingresso XLR del pre   Liquid, ma significa sempre un passaggio in più.</p>
<p>Per testare la solidità dell&#8217;interfaccia ho praticamente attaccato  tutti  i microfoni che ho in studio ai pre Liquid: dinamici, a  condensatore,  valvolari, e non ho trovato nessuna difficoltà di gain o  impedenza.</p>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #4a2500; font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;"><strong>Rec!</strong><br />
Per creare la demo audio ho collegato microfoni ed instrumenti necessari   e ho trovato molto comodo il fatto di poterli tenere collegati in modo   permanente, garantendo un workflow creativo eccezionale. Basta   selezionare il tipo di ingresso dal panello del Mix Control e via.<br />
Per la ripresa delle chitarre ho fatto entrare un Brauner Valvet e un   Audix D5 nei canali con pre Liquid e ho fatto un po&#8217; di esperimenti.   Tutte le emulazioni Liquid hanno un loro perchè, quelle che mi piacciono   maggiormante però sono il Manley Slam! e il Telefunken.<br />
I pre Saffire, come mi aspettavo, suonano molto puliti. Ho ripreso la   chitarra acustica con il Brauner: davvero ottimo e molto trasparente.   Anche il mio basso Musicman Stingray 4 corde ha fatto la sua porca   figura entrando semplicemente nell&#8217;input Hi-Z sul frontale.<br />
Ho ripreso la voce sempre con il 414. Nella prima strofa del brano   &#8220;Wasted&#8221; ho usato l&#8217;emulazione dell&#8217;Avalon con una bella dose di   harmonics (e si sente!) e nella seconda strofa e nei ritornelli   l&#8217;emulazione del Telefunken V.72.<br />
La LS56 suona veramente bene e i convertitori sono di alto livello, la   tecnologia JetPLL™ come promesso dal produttore grantisce purezza nella   qualità audio ed affidabilità nella sincronizzazione.</span></span></p>
<p><strong>Mix!</strong><br />
In fase di mix del brano ho tentato di usare esclusivamente la suite dei   plug in Focusrite in dotazione, anche se sicuramente non sono pensati   per un vero e proprio utilizzo per il mixdown. La qualità sonora è  molto  simile a tanti plug-in base in dotazione delle varie DAW in  commercio.  In particolare per quanto riguarda il reverbero, Focusrite   esplicitamente lo presenta come un tool di servizio, il classico   reverbero ‘fantasma’ che si usa in fase di acquisizione giusto per   monitorare un segnale con un minimo d’ambiente.<br />
Bene il compressore, sulla batteria funziona molto bene. Visto che ho   programmato la batteria con BFD nel modo ULTRA, alla fine mi sono   trovato tutti i pezzi su tracce divise come in una batteria vera,   inclusi i rientri, così da poter fare dei test validi. Trovo un po&#8217;   irritante il fatto che non si possano digitare i valori esatti dei   parametri nei plug-in. Settare bene il gate su una grancassa diventa un   impresa veramente ardua, visto che basta sfiorare i potenziometri   virtuali con il mouse per farli spostare del tutto con il risultato di   dover ricominciare da capo.</p>
<p><img src="../../images/2009/Liquid%20Saffire%2056/snap6_PAZ_eq_full.jpg" alt="" width="468" height="210" /></p>
<p>L&#8217;eq non suona affatto male se non fosse, che semplicemente  inserendolo,  senza toccare niente, enfatizza  già in modo abbastanza  netto alcune  frequenze (come potete vedere nel grafico), con boost  piuttosto  accentuati dai 65 ai 200 Hertz e dai 6700 ai 12000 Hertz.  Questo  potrebbe essere anche parte della filosofia Focusrite, avere un  eq  digitale con un comportamento analog, ma personalmente lo trovo un  po&#8217;  artificioso. Se voglio solo togliere una nota o la risonanza  fastidiosa  di un rullante, con una campana molto stretta, mi trovo  comunque poi a  fare i conti con questi due boost menzionati. Comunque,  come potete  sentire nel brano demo (<a href="http://www.ziomusic.it/news/viewnews.php?id=27832#Mp3"><span style="color: #0000ff;">Vai</span></a>),   alla fine si riescono comunque a realizzare degli mix ottimi. E&#8217; da   ricordare che la suite plug-in Focusrite è una cosa in più, anche perchè   l&#8217;utente è solitamente già pieno di plug-in di questo tipo e può   risultare magari interessante avere qualcosa con carattere proprio che   colora di più.</p>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #4a2500; font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;"><strong>Altro?</strong><br />
Tutto funziona alla perfezione. Anche l&#8217;output delle cuffie è abbastanza   potente per spingere a dovere delle cuffie ad alta impedenza. Poter   creare due mix cuffia completamente diversi è veramente comodo.</span></span></p>
<p>L&#8217;unità hardware è pensata bene, molto robusta, pesa poco (5 chili) e tutto sta in due unita rack.</p>
<p>Ho provato ad attaccare un po&#8217; di tutto, incluso l&#8217;OctaMic della RME  (in  ottico) che uso quando mi servono più input per riprendere una  batteria  come si deve o dei gruppi che vengono a registrare in diretta.</p>
<p>Il software Saffire Mix Control è veramente potente, si può  praticamente  fare tutto. Ci ho messo però un pochino ad abituarmi alla  concezione  del mixer. Spiego. Anche se posso &#8216;routare&#8217; qualsiasi input a  qualsiasi  output, non posso inviare lo stesso input a multipli output  (come lo  posso fare nella mia RME, che ha una concezione  matrix-routing), per  farlo devo creare dei mix diversi. Ma tutto è una  questione di  abitudine.</p>
<p>Le possibilità di monitoring sono davvero enormi, offrendo un set di   controlli per qualsiasi set-up, dallo stereo base al completo surround   7.1.</p>
<p>Ricordo ancora che grazie all&#8217;update la LS56 è utilizzabile anche come unità standalone.</p>
<p>Per i dati tecnici più specifici vi rimando <a href="http://www.focusrite.com/products/audio_interfaces/liquid_saffire_56" target="_blank"><span style="color: #3366ff;"><strong>sulla pagina Focusrite dedicata alla Liquid Saffire 56</strong></span></a> .</p>
<p><strong>Conclusioni!</strong><br />
Sono appena andato sulla pagina web del negozio milanese <a href="http://www.luckymusic.com/ita/focusrite-liquid-saffire-56-ip59566" target="_blank"><span style="color: #3366ff;"><strong>Lucky Music</strong></span></a> dove viene offerta la Liquid Saffire 56 a 685,00 Euro incluso Iva!   Incredibile! Credo che attualmente sul mercato non ci sia un&#8217;altra   interfaccia con lo stesso rapporto prestazioni/prezzo. Non c&#8217;è molto di   più da dire. Anzi, vi ripropongo l&#8217;introduzione di questa recensione <em>&#8220;&#8230;sarebbe   bello avere una scheda audio firewire 24-bit/192kHz con degli ottimi   convertitori, preamplificatori microfonici che suonano bene,   possibilmente un paio che suonano magari come un Api o un Manley, un   sacco di input e output analogici, digitali e midi  e un mixer che   permette di fare un po&#8217; di tutto riguardo al routing e monitoring, ma   non voglio spendere più di 7oo euro &#8230;&#8221; </em> Prego. Eccola.</p>
<p>Info: <a href="http://www.grisbymusic.it/" target="_blank"><span style="color: #3366ff;"><strong>www.grisbymusic.it</strong></span></a><br />
Info: <a href="http://www.focusrite.com/" target="_blank"><span style="color: #3366ff;"><strong>www.focusrite.com</strong></span></a></p>
<p><a name="Mp3"></a></p>
<p><span><span><img src="../../images/2009/guido_tophat_zm.jpg" alt="" width="100" height="89" /><br />
<small> Guido Block<br />
Redazione  ZioMusic</small></span></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Focusrite Liquid Saffire 56 &#8211; Prova</title>
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		<comments>http://www.ziogiorgio.it/tv/?p=803#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 05 Aug 2010 16:50:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ZioMusic.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[ALLCHANNEL]]></category>
		<category><![CDATA[ZioMusic.it]]></category>

