Test: V-Mixing System
ZioGiorgio prova sul campo il V-Misixg System di RSS. Video tutorials e test
Questa volta ci siamo riusciti! Abbiamo finalmente trovato il tempo e la situazione giusta per provare il sistema digitale V-Mixing di Roland Systems Group due mixer M-400 – FOH e palco - completi di trasporto digitale Digital Snake.
Chiariamo subito una cosa: la prova è di quelle vere, come fin dall’inizio della sua avventura dei test lo Zio ha deciso di fare.
Il "campo" un teatro pieno zeppo di gente e quattro band mediamente scatenate (un bel festival di musicisti veri, con gruppi formati da “pezzi” di Modena City Rumble, Bandabardò, C.S.I. etc… ndr) che si sono alternate per più di due ore e mezzo di concerto.
Avverto senza neppure troppo preavviso Andrea Gascone, Product Manager per RSG Italia, della possibilità di fare il test e il giorno seguente ho la conferma che il set a mia disposizione sarebbe stato così composto: due M-400, due S-1608, un S-0816, un S-4000SP, due ruzzole 100mt CAT5, due cavi 5mt CAT5, un cavo 20mt CAT5, cinque VDE (fatevi un giro sul sito RSG per documentarvi adeguatamente ndr). Lo stesso Andrea presenzierà gentilmente all’evento come referente tecnico dell’attrezzatura impiegata.
Uno dei due banchi mi è stato consegnato un paio di giorni prima dell’evento stesso, tramite corriere, giusto per prendere quel minimo di confidenza che serviva per essere operativi fin dal primo minuto dalla sua accensione.
A dir la verità non ho studiato neppure più di tanto mixer e manuale, preferendomi concentrare sulla gestione dello show che ho saggiamente pre-programmato il giorno antecedente tramite software remoto su PC. (free Donwload software click here)
Esatto, come ormai molti sistemi permettono, anche RSS fornisce gratuitamente agli utenti un software che ricalca in tutto e per tutto il mixer hardware, con la conseguente possibilità di preconfigurare con anticipo e perizia gli snapshot (vedi scene, memorie o come vi pare… ndr) in base alle esigenze di channel list delle band: comodo e funzionale.
Ma veniamo al test vero e proprio. La premessa è semplice, con questo articolo cercherò di raccontare quello che non si può trovare nella documentazione ufficiale che potrete ampiamente reperire nel sito del produttore, nella rassegna stampa dello “Zio” e, sopratutto, nei due esclusivi video tutorial di seguito.
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| Abbiamo pensato di inserire questi due video tutorial, realizzati da RSG Italia, in modo da dare un’infarinatura generale sulle caratteristiche e le potenzialità del mixer. I video sono chiaramente realizzati dall'azienda stessa e, seppure di "parte", conservano un tono professionale e sopratutto offrono uno strumento utile a comprendere meglio quando detto nel test sotto. Un consiglio: fate bene attenzione alle parole di Andrea in merito a quello che questo sistema può fare ma tenendo sempre ben a mente la fascia di prezzo nel quale il prodotto si colloca. Il rischio è quello di inquadrare il V-mixing system in una fascia di prezzo superiore a quella in cui, nella realtà dei fatti, è inseribile. Farò per questo uno strappo alla regola e darò un’indicazione di massima del prezzo totale del sistema (quindi tutto il materiale sopra elencato), stiamo parlando di quindicimila euro più o meno… |
Hardware: I due mixer, trasporto e cablaggi:
In maniera un pò egoistica ho deciso di piazzarmi subito da solo il mixer FOH nella regia posta a fondo teatro in modo da mettermi immediatamente a “giochicchiare” con set-up e configurazioni varie. Mixer tolto dall’imballo e messo sul tavolo regia senza l’aiuto di nessuno.
I miei collaboratori, col prezioso supporto di Andrea, hanno posizionato l’altro mixer (a destra del palco ndr), sistemato gli stage box e nel giro di dieci minuti ero già nelle condizioni di inserire nella mia regia i due cavi CAT5 e di dare il “fuoco” al mio P.A.
