Harley e Space Cannon

C’era una volta in una capanna di legno, un piccolo garage di 10 metri x 15, nel giardino di Casa Davidson, a Milwaukee nel Wisconsin, sulla riva occidentale del lago Michigan E c’erano i giovani Bill Harley ed Arthur Davidson, che per gioco, pur di non pedalare, provarono a montare rudimentali motori a scoppio sulle loro biciclette: era il 1902. In un batter d’occhio, il primo motore di 25 c.c.; il carburatore era ricavato da una scatoletta di pomodoro. Quello che sembrava un gioco divenne un lavoro.

Nel 1903 uscirono le prime tre “creature” complete, e nel giro di pochi mesi Harley e Davidson, coadiuvati dal più anziano Walter Davidson (che entrò ad occuparsi della progettazione meccanica), dovettero trasferirsi in un garage più ampio.
C’era una volta, non molto tempo fa un italiano che al fine di ricercare un aiuto, in quanto la sua auto si era fermata, aveva trovato ospitalità in un ranch immerso nelle campagne americane. In attesa di ricevere l’aiuto invocato nel fienile scorse la sagoma di una moto e incuriosito si avvicinò per esaminarla. Era una vecchia Harley-Davidson, in condizioni pessime. L´amante delle due ruote decise di chiedere al proprietario se poteva impossessarsi di quel cimelio storico e, senza esitare un attimo, il proprietario non solo acconsentì, ma addirittura gliela regalò.

Giunto in Italia l’appassionato contattò la sede italiana dell´Harley per domandare se, per caso, fossero ancora disponibili i pezzi originali per rimettere a nuovo quella moto.
Invitato a declinare il numero del telaio, la sorpresa; quella moto non era solo un cimelio storico qualunque, ma era qualcosa di molto più importante: era l’Harley di Elvis Presley. Così il mito divenne leggenda.

Una leggenda di cui in questi giorni a Milwaukee si celebra l’anniversario dei primi 100 anni.
Un compleanno importante, celebrato a cavallo di un millennio, una festa unica al mondo per partecipare alla quale quasi un milione di persone si sono date appuntamento già da molti mesi sulle rive del lago Michigan, nel Wisconsin dove passato, presente e futuro di questo prestigioso brand, divenuto ormai un vero e proprio stile di vita, festeggeranno a bordo dei loro bolidi cromati, con il loro caratteristico e unico rombo, la ricorrenza.

A scolpire nella memoria di tutti, non importa se appassionati o semplici curiosi, i fari di un’azienda italiana, la Space Cannon vH, molto conosciuta in America sia per aver colorato con i suoi fasci i più importanti eventi musicali e sportivi dello show business americano, sia, soprattutto, per aver fissato con i propri fasci di luce nei cuori e nelle coscienze di tutti i cittadini del mondo con il suo “Tributo di Luce” il ricordo delle vittime dell’immane tragedia dell’11 settembre 2001.

Un ulteriore e prestigioso successo che va ad aggiungersi nella già ricca bacheca dell’azienda piemontese, capace attraverso l’esportazione della sua tecnologia, di contribuire a tenere alto il prodotto made in Italy nel mondo.

Info: www.spacecannon.it

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