Le Colonne Romane

“La manifestazione giunge con un anno di ritardo rispetto a quanto stabilito. Il tutto perché, sino a poco tempo fa, non si conosceva ancora la decisione della Sovrintendenza rispetto al rimontaggio del capitello originale o del suo calco. Ad ogni modo, l’evento è un momento storico per la città e per i brindisini che attendevano il ritorno al suo posto del monumento simbolo della città” Ha affermato il Sindaco Giovanni Antonino.

Le Colonne Romane segnano la fine della via Appia: delle originarie colonne gemelle, solo una è integra, alta 19 m. e sormontata da un capitello, che reca accanto alle figure di Giove, Nettuno, Giunone e Anfitrite, altre divinità marine che hanno un chiaro significato, nel rapporto con la vita marina della Brindisi romana.
Culmina con un capitello decorato da quattro coppie di tritoni e divinità. A destra della colonna, un’epigrafe ricorda il luogo in cui, secondo la tradizione, si trovava la casa di Virgilio morto a Brindisi nel 19 a.C.; la città sorge su una piccola penisola protesa fra due seni di mare che costituiscono il porto interno.

L’altra colonna, cui appartengono i ruderi a fianco, cadde nel 1528, fu regalata alla città di Lecce.
Sul lato destro della piazza sono invece presenti i resti della casa dove morì il poeta latino Publio Virgilio Marone.

Dopo una lunga attesa, la colonna è ritornata al suo posto ed il sito presso cui è collocata ha ripreso vita, soprattutto anche per un particolare sistema di illuminazione realizzato grazie alla scelta oculata dallo staff tecnico del comune, nella persona dell’ Arch.Calizzi, che ha selezionato, tra le varie, la proposta progettuale della società
High Light (www.hlitalia.it) di San Giorgio Jonico (TA) i cui tecnici, operanti nel “mondo della luce” da quindici anni, con maestria e competenza, hanno confezionato la soluzione illuminotecnica che ha ridato luce e splendore al monumento simbolo della città di Brindisi.

Le colonne torneranno quindi ad essere un punto di riferimento per i Brindisini e ad illuminare il mare adriatico.

Fonte: www.luceonline.it

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