Oltre alla semplicità di cablaggio, dove gli errori sono decisamente calcolabili, ho potuto costatare una certa pulizia e logica nel cablaggio stesso.

Quello sopra è lo schema di cablaggio che abbiamo adottato per l’occasione. Si noti la presenza dello splitter del quale si sarebbe comunque potuto anche fare a meno. Lo splitter permette di creare un network con IN e OUT condivisi indipendentemente dall’ordine degli stages box nella catena.
Il routing:
Avendo già predisposto precedentemente le “scene” (da RSS chiamate snapshot) per il mio show, la cosa che sono andato a fare appena acceso il banco è stata la configurazione generale del sistema comprensiva di routing interno del segnale.
Un’operazione rivelatasi molto semplice e che ho deciso di fare tramite il software di controllo remoto, giusto per avvalermi della possibilità di utilizzare tastiera e mouse; quella di usare il software di controllo è una cosa che consiglierò a più riprese durante il test…
Se avete seguito i video sopra avrete compreso che l’M-400 è provvisto di due connessioni REAC.
REAC è il protocollo di trasmissione, proprietario di Roland, per il trasferimento di dati in dominio digitale attraverso semplice cavo CAT5. (link a REAC)
Quando a casa mi stavo preparando off-line le scene con il software M-400 RCS sapevo quale hardware sarei andato ad utilizzare il giorno dello shw, per questo motivo è stato sufficiente andare nella pagina menu Setup, REAC config… e inserire tramite finestra a tendina l’hardware scelto.
Con mia sorpresa, il giorno dell'allestimento, appena montate, cablate e accese le console e le stage box, il sistema aveva già riconosciute e configurate le stage box collegate in maniera automatica, prima ancora che potessi inserire le scene che avevo preparato: plug & play, giusto per parlare in maniera informatica.
A quel punto non ho dovuto far altro che caricare le memorie che mi ero preparato e controllare il routing attraverso la schermata “pacthbay” individuabile e richimabile chiaramente nella zona destra del software, nell'area denominata "screen access".

Nell’immagine sopra e possibile capire quanto sia semplice e intuitiva l’operazione, tanto più che il software stesso mostra il disegno esatto (e comprensibile) dell’hardware che stiamo utilizzando e che abbiamo settato.
Nota non da poco nell’M-400 sono previste anche entrate di IN e OUT “fisiche”, cosa comodissima qualora si volessero usare in regia FOH cd player, radiomicrofoni, microfoni d’ambiente, collegare effetti o creare punti di insert per outboard esterni. Caratteristica molto apprezzata a quei fonici indissolubilmente legati alle proprie fidate macchine.
Snapshot, editing, memorie e dintorni:
Passando dalla modalità off-line a quella on-line (attivabile col tasto in alto a destra della finestra software) si attiva l’effettiva comunicazione tra mixer e computer consentendoci di gestire remotamente la totalità delle funzioni della console, ivi comprese le operazioni di recall, store e edit direttamente da software.
Le scene si possono proteggere tramite la più classica delle funzioni “Lock”, attivabile con un inequivocabile (e ben visibile) lucchettone. Questo le rende completamente immuni dalla distrazione dell’ultimo minuto, qualcuno di voi già suderà freddo al solo ricordo dell’accaduto…
Dopo aver caricate, editate e salvate le proprie scene, tempo permettendo, possiamo spendere qualche minuto nel rinominare i nomi delle memorie e dei canali.
Ecco, sulla gestione della scrittura dei nomi sui canali e sulle memorie devo fare un appunto forse un po’ “becero”.
Premesso che consiglio comunque di gestire tutte queste cose da un PC col software remoto, reputo che sarebbe stato preferibile accedere alla funzione di editing dei nomi semplicemente facendo doppio click sul nome da editare, in stile windows.
Non è contemplata questa utility (al momento?) e bisogna ricorrere invece al tasto chiamato – peraltro a logica – "Name Edit".
Evitare questo passaggio aiuterebbe non poco nella fretta di un sound check.
Questa mia osservazione, fatta sul momento allo stesso Andrea, ha avuto però una spiegazione che rimanda ad una precisa scelta, decisa in sede di progettazione, dalla stessa RSS.
