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Festa della Luce

13.07.08

Il resoconto della prima edizione della Festa della Luce con un'intervista a Maurizio Gianandrea.

La Festa della Luce si è tenuta il 6, 7 e 8 giugno a cura dell’ Accademia della Luce, associazione culturale non profit che si occupa dell’organizzazione di eventi e corsi per la formazione illuminotecnica.
L’evento è stato realizzato in collaborazione con il portale luceonline.it, TEN e il Comune di Montone che ne ha ospitato lo svolgimento.
Tra la gente del piccolo paese umbro, c’è stato un via vai di docenti, tecnici, professionisti e appassionati, che hanno partecipato a questa tre giorni di dibattiti, seminari, installazioni scenografiche e aree didattiche sul fenomeno della luce.

La scelta di tenere l’evento presso un centro così piccolo, apparentemente così lontano dal mondo dei concerti live, delle produzioni cinematografiche, delle manifestazioni fieristiche e dei grandi eventi che coinvolgono il fenomeno luminoso, ha una precisa motivazione: Montone è il luogo simbolico dove l’Accademia della Luce ha iniziato la sua attività di promozione della cultura della luce portando, durante l’edizione 2003 dell’Umbria Film Festival che si tiene annualmente a Montone, il Maestro della fotografia cinematografica Vittorio Storaro.

Tematica, quella del cinema, che la Festa della Luce ha toccato grazie ad una nuova partecipazione di Storaro: il maestro ha tenuto un seminario dove ha illustrato la sua personale lettura della fotografia cinematografica in relazione alla pittura, a partire dalle opere del pittore Gino Covili.
Storaro ha anche concesso all’evento la mostra fotografica “Storaro-Covili. Il segno di un destino”, visitabile durante le tre giornate: sovrapposizioni fotografiche ispirate ai quadri dell’artista e ai film del maestro, incorniciate e posizionate su particolari cavalletti con lampada tubolare integrata.

Seminari di approfondimento si sono tenuti durante tutti e tre i giorni e toccando gli argomenti più vari: dalle specifiche lezioni tecniche sulla progettazione illuminotecnica, come “Luce e cultura architettonica” dell’Arch. Alessandro Grassia, e “LED e beni culturali”, dell’Arch. M. Negri e dell’Ing. A. Zucchi di Philips, agli aspetti più curiosi del fenomeno luminoso, come ”Estetica della luce” del prof. Roberto Cresti, o “Storie di meridiane e orologi solari” dell’arch. Francesco Rosi, che hanno saputo coinvolgere anche personale meno strettamente tecnico e semplici appassionati.
L’inquinamento luminoso e la politica di diffusione di sorgenti di luce alternativa si è dimostrata una tematica fondamentale dell’evento: il seminario tenuto dall’Ing. Gianni Drisaldi, consigliere APIL, si è incentrato sulla Legge n° 20 per la regione Umbria in materia di prevenzione dell’inquinamento luminoso e risparmio energetico.
Senza contare poi, che all’evento ha partecipato Ecoluce, progetto che si propone la riduzione delle emissioni nell’ambiente, grazie all’ideazione di un sistema di alimentazione d’impianti per lo show business che rispetti le normative in materia di inquinamento luminoso.

Ecoluce, per l’evento, ha fornito un’installazione impiantistica composta da un sistema audio-luci a basso consumo alimentato con generatore fotovoltaico: si tratta di amplificatori audio digitali funzionanti in tensione continua e sorgenti luminose con tecnologia LED, che usufruiscono direttamente dell’energia prodotta dai pannelli solari, rendendo pari a zero le perdite dovute alla conversione da corrente continua a corrente alternata. Esiste perciò un’alternativa a basso consumo energetico rispetto ai generatori altamente inquinanti, alle lampade e agli amplificatori di grande potenza dei live shows.
Di grande interesse anche le aree didattiche: durante i tre giorni, Marco Castellazzi, di Molpass, ha fornito dimostrazioni pratiche in loco relative alla produzione di scenografie multimediali realizzabili con le grandi potenzialità della consolle GrandMa, banco di regia per la progettazione luci e la gestione integrata di server per immagini, dimmer e interfacce DMX.

