Plasa 09: Audio news
Rassegna stampa delle novità audio dal Plasa. Aspettando tempi migliori?
Due parole, ma proprio due...
E già, due parole perchè non c'è molto da dire per quanto riguarda le novità viste al Plasa 09 dal mondo dell'audio professionale.
Come dicevamo nel primo articolo, dedicato al mondo della luce (link), gli stand apparivano monotoni in quanto ad esposizione prodotti: mixer digitali e line array che sembrano aver fatto diete dimagranti, qualche diavoleria per il controllo e il processamento audio che promette di risolvere ogni problema acustico e poco altro…
Nonostante tutto qualche produttore, con orgoglio e determinazione, continua su strade ormai battute da tempo tentando di migliorare e progredire le tecnologia attualmente disponibli.
I brand di riferimento in ambito di digital mixing, per esempio, procedono a "braccetto" cercando di prevedere le mosse gli uni degli altri ma dirigendosi tutti verso il "downsize".
Sul fronte degli impianti audio nulla da segnalare, siamo al palo. Forse quando le automobili passeranno dal motore a scoppio ad una tecnologia più evoluta e pulita, allora la musica si ascolterà da sistemi audio che non prevedono l'uso dei "vecchi" woofer e driver. Miglioramenti tanti, ma gira che ti rigira, questo è quello con cui tecnologicamente abbiamo a che fare...
Sistemi per la diffusione sonora:
Una cosa che ci è piaciuta abbastanza è il nuovo sub-woofer di Coda Audio (azienda sempre piuttosto attiva in fatto di ricerca…) che presentava il nuovo SC-18.
Si tratta di un sub con quattro altoparlanti da 18’’ interni (quattro non sono pochi...), dotato di sensor control e un dispositivo per controllare la direttività in omnidirezionale, cardiode e ipercardiode, queste le particolarità più interessanti…
Il sensor control non è altro che un dispositivo in grado di misurare in tempo reale – e quindi confrontare – la velocità e l’escursione del driver in base al segnale di input ricevuto. Facendo questo il “velocity sensor” può incrementare o diminuire, e di fatto ottimizzare, la corrente in uscita dall’amplificatore.
La seconda caratteristica permette di variare il pattern polare in base alla configurazione e al posizionamento ottenendo cioè più o meno direttività .
Un’opzione quest’ultima la cui efficacia andrebbe verificata nella configurazione a cluseter. Una modalità che può risultare interessante su un singolo sub potrebbe non rendere altrettanto efficacemente in una configurazione che prevede più sub…
Outline presentava i sistemi i-Mode, introducendo un computer all’interno dei diffusori e rendendo ogni cassa “navigabile” con un qualsiasi browser web. Avete capito bene e adesso la spiegazione…
Outline i-Mode è la prima piattaforma audio “intelligente” dedicata ai sistemi di altoparlanti Outline. Dal punto di vista fisico, consiste in un modulo leggero e compatto (30x30x7cm), auto-dissipante, e che raggruppa tutta la tecnologia descritta di seguito.
i-Mode è integrato perfettamente nei diffusori Outline, montato su un lato del cabinet. Al momento - settembre 2009 - è disponibile per i modelli DVS 115 SW, DVS 118 SW, LAB 15.
Outline i-Mode, non a caso definito piattaforma audio “intelligente”, oltre a includere un amplificatore switching di grande potenza, è in grado di fornire all’utilizzatore ragguagli sullo stato di funzionamento del diffusore che lo equipaggia, con un livello di precisione, una quantità e una qualità del dato senza precedenti.
Il diffusore - o sistema di altoparlanti - equipaggiato con Outline i-Mode sfrutta “il massimo da sé stesso”, con ovvi benefici sulle prestazioni in generale. A titolo esemplificativo: massima pressione sonora con livelli di distorsione insignificanti, headroom superiore in totale sicurezza. L’elenco dei plus sarebbe oggettivamente lungo da elencare in questa sede e sarà oggetto di specifico data sheet.