Entrando nella finestra “Name Edit” infatti è possibile rinominare qualsiasi canale di ingresso e di uscita selezionando il canale e digitandone il nome. La logica è la seguente: selezione del canale, editing dai controlli diretti della console, digitazione nome sul computer, selezione altro canale, edit e rinomina.
A patto di prenderci un minimo di confidenza può certamente rivelarsi un metodo funzionale.
Piuttosto scomoda, come accade in ogni macchina dove non è presente una tastiera alfanumerica, la gestione dei nomi tramite i controlli del mixer.
RSS però ci viene in aiuto fornendoci di un database di nomi pronti all’uso e universalmente comprensibili: Kick, Snare, Ac-Gtr etc. Particolari che rivelano comunque un certa cura e attenzione per il lavoro "on the road”.
Insert e EFX:
Come terza operazione sono andato a settare insert e EFX.
Per quanto riguarda le dinamiche il discorso è presto fatto: M-400 da la possibilità di usare sia compressore sia gate su ogni canale per un totale di 48 dinamiche e senza per questo incappare in crash o system overload. Beh, mica male, se poi consideriamo che la qualità degli algoritmi è interessante…
Sul versante effetti invece dobbiamo operare qualche scelta “preventiva”.
Il numero totale è di quattro differenti effetti più quattro canali di equalizzatore grafico 31 bande (quindi due stereo) con la possibilità di adoperare altri canali GEQ rinunciando agli slot di EFX interni: rinuncio ad un EFX per due canali mono di GEQ. I GEQ, convertiti da EFX, sono muniti di delay; funzione utile qualora si volesse spostare temporalmente il sistema di diffusione. Utility sempre ben accetta.

Sulla gestione a livello di interfaccia grafica delle 31 bande dell’eq. avrei qualche riserva, anche se ho riscontrato essere un “problema” comune a molti altri mixer. (si veda figura sopra).
Le bande sono divise in due gruppi da 20 Hz a 4 Khz e da 100 Hz a 20 Khz col risultato che alcune frequenze sono ripetute in entrambe le assegnazioni ai fader. Vero che i fader sono 24 e in qualche modo bisognava dare la possibilità di gestire le frequenze tramite fader, ma questo espediente mi ha causato un pò di confusione iniziale; poco male, sono cose estremamente soggettive.
Channel strip, superficie di controllo e operatività:
M-400 è un mixer di piccole dimensioni, leggero e dal design pulito e moderno.
L’impostazione dei controlli appare semplice e intuitiva con una parte “piana” dedicata ai 24 fader più il fader master (inclusi i pulsanti di mute, solo, selezione canale e cambio layer…) e una parte superiore e inclinata nella quale centralmente è posizionato lo schermo LCD, a sinistra i vari controlli del channel strip e a destra alcuni encoder rotativi e tasti funzione.
Lo schermo è sufficientemente grande ed è corredato nella parte inferiore da una serie di tasti che di volta in volta attivano importanti controlli visualizzati nel monitor stesso.
Sarebbe stato bellissimo avere anche la funzione di touch-screen ma, probabilmente, ciò comporterebbe un prezzo superiore. Si ricordi di che fascia di prezzo stiamo parlando…
I controlli del channel strip sono ben disposti e coerenti con quello che il monitor visualizza anzi, come ben si può vedere nei video tutorial, ne rappresentano proprio una riproduzione fedele ed “esplosa”.
A mio gusto personale due cose non sono comodissime. La prima è che avrei preferito questa sezione per il controllo del canne strip nella parte destra del mixer. Avendola sulla sinistra spesso si è costretti ad incrociare le braccia a meno di non usare la mano sinistra per controllare le funzioni dell’editing e la destra per tenere sott’occhio il balance.
La seconda riguarda i tasti denominati “Disp” che servono per accedere ai controlli delle varie funzioni equalizzazione, compressione, gates. Se premuti visualizzano le schermate a cui sono riferiti con tuti i controlli fini dei vari parametri. A mio avvio sarebbe gradevole un escamotage che rendesse l’operazione più veloce.