Un’altra area didattica ha riguardato le tecnologie di luce allo stato solido, con allestimento e percorso educativo a cura di Perenne Lux, che con i suoi marchi “Lux” e “Officina della Luce” è nel panorama umbro un punto di riferimento nella riqualificazione energetica di impianti esistenti e nella progettazione dell’illuminazione architettonica, pubblica e museale.
Le armature stradali e corpi illuminanti “Kleos”, che Perenne Lux adotta, sono composti da 25 o 35 LED e permettono la stessa emissione luminosa delle utilizzatissime sorgenti al sodio da 75 W o da 150 W, con il 70% in meno del consumo. Alla base del contributo di Perenne Lux, quindi, c’è una nuova concezione di impianto a basso impatto ambientale, che grazie alla tecnologia LED elimina i rifiuti tossici emessi dalle lampade ai vapori di mercurio, necessita di una manutenzione ridotta e produce un risparmio energetico che raggiunge il 60% rispetto alle altre sorgenti luminose.
Numerosi anche gli eventi scenografici realizzati con la luce, svoltisi di notte: la città si è accesa di colori e luce grazie a “Multivisioni”, di Paolo Buroni, ideatore di eventi multimediali, che ha illuminato i tetti e le mura della città con suggestive immagini in movimento. Le proiezioni sono state realizzate con videoproiettori ad elevata luminosità Stark 1200, con lampada a scarica da 1200 W e pellicola fotografica formato 7 x 7.

Lo Stark 1200 è concepito per illuminare grandi superfici e garantire allo stesso tempo la medesima flessibilità e velocità che si avrebbe su superfici minori. Il campanile della chiesa di San Francesco è stato invece illuminato con proiettore NovaFlower della Novalight.
Passiamo poi a Scenes, studio creativo che realizza installazioni scenografiche, progettazione e regia di laser show, che ha contribuito alla Festa della Luce con “Solstat”, ambientazione luminosa ispirata al solstizio, giorno in cui il sole raggiunge la sua massima altezza sull’orizzonte, e al significato di vera e propria “festa della luce” che nella tradizione popolare tale giorno significava. L’installazione è stata realizzata nella cornice delle rovine all’aperto della Rocca di Braccio.
Marcello Zagaria, ideatore del progetto, spiega che, alla base del funzionamento c’è una struttura di legno, disposta centralmente, all’interno della quale sono allocati proiettori con laser allo stato solido.
La struttura si configura come un sole ideale, dal quale i raggi laser si diramano in un gioco di riflessioni su specchi studiatamente posizionati, di spirali e effetti grafici, per proiettarsi sulle mura della costruzione e sugli alberi circostanti, e interagire con l’atmosfera. Il laser viene gestito nei suoi punti grazie a piccoli specchi, che si muovono velocemente attorno al raggio, orientandolo.
Gli specchi vengono comandati da un software specifico per disegnare e animare, attraverso la riflessione su specchio, e con funzionamento simile a un proiettore scanner, figure ed effetti grafici.

Molta gente, anche i “non esperti” di luce, si è ritrovata ad osservare con stupore l’effetto del laser proiettato sulle mura e sugli alberi, l’effetto di scomposizione dei piani sulle foglie e l’interazione del raggio luminoso con il fumo, provocato da macchine posizionate nelle vicinanze della struttura centrale.
Altra installazione scenografica è stata quella di Duncan Ballet, compagnia di danza che si propone di sperimentare nuove forme di combinazione tra videoproiezione scenografica e danza, che ha messo in scena “Luce apparente”.
Profili in movimento di ballerini si stagliano in controluce sullo sfondo di tre schermi, dove le loro stesse immagini vengono proiettate e interagiscono con le figure reali, accompagnate da musica. L’idea è proprio quella di far interagire le coreografie con le immagini proiettate su schermo.
La videoproiezione ha coinvolto direttamente anche il pubblico, proiettando sue immagini captate in presa diretta da una telecamera, e rielaborate con effetti grafici in tempo reale.
D’effetto anche l’evento luminoso pensato e realizzato da Fulvio Michelazzi, artista visivo e lighting designer. L’ideazione consiste in una struttura di palloncini legati assieme, all’interno di ciascuno dei quali sono stati inseriti LED alimentati a batteria.
Le corde dei palloncini sono state tagliate e i corpi luminosi sono volati in massa, con un effetto scenografico d’impatto.

Concludendo, l’obiettivo colto in pieno dalla Festa della Luce è stato riuscire a riproporre quell’atmosfera e quella ritualità che erano proprie delle celebrazioni popolari passate del culto della luce e del sole. Il successo di un evento del genere sta soprattutto nel riuscire a coinvolgere i non addetti al settore.
E in questo, accanto ai seminari, ai dibattiti, ai percorsi educativi, il far vedere materialmente le ambientazioni, le atmosfere magiche, le giocosità che con la luce possono essere create, ha realizzato lo scopo di avvicinare al fenomeno luminoso anche i profani dell’illuminazione.

Ecco cosa ci ha detto Maurizio Gianandrea, presidente dell'Accademia della Luce, all'indomani della fine della prima edizione della Festa della Luce.