Quanto sopra descritto è stato possibile grazie a un computer, che Outline ha incorporato nel diffusore. Un computer che funziona da server web, così, semplicemente, ciascun diffusore - contraddistinto dal suo indirizzo IP - è “navigabile” così come si naviga un qualunque sito web, attraverso un comune browser web (Internet Explorer, Safari, Firefox ecc.). Outline i-Mode incorpora uno switch Ethernet; ecco perché il tutto è pilotabile da remoto.
Outline i-Mode gira per mezzo del sistema operativo Linux, con tutti i vantaggi - ben noti nelle più importanti applicazioni informatiche in qualunque settore, dal militare all’ospedaliero - che tale logica comporta in termini di stabilità ed interoperabilità.
Se ciascun diffusore ha il suo indirizzo IP e il suo sito web, ciò significa che per entrare nel suo “DNA” e modificarne i parametri è sufficiente accedere a quel sito web: proprio come da qualunque parte del mondo chiunque può accedere a “Google”. La sua logica è ineluttabile.
Nessun software specifico è richiesto, come avviene per la concorrenza. Ecco perché i-Mode – comandabile dal software proprietario Outline AudioControl – è veramente flessibile e aperto al futuro, già predisposto per l’interfacciamento con gli SmartPhone, i Netbook e le periferiche di domani. A ciò si aggiunge la possibilità di un controllo stand-alone (sul diffusore), mediante ampio display.
Outline i-Mode offre la più alta qualità audio oggi disponibile (24-bit/192kHz).
Sempre allo stand Outline era possibile seguire la presentazione del software Open Array, applicazione per la predizione acustica, ad oggi in una versione ancora “beta” ma già dalle caratteristiche interessanti.
Piccoli sistemi, compatti ma potenti, li abbiamo trovati allo stand QSC: si tratta della nuova K-Series.
La nuova serie K si compone di differenti modelli tutti equipaggiati con un performante amplificatore in classe D da 1000W e DSP munito di filtri FIR, che differiscono solo per le dimensioni del woofer rispettivamente da 8’’,10’’ e 12’’.
Grazie agli ingresso con XLR, 1/4" TRS per mic e un altro ingresso RCA stereo, possono essere connesse fino a tre sorgenti audio e poi sommate ad una uscita bilanciata per il "daisy-chain" di più unità.
I preset per le impostazioni di equalizzazione del sistema DSP forniscono una grande varietà di soluzioni come per esempio per il setting HF (modelli fullrange) che può essere impostato su VOCAL BOOST per una maggiore presenza nella zona critica delle frequenze medie o su FLAT per la riproduzione accurata del segnale in ingresso. L'interruttore LF può essere impostato su NORM, DEEP™, per avere più bassi, o EXT SUB (modelli fullrange) per l'uso con un subwoofer esterno. Il pannello posteriore a LED può essere impostato su POWER, illuminando il front-LED quando l'apparecchio è acceso, OFF per le applicazioni dove non è auspicabile di illuminare il LED sul pannello anteriore, o LIMIT che indica al gestore del sistema che il limitatore di clip del circuito è stato impegnato durante il funzionamento.
I modelli della serie K fullrange sono dotati di un particolare sistema di montaggio, chiamato Tilt-Direct™, che permette di inclinare con un semplice movimento il diffusore di 7,5° verso il basso, per consentire di tenere l’energia acustica sul pubblico in applicazioni dove è desiderata la massima copertura da un altoparlante posizionato in alto. Non mancano gli attacchi M10 per appendere il diffusore con un K SERIES M10 KIT (venduto separatamente) o staffa Yoke (venduto separatamente).
Il KSub ha un design dual-12" banda passante ed è costruito in betulla. Incluso sono ruote silenziose e l’incavo filettato che serve per poter inserire un palo altoparlante.