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Se qualcuno vi dicesse: &#8220;...sarebbe  bello avere una scheda audio firewire 24-bit/192kHz con degli ottimi  convertitori, preamplificatori microfonici che suonano bene,  possibilmente un paio che suonano magari come un Api o un Manley, un  sacco di input e output analogici, digitali e midi  e un mixer che  permetta di fare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-804" title="liquidsaffire56_zmv1" src="http://www.ziogiorgio.it/tv/wp-content/uploads/2010/08/liquidsaffire56_zmv1.jpg" alt="liquidsaffire56_zmv1" width="858" height="277" /></p>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #4a2500; font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;">Se qualcuno vi dicesse: &#8220;.<em>..sarebbe  bello avere una scheda audio firewire 24-bit/192kHz con degli ottimi  convertitori, preamplificatori microfonici che suonano bene,  possibilmente un paio che suonano magari come un Api o un Manley, un  sacco di input e output analogici, digitali e midi  e un mixer che  permetta di fare un po&#8217; di tutto riguardo routing e monitoring; però non  voglio spendere più di 7oo euro&#8230;&#8221;</em>, probabilmente lo mandereste a quel paese. Invece potreste sbagliarvi, esiste! Si chiama <strong>Liquid Saffire 56</strong>, ed è del produttore inglese <strong>Focusrite</strong>, azienda famosa in tutto il mondo per i suoi prodotti pro audio.</span></span></p>
<p><strong>Liquid Saffire 56</strong> è la nuova interfaccia firewire di  punta di Focusrite. Nuova si fa per dire, visto che è uscita più di  un&#8217;anno fa, ma un importante upgrade del software di gestione <strong>Saffire Mix Control</strong>,  che permette all&#8217;interfaccia di lavorare anche in modalità stand-alone,  effettivamente fa risaltare le già ricche features di questa  interfaccia sotto una nuova luce, visto che era l&#8217;ultimo tassello  mancante a questo prodotto. Adesso si può usare la Liquid Saffire 56, ad  esempio, anche come un mixer di summing stand-alone, oppure come  matrice di routing, per mandare ed assegnare vari segnali su un palco o  in studio. Un&#8217;altra applicazione potrebbe essere usare  i convertitori  A/D e D/A in modalità standalone per interfacciare sistemi audio  analogici e digitali ed utilizzare l’amplificatore per cuffie con un  proprio mix monitor dedicato. Ma la cosa più importante: si può  semplicemente utilizzare come front end Focusrite, per esempio in un  sistema Pro Tools, cosa abbastanza importante, visto che Liquid Saffire  56 è compatibile con tutte le DAW, eccetto ProTools.</p>
<p>Ma cominciamo con&#8230; un&#8217;equazione!</p>
<p><strong>28 + 28 = 56!</strong><br />
Sicuramente vi sarete chiesti che cosa significa il &#8220;56&#8243; dopo &#8220;Liquid  Saffire&#8221;. Non è tanto difficile: significa semplicemente che la conta di  tutti gli In e Out arriva a 56, cioè 28 In e 28 out. In pratica la  Liquid Saffire 56 [<em>da adesso la chiamerò per comodita "LS56", ndr</em>]   è una Saffire Pro &#8220;full optional&#8221; con un sacco di In e Out analogici,  digitali e MIDI e qualche extra: ci sono connessioni ADAT e S/PDIF e due  degli 8 preamp microfonici sono equipaggiati con la tecnologia Liquid e  una selezione di 10 emulazioni di preamp e channel strip tra i più  famosi nella storia.</p>
<p><span><span><img src="../../images/2009/Liquid%20Saffire%2056/LS56_front3_500.jpg" alt="" width="500" height="114" /></span></span></p>
<p>Ogni canale è caratterizzato da Phantom Power indipendente ed un filtro Passa Alto, attivabile dal<br />
pannello frontale e i due canali Instrument sono dotati anche di pad da  -9dB. In più i canali 3, 5 e 7 sono dotati di uno switch per invertire  la fase. Tutto a sinistra nel front panel si trovano due ingressi  instrument, Hi-Z, che corrispondono ai canali 3 e 4. Sulla destra della  sezione di preamplificazione vediamo il metering a 5-LED per tutti gli  ingressi, inclusi quelli ADAT e SPDIF e sotto questo si trova il  potenziometro per il controllo del volume dei monitor principali con a  fianco gli interruttori &#8220;Dim&#8221; (per abbassare il volume monitor via  switch)  e &#8220;Mute&#8221; (per mutare l&#8217;uscita monitor). Tutto sulla destra ci  sono due uscite indipendenti e regolabili per le cuffie, degli  indicatori per l&#8217;attività firewire, Sync e Midi in e l&#8217;interuttore per  l&#8217;accensione.</p>
<p><span><span><img src="../../images/2009/Liquid%20Saffire%2056/LS56_rear_2_500.jpg" alt="" width="500" height="100" /></span></span></p>
<p>Sul retro troviamo tutte le connessioni In e Out: 8 ingressi analogici  bilanciati XLR, di cui due colorati di bianco per riconoscerli  immediatamente come quelli dedicati ai pre Liquid, 8 ingressi jack da  1/4&#8243; di linea che posono essere usati sia bilanciati che sbilanciati, 2  coppie di ingressi e uscite ottiche ADAT per un totale di 16 canali  (l&#8217;ADAT2 può essere configurato anche per accettare un segnale S/PDIF),  un In e Out RCA Phono ADAT2, un MIDI In, un MID Out, 1o uscite line  bilanciate a jack, di cui due dedicate ai monitor principali e munite di  circuito anti-thump, per un&#8217;accensione &#8220;indolore&#8221;. Le connessioni  Word-Clock I/O, su connettori BNC, permettono alla Liquid Saffire 56 di  comportarsi sia da master clock che da slave rispetto ad un altro clock.  Mancano da menzionare solo i 2 connettori Firewire (IEEE 1394 6 pin).  Chi è bravo in matematica avrà notato che nel conto degli ingressi per  adesso siamo arrivati solo a 26, questo perchè due sono virtuali, i  cosiddetti ‘loopback’ che possono servire per il routing di audio  digitale tra applicazioni software, ideali per registrare l’audio  riprodotto all’interno del computer.<br />
Altra cosa molto utile da notare è che gli ingressi Mic, Line ed  Instrument utilizzano tutti connettori indipendenti, con la possibilità  di selezionare il tipo di ingresso per ogni canale tramite il software  di controllo, di qui vi parlerò più avanti. Di conseguenza, tutti gli  ingressi possono rimanere collegati in modo permanente, pronti per  qualsiasi cosa la vostra sessione di registrazione richieda. Molto  comodo!!!</p>
<p><strong>Liquid!</strong></p>
<p><span><span><img style="width: 139px; height: 174px;" src="../../images/2009/Liquid%20Saffire%2056/liquid_preamps_740.jpg" alt="" align="left" /></span></span>La  LS56 misura due unità di 19&#8243; e come già detto dal design si capisce  subito che fa parte della famiglia Saffire Pro. La più grande differenza  rispetto a un&#8217;interfaccia firewire tipo <a href="http://www.focusrite.com/products/audio_interfaces/saffire_pro_40" target="_blank"><span style="color: #3366ff;"><strong>Saffire Pro 40</strong></span></a> è però l&#8217;integrazione della tecnologia Liquid, di fatti due degli otto  preamplificatori microfonici usano la terza generazione di pre amp  Liquid utilizzati anche su Liquid Channel e Liquid 4Pre. I sei pre  restanti sono della linea Saffire,  preamplificatori pluri-decorati,  apprezzati per trasparenza e silenziosità.</p>
<p>La tecnologia Liquid  unisce un front end analogico ad un DSP che si  occupa della convoluzione dinamica. Questo processo brevettato dalla  Sintefex consiste nell’applicazione di set originali di risposte  d’impulso, dipendenti dal livello, ad un segnale audio. Queste risposte  d’impulso misurate, campionate a numerosi livelli diversi e con ogni  possibile combinazione di impostazione dei parametri, vengono applicate  al segnale in ingresso, campione per campione, e alla fine dovrebbero  garantire un’autentica emulazione dello stadio di amplificazione. Ma non  solo. Con un percorso del segnale flessibile ed il valore d’impedenza<br />
variabile, è in grado di riprodurre le caratteristiche di interazione di  diversi pre microfonici classici. E&#8217; chiaro che a quel prezzo non ci si  può aspettare due Liquid Channel con trasformatori e tutto il resto e  neanche tutte le emulazioni contenuti nel 4Pre. La LS56 mette a  disposizione però ben 10 emulazioni basate sui seguenti preamplificatori  e/o channelstrips: <strong>Api 3124+, Avalon VT-737SP, Focusrite RED 1,  Helios Console, Manley Slam!, Millenia HV-3D, Neve 1073, Pultec MB-1,  Telefunken V72, Universal Audio M610</strong>. In più ogni canale Liquid  ha anche un opzione &#8220;flat&#8221;, come anche il controllo di livello di  distorsione armonica di secondo, terzo e quint’ordine per modellare il  suono.</p>
<p><strong>Software!</strong></p>
<p><img src="../../images/2009/Liquid%20Saffire%2056/SMC_1_500%281%29.jpg" alt="" width="500" height="305" /></p>
<p>Il software <strong>Saffire Mix Control</strong>, con il suo ultimo upgrade <strong>V1.7</strong>,   è il Mixer/Router DSP  fornito con la LS56, caratterizzato da opzioni  di routing vastissime per le uscite e per il monitoraggio, ed è un pezzo  veramente forte del pacchetto LS56.<br />
