Riedel intercom

Il focus prodotto di quest’oggi vede sotto i riflettori una tipologia di macchina spesso poco appariscente rispetto a mixer, console luci e diavolerie varie, ma di enorme importanza nell’uso quotidiano per i tecnici nello spettacolo professionale.
Stiamo parlando di un sistema intercom prodotto da un’azienda riconosciuta come leader nel settore, Riedel Communications, azienda rinomata e attiva in aree affini alla nostra fetta di torta.
La casa tedesca qualche tempo fa ci ha inviato un grosso baule contenente un set-up completo di sistema intercom a 4 canali appartenente alla nuova linea Performer.
La dotazione comprendeva un modulo “base” CR-4, una serie di Headset station C3 Digital Beltpack e una scelta di cuffie tra le quali un modello più “chiuso” denominato PRO – Closed Professional Headset, il modello più leggero chiamato AIR – Ultra Light Professional Headset più una serie completa di cavetteria varia.

Abbiamo attentamente ispezionato  il materiale e lo abbiamo adoperato a più riprese nell’arco di un mese anche se, con tutta onestà, ci sentiamo di dire che di prova vera e propria non si è trattato.
Un intercom è uno strumento abbastanza difficile da provare a fondo e, secondo noi, un test approfondito avrebbe dovuto contemplare situazioni e location differenti…
Detto ciò, la prima impressione è stata quella di trovarsi al cospetto di materiale di ottima finitura e di livello produttivo elevato.
Già il case di confezione – di vago stile militare – rimanda una sensazione di robustezza e affidabilità, peraltro riscontrate anche maneggiando gli altri accessori inclusi: cuffie, cablaggi, confezioni.
Partiamo dall’unità base, se così possiamo denominarla, l’unità rack da 19’’ CR-4.

Performer CR-4 Master Station

CR-4 fa parte della serie Performer che rappresenta il primo sistema intercom digitale partyline di Riedel ed offre stazioni master a 2 e 4 canali (CR-2 è la versione due canali ndr), stazioni speaker a montaggio rack o desktop, indicatori di chiamata luminosi e stazioni headset a cintura a 2 canali.
Oltre alle applicazioni partyline vere e proprie attraverso l’interfaccia C44 si rende la serie Performer la prima vera soluzione “digitale” integrata per matrici digitