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Foo Fighters @ Wembley

02.07.08

ZioGiorgio a Wembley per ascoltare il mega-evento dei Foo Fighters e 148 Outline Butterfly!

Il 6 e il 7 giugno scorsi è andato in scena allo stadio di Wembley, il tempio del calcio inglese per l’occasione “riciclato” in arena del rock and roll, il mega concerto di una della band più interessanti e “veraci” della scena rock mondiale: i Foo Fighters capitanati dal monumentale leader Dave Grohl.
Noi di ZioGiorgio, insieme ai colleghi della carta stampata di S&L, siamo stati gentilmente ospitati dall’azienda Italiana Outline per assistere all’evento.
Cosa c’entra Outline in tutto questo? C’entra, c’entra. Se abbiamo avuto modo di ascoltare lo show è stato grazie ai 148 sistemi di Butterfly, il line array di Outline, sapientemente distribuiti nello stadio dal giovane P.A. man Davide Lombardi, ormai uomo di fiducia della storica rental company Britannia Row (nel prossimo appuntamento proprio Davide ci spiegherà nel dettaglio il progetto acustico…ndr).

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Il Butterfly non è certo una scoperta dell’ultimo minuto, Britannia Row, che ne ha acquistato moltissimi sistemi, lo ha utilizzato a più riprese per tour ed eventi di rilievo mondiale, tra i quali possiamo ricordare Amy Winehouse e James Taylor, eventi del calibro del Live Earth e il memorial della principessa Diana, giusto per citarne alcuni.
Quindi, in definitiva, non era neppure la prima volta delle “farfalle” in quel del New Wembley Stadium che, va detto fin da subito, non è certamente il luogo ideale dove ascoltare musica probabilmente in virtù del fatto che è stato costruito per altri scopi…
Anche se non servivano conferme vere e proprie sulla bontà del sistema, al cospetto di un evento di tale portata e con un tale numero di sistemi utilizzati, le aspettative da più parti erano molte.
Lo stesso Davide ci ha rivelato poco dopo il concerto che un eventuale serie di lamentele (in Inghilterra c’è l’abitudine di scrivere lamentele ufficiali alla fine del concerto su appositi bigliettini ndr) da parte del pubblico pagante avrebbero probabilmente avuto qualche ripercussione sulla sua stessa carriera professionale.
Tutto è andato per il meglio. Tutti contenti e soddisfatti e a fine show birre a fiumi e sorrisi eloquenti.
Il pubblico in piedi fin dall’inizio in ogni parte dello stadio ha fatto subito tirare qualche sospiro di sollievo a tecnici e produzione, nonostante un mix iniziale piuttosto incerto.
Come sa bene chi frequenta il mondo del live, il risultato in ultima analisi, è quello che conta…

Il progetto di sonorizzazione:

Ma torniamo un attimo indietro, al racconto dei fatti, al quale seguirà un secondo appuntamento con interessanti e “rare” interviste.
Il palco, che avrebbe dovuto essere un palco centrale, è stato invece montato alla ¾ del campo, scelta che non abbiamo compreso fino in fondo - anche se sono circolate ipotesi su questa scelta più o meno confermate - e che probabilmente non ha valorizzato il colpo d’occhio dello stadio stesso lasciando qualche piccola zona sparuta.
Per richiesta esplicita del fonico dei Foo Fighters, Bryan Worthen, è stato montato un sistema di Electro Voice X-line nella parte anteriore del palco davanti alla regia FOH, lasciando tutta la restante sonorizzazione dello stadio (nei 3 angoli di palco rimanenti e per il primo e secondo anello) ai sistemi di Hi-Pack e Subtech di Butterfly.
Appesi 16 Subtech di Outline e 24 EV Line Sub, un montaggio completamente groundstack avrebbe probabilmente compromesso la chiarezza della parte bassa di gamma già penalizzata dall’acustica non proprio perfetta dello stadio.
A bordo palco diversi front-fill composti dalle DVS 15 sempre di Outline e qualche ARCS di L-Acoustics giusto per “rinfrescare” le prime file.
Sempre a bordo palco, subito sotto il palcoscenico, erano montai i restanti 48 Outline Subtech.
Il progetto, di cui lo stesso Davide Lombardi ci spiegherà più in dettaglio nell’intervista a seguire, prevedeva infine 3 torri delay di Butterfly e l’impiego del sistema di diffusori EAW posti al terzo anello e facenti parte dell’impianto audio residente dello stadio, diffusori che hanno necessitato una linea di ritardo ciascuno!