La sezione del mixer è costituita da 16 mixer indipendenti. Ogni mixer  può ricevere fino a 18 canali dagli ingressi fisici della LS56 oppure  dalle uscite della DAW. Ciascun mix può essere mandato ad un qualsiasi  numero di uscite fisiche. Sono presenti i comuni controlli di Solo,  Mute, Pan, ma è inclusa anche una funzione PFL che permette di  monitorare un singolo canale del mixer oppure un mix completo. E’  possibile creare un totale di 16 mix mono; i mix stereo utilizzano due  canali. Questi possono essere utilizzati per creare mix indipendenti per  il fonico, per diversi musicisti e per essere mandati ad unità di  processamento esterne.</p>
<p><span><span><img src="../../images/2009/Liquid%20Saffire%2056/SMC_3_500_routing.jpg" alt="" width="500" height="303" /></span></span></p>
<p>La sezione di router viene usata per mandare qualsiasi ingresso fisico,  uscita della DAW o un mix di questi creati dall’utente, a qualsiasi  uscita hardware (10 analogiche e 18 digitali), oltre a due uscite ‘loop  back’ che ritornano alla DAW.<br />
La sezione di monitor permette all’utente di impostare quale delle  uscite analogiche vengono controllate dal pannello frontale. L’utente ha  controllo di volume, dim, mute, mute left o right indipendenti, ed il  summing mono delle uscite selezionate. Per utenti con diversi setup di  monitoraggio, la sezione monitor permette di passare velocemente, per  esempio, da un ascolto 2.1 ad un ascolto 5.1.<br />
La sezione di set-up della macchina ne indica lo status, permettendo di  modificare la frequenza di campionamento, il clock digitale e decidere  se lo S/PDIF venga trasmesso via connessione ottica o coassiale. Il  BufferSize con il mio PC Quadcore sono riuscito ad abbassarlo fino a 64  Sample, con la latenza alla pari della RME Fireface 800 che uso di  solito.<br />
Come già detto nell&#8217;introduzione, l&#8217;importante aggiornamento alla  versione 1.7  permette a questa interfaccia di lavorare in modalità  standalone, senza il bisogno di essere collegati ad un computer. Vuol  dire che è necessario un computer solo per il setup iniziale, una volta  programmate e salvate sull’hardware le assegnazioni di routing, si  stacca il cavo firewire e si porta la LS56 dove si vuole. Oltre alle  applicazioni già menzionate all&#8217;inizio è possibile sfruttare anche la  modalità Dual Device. Questo significa che è possibile utilizzare per  esempio una Liquid Saffire 56 e una Saffire Pro 24 insieme per formare  un sistema di registrazione e di missaggio audio ancora più potente.</p>
<p><strong>Plugz!</strong></p>
<p><span><span><img src="../../images/2009/Liquid%20Saffire%2056/plugz.jpg" alt="" width="487" height="500" /></span></span></p>
<p>In bundle con la Liquid Saffire 56, c’è anche una <strong>suite di plug in Focusrite</strong> con quattro plugs VST/AU: <strong>Compressore, Riverbero, Gate</strong> ed <strong>EQ</strong>.</p>
<p><strong>La prova</strong><br />
Ho potuto provare la Liquid Saffire 56 per un paio di settimane da me in  studio. Oltre a testare la performance del sistema nei vari lavori che  sono capitati ho sfruttato la recensione per confezionare da zero la  demo di una mia canzone, che da tempo volevo registrare. La potete  ascoltare in fondo pagina (<a href="http://www.ziomusic.it/news/viewnews.php?id=27832#Mp3"><span style="color: #0000ff;">Vai</span></a>).  Ho solo ed esclusivamente utilizzato il gear della Focusrite , ovvero  la LS56 e i plug-in in dotazione, anche in fase finale di &#8220;mastering&#8221;  (per cosi dire).</p>
<p>Il setup e l&#8217;istallazione dei driver, del software Mix Control, e dei  plug in è stato rapidissimo. Basta poi attaccare il cavo firewire,  scaricare via internet gli ultimi updates e autorizzare la suite dei  plug in. Il tutto in un batter d&#8217;occhio, molto semplice.<br />
Da subito posso dire che mi ha fatto piacere poter verificare per tutta  la durata della prova una grande stabilità del sistema, i driver  funzionano alla grande. Avevo un po&#8217; paura di riscontrare qualche  problema come avevo avuto con il Liquid Mix, credo attribuibile al fatto  di non avere ancora la tecnologia JetPLL (implementata da LS56 e che  indubbiamente rende estremamente stabile il sistema), il tutto era  dovuto al fatto che LiquidMix fa fatica a condividere un bus Firewire  con altri device per via della mole di calcolo che deve svolgere  (dynamic convolution 32 ch).<br />
Come già detto ho un PC QuadCore con Windows XP con 3 giga di Ram e  Nuendo come DAW. Visto che di solito uso la RME Fireface 800 come  interfaccia, sono riuscito abilmente a &#8220;switchare&#8221; tra una scheda e  l&#8217;altra senza alcun problema: i driver vengono riconosciuti subito,  niente conflitti o casini.</p>
<p>Per prima cosa ho attaccato un AKG 414, tra i microfoni più lineari che  ho in studio, al primo canale con preamp Liquid per valutare con la mia  voce come suona questa terza generazione del preamplificatore Liquid.  Tempo fa ho avuto per un breve periodo anche il 4Pre in prova e posso  dire che la pasta del suono è praticamente identica visto che entrambi  utilizzano il circuito “gyrator” per ottenere lo stesso effetto di un  trasformatore. Le differenze sono che nella LS56 non c’è possibilità di  controllare remotamente il gain, (caratteristica che aumentava i costi  nel design del 4PRE) e che la specifica di gamma dinamica della  conversione nella LS56 è di circa 10dB in meno rispetto a quella del  4PRE. Le emulazioni nella LS56 sono come già detto limitate ad un numero  di 11 (10 emulazioni + 1 impostazione ‘flat’) e non si possono caricare  nuove emulazioni nella Liquid Saffire 56 (invece nel 4Pre si poteva).<br />
Personalmente non me ne frega più di tanto di avere 40 emulazioni  diverse, visto che tra quelle 10 ci sono già quelle che mi piacciono di  più. Anche il discorso sulla somiglianza ai pre hardware originali non  lo trovo di grande importanza, ho le mie orecchie che mi dicono se una  cosa funziona o no a livello di suono. La tecnologia Liquid è una bella  invenzione e mi da tante possibilità in più per colorare il suono. Le  differenze tra le varie emulazioni per un orecchio non allenato possono  anche risultare poco evidenti, ma vi posso assicurare che ci sono e  come. Poter &#8220;giocare&#8221; poi con la distorsione armonica è un&#8217;ulteriore  possibilità importante per dare un po&#8217; di smalto e calore al segnale  d&#8217;origine. Quello che però non riesco a capire (e che già nel 4Pre mi  aveva sorpreso) è perchè non si riesce sfruttare i benifici dei preamp  Liquid anche per gli ingressi di linea, perchè effettivamente entrando  negli ingressi line dei due canali Liquid si ha automaticamente a  disposizione solo la emulazione &#8220;flat&#8221; (che suona come un pre Saffire).  Chiaro, posso entrare con il mio basso o le mie tastiere anche in una  DI-Box ed uscire bilanciato per entrare nell&#8217;ingresso XLR del pre  Liquid, ma significa sempre un passaggio in più.</p>
<p>Per testare la solidità dell&#8217;interfaccia ho praticamente attaccato tutti  i microfoni che ho in studio ai pre Liquid: dinamici, a condensatore,  valvolari, e non ho trovato nessuna difficoltà di gain o impedenza.</p>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #4a2500; font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;"><strong>Rec!</strong><br />
Per creare la demo audio ho collegato microfoni ed instrumenti necessari  e ho trovato molto comodo il fatto di poterli tenere collegati in modo  permanente, garantendo un workflow creativo eccezionale. Basta  selezionare il tipo di ingresso dal panello del Mix Control e via.<br />
Per la ripresa delle chitarre ho fatto entrare un Brauner Valvet e un  Audix D5 nei canali con pre Liquid e ho fatto un po&#8217; di esperimenti.  Tutte le emulazioni Liquid hanno un loro perchè, quelle che mi piacciono  maggiormante però sono il Manley Slam! e il Telefunken.<br />
I pre Saffire, come mi aspettavo, suonano molto puliti. Ho ripreso la  chitarra acustica con il Brauner: davvero ottimo e molto trasparente.  Anche il mio basso Musicman Stingray 4 corde ha fatto la sua porca  figura entrando semplicemente nell&#8217;input Hi-Z sul frontale.<br />
Ho ripreso la voce sempre con il 414. Nella prima strofa del brano  &#8220;Wasted&#8221; ho usato l&#8217;emulazione dell&#8217;Avalon con una bella dose di  harmonics (e si sente!) e nella seconda strofa e nei ritornelli  l&#8217;emulazione del Telefunken V.72.<br />
La LS56 suona veramente bene e i convertitori sono di alto livello, la  tecnologia JetPLL™ come promesso dal produttore grantisce purezza nella  qualità audio ed affidabilità nella sincronizzazione.</span></span></p>