In occasione del trentesimo anniversario di attività quest’anno NEXO debutta con la nuova edizione della serie PS, la gamma best-seller della ditta francese e, probabilmente, la più conosciuta aggiungiamo noi.
La nuova serie PS R2 annovera una gamma di casse ad alta versatilità e output ideale per installazioni fisse e non, per discoteche, chiese, teatri e installazioni A/V. Oltre ad essere una valida scelta per lo stage monitoring a tutti i livelli, le casse serviranno anche da componenti fill-in per i sistemi Alpha e GEO.
Per l’ultima generazione di PS ci sono nuove opzioni di sub – l’RS15 viene ora proposto come sub standard per le PS15-R2, conferendo grande versatilità grazie all’abilità di operare in modalità sia omni che direzionale.
Il design della tromba brevettata NEXO (Asymmetrical Dispersion Constant Directivity horn) è la caratteristica fondamentale di ogni PS, permettendo l’uso sia verticale che orizzontale della cassa. Questo famoso meccanismo di tromba rotante è stato semplificato nella nuova edizione di altoparlanti. Sono state disegnate nuove griglie per tutti i modelli, più robuste e durevoli, particolarmente in modalità wedge.
Nuove piastre di montaggio derivate dalla serie GEO permettono di utilizzare una vasta gamma di accessori fissi e per il Touring con i nuovi modelli, inoltre sia le PS15-R2 che le PS-R2 cinteranno su diverse soluzioni di preset.
Il PLASA è anche stato sede del lancio di un nuovo sub – LS600 – sub dedicato alle PS10-R2. Questi sistemi PS R2 includono inoltre controller analogici dedicati, i nuovi PS10TDController-R2 e PS15TDController-R2.
Tre nuovi prodotti per il produttore di diffusori Funktion One.
F101 comprende un driver medio/basso da 10" e tweeter da 1", costituendo di fatto una versione aggiornata del famoso F81. Promette eccezionale chiarezza e definizione di immagine con sensibilità di 101 db @ 1 m., mai raggiunta prima d'ora in questa classe di diffusori: dalla casa madre promettono una versatilità tale da rendere questa cassa adatta al teatro e alle presentazioni così come all'impiego come reference monitor da studio.
Resolution 3 è una cassa a 3 vie con sub da 18" caricato a tromba e voice coil da 5", altoparlante Axhead da 10" per le medie e driver a compressione da 1" per le alte frequenze. La sezione medio/alta può essere ruotata per semplificare l'installazione orizzontale, e il diffusore produce SPL davvero importanti per la sua taglia e basse piene e convincenti senza l'impiego di sub. "Lo si potrebbe definire un Rsolution 2 con gli steroidi" - scherza l'azienda.Sempre da Funktion One il polarity checker ASPC1, tool per il PA man che vogliano essere certi della coerenza in fase del proprio sistema.
Dalla Americana JBL un “piccolo” nuovo nato della famiglia Vertec, denominato Subcompact series e un tool chiamato MSC1 Monitor Control che nasce con l’intento di correggere i problemi nel range basso di frequenze per applicazioni studio.
Dal momento che i problemi acustici nella stanza possono compromettere la qualità del mix, il MSC1 include la tecnologia JBL RMC Room Mode Correction che mette a punto il sistema di monitoraggio per superare i problemi delle basse frequenze in tutta la stanza. L’MSC1 funziona con qualsiasi sistema di altoparlanti.
MSC1 offre la possibilità di monitorare fino a tre sorgenti a due canali di ingresso, come una console di missaggio, computer workstation, lettore audio, mentre controlla il volume del sistema monitor e le cuffie collegate.
Il prodotto in questione sembra interessante e include anche il microfono di musura. Se fa quello che dice potrebbe diventare uno strumento molto utile.
Mixer e mics:
Eccoci ai tanto amati mixer digitali che quest’anno ripropongono stessi modelli ma in molti casi nelle versioni ristrette.
Tutto ciò ci piace! Siamo proprio sicuri che occorrano dozzine di fader e encoder a pioggia? Alla fine della fiera un mixer digitale non dovrebbe essere un analogico con le memorie e qualche lucina in più, ma bensì una macchina che "permette in poco spazio di fare molto" (mi virgoletto da solo ndr). A tal proposito, e con mio sommo rammarico devo dirlo, dagli amici “luciai” dovremmo imparare qualche cosa…
Quindi ecco una versione a 24 fader dell’ultimo nato SD8 di DiGiCo chiamato appunto SD8-24, Si1 di Soundcraft e un nuovo banco digitale – ideato per il mercato broadcast ma non solo – da parte di RSS l’M-380. Ad affiancare queste vere novità in anteprima anche l’ultimo di Digidesign SC-48 e i T-80 di Allen & Heat.
Sul nuovo SD8-24 non c’è nella realtà molto da aggiungere a quello che ormai i nostri lettori ben sapranno rispetto alla versione “large”. Questa racchiude tutte le identiche caratteristiche (la potenza non è diminuita e neppure il numero massimo dei canali ndr) dell’SD8 ma in uno spazio inferiore al metro di larghezza.
Da DiGiCo segnaliamo anche l’interessante nuova release del software di SD8 denominata Overdrive che racchiude molte funzioni derivate direttamente da SD7, una tra tutte il fantastico EQ dinamico. I più smaliziati di voi probabilmente già lo sapevano in quanto è risaputo che SD8 e SD7 poggiano su un’architettura hardware/software praticamente identica, esclusa forse la potenza totale…
E’ in corso un’interessante offerta messa a punto dal distributore Audiolink proprio sul nuovo software overdrive, incluso gratis nelle console: chiamate per qualche informazione...
RSS, divisione di Roland System Group, ha ben figurato negli ultimi anni grazie al sistema V-Mixing creandosi una buona schiera di sostenitori e user grazie al mixer M400 e relativo trasporto Digital Snake. Noi lo abbiamo anche provato e ne siamo rimasti piacevolmente colpiti già più di un anno fa. Il tempo passa e RSS, azienda molto attenta ai feedback proveniente dai suoi utilizzatori, ha fatto tesoro dei vari consigli, progettando e commercializzando il nuovo M-380 (alcune nuove features di M-380 saranno ereditate anche da M400 ndr) un nuovo mixer appartenente alla famiglia.
Il V-Mixer M-380 è una console 48 canali che incorpora tutte le funzioni di V- Mixer M-400, ma in una struttura formato rack standard che la rende probabilmente più indicata nell’impiego broadcast (anche live aggiungiamo noi).
Ovviamente può essere comodamente interfacciato al trasporto proprietario Digital Snake (tramite formato REAC) e al già “famoso” sistema di monitoring M-48 Personal Mixing System.
Le principali caratteristiche del V-Mixer M-380 sono: rapidità di richiamo delle impostazioni, fader da100mm motorizzati e sensibili al tatto, schermo a colori 800 x 480, comandi dedicati per equalizzazione, Pan e Gain.
E ancora, possibilità di mixare fino a 48 canali, patch-bay digitali, processori di effetti integrati, 16 mandate AUX, 8 matrici, 8 gruppi DCA e 8 gruppi di Mute, registrazione e riproduzione stereo integrate, supporto della configurazione LCR.
Anche in questo caso – come già per M400 – prezzo decisamente stuzzicante…
Altro brand che merita certamente le nostre attenzioni, in virtù del numero di utilizzatori, è Midas.
Per il momento un’unica novità rivolta ai fortunati possessori dell’XL8, l’introduzione della nuova release software 1.11.
Tra le features più importanti quella relativa alla gestione delle scene e delle memorie con accorgimenti e possibilità (per esempio cross-fade programmabile per il passaggio tra le snapshot) che strizzano l’occhio ad un uso teatrale.