Esprimere un parere puramente estetico sul sound del concerto dei Foo Fighters diventa quanto mai soggettivo (è riduttivo, dato che è mia convinzione da sempre che un sistema per il sound reinforcement vada valutato su più fronti) soprattutto in una produzione del genere che, per dimensioni e struttura, resta abbastanza distante da quelle che siamo abituati a vedere – e sentire - nel nostro Paese, tolte forse un paio di eccezioni…
La musica dei Foo Fighters mi piace e il sound in generale era di buona qualità e sicuramente di grande impatto, ma vorrei anche affermare che non ho gradito particolarmente il “concetto” di balance del fonico FOH e la forte pressione sonora che, sinceramente, in certi momenti era troppa anche per un orecchio abituato al loud come il mio. Poco più che discorsi da pub questi miei ultimi.
Il dato oggettivo è che il sistema di reinforcement si è rivelato ben architettato, dimensionato e omogeneo - almeno nelle zone in cui ci siamo mossi per ascoltare lo show - e la diffusione musicale molto apprezzata dal numeroso pubblico presente.
Purtroppo la rigidità dei controlli e delle restrizioni anglosassoni in fatto di sicurezza, sinceramente in alcuni casi abbastanza noiosi, non ci hanno permesso di muoverci agevolmente per tutte le zone dello stadio precludendoci quindi un’ulteriore analisi del sistema.
Dal secondo anello, dove sedevamo di “base” siamo riusciti a muoverci per 360° intorno al palco, ascoltando musica o dal main Butterfly posto nel side B del palco, o ai lati (sempre “illuminati” Butterfly), o davanti al side A del palco dove il suono proveniva in parte dal sistema EV ma con un importante componente fornita dai delay Butterfly. (l’ultima slide sotto servirà a chiarire ulteriormente il tutto ndr)

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Outline Butterfly for Foo Fighters gig slideshow.

La zona dove ho ascoltato meglio il concerto era certamente il side B.
In primis perché era la zona in cui il P.A., 16 sistemi hi-pack e 16 sub appesi Outline, rimaneva più diretto e vicino al pubblico e, probabilmente, perché era la zona in cui la diffusione era interamente Outline Butterfly.
Credo che le grandi doti di intelligibilità e ariosità del Butterfly abbiano sopperito in maniera cruciale all’acustica “cavernosa” e confusa dell’immenso stadio di Wembley.
Lo stadio, come accennato poco sopra, ha di per sé un problema di “rotolamento” delle frequenze basse che definirei “fisiologico” e i sub appesi hanno aiutato di certo a risolvere il problema in parte, restituendo un sound più omogeneo e bassi più diretti e presenti.
Ma il vero risultato del Butterfly credo sia stato ottenuto proprio nel range medio e medio alto dove chitarre e voci arrivano sempre definite e a fuoco, senza per questo risultare troppo dure o penetranti.
La stessa sensazione l’ho avuta ai lati del side A proprio in coincidenza delle torri delay.
Paradossalmente il punto peggiore era quello dove avevamo i nostri posti, ubicati in un settore in cui non si beneficiava al meglio delle torri delay Outline e dove il main EV arrivava di taglio e piuttosto “scarico”.

L’analisi delle foto dello slideshow ci fornisce lo spunto per un’ultima considerazione sulla grandezza, in termini di dimensioni, dei cluster di Butterfly in relazione a Electro Voice.
Considerazioni che venivano proposte proprio sul nostro ZioForum.it e che meritano una spiegazione o, quantomeno, una chiave di lettura. E’ evidente come l’ X-Line appaia molto più grande del line array di Outline, almeno a parità di moduli, ma non per questo X-Line è un sistema da considerarsi molto più “grande” in termini assoluti.
Al suo interno l’ X-Line è equipaggiato da un 2x8’’ e un 2x15’’, dedicati alla parte media e medio bassa, più 3 driver a compressione in guida d’onda. (a questo link potrete trovare un approfondimento ndr)
A tal proposto è utile ricordare la particolare organizzazione interna di un Hi-Pack di Outline Butterfly che prevede anch’esso l’utilizzo di 4 altoparlanti, da 8 pollici, dedicati alle frequenze medie e medio basse più il driver a compressione da 3’’ con guida d’onda D.P.R.W.G..
La dimensione evidentemente più compatta di un cabinet Hi-Pack è dovuta in gran parte proprio alla configurazione dei quattro altoparlanti da 8 pollici due dei quali posti nella parte posteriore dello chassis: questo espediente riduce sensibilmente gli ingombri, senza per questo pregiudicare il numero e la dimensione degli altoparlanti in uso. (a questo link potrete trovare un approfondimento ndr)
Questa ultima riflessione esula comunque da un discorso di sonorità che probabilmente incontrerà denigratori e estimatori sia per l’uno che l’atro sistema. Vuole essere piuttosto un invito a capire meglio cosa stia dietro (e dentro) un sistema line array di cui tanto si parla. “Forumisti” accontentati.

Lo Show:

Lasciati i panni del tecnico e indossati quelli del rockettaro devo dire che il concerto è stato assolutamente fantastico e la band, con Grohl protagonista assoluto, veramente istrionica e ispirata: una “pacca” di suono come non sentivo da anni.
L’evento è stato registrato sia a livello audio che video per produrre un DVD e per questa ragione l’impianto illuminotecnico è apparso piuttosto sobrio e molto “luminoso”.
Protagonista il LED che ricopriva gran parte della parte superiore del palco e delle torri di sollevamento e col quale venivano visualizzate le immagini dei musicisti più o meno effettate e post prodotte.
Soliti motorizzati sul ring e altri fari sparsi tra pubblico e torri delay. Tutto abbastanza convenzionale e in pieno spirito rock and roll.
Due ore e mezza di concerto serratissimo con canzoni molto veloci e arrangiamenti “lineari” ma impreziositi da trame melodiche sofisticate e ritornelli molto aperti. Non sono mancati neppure momenti di atmosfera con strumenti acustici e qualche siparietto molto divertente dello stesso Dave, intrattenitore a tutto tondo, nonché cantante vero!
Oltre a Grohl nella formazione standard spicca il batterista Taylor Hawkins - di Coplandiana memoria, ma con il doppio della cattiveria – mentre si sono limitati a fare la loro parte il chitarrista Chris Shiflett (che suono!) e il basssita Nate Mendel.
Probabilmente un po’ più di “corda” sul suono del basso avrebbe aiutato a definirne il sound e a farlo integrare meglio con la potentissima cassa di Taylor che, per contro, avrebbe giovato di un pò di punta e mordente in più.

Nell’attesa del pomeriggio, non abbiamo avuto modo di incontrare i proprietari Britannia Row, che per l’occasione forniva solo l’audio, che però ci hanno gentilmente concesso l’intervista nei giorni successivi.
Potrete leggere tutte le interviste, Davide Lombardi, Bryan Grant e Giorgio Biffi di Outline, nel prossimo appuntamento!

Aldo "hucchio" Chiappini
ZioGiorgio Network

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