E' certamente un "problema" comune a tutte quelle superfici di controllo che non hanno un encoder dedicato ad ogni funzione ma non per questo, a mio avviso, non esistono soluzioni più efficai, soluzioni che al momento sembrano mancare da parte di un pò tutti i produttori.
Nei giorni successivi ho chiesto come mai non fosse stato previsto, per esempio, un encoder con la funzione push come accade in alcuni controller non necessariamente live oriented.
Altra possibilità ancora sarebbe stata quella di passare alla pagina di editing desiderata ogni qual volta venga ruotato l'ecoder di controllo "principale" di una data sezione (encoder del thresold compressione per la pagina compressione, encoder del gain dell'eq. per la pagina del parametrico etc...).
Anche in questo caso mi è stata data una giustificazione precisa a tale scelta. I progettisti di RSS hanno ritenuto che nella fase di mix (durante lo show ndr) fosse più importante avere sempre una visione "totale" del canale e che nella schermata princpale fossero sufficienti i controlli basilari di compressore, gates, eq., preamp etc, lasciando gli aggiunstamenti fini tramite i vari parametri durante il sound-check.
Per la precisione nella schermata principale ("Channel Edit") è possibile agire sempre sul livello di: gain - gate thr - gate on/off - comp thr - comp on/off - 5°filtro - 4 bande eq - pan - aux level.
E’ presente anche la funzione “Touch Select” che, se attiva, quando si tocca un fader viene selezionato il canale relativo a quello stesso fader. E’ una funzione che fa parte della dotazione standard di molti mixer digitali, personalmente nell’uso live la trovo poco utile e pericolosa (spesso credi di editare un certo canale invece sei su di un atro…), ma è comunque encomiabile il fatto che in RSS abbiano previsto tale funzione e la possibilità di attivare/disattivare la stessa più un controllo per la regolazione della sensibilità al tocco.
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Nulla di più semplice invece il meccanismo per le mandate ausiliarie. Sulla parte destra della sezione “Channel Edit” sono disposti su due file verticali i sedici controlli aux, una volta selezionato il tasto corrispondente alla mandata desiderata basta regolare la quantità di segnale da inviare al bus tramite il encoder posto nelle immediate vicinanze.
Disponibile anche la comodissima alternativa “send on fader” attivabile tramite apposito tasto che permette di alzare ed abbassare il livello della mandata tramite fader: anche in questo caso una funzione diventata irrinunciabile!
La parte destra del mixer racchiude tutte quelle funzioni che appartengono a set up generale della macchina, controllo gruppi (DCA), controllo monitoraggi etc., ma soprattutto un’area - intelligentemente colorata con uno sfondo più chiaro e più visibile nello chassis – per il richiamo delle memorie.
Le cose da dire in merito a questa sezione sarebbero veramente molte ma mi limito a sottolineare l’aspetto sempre logico e comprensibile delle varie funzioni e segnalo giusto un paio di “tricks” decisamente comodi.
La rotella per le regolazioni e i tasti freccia di navigazione risultano di grande importanza e in alcuni casi sono addirittura preferibili ai tasti dedicati alle stesse funzioni nella zona Channel Edit (vedi Channel Strip ndr). Proprio in virtù del fatto che preferisco usare la mano destra per le operazioni di editing dei vari controlli del canale, mi sono trovato molto spesso a far uso di frecce e rotella per le regolazioni di equalizzazione, compressione e gate.
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Questa stessa sezione di tasti permette di muoversi agilmente nelle varie pagine e schermate del setup del mixer o scorrere velocemente le memorie.
Ciliegina sulla torta sedici bei “User Definite Key” (otto pulsanti fisici raddoppiabili premendo il tasto “Shift”), una manna per chi come il sottoscritto è solito costruirsi un ambiente di lavoro personalizzato; e via allora con il tasto per il tap delay, per mutare i gruppi di efx e chi più ne ha più ne metta, sedici non sono pochi!
On mix!
sempre complicato esprimere un parere oggettivo sulla qualità sonora di uno strumento per l’audio professionale, lo abbiamo ripetuto più volte, sia esso un sistema per la diffusione sonora, una macchina hardware, un plug-in software e, a maggior ragione, uno strumento basilare come un mixer.