ZioGiorgio: Maurizio si è conclusa da poco la prima edizione, un primo bilancio?

Maurizio Gianandrea: a parte le condizioni meteo direi che è andata molto bene, come prima esperienza non potevamo fare di più. Abbiamo realizzato il primo evento del genere in Italia con un programma fitto d’iniziative, seminari, spettacoli, aree didattiche, installazioni luminose arti visive ecc. Non trovi un posto al Mondo dove si parla della Luce e la Simbologia religiosa o la natura Fisica della Luce.
Noi facciamo cultura sul serio ed è questo che crea interesse per l’Accademia della Luce.
1.000 partecipanti per una manifestazione come questa mi sembra un successo straordinario.


Maurizio Gianandrea presidente dell’ Accademia della Luce.

ZioGiorgio: gli eventi, nell’arco dei 3 giorni, sono stati tanti e diversi. In base a quello che hai potuto vedere quali hanno avuto il maggior riscontro di pubblico?

Maurizio Gianandrea: in generale tutti gli eventi hanno registrato una buona affluenza di partecipanti, i seminari e gli spettacoli sono stati seguitissimi, la cosa che mi ha veramente impressionato positivamente è stata la presenza degli studenti delle scuole del comprensorio che hanno visitato le aree didattiche con una partecipazione e un interesse straordinario.

ZioGiorgio: l’Accademia della Luce esce ulteriormente arricchita da questo importante evento? Quali saranno le vostre successive mosse e quali i sogni e le ambizioni?

Maurizio Gianandrea: siamo riusciti a riunire in un evento realtà diverse che altrimenti non si sarebbero mai incontrate, tutti insieme in una Festa. La cultura della Luce deve essere intesa come una festa.
Da quando siamo nati, come associazione culturale senza scopo di lucro, abbiamo un solo obbiettivo quello di promuovere e diffondere con ogni mezzo in tutto il territorio Nazionale un progetto culturale dove all’interno possono convivere e dialogare realtà diverse, dove la materia Luce sia studiata in tutti i suoi campi di applicazione.
E ad onore del vero siamo stati i primi in Italia a promuovere questo progetto.

ZioGiorgio: nel piccolo paese di Montone si sono incontrati architetti, light designer, installatori, datori luci, registi, direttori della fotografia, elettricisti e tutte quelle figure che in un modo o nell’altro ruotano attorno al mondo della luce. Tutto è andato per il meglio, ma adesso questo dialogo deve in qualche modo continuare…

Maurizio Gianandrea: da tanto tempo abbiamo avviato un dialogo con le istituzioni pubbliche e professionisti del settore, se ricordi alla Tavola Rotonda a Bergamo Show Way su “Lighting Designer identità di una professione” suscitò interesse anche per il fatto che siamo riusciti a riunire intorno a un tavolo professionisti di associazioni diverse a discutere di un problema così sentito come quello del riconoscimento della nostra professionalità.
Noi continuiamo a promuovere e incentivare il dialogo tra tutte le categorie professionali con nuovi incontri e dibattiti che permetteranno di riflettere sullo stato attuale della cultura dello spettacolo in Italia, ho sempre considerato l’Accademia della Luce come uno spazio delle idee.

ZioGiorgio: a Montone era presente ancora una volta il M° Storaro che ormai si può considerare a tutti gli effetti un ambasciatore del mondo dell’illuminotecnica. Credi che esistano margini di sviluppo nel settore della luce professionale? Penso anche ai molti giovani che potrebbero intraprendere nuove professioni.

Maurizio Gianandrea: il maestro Storaro è un esempio per tutti i giovani che vogliono intraprendere questa “professione” è uno studioso e un ricercatore instancabile della materia Luce e come ambasciatore comunica tutto il suo sapere, con passione straordinaria, a chi desidera “Scrivere con la Luce”.
Il nostro progetto di “insegnare a illuminare” seminari di studio e workshop di specializzazione professionale sono partiti da una considerazione molto semplice, ogni piccolo paese in Italia ha un suo Teatro.
Sai quanti paesi e comuni ci sono in questa nostra nazione? Migliaia!
Se c’è un Teatro significa che c’è cultura dello spettacolo e per dare vita alla cultura dello spettacolo c’è bisogno di maestranze tecniche.
Io credo che esistono margini positivi per lo sviluppo della luce professionale, bisogna solo far capire alle aziende del settore che devono investire di più nella formazione e darsi da fare una volta per tutte in ambito istituzionale, attraverso le loro associazioni di categoria, di far riconoscere la nostra categoria.
Il lighting designer è una professione seria, il Lighting Designer fa Arte, da la possibilità a tutti di guardare il mondo con gli occhi della poesia e di emozionarsi ancora davanti a uno spettacolo di Luci.
Senza il L.D. il mondo non avrebbe colore. Quindi diamo ai giovani la possibilità di imparare una professione che abbia il giusto riconoscimento.


