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‘Farfalle’ per Tracy Chapman

21.07.09

Di livello ‘hi-end’ il suono della celebre cantautrice folk-rock: complice un Outlinearray.

Una Piazza della Loggia gremìta di un pubblico tanto garbato quanto compiaciuto ha rappresentato lo scenario perfetto a supporto dello show di Tracy Chapman, la nota cantautrice statunitense dal carattere poetico ed intimista.

La restituzione della sua intensa voce unita a chitarra acustica, ai bonghi e a quel mix di calde sonorità per le quali Tracy è ammirata da oltre vent’anni, sono ‘passate’ da Outline Butterfly: un sistema di altoparlanti già di per sé leggero e compatto (34 kg e 70x60x24cm), ma composto - nel caso di Piazza della Loggia - da soli 14+14 elementi Hi-Pack per lato (equipaggiati da 4 woofer da 8” e 1 driver a compressione da 3”). Le basse frequenze venivano riprodotte da 7+7 sub Outline Victor Live (2x18” – 110x55x60cm e 78 kg) e dagli infra-sub LAB 21 (2 sole unità posizionate al centro): tutti i cabinet erano predisposti in configurazione di tipo cardioide, allo scopo di tenere ‘pulito’ il palco da un’eccessiva presenza di basse frequenze.

Quattro diffusori Outline Micra II, appoggiati sul bordo del palcoscenico, funzionavano da sistemi front-fill a beneficio delle prime file di spettatori. Sempre all’insegna della massima efficienza nell’ambito della catena audio, l’amplificazione del segnale – proveniente da una console Digidesign – veniva affidata ai T7 Outline: amplificatori di potenza anch’essi ultraleggeri (12 kg) e compatti (una sola unità standard rack 19” di spazio occupata – un pregio che nessun altro oggetto sul mercato mondiale può offrire).

Cipiesse Produzioni per lo Spettacolo (www.cipiesse-bs.it) – proprietario del sistema Outlinearray – è il service di Brescia che ha curato l’intera operazione. Ecco i commenti di Marco Riva, responsabile di Cipiesse nonché direttore di produzione: “L’allestimento delle strutture necessarie per un evento di questo livello è stato eseguito in tempi record e a regola d’arte; ma degno di particolare menzione è l’audio per il quale, ancora una volta, abbiamo ricevuto complimenti dal (talentuoso) FOH engineer della Chapman”.

Questi i commenti di Giancarlo Paladini, system engineer free-lance che ha lavorato per conto di Cipiesse: “Il concerto sembrava ‘respirare’ talmente era esatto quel che proveniva dagli array, vale a dire: il massimo della semplicità, dell'armonia e del puro piacere d'ascolto. Dopo i primi quindici minuti ha preso forma una tale sintonia fra la Chapman e il pubblico che bisognava ricordarselo del ‘fattore amplificazione’ (peraltro l’impianto era quasi invisibile anche a occhio…). Vi era limpida nitidezza sulle medio-alte e calore sulle basse, potenti e solide, articolate ma insieme ben frenate. L’esiguo numero di Hi-Pack messi in campo non ci ha impedito di lavorare con un margine di sicurezza cospicuo, dato che l’impianto operava al 50% del suo potenziale. Tale risoluzione nella ‘pasta’ del suono trasmetteva la (rara) sensazione di poter quasi ‘toccare’ la musica (mi si passi l’espressione): un po’ come trovarsi nel salotto accogliente di casa propria, acusticamente perfetto e colmato da grande musica – quest’ultima diffusa da un costosissimo impianto hi-end…in realtà ci trovavamo in una piazza lunga 90 metri e larga 40, tutta perfettamente coperta sino all’ultima fila – né picchi né buchi a nessuna frequenza – e con una pressione sonora (indistorta) a quota 130 decibel…noi riteniamo che questi fattori ottenuti tutti insieme non siano cose da tutti i giorni. Un’attenta collocazione dei sub (a cardioide) ci ha permesso di sgombrare il palco dalle frequenze infra-gravi, a beneficio degli artisti e dello stesso show”.

 

info: www.outline.it; www.outlinearray.com

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