<p><strong>Mix!</strong><br />
In fase di mix del brano ho tentato di usare esclusivamente la suite dei  plug in Focusrite in dotazione, anche se sicuramente non sono pensati  per un vero e proprio utilizzo per il mixdown. La qualità sonora è molto  simile a tanti plug-in base in dotazione delle varie DAW in commercio.  In particolare per quanto riguarda il reverbero, Focusrite  esplicitamente lo presenta come un tool di servizio, il classico  reverbero ‘fantasma’ che si usa in fase di acquisizione giusto per  monitorare un segnale con un minimo d’ambiente.<br />
Bene il compressore, sulla batteria funziona molto bene. Visto che ho  programmato la batteria con BFD nel modo ULTRA, alla fine mi sono  trovato tutti i pezzi su tracce divise come in una batteria vera,  inclusi i rientri, così da poter fare dei test validi. Trovo un po&#8217;  irritante il fatto che non si possano digitare i valori esatti dei  parametri nei plug-in. Settare bene il gate su una grancassa diventa un  impresa veramente ardua, visto che basta sfiorare i potenziometri  virtuali con il mouse per farli spostare del tutto con il risultato di  dover ricominciare da capo.</p>
<p><img src="../../images/2009/Liquid%20Saffire%2056/snap6_PAZ_eq_full.jpg" alt="" width="468" height="210" /></p>
<p>L&#8217;eq non suona affatto male se non fosse, che semplicemente inserendolo,  senza toccare niente, enfatizza  già in modo abbastanza netto alcune  frequenze (come potete vedere nel grafico), con boost piuttosto  accentuati dai 65 ai 200 Hertz e dai 6700 ai 12000 Hertz. Questo  potrebbe essere anche parte della filosofia Focusrite, avere un eq  digitale con un comportamento analog, ma personalmente lo trovo un po&#8217;  artificioso. Se voglio solo togliere una nota o la risonanza fastidiosa  di un rullante, con una campana molto stretta, mi trovo comunque poi a  fare i conti con questi due boost menzionati. Comunque, come potete  sentire nel brano demo (<a href="http://www.ziomusic.it/news/viewnews.php?id=27832#Mp3"><span style="color: #0000ff;">Vai</span></a>),  alla fine si riescono comunque a realizzare degli mix ottimi. E&#8217; da  ricordare che la suite plug-in Focusrite è una cosa in più, anche perchè  l&#8217;utente è solitamente già pieno di plug-in di questo tipo e può  risultare magari interessante avere qualcosa con carattere proprio che  colora di più.</p>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #4a2500; font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;"><strong>Altro?</strong><br />
Tutto funziona alla perfezione. Anche l&#8217;output delle cuffie è abbastanza  potente per spingere a dovere delle cuffie ad alta impedenza. Poter  creare due mix cuffia completamente diversi è veramente comodo.</span></span></p>
<p>L&#8217;unità hardware è pensata bene, molto robusta, pesa poco (5 chili) e tutto sta in due unita rack.</p>
<p>Ho provato ad attaccare un po&#8217; di tutto, incluso l&#8217;OctaMic della RME (in  ottico) che uso quando mi servono più input per riprendere una batteria  come si deve o dei gruppi che vengono a registrare in diretta.</p>
<p>Il software Saffire Mix Control è veramente potente, si può praticamente  fare tutto. Ci ho messo però un pochino ad abituarmi alla concezione  del mixer. Spiego. Anche se posso &#8216;routare&#8217; qualsiasi input a qualsiasi  output, non posso inviare lo stesso input a multipli output (come lo  posso fare nella mia RME, che ha una concezione matrix-routing), per  farlo devo creare dei mix diversi. Ma tutto è una questione di  abitudine.</p>
<p>Le possibilità di monitoring sono davvero enormi, offrendo un set di  controlli per qualsiasi set-up, dallo stereo base al completo surround  7.1.</p>
<p>Ricordo ancora che grazie all&#8217;update la LS56 è utilizzabile anche come unità standalone.</p>
<p>Per i dati tecnici più specifici vi rimando <a href="http://www.focusrite.com/products/audio_interfaces/liquid_saffire_56" target="_blank"><span style="color: #3366ff;"><strong>sulla pagina Focusrite dedicata alla Liquid Saffire 56</strong></span></a> .</p>
<p><strong>Conclusioni!</strong><br />
Sono appena andato sulla pagina web del negozio milanese <a href="http://www.luckymusic.com/ita/focusrite-liquid-saffire-56-ip59566" target="_blank"><span style="color: #3366ff;"><strong>Lucky Music</strong></span></a> dove viene offerta la Liquid Saffire 56 a 685,00 Euro incluso Iva!  Incredibile! Credo che attualmente sul mercato non ci sia un&#8217;altra  interfaccia con lo stesso rapporto prestazioni/prezzo. Non c&#8217;è molto di  più da dire. Anzi, vi ripropongo l&#8217;introduzione di questa recensione <em>&#8220;&#8230;sarebbe  bello avere una scheda audio firewire 24-bit/192kHz con degli ottimi  convertitori, preamplificatori microfonici che suonano bene,  possibilmente un paio che suonano magari come un Api o un Manley, un  sacco di input e output analogici, digitali e midi  e un mixer che  permette di fare un po&#8217; di tutto riguardo al routing e monitoring, ma  non voglio spendere più di 7oo euro &#8230;&#8221; </em> Prego. Eccola.</p>
<p>Info: <a href="http://www.grisbymusic.it/" target="_blank"><span style="color: #3366ff;"><strong>www.grisbymusic.it</strong></span></a><br />
Info: <a href="http://www.focusrite.com/" target="_blank"><span style="color: #3366ff;"><strong>www.focusrite.com</strong></span></a></p>
<p><a name="Mp3"></a></p>
<p><span><span><img src="../../images/2009/guido_tophat_zm.jpg" alt="" width="100" height="89" /><br />
<small> Guido Block<br />
Redazione  ZioMusic</small><br />
</span></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Berklee School at UJ 2010 &#8211; Pt5</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Aug 2010 16:12:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ZioMusic.it</dc:creator>
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		<category><![CDATA[ZioMusic.it]]></category>

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Quest&#8217;anno      a Perugia si celebra un anniversario che ribadisce una volta di più      l&#8217;importanza della continua ricerca della qualità nell&#8217;insegnamento   per    far crescere nuovi musicisti che andranno in giro per il mondo,   si    faranno conoscere, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-800" title="berklee_zmvideo6" src="http://www.ziogiorgio.it/tv/wp-content/uploads/2010/08/berklee_zmvideo6.jpg" alt="berklee_zmvideo6" width="858" height="277" /></p>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #4a2500; font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;">Quest&#8217;anno      a Perugia si celebra un anniversario che ribadisce una volta di più      l&#8217;importanza della continua ricerca della qualità nell&#8217;insegnamento   per    far crescere nuovi musicisti che andranno in giro per il mondo,   si    faranno conoscere, ma soprattutto traghetteranno la musica jazz   verso il    futuro.<br />
L&#8217;anniversario in questione non è da poco conto, 25 anni fa la direzione di <strong>Umbria Jazz</strong> nella persona di <strong>Carlo Pagnott</strong><strong>a</strong>, stringeva un accordo con la scuola di jazz più famosa al mondo, la <strong>Berklee School</strong> di Boston: avrebbero portato la didattica apprezzata della Berklee e      gli insegnanti più rinomati a Perugia, per creare un programma di   clinic    che avrebbe fatto scuola negli anni, fino ad oggi.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #4a2500; font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;"><img src="../../images/2009/uj_clinics_25thanniversary2.jpg" alt="" width="500" height="210" /></span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #4a2500; font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;">Difficile      girare video ufficiali all&#8217;interno della scuola, delle classi,    durante   le lezioni, proprio per il clima informale a cui questi    insegnanti   tengono molto; vogliono che gli allievi si concentrino al    100% sulle   lezioni, si immergano nella musica. Siamo quindi onorati  di   poter   offrire a voi la possibilità di conoscere meglio  dall&#8217;interno   una realtà   che in un quarto di secolo ha visto passare  oltre 5000   studenti e   materializzato per  i migliori il sogno di  volare a   studiare negli   States.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #4a2500; font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;"><img src="../../images/2009/uj_clinics_25thanniversary.jpg" alt="" /></span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #4a2500; font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;"><strong>Sommario: </strong></span></span></p>