Maurizio Gianandrea insieme al M° Stroraro.

ZioGiorgio: vorrei una tua riflessione in merito alla tematiche riguardanti l’inquinamento luminoso e la politica di diffusione di sorgenti di luce alternativa. Sembrano sempre cose così lontane e invece… Maurizio Gianandrea: noi abbiamo aperto la Festa della Luce, con una conferenza dell’Ing. Gianni Drisaldi Consigliere APIL sulla presentazione della legge Regionale dell’Umbria “Norme in materia di prevenzione dall’inquinamento luminoso e risparmio energetico”, un area didattica èra gestita da ECOLUCE.org un progetto di luce alternativa per il “Live Show” (se ne parla ampliamente nell’articolo dedicato alla Festa della Luce ndr). La cultura della luce è anche questa, prepararci a un futuro dove dovremo gestire gli spettacoli con tecniche completamente diverse dalle attuali.

ZioGiorgio: domanda diretta. Chi vi ha aiutato in questa avventura e chi invece avrebbe potuto darvi una mano in più?

Maurizio Gianandrea: lo sai che io sono considerato antipatico perché sono diretto e le cose non le mando a dire.
Ti faccio nomi e cognomi poi decidi tu se ometterli o meno.
E' stato possibile realizzare la 1° Festa della Luce con il contributo di TEN, ETC, De Sisti Lighting, Decima Italia, Molpass, FOEL SPA (Azienda di Taranto), Stark 1200, ROSCO, Nova Light, SIB Rimini Fiera, APIL, AIDI, il portale culturale Luceonline.it, EVOLIGHT e tutti i soci dell’Accademia della Luce.
Chi mancava? Ovviamente l’associazione di categoria più importante in Italia l’APIAS che non ha creduto in questo progetto, forse la cultura della Luce non rientra nella sfera di loro competenza.
Le aziende dovrebbero smettere di produrre gadget (penne e ridicoli cappellini) e incentivare economicamente di più chi cerca di dare (ovviamente non solo noi) alla Luce un valore culturale.
O chi come l’AILD che sta lavorando da tempo a livello istituzionale (con grandi sacrifici economici) per il riconoscimento professionale del Lighting Designer.
E’ ora che le aziende facciano un esame di coscienza e investano economicamente su progetti culturali di spessore, scuole professionali, studi di settore, ricerca e sviluppo di nuove tecnologie della Luce, ecc. senza tutto ciò tra dieci anni ci troveremo in casa “Lighting Designer” cinesi che faranno il nostro lavoro importando prodotti dalla Cina.
Qualche anno fa avevamo proposto a un responsabile APIAS di creare una Scuola dei Mestieri dello Spettacolo gestita economicamente con il risparmio dei gadget che ogni azienda “disperde in tutto il territorio nazionale”.
Bastava un investimento di 2.000 Euro l’anno per ogni azienda destinato alla scuola, considera 50 aziende, 100.000 Euro in totale.
La scuola avrebbe organizzato corsi di specializzazione professionale gratuiti per i partecipanti. Tutto ciò avrebbe portato visibilità e futuro (di vendite) assicurato per le aziende.
Ci hanno risposto che non avevano soldi. Ti faccio un esempio. Io ho lavorato come tecnico luci molti anni nel Teatro Ragazzi.

Secondo te perché lo stato italiano elargisce fondi al Teatro Ragazzi? Per un motivo semplicissimo, perché i ragazzi di oggi saranno gli adulti di domani che frequenteranno i luoghi dello spettacolo.
Purtroppo alcune aziende disertano questa logica e non capiscono che nuove idee e formazione sono il successo di un'impresa.

ZioGiorgio: state già pensando al prossimo anno?

Maurizio Gianandrea: stiamo preparando il programma per la Festa 2009, a fine Agosto appronteremo la campagna pubblicitaria.
Posso anticipare alcune tematiche, dedicate a:
la Luce delle Donne, la luce vista e interpretata al femminile.
Cinemonografia, un omaggio ai grandi autori della luce cinematografica, ricordo di Gianni Di Venanzo. E l'istituzione del premio Accademia della Luce e Luceonline.it al miglior giovane "Lighting Designer " Italiano.

Arrivederci alla Festa della Luce giugno 2009.

Foto by: Benedetta Tosi

Testi Eleonora Vescarelli
ZioGiorgio Network

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