Apprendiamo invece la nascita di un portale molto interessante, dedicato proprio al mondo Midas, ad opera del distributore italiano Texim. Il portale www.midasconsoles.it (nelle ultimi fasi di allestimento) nasce con il fine ultimo di assistere nel miglior modo possibile clienti e utilizzatori Midas.
Soundcraft è passata da Si3, modello più grande fino a Si1, passando da Si2, offrendo così una gamma di prodotti completa per le diverse esigenze. Anche in questo caso diventa difficile capire dove siano le reali differenze e la risposta sembra essere “nessuna”.
Uniche differenze nel numero di fader che sono adesso 16 per 32 mic input. Come i fratelli maggiori Soundcraft punta sulla visualizzazione negli schermi denominati OLED, posti in relazione di ogni fader in cui possono essere visualizzate tutte le informazioni in un’impostazione che richiama in un qualche modo un mixer analogico.
Da Digidesign nessuna novità significativa. SC48 è già sul mercato da qualche tempo ma una nuova versione del software ha introdotto una funzione che il sottoscritto ha particolarmente apprezzato.
Molti di voi, soprattutto con i moderni mixer digitali, saranno abituati a mixare la serata usando i DCA del banco e ponendo la massima attenzione ai pochi canali considerati “fondamentali”. Spesso – almeno nel pop italiano - si lavora col dito puntato sul canale della voce, mi si corregga se sbaglio…
Bene, questo nuovo software permette con un semplice tasto di “esplodere” sui fader attigui tutti i canali assegnati ad un dato DCA selezionato e permette di associare qualsiasi controllo della superficie ad un unico fader chiamato Flex Channel. Detto così sembra complicato ma vi rimando al sito del produttore per approfondire il discorso.
Allen&Heat non proponeva nessuna novità degna di nota ma festeggiava invece i suoi 40 anni di attività: auguri!
Sul versante microfoni non abbiamo trovato nulla di sensazionale.
Shure ha recentemente presentato alcuni nuovi prodotti: KSM313 e KSM353 sono due nuovi microfoni a nastro (ribbon) adatti alla ripresa in studio e live. Particolarmente ideali per le riprese dei cabinet di chitarra sembrano avere carattiristiche interessanti e, a quanto ne sappiamo, ad un prezzo onesto. Il KMS313 è presentato come più adatto per la voce e dotato di capsula bi-direzionale. Il KMS353, sempre bi-direzionale, più adatto anche all'uso live in virtù delle grandi doti di sopportazione ai transienti.
La nuova serie SRH di cuffie da studio: SRH240 (pensate per l'ascolto di qualità), SRH440 e SRH840 (pensate più specificatamente per l'utilizzo in studio) rappresentavano lìaltra news importante vista al Plasa 09.
Trantec ha presentato il suo nuovo sistema wireless S6, basato sul successo della gamma S6000, che porta il concetto del 19" a 8 vie ad un livello superiore. Trantec ha incorporato un'interfaccia utente completa sul pannello frontale permettendo all'utente di configurare e monitorare tutti i canali, con o senza l'uso di un pc esterno. Basato sulla premiata tecnologia Trantec, estende la capacità in frequenza al notevole valore di 72Mhz.
Il sistema S6 opera da 590Mhz fino a 865Mhz per venire incontro ai nuovi cambiamenti normativi in questo campo.
Ultimo arrivato in casa Sennheiser, il nuovo trasmettitore plug-on, appartenente alla recente serie Wireless 2000 dedicata ai settori audio professionali.
Lanciato quasi in concomitanza sia al Plasa che a IBC di Amsterdam, il nuovo trasmettitore plug-on per impieghi ENG (Electronic News Gathering), si affianca agli altri apparati già dedicati alla serie 2000 che comprendono un ricevitore per telecamera diversity, un trasmettitore a mano ed uno di tipo bodypack.
Data la destinazione d'uso, che sovente necessita rapidità di utilizzo, il nuovo trasmettitore plug-on SKP 2000 è adatto a diversi impieghi; è collegabile direttamente ad un microfono al posto del cavo XLR.