Le domande che mi sono posto sono relative alla qualità (percepita) dei convertitori, alla pulizia e all’efficacia di preamplificatore e sezione di equalizzazione per poi arrivare a farmi un’idea sulla pasta sonora di effetti interni, dinamiche e somma dei segnali audio.
Posso dire come prima impressione che il sistema, così come impiegato in quella situazione particolare, mi ha restituito un piacevole feeling a livello sonoro.
Non ho mai riscontrato “acidità” o “durezza” nello stadio di preamplificazione e il convertitore mi ha dato l’idea di avere a disposizione una headroom più che sufficiente.
I controlli di equalizzazione sono precisi e con una relazione abbastanza credibile tra le curve visualizzate sullo schermo e il reale intervento sonoro, un particolare spesso trascurato da alcuni colleghi…

Una nota di eccellenza va certamente alle dinamiche, i compressori in particolare sono veramente convincenti! Sempre molto morbidi, musicali e utilizzabili anche con rapporti di compressione elevati. In molti digitali di fascia economica non è raro ascoltare un degenero totale del segnale quando il compressore è spinto verso settaggi prossimi alla limitazione…
I gates, certamente funzionali e con tutti i controlli del caso, prevedono addirittura la possibilità di scegliere tra gate tradizionale, expander e ducking: la funzione “Key-in” permette di settare una chiave di azionamento del gate o del compressore da scegliersi tra tutti i quarantotto canali.
Per concludere il comodissimo, a mio avviso, il tasto “Overview” per visualizzare in una sola schermata "dove e come" sono attivate le dinamiche e "come e quanto" stanno lavorando: monitorando le dinamiche si scongiura il rischio, sempre in agguato avendone così tante a disposiozne, di mortificare le sfumature di esacuzione dei musicisti…
Sul versante effetti devo testimoniare una qualità generale adeguata che rende riverberi e delay (sinceramente altri effetti non ne usati ndr) sempre utilizzabili e amalgamabili con i suoni dry degli strumenti.
Forse algoritmi con tempi di riverberazioni medio-corti sono quelli che rendono al meglio, posso menzionare un gate-reverb che ho usato sul rullante veramente bello. Il delay, usato con la funzione tap per le code del cantato, sempre reale e pulito.
Una ricca dotazione di preset “infiocchetta” il tutto ma sempre permettendo la possibilità agli utenti di salvare e rinominare i propri user-set nelle varie locazioni di memoria disponibili.
Ho lasciato per ultima la considerazione su quella che al momento sembra essere ancora la discriminante, in termini di qualità, della maggior parte delle console digitali di qualsiasi fascia e prezzo: la somma. E qui ci vuole una bella premessa per rendere il discorso un minimo sensato e credibile…
Se è sempre più facile ascoltare preamplificatori e convertitori del tutto paragonabili ai sistemi analogici, quello che spesso fa la differenza sul suono totale è il risultato della somma dei canali mixati.
Nei digitali di fascia medio bassa più sono canali utilizzati e più la somma, intesa come sommatoria di tutti i segnali indirizzati a un bus di uscita, tende a perdere in dinamica e qualità.
Io appartengo alla seguente scuola che pensa più o meno quanto segue: per fare lavorare al meglio convertitore e preamplificatore in un mixer digitale, ancor più che nei sistemi analogici in cui non ci sono vincoli imposti da frequenze di campionamento e approssimazioni matematiche varie (i puristi per favore mi passino la semplificazione e soprassiedano sulla distinzione - molto importante - tra virgola fissa e virgola mobile ndr), occorre settare il preamplificatore in maniera ottimale cercando di avvicinarsi il più possibile al valore di zero digitale.
A tal proposito si ricordi anche che, nel caso che si usino due M-400 con un solo trasporto in comune, ovviamente il controllo del preamplificatore avviene in una sola delle due console (master console, che nel nostro caso era la mia in FOH) mentre all’altra postazione (slave console, che era il palco) è concesso un “adeguamento” del livello di segnale tramite trim digitale -48dB/+24dB. Nulla di nuovo sotto il sole anche perché è cosa comune a moltissimi sistemi di fascia ben più alta. Nota di servizio, ricordare di avvertire sempre l’altro operatore quando si cambia un gain in corso d’opera…
Bene direte voi, ma allora come suona questo sistema quando alzi il master out? Uff, i fonici non fanno altro che fare la stessa domanda quasi fosse l’unica cosa importante.
Posso dire che il sound nel teatro era convincente, piacevole e la sensazione era quella di aver sotto le dita un mix vivo e con sufficiente respiro.
Credo che una caratteristica decisamente sopra la media, rispetto ad altri sistemi paragonabili, sia nella quantità di headroom disponibile che impedisce di percepire quella sensazione di “soffocamento” e annientamento dei piani sonori.
Pur non avendo a disposizione un preamplificatore in grado di “scatenare” selvaggiamente il segnale ho notato una piacevole tendenza alla rotondità e alla morbidezza con una certa propensione del preamplificatore a "reagire" con carattere al controllo, laddove spesso i produttori giapponesi preferiscono ricercare neutralità e linearità. Questo non si trauduce in una eccessiva coloroazione sonora, in quanto il segnale rimane sempre molto fedele, ma piuttosto in una sensazione di musicalità nell'intervento.
Il rapporto segnale-rumore è molto buono e, grazie anche e soprattutto al trasporto digitale, i fruscii sono ridotti veramente al minimo.

Ora, accontentati gli appetiti degli audiofili più incalliti, vorrei porre l'attenzione su alcune cose altrettanto importanti. Tiriamo un pò le somme...
In conclusione:
E’ un sistema comodissimo (tutto è stato dentro la Fiat Punto di Andrea! Ndr), decisamente evoluto dal punto di vista tecnologico e con diversi margini di sviluppo. Sia l’hardware del Digital Snake sia il mixer M-400 sono complessivamente “user friendly” e con un altro grado di configurabilità e personalizzazione, il che rende l’oggetto interessante agli occhi di diversi utilizzatori. RSS, che se ancora non lo abbiamo detto rappresenta il marchio per il settore audio professionale di Roland, è azienda di comprovata esperienza e da anni nel settore il che fa presagire una certa continuità di evoluzione e assistenza.
Insoma, la sostanza c’è, come ci sono le possibilità e l’intenzione di far ancora meglio a livello software (non posso aggiungere altro, ma aspettatevi novità…) e per di più il prezzo è decisamente invitante. Sul suono, sempre con le premesse del caso, devo dire che ci siamo; certamente una qualità generale adeguata alla fascia di utilizzo ma con una headroom e delle compressioni interne decisamente "intriganti" che hanno fatto scegliere M-400 a realtà esigenti in ambito del broadcasting.
L'interfaccia utente e l'usabilità nell'insieme risultano ben congeniate nell'espletamento delle funzioni basilari, un pò scomoda la scelta del posizionamento a sinistra dei controlli del channel strip ma "aggirabile" optando per il controllo tramite controllo rotativo e frecce a destra.
Alcune scelte progettuali a livello di controllo della superficie di mixaggio risultano leggermente distanti da quello che è il modus operandi tipico di altri produttori dimixer digitali ma, stando a quanto abbiamo appreso, è strategia ben definita di RSS creare una macchina originale e, sopratutto, perseguire un progetto ben preciso.
Di mixer digitali ne ho visti e ispezionati molti, tutti probabilmente, usati altrettanti: ad oggi non ne ho trovato uno che rispecchiasse in termini assoluti i miei gusti di utilizzatore. Di certo il sistema V-Mixing (Digital Snake e m400) necessita di una curva di apprendimento molto breve a patto di comncentrarsi subito sulle poche cose utili ad espletare le funzioni basilari.
In calce ricordo che sono previste tre modalità di registrazione. Una in cui i segnali vengono prelevati direttamente in multitraccia, tramite cavo CAT5, dal digital snake e convogliati sul software Sonar (non incluso nel apcchetto ndr), una tramite direct out su rilancio analogico o AES/EBU e una altra che registra l'audio WAVE PCM stereo non compresso preso dal master bus (Aux o Matrix) tramite USB key o HD esterno con connessione on-board.
Buon suono a tutti!
info: www.rolandsystemsgroup.net
Aldo "hucchio" Chiappini
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