<ul><span style="font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #4a2500; font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;"></p>
<li><a href="http://www.ziomusic.it/news/viewnews.php?id=27814#giovanni_tommaso"><span style="color: #0000ff;">Intervista a Giovanni Tommaso – “<em>Umbria Jazz Clinics 2010: passato, presente e futuro</em>”</span></a></li>
<li><a href="http://www.ziomusic.it/news/viewnews.php?id=27805" target="_blank"><span style="color: #0000ff;">Intervista a Greg Badolato &#8211;  “<em>Il nuovo direttore dei programmi internazionali Berklee</em>”</span></a></li>
<li><a href="http://www.ziomusic.it/news/viewnews.php?id=27814#bossa"><span style="color: #0000ff;">Concerto di Apertura Umbria Jazz Clinics 2010</span></a></li>
<li><a href="http://www.ziomusic.it/news/viewnews.php?id=27814#badolato"><span style="color: #0000ff;">G. Badolato &amp; Jim Kelly</span></a></li>
<li><a href="http://www.ziomusic.it/news/viewnews.php?id=27814#mcelroy"><span style="color: #0000ff;">D.McElroy &amp; J.Odgren</span></a></li>
<li><a href="http://www.ziomusic.it/news/viewnews.php?id=27814#classi"><span style="color: #0000ff;">Berklee School at Umbria Jazz 2010: &#8221;<em>Uno sguardo dentro le classi</em>&#8220;</span></a></li>
<p></span></span></ul>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #4a2500; font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;">Abbiamo molti contenuti quindi partiamo subito. Prima di ciò però un ringraziamento dovuto ad <strong>Angelo Tordini</strong> e <strong>Reference Laboratory</strong> che ci hanno accompagnato ed aiutato in questo nostro reportage con la loro consueta gentilezza e professionalità.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #4a2500; font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;">Entrati ad <strong>Umbria Jazz Clinics</strong> abbiamo incontrato <strong>Giovanni Tommaso</strong>,      direttore storico di Umbria Jazz Clinics, per fare il punto su   quello    che è stato improntato per quest&#8217;anno e quello che sarà in   futuro,   visto  che l&#8217;intenzione è quella, da parte di Umbria Jazz e   Berklee, di    onorare con molti altri anni questa collaborazione   cercando sempre di    fare meglio. Se inoltre avete intenzione di   partecipare alle UJ  Clinics   l&#8217;anno prossimo non perdetevi quel che   Giovanni ci ha detto.     <a name="giovanni_tommaso"></a></span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #4a2500; font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;">Subito      dopo inizia il concerto di apertura delle clinics, un esibizione  con     cui tutti gli insegnanti si presentano agli alunni. Il cortile  della     scuola che ospita per due settimane UJ Clinics è gremito e sul  palco  si    susseguono formazioni assortite che eseguono standard  jazz, dal  jazz    classico alla bossa, al rock-jazz con venature acide,  alla black   music.   Un successo di spontaneità, improvvisazione,  professionalità   che,  meglio  di qualsiasi curriculum o biglietto da  visita, spiega al    filosofia e  l&#8217;anima di ciascun insegnante ai  propri allievi.<br />
Un concerto di apertura che fa da preludio a due settimane di studio      intenso, di passione e di speranze per gli allievi e che si ripetera,      questa volta con tutti gli allievi a suonare con i propri maestri,  nei     giorni conclusivi di Umbria Jazz 2010.<a name="bossa"></a></span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #4a2500; font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;"><a name="badolato"></a></span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #4a2500; font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;"><a name="mcelroy"></a></span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #4a2500; font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;">Eccoci      quindi a gironzolare per le classi ed i vari seminari. Gli studenti      sono davvero molti quest&#8217;anno, le classi sono gremite e  l&#8217;attenzione è     al massimo. Gli insegnanti chiaramente spiegano in  inglese ma   assistenti   insegnanti esperti italiani che collaborano  con Berklee   aiutano quegli   studenti che hanno qualche difficoltà con  la lingua a   capire tutto ciò   che viene spiegato traducendo passo  passo la lezione.   Non sembra  esserci  distanza tra insegnanti ed  allievi, i primi molto   disponibili e  alla  mano, i secondi entrano  subito nel proficuo clima   di  collaborazione e  partecipazione.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #4a2500; font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;"><a name="classi"></a></span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #4a2500; font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;">Nella      nostra sezione interviste vi segnalo, da non perdere la nostra      chiacchierata con Greg Badolato, nuovo direttore Berklee School at      Umbria Jazz, nominato in questo 25-esimo anniversario, e direttore dei      programmi internazionali di Berklee School. (<a href="http://www.ziomusic.it/news/viewnews.php?id=27805" target="_blank"><span style="color: #0000ff;">Vai all&#8217;Intervista</span></a>).</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #4a2500; font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;">Info: <a href="http://www.umbriajazzclinics.it/" target="_blank"><span style="color: #0000ff;"><strong>www.umbriajazzclinics.it</strong></span></a></span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #4a2500; font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;">Info: <a href="http://www.berklee.edu/" target="_blank"><span style="color: #0000ff;"><strong>www.berklee.edu</strong></span></a></span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #4a2500; font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;"> </span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #4a2500; font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: xx-small;"> <a href="http://www.myspace.com/lukereds" target="_blank"><span style="color: #0000ff;"><strong>Luca &#8220;Luke Reds&#8221; Rossi</strong></span><strong><br />
</strong></a> Redazione ZioMusic</span></span></span></p>
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		<title>Berklee School at UJ 2010 &#8211; Pt4</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Aug 2010 16:10:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ZioMusic.it</dc:creator>
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Quest&#8217;anno     a Perugia si celebra un anniversario che ribadisce una volta di più     l&#8217;importanza della continua ricerca della qualità nell&#8217;insegnamento  per    far crescere nuovi musicisti che andranno in giro per il mondo,  si    faranno conoscere, ma soprattutto traghetteranno la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-797" title="berklee_zmvideo5" src="http://www.ziogiorgio.it/tv/wp-content/uploads/2010/08/berklee_zmvideo5.jpg" alt="berklee_zmvideo5" width="858" height="277" /></p>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #4a2500; font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;">Quest&#8217;anno     a Perugia si celebra un anniversario che ribadisce una volta di più     l&#8217;importanza della continua ricerca della qualità nell&#8217;insegnamento  per    far crescere nuovi musicisti che andranno in giro per il mondo,  si    faranno conoscere, ma soprattutto traghetteranno la musica jazz  verso il    futuro.<br />