È prevista alimentazione a 48-V phantom ed è quindi utilizzabile con tutti i tipi di microfoni, dinamici e a condensatore.
Connessioni e cablaggi:
Alcune cose molto interessanti le abbiamo potute osservare allo stand di Valentini, sempre presente alle fiere internazionali e che quest’anno - quasi in controtendenza con l’andazzo generale – si presentava con uno stand più grande in cui venivano mostrato tutti i prodotti con particolare attenzione alle linee Syntax.
Alcuni accorgimenti che potrebbero sfuggire ci hanno particolarmente colpito.
Chi, rifacendo un multicord a notte fonda, non ha malauguratamente trascinato il bocchettone danneggiandolo nella forma e nel funzionamento? Spesso in seguito diventa difficile l’aggancio tra maschio e femmina e complicato il serraggio.
E poi quante volte nella chiusura si arriva quasi alla fine ma senza riuscire a portare la chiusura nella fatidica posizione di “clack”, che indica il serraggio completo? So per certo che molti di voi avranno imprecato non poco in questi momenti.

Alcuni accorgimenti costruttivi, ben visibili dalle foto, scongiurano in gran parte questi imprevisti.
Per esempio le ghiere introdotte in alcuni modelli di Valentini sono più grandi e robuste offrendo così anche una migliore superficie manovrabilità, oltre che una maggior resistenza alla deformazione.
il particolare materiale costruttivo, di origine aereonautica, ne assicura anche una maggior leggerezza e resistenza al calore.
Il piccolo sistema a cuscinetto per facilitare la chiusura dell’accoppiamento dei bocchettoni permette anche una chiusura agevole e senza sforzo.
Ricordiamo che un serraggio parziale o non completo potrebbe, di fatto, impedire il completo passaggio dei canali del multicord, cosa non certo piacevole per i tecnici del suono…

I microfoni tempestati di Swarovski ormai non fanno più notizia, ma perchè non avere anche un cavo all'atezza?
Erano in bella mostra allo stand della Neutrik che proponeva anche dei connettori colorati certamente più utili al lavoro del backline.
Forse a qualcuno potranno sembrare inutili, ma è pur vero che l'immagine - sopratutto nel nostro settore - ha una sua importanza...
Segnali e trasporti:
Da Yamaha aspettavamo il nuovo mixer digitale “large format” visto anche il recente annuncio della cessata produzione del PM-1D.
dovremmo aspettare qualche mese (Francoforte forse) ma qualche voce di corridoio dice che sarà, come impostazione, abbastanza simile a M7-Cl.
La vera novità era rappresentata dalla scheda Dante-MY16-AUD.
La scheda è dotata di tecnologia Dante™ di Audinate (brevetto in corso di registrazione), che distribuisce l'audio digitale con latenza impercettibile, sincronizzazione accurata della riproduzione del campionamento e affidabilità eccezionale.
Fornendo una vera e propria rete audio digitale a configurazione automatica plug-and-play, che utilizza i protocolli Internet standard a 1Gbps e/o Ethernet a 100Mbps, i dispositivi abilitati per Dante si configureranno autonomamente, rilevando automaticamente la posizione e il numero di canali degli altri dispositivi nella rete, riducendo i complicati requisiti di installazione.La scheda Dante funziona con hardware di rete per computer standard in commercio e non richiede una infrastruttura di rete dedicata. Inoltre, può utilizzare la stessa rete Ethernet per la trasmissione di audio non compresso e il controllo congiunto del traffico dati ordinario.
Un'altra importante innovazione offerta dalla scheda Dante-MY16-AUD è la Dante Virtual Soundcard (DVS) di Audinate. Con la scheda DVS, un computer Macintosh o Windows appare e si comporta come qualsiasi altro dispositivo abilitato per Dante. È sufficiente installare la scheda DVS e collegare il computer tramite la porta Ethernet standard.

