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Massiccio PA d&b per il Big Chill Festival

06.11.09

Ben 320 diffusori e 150 amplificatori d&b per il Big Chill Festival, tra torte e... zombie.

Ha ragione chi dice che la serata di apertura dell'edizione di quest'anno del Big Chill Festival, tenutasi nella più che mai tranquilla campagna inglese, ha visto così tante persone andare in giro trascinandosi come Zombi, come mai era accaduto prima. E non a causa di prematuri eccessi giovanili, e nemmeno per via del terrificante acquazzone che nella giornata di giovedì ha contribuito a smorzare gli animi. Nulla di tutto questo; è stato invece grazie a 'I Spit on Your Rave' (film-documentario di fantasia sugli Zombi, alcune scene del quale sono state girate durante il festival), un'invenzione di Noel Fielding e di Channel Four.

"E' una gran cosa che lo show sia andato così come è andato, con tutti gli spazi in funzione", racconta il responsabile audio del Big Chill, Mark Isbister, durante il pranzo del venerdì, quando hanno avuto inizio gli eventi in programma. "Ha cominciato a piovere alle 9 di mercoledì mattina, appena messo piede sul palco, e non ha smesso fino a giovedì pomeriggio". Ma nonostante questo, tutte e dieci le location principali e quelle minori erano pronte in tempo per l'apertura. "Dobson ci ha reso uno splendido servizio", prosegue Isbister. "Non riesco a pensare ad un'altra azienda con cui avrei voluto realizzare questo show, la qualità del loro servizio è sempre eccellente". Poi si lascia sfuggire il segreto del perché Dobson sia stato sempre sicuro di aggiudicarsi il contratto per tutti questi anni. "Senza contare l'aspetto più importate, le torte superbe con cui si presentano ogni volta; penso che siano tra i migliori clienti di Mr Kipling!" (nota azienda inglese che produce e commercializza dolci).

Torte e Zombi sono solo due degli ingredienti del successo di quest'anno; l'altro è la il corretto orientamento, come spiega Isbister. "L'orientamento dei palchi è qualcosa a cui noi guardiamo ogni anno, in quanto ci sono aspetti che cambiano ad ogni edizione. Questo è il vantaggio nell'aver utilizzato i sistemi della d&b audiotechnik per tutta l'area. Dopo aver dato un'occhiata alla pianta, ho tracciato le specifiche riguardo alla copertura degli spazi, dopodiché Mark Smith e il suo team di Dobson hanno allestito il tutto, seguendo alla lettera il progetto, e il suono andava esattamente dove era stato previsto che andasse. Senza i sistemi d&b avremmo avuto un bel po' di problemi". Isbister si riferisce ai disturbi che un palco poteva provocare sull'altro, e all'inquinamento acustico a danno delle comunità nei dintorni del Castello di Eastnor.

Il palco esterno ha visto Isbister sperimentare nuove idee. "In passato avevavo utilizzato un sistema Serie J con dodici J-SUB. Quest'anno, data la presenza degli Orbital prevista per il sabato sera, gli organizzatori del festival hanno pensato che sarebbe stato simpatico se fossimo riusciti a fare qualcosa di speciale. Così, con l'aiuto di John Taylor di d&b, abbiamo sperimentato alcune configurazioni simulandole al computer. Alla fine abbiamo previsto un array di subwoofer, posizionando alternativamente due J-SUB impilati e un J-INFRA con un J-SUB sopra, e ripetendo tale combinazione per dieci volte lungo tutto il palco. Ciò mi ha permesso di ottenere una dispersione in gamma grave estremamente controllata, lungo un'area larga almeno centoventi metri, mentre se camminavi al di fuori di essa, il livello dei bassi calava bruscamente; meno 6 dB in un paio di metri. E' davvero uno di quei rari casi in cui vedi realizzarsi esattamente quanto previsto dalla simulazione; i sub lavoravano come un'unica sorgente, era grandioso. La competenza e l'assistenza che John Taylor e Steve Jones (anche lui di d&b) ci hanno assicurato durante la taratura del sistema sul posto sono state uniche, ed è grandioso avere un supporto del genere da un costruttore come d&b".

Il tendone che ospita il Cinema è forse uno degli spazi più interessanti. "All'interno del Cinema, abbiamo installato un sistema surround 5.1, utilizzando un mix di sistemi Serie T ed E. Il sistema T ha dimostrato di essere un diffusore grandioso quanto piccolo; veramente piccolo nella sua configurazione line array. Lo abbiamo testato all'inizio di giovedì, con l'episodio di Guerre Stellari 'La Minaccia Fantasma', in particolare con la sequenza della corsa dei Pod, ed era fantastico. I sistemi Serie T erano appesi in configurazione L/C/R, con quatttro moduli per i due lati, e tre sopra lo schermo e uno sotto per il centro. Ritardando il cluster appeso, quest'ultimo diffusore spostava l'immagine verso il basso; un ottimo lavoro. Abbiamo previsto infine otto E3 per il surround destro e sinistro".

Quelli descritti sono solo due degli spazi presenti. Dobson ha installato un totale di trecentoventi diffusori e centocinquanta amplificatori, tutti d&b; un progetto enorme oltre ogni misura. "E' un festival impegnativo, ma non lo sono forse tutti?" Smith aveva un'aria decisamente ottimista. "Malgrado i problemi logostici durante gli avvicendameti sul palco, l'umore della squadra era piuttosto buono". Sarà stato per via delle torte, tant'è che alla fine Isbister e Dobson hanno tirato fuori proprio un bel suono.

 

info: www.gmep-molpass.it

info: www.dbaudio.it

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