L&#8217;anniversario in questione non è da poco conto, 25 anni fa la direzione di <strong>Umbria Jazz</strong> nella persona di <strong>Carlo Pagnott</strong><strong>a</strong>, stringeva un accordo con la scuola di jazz più famosa al mondo, la <strong>Berklee School</strong> di Boston: avrebbero portato la didattica apprezzata della Berklee e     gli insegnanti più rinomati a Perugia, per creare un programma di  clinic    che avrebbe fatto scuola negli anni, fino ad oggi.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #4a2500; font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;"><img src="../../images/2009/uj_clinics_25thanniversary2.jpg" alt="" width="500" height="210" /></span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #4a2500; font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;">Difficile     girare video ufficiali all&#8217;interno della scuola, delle classi,   durante   le lezioni, proprio per il clima informale a cui questi   insegnanti   tengono molto; vogliono che gli allievi si concentrino al   100% sulle   lezioni, si immergano nella musica. Siamo quindi onorati di   poter   offrire a voi la possibilità di conoscere meglio dall&#8217;interno   una realtà   che in un quarto di secolo ha visto passare oltre 5000   studenti e   materializzato per  i migliori il sogno di volare a   studiare negli   States.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #4a2500; font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;"><img src="../../images/2009/uj_clinics_25thanniversary.jpg" alt="" /></span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #4a2500; font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;"><strong>Sommario: </strong></span></span></p>
<ul><span style="font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #4a2500; font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;"></p>
<li><a href="http://www.ziomusic.it/news/viewnews.php?id=27814#giovanni_tommaso"><span style="color: #0000ff;">Intervista a Giovanni Tommaso – “<em>Umbria Jazz Clinics 2010: passato, presente e futuro</em>”</span></a></li>
<li><a href="http://www.ziomusic.it/news/viewnews.php?id=27805" target="_blank"><span style="color: #0000ff;">Intervista a Greg Badolato &#8211;  “<em>Il nuovo direttore dei programmi internazionali Berklee</em>”</span></a></li>
<li><a href="http://www.ziomusic.it/news/viewnews.php?id=27814#bossa"><span style="color: #0000ff;">Concerto di Apertura Umbria Jazz Clinics 2010</span></a></li>
<li><a href="http://www.ziomusic.it/news/viewnews.php?id=27814#badolato"><span style="color: #0000ff;">G. Badolato &amp; Jim Kelly</span></a></li>
<li><a href="http://www.ziomusic.it/news/viewnews.php?id=27814#mcelroy"><span style="color: #0000ff;">D.McElroy &amp; J.Odgren</span></a></li>
<li><a href="http://www.ziomusic.it/news/viewnews.php?id=27814#classi"><span style="color: #0000ff;">Berklee School at Umbria Jazz 2010: &#8221;<em>Uno sguardo dentro le classi</em>&#8220;</span></a></li>
<p></span></span></ul>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #4a2500; font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;">Abbiamo molti contenuti quindi partiamo subito. Prima di ciò però un ringraziamento dovuto ad <strong>Angelo Tordini</strong> e <strong>Reference Laboratory</strong> che ci hanno accompagnato ed aiutato in questo nostro reportage con la loro consueta gentilezza e professionalità.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #4a2500; font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;">Entrati ad <strong>Umbria Jazz Clinics</strong> abbiamo incontrato <strong>Giovanni Tommaso</strong>,     direttore storico di Umbria Jazz Clinics, per fare il punto su  quello    che è stato improntato per quest&#8217;anno e quello che sarà in  futuro,   visto  che l&#8217;intenzione è quella, da parte di Umbria Jazz e  Berklee, di    onorare con molti altri anni questa collaborazione  cercando sempre di    fare meglio. Se inoltre avete intenzione di  partecipare alle UJ  Clinics   l&#8217;anno prossimo non perdetevi quel che  Giovanni ci ha detto.     <a name="giovanni_tommaso"></a></span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #4a2500; font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;">Subito     dopo inizia il concerto di apertura delle clinics, un esibizione con     cui tutti gli insegnanti si presentano agli alunni. Il cortile della     scuola che ospita per due settimane UJ Clinics è gremito e sul palco  si    susseguono formazioni assortite che eseguono standard jazz, dal  jazz    classico alla bossa, al rock-jazz con venature acide, alla black   music.   Un successo di spontaneità, improvvisazione, professionalità   che,  meglio  di qualsiasi curriculum o biglietto da visita, spiega al    filosofia e  l&#8217;anima di ciascun insegnante ai propri allievi.<br />
Un concerto di apertura che fa da preludio a due settimane di studio     intenso, di passione e di speranze per gli allievi e che si ripetera,     questa volta con tutti gli allievi a suonare con i propri maestri, nei     giorni conclusivi di Umbria Jazz 2010.<a name="bossa"></a></span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #4a2500; font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;"><a name="badolato"></a></span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #4a2500; font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;"><a name="mcelroy"></a></span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #4a2500; font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;">Eccoci     quindi a gironzolare per le classi ed i vari seminari. Gli studenti     sono davvero molti quest&#8217;anno, le classi sono gremite e l&#8217;attenzione è     al massimo. Gli insegnanti chiaramente spiegano in inglese ma   assistenti   insegnanti esperti italiani che collaborano con Berklee   aiutano quegli   studenti che hanno qualche difficoltà con la lingua a   capire tutto ciò   che viene spiegato traducendo passo passo la lezione.   Non sembra  esserci  distanza tra insegnanti ed allievi, i primi molto   disponibili e  alla  mano, i secondi entrano subito nel proficuo clima   di  collaborazione e  partecipazione.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #4a2500; font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;"><a name="classi"></a></span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #4a2500; font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;">Nella     nostra sezione interviste vi segnalo, da non perdere la nostra     chiacchierata con Greg Badolato, nuovo direttore Berklee School at     Umbria Jazz, nominato in questo 25-esimo anniversario, e direttore dei     programmi internazionali di Berklee School. (<a href="http://www.ziomusic.it/news/viewnews.php?id=27805" target="_blank"><span style="color: #0000ff;">Vai all&#8217;Intervista</span></a>).</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #4a2500; font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;">Info: <a href="http://www.umbriajazzclinics.it/" target="_blank"><span style="color: #0000ff;"><strong>www.umbriajazzclinics.it</strong></span></a></span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #4a2500; font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;">Info: <a href="http://www.berklee.edu/" target="_blank"><span style="color: #0000ff;"><strong>www.berklee.edu</strong></span></a></span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #4a2500; font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;"> </span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #4a2500; font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: xx-small;"> <a href="http://www.myspace.com/lukereds" target="_blank"><span style="color: #0000ff;"><strong>Luca &#8220;Luke Reds&#8221; Rossi</strong></span><strong><br />
</strong></a> Redazione ZioMusic</span></span></span></p>
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		<title>Berklee School at UJ 2010 &#8211; Pt3</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Aug 2010 16:08:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ZioMusic.it</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Quest&#8217;anno    a Perugia si celebra un anniversario che ribadisce una volta di più    l&#8217;importanza della continua ricerca della qualità nell&#8217;insegnamento per    far crescere nuovi musicisti che andranno in giro per il mondo, si    faranno conoscere, ma soprattutto traghetteranno la musica jazz verso il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-793" title="berklee_zmvideo4" src="http://www.ziogiorgio.it/tv/wp-content/uploads/2010/08/berklee_zmvideo4.jpg" alt="berklee_zmvideo4" width="858" height="277" /></p>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #4a2500; font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;">Quest&#8217;anno    a Perugia si celebra un anniversario che ribadisce una volta di più    l&#8217;importanza della continua ricerca della qualità nell&#8217;insegnamento per    far crescere nuovi musicisti che andranno in giro per il mondo, si    faranno conoscere, ma soprattutto traghetteranno la musica jazz verso il    futuro.<br />