Ogni scheda Dante-MY16-AUD fornisce 16 canali audio bidirezionali (otto a 96kHz) e una ridondanza audio di rete Dante completa. È possibile aggiungere altre schede per aumentare i canali, consentendo agli utenti Yamaha di registrare un massimo di 48 canali di audio a 24 bit diretti a qualsiasi software di registrazione audio (su Mac o PC), senza la necessità di un'interfaccia audio.
Compatibile con un'ampia gamma di prodotti digitali Yamaha, tra cui le console di missaggio PM5D, DSP5D, M7CL, LS9, DM2000, DM1000, 02R96 e 01V96, i processori di missaggio digitale DME24N, DME64N e gli amplificatori della serie TXn, la scheda Dante-MY16-AUD è anche dotata di un clock VCXO integrato di alta qualità che fornisce clock master o slave provenienti dai dispositivi audio.
XTA Electronics ha annunciato il lancio della sua prima generazione di prodotti Network Audio, NXBoB8 e NXBoB16 basati anch’essi su tecnologia Dante.
NXBoB8 e NXBo16 rispettivamente forniscono 8 e 16 canali audio analogici dai network Dante. 24-bit DACs e particolare attenzione agli output driver assicurano performance professionali con una gamma dinamica di 111dB 'un-weighted' e compatibilità con sample rate fino a 96kHz (secondo il network).
Con 2 connessioni network RJ45, 8 o 16 output bilanciati XLR, un singolo XLR per uso 'failsafe override' per applicazioni di evacuazione, e un altro XLR per la comunicazione locale RS485, l'NXBoB8 è un dispositivo a singola unità rack, mentre il NXBoB16 ne occupa due.
Dante è compatibile con i protocolli internet standard, non solo Ethernet, senza compromessi sulle performance. La sincronizzazione precisa al sample e la latenza estremamente bassa fa si che Dante possa facilmente gestire le problematiche di qualsiasi evento live professionale. Entrambe le versioni hanno i meter sul pannello frontale e controllo remoto sull'output gain, fino al mute, quando utilizzate in combinazione con iCORE. L'unità può essere usata anche indipendentemente.

Optocore ha annunciato la nascita di SANE - anello su CAT5.
Il nuovo protocollo SANE è interessante in quanto è il primo sistema di MEDIA STREAMING su CAT5 totalmente sincrono.
SANE (Synchronous Audio Network plus Ethernet) incarna un nuovo protocollo digitale per la distribuzione di segnali audio. Utilizzando una topologia ad anello, SANE offre il primo network su CAT5 completamente sincrono per lo streaming di media in tempo reale, senza alcuna interruzione o trasmissione a pacchetti.
Questa nuova tecnologia ad alta efficienza e a basso costo vedrà la luce a bordo di apparati che rappresentano un'evoluzione dei flessibili convertitori AD/DA X6R e V3R introdotti recentemente sul mercato, i quali offrono split AES-EBU, sample rate converters sino a 192 kHz e cinque differenti card opzionali.
SANE offre in un'unica soluzione il trasporto di standards noti come AES/EBU, MADI e 100MBit Ethernet senza alcuna compressione attraverso un semplice cavi CAT5. Tutto questo permette enorme flessibilità ad utenti finali e costruttori per applicazioni ed installazioni sino ai più alti livelli qualitativi e dimensionali, scegliendo tra X6R-FX / V3R-FX (modelli con a bordo sia la robusta spina dorsale del protocollo Optocore attraverso la fibra che il SANE, per la distribuzione locale, su CAT5) e X6R-TP / V3R-TP (versione degli stessi apparati ma con il solo SANE su CAT5).
Il nuovo e brevettato network ad anello SANE offre il trasporto sincrono e ridondante di 64 canali di audio digitali più Ethernet, 24 nodi per anello, latenze insignificanti di 41.6µs e distribuzione di WordClock a bassissimo jitter con distanze da punto a punto fino a 100mt.
Aldo "hucchio" Chiappini
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