L&#8217;anniversario in questione non è da poco conto, 25 anni fa la direzione di <strong>Umbria Jazz</strong> nella persona di <strong>Carlo Pagnott</strong><strong>a</strong>, stringeva un accordo con la scuola di jazz più famosa al mondo, la <strong>Berklee School</strong> di Boston: avrebbero portato la didattica apprezzata della Berklee e    gli insegnanti più rinomati a Perugia, per creare un programma di clinic    che avrebbe fatto scuola negli anni, fino ad oggi.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #4a2500; font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;"><img src="../../images/2009/uj_clinics_25thanniversary2.jpg" alt="" width="500" height="210" /></span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #4a2500; font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;">Difficile    girare video ufficiali all&#8217;interno della scuola, delle classi,  durante   le lezioni, proprio per il clima informale a cui questi  insegnanti   tengono molto; vogliono che gli allievi si concentrino al  100% sulle   lezioni, si immergano nella musica. Siamo quindi onorati di  poter   offrire a voi la possibilità di conoscere meglio dall&#8217;interno  una realtà   che in un quarto di secolo ha visto passare oltre 5000  studenti e   materializzato per  i migliori il sogno di volare a  studiare negli   States.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #4a2500; font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;"><img src="../../images/2009/uj_clinics_25thanniversary.jpg" alt="" /></span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #4a2500; font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;"><strong>Sommario: </strong></span></span></p>
<ul><span style="font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #4a2500; font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;"></p>
<li><a href="http://www.ziomusic.it/news/viewnews.php?id=27814#giovanni_tommaso"><span style="color: #0000ff;">Intervista a Giovanni Tommaso – “<em>Umbria Jazz Clinics 2010: passato, presente e futuro</em>”</span></a></li>
<li><a href="http://www.ziomusic.it/news/viewnews.php?id=27805" target="_blank"><span style="color: #0000ff;">Intervista a Greg Badolato &#8211;  “<em>Il nuovo direttore dei programmi internazionali Berklee</em>”</span></a></li>
<li><a href="http://www.ziomusic.it/news/viewnews.php?id=27814#bossa"><span style="color: #0000ff;">Concerto di Apertura Umbria Jazz Clinics 2010</span></a></li>
<li><a href="http://www.ziomusic.it/news/viewnews.php?id=27814#badolato"><span style="color: #0000ff;">G. Badolato &amp; Jim Kelly</span></a></li>
<li><a href="http://www.ziomusic.it/news/viewnews.php?id=27814#mcelroy"><span style="color: #0000ff;">D.McElroy &amp; J.Odgren</span></a></li>
<li><a href="http://www.ziomusic.it/news/viewnews.php?id=27814#classi"><span style="color: #0000ff;">Berklee School at Umbria Jazz 2010: &#8221;<em>Uno sguardo dentro le classi</em>&#8220;</span></a></li>
<p></span></span></ul>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #4a2500; font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;">Abbiamo molti contenuti quindi partiamo subito. Prima di ciò però un ringraziamento dovuto ad <strong>Angelo Tordini</strong> e <strong>Reference Laboratory</strong> che ci hanno accompagnato ed aiutato in questo nostro reportage con la loro consueta gentilezza e professionalità.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #4a2500; font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;">Entrati ad <strong>Umbria Jazz Clinics</strong> abbiamo incontrato <strong>Giovanni Tommaso</strong>,    direttore storico di Umbria Jazz Clinics, per fare il punto su quello    che è stato improntato per quest&#8217;anno e quello che sarà in futuro,   visto  che l&#8217;intenzione è quella, da parte di Umbria Jazz e Berklee, di    onorare con molti altri anni questa collaborazione cercando sempre di    fare meglio. Se inoltre avete intenzione di partecipare alle UJ  Clinics   l&#8217;anno prossimo non perdetevi quel che Giovanni ci ha detto.     <a name="giovanni_tommaso"></a></span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #4a2500; font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;">Subito    dopo inizia il concerto di apertura delle clinics, un esibizione con    cui tutti gli insegnanti si presentano agli alunni. Il cortile della    scuola che ospita per due settimane UJ Clinics è gremito e sul palco si    susseguono formazioni assortite che eseguono standard jazz, dal jazz    classico alla bossa, al rock-jazz con venature acide, alla black  music.   Un successo di spontaneità, improvvisazione, professionalità  che,  meglio  di qualsiasi curriculum o biglietto da visita, spiega al   filosofia e  l&#8217;anima di ciascun insegnante ai propri allievi.<br />
Un concerto di apertura che fa da preludio a due settimane di studio    intenso, di passione e di speranze per gli allievi e che si ripetera,    questa volta con tutti gli allievi a suonare con i propri maestri, nei    giorni conclusivi di Umbria Jazz 2010.<a name="bossa"></a></span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #4a2500; font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;"><a name="badolato"></a></span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #4a2500; font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;"><a name="mcelroy"></a></span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #4a2500; font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;">Eccoci    quindi a gironzolare per le classi ed i vari seminari. Gli studenti    sono davvero molti quest&#8217;anno, le classi sono gremite e l&#8217;attenzione è    al massimo. Gli insegnanti chiaramente spiegano in inglese ma  assistenti   insegnanti esperti italiani che collaborano con Berklee  aiutano quegli   studenti che hanno qualche difficoltà con la lingua a  capire tutto ciò   che viene spiegato traducendo passo passo la lezione.  Non sembra  esserci  distanza tra insegnanti ed allievi, i primi molto  disponibili e  alla  mano, i secondi entrano subito nel proficuo clima  di  collaborazione e  partecipazione.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #4a2500; font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;"><a name="classi"></a></span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #4a2500; font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;">Nella    nostra sezione interviste vi segnalo, da non perdere la nostra    chiacchierata con Greg Badolato, nuovo direttore Berklee School at    Umbria Jazz, nominato in questo 25-esimo anniversario, e direttore dei    programmi internazionali di Berklee School. (<a href="http://www.ziomusic.it/news/viewnews.php?id=27805" target="_blank"><span style="color: #0000ff;">Vai all&#8217;Intervista</span></a>).</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #4a2500; font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;">Info: <a href="http://www.umbriajazzclinics.it/" target="_blank"><span style="color: #0000ff;"><strong>www.umbriajazzclinics.it</strong></span></a></span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #4a2500; font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;">Info: <a href="http://www.berklee.edu/" target="_blank"><span style="color: #0000ff;"><strong>www.berklee.edu</strong></span></a></span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #4a2500; font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;"> </span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #4a2500; font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: xx-small;"> <a href="http://www.myspace.com/lukereds" target="_blank"><span style="color: #0000ff;"><strong>Luca &#8220;Luke Reds&#8221; Rossi</strong></span><strong><br />
</strong></a> Redazione ZioMusic</span></span></span></p>
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		<title>Berklee School at UJ 2010 -Pt.2</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Aug 2010 16:06:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ZioMusic.it</dc:creator>
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Quest&#8217;anno   a Perugia si celebra un anniversario che ribadisce una volta di più   l&#8217;importanza della continua ricerca della qualità nell&#8217;insegnamento per   far crescere nuovi musicisti che andranno in giro per il mondo, si   faranno conoscere, ma soprattutto traghetteranno la musica jazz verso il   futuro.
L&#8217;anniversario in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-790" title="berklee_hrseminar3" src="http://www.ziogiorgio.it/tv/wp-content/uploads/2010/08/berklee_hrseminar3.jpg" alt="berklee_hrseminar3" width="858" height="277" /></p>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #4a2500; font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;">Quest&#8217;anno   a Perugia si celebra un anniversario che ribadisce una volta di più   l&#8217;importanza della continua ricerca della qualità nell&#8217;insegnamento per   far crescere nuovi musicisti che andranno in giro per il mondo, si   faranno conoscere, ma soprattutto traghetteranno la musica jazz verso il   futuro.<br />
L&#8217;anniversario in questione non è da poco conto, 25 anni fa la direzione di <strong>Umbria Jazz</strong> nella persona di <strong>Carlo Pagnott</strong><strong>a</strong>, stringeva un accordo con la scuola di jazz più famosa al mondo, la <strong>Berklee School</strong> di Boston: avrebbero portato la didattica apprezzata della Berklee e   gli insegnanti più rinomati a Perugia, per creare un programma di clinic   che avrebbe fatto scuola negli anni, fino ad oggi.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #4a2500; font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;"><img src="../../images/2009/uj_clinics_25thanniversary2.jpg" alt="" width="500" height="210" /></span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #4a2500; font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;">Difficile   girare video ufficiali all&#8217;interno della scuola, delle classi, durante   le lezioni, proprio per il clima informale a cui questi insegnanti   tengono molto; vogliono che gli allievi si concentrino al 100% sulle   lezioni, si immergano nella musica. Siamo quindi onorati di poter   offrire a voi la possibilità di conoscere meglio dall&#8217;interno una realtà   che in un quarto di secolo ha visto passare oltre 5000 studenti e   materializzato per  i migliori il sogno di volare a studiare negli   States.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #4a2500; font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;"><img src="../../images/2009/uj_clinics_25thanniversary.jpg" alt="" /></span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #4a2500; font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;"><strong>Sommario: </strong></span></span></p>
<ul><span style="font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #4a2500; font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;"></p>
<li><a href="http://www.ziomusic.it/news/viewnews.php?id=27814#giovanni_tommaso"><span style="color: #0000ff;">Intervista a Giovanni Tommaso – “<em>Umbria Jazz Clinics 2010: passato, presente e futuro</em>”</span></a></li>
<li><a href="http://www.ziomusic.it/news/viewnews.php?id=27805" target="_blank"><span style="color: #0000ff;">Intervista a Greg Badolato &#8211;  “<em>Il nuovo direttore dei programmi internazionali Berklee</em>”</span></a></li>
<li><a href="http://www.ziomusic.it/news/viewnews.php?id=27814#bossa"><span style="color: #0000ff;">Concerto di Apertura Umbria Jazz Clinics 2010</span></a></li>
<li><a href="http://www.ziomusic.it/news/viewnews.php?id=27814#badolato"><span style="color: #0000ff;">G. Badolato &amp; Jim Kelly</span></a></li>
<li><a href="http://www.ziomusic.it/news/viewnews.php?id=27814#mcelroy"><span style="color: #0000ff;">D.McElroy &amp; J.Odgren</span></a></li>
<li><a href="http://www.ziomusic.it/news/viewnews.php?id=27814#classi"><span style="color: #0000ff;">Berklee School at Umbria Jazz 2010: &#8221;<em>Uno sguardo dentro le classi</em>&#8220;</span></a></li>
<p></span></span></ul>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #4a2500; font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;">Abbiamo molti contenuti quindi partiamo subito. Prima di ciò però un ringraziamento dovuto ad <strong>Angelo Tordini</strong> e <strong>Reference Laboratory</strong> che ci hanno accompagnato ed aiutato in questo nostro reportage con la loro consueta gentilezza e professionalità.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #4a2500; font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;">Entrati ad <strong>Umbria Jazz Clinics</strong> abbiamo incontrato <strong>Giovanni Tommaso</strong>,   direttore storico di Umbria Jazz Clinics, per fare il punto su quello   che è stato improntato per quest&#8217;anno e quello che sarà in futuro,  visto  che l&#8217;intenzione è quella, da parte di Umbria Jazz e Berklee, di   onorare con molti altri anni questa collaborazione cercando sempre di   fare meglio. Se inoltre avete intenzione di partecipare alle UJ Clinics   l&#8217;anno prossimo non perdetevi quel che Giovanni ci ha detto.    <a name="giovanni_tommaso"></a></span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #4a2500; font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;">Subito   dopo inizia il concerto di apertura delle clinics, un esibizione con   cui tutti gli insegnanti si presentano agli alunni. Il cortile della   scuola che ospita per due settimane UJ Clinics è gremito e sul palco si   susseguono formazioni assortite che eseguono standard jazz, dal jazz   classico alla bossa, al rock-jazz con venature acide, alla black music.   Un successo di spontaneità, improvvisazione, professionalità che,  meglio  di qualsiasi curriculum o biglietto da visita, spiega al  filosofia e  l&#8217;anima di ciascun insegnante ai propri allievi.<br />
Un concerto di apertura che fa da preludio a due settimane di studio   intenso, di passione e di speranze per gli allievi e che si ripetera,   questa volta con tutti gli allievi a suonare con i propri maestri, nei   giorni conclusivi di Umbria Jazz 2010.<a name="bossa"></a></span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #4a2500; font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;"><a name="badolato"></a></span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #4a2500; font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;"><a name="mcelroy"></a></span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #4a2500; font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;">Eccoci   quindi a gironzolare per le classi ed i vari seminari. Gli studenti   sono davvero molti quest&#8217;anno, le classi sono gremite e l&#8217;attenzione è   al massimo. Gli insegnanti chiaramente spiegano in inglese ma assistenti   insegnanti esperti italiani che collaborano con Berklee aiutano quegli   studenti che hanno qualche difficoltà con la lingua a capire tutto ciò   che viene spiegato traducendo passo passo la lezione. Non sembra  esserci  distanza tra insegnanti ed allievi, i primi molto disponibili e  alla  mano, i secondi entrano subito nel proficuo clima di  collaborazione e  partecipazione.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #4a2500; font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;"><a name="classi"></a></span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #4a2500; font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;">Nella   nostra sezione interviste vi segnalo, da non perdere la nostra   chiacchierata con Greg Badolato, nuovo direttore Berklee School at   Umbria Jazz, nominato in questo 25-esimo anniversario, e direttore dei   programmi internazionali di Berklee School. (<a href="http://www.ziomusic.it/news/viewnews.php?id=27805" target="_blank"><span style="color: #0000ff;">Vai all&#8217;Intervista</span></a>).</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #4a2500; font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;">Info: <a href="http://www.umbriajazzclinics.it/" target="_blank"><span style="color: #0000ff;"><strong>www.umbriajazzclinics.it</strong></span></a></span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #4a2500; font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;">Info: <a href="http://www.berklee.edu/" target="_blank"><span style="color: #0000ff;"><strong>www.berklee.edu</strong></span></a></span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #4a2500; font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;"> </span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #4a2500; font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana,Arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: xx-small;"> <a href="http://www.myspace.com/lukereds" target="_blank"><span style="color: #0000ff;"><strong>Luca &#8220;Luke Reds&#8221; Rossi</strong></span><strong><br />
</strong></a> Redazione ZioMusic</span></span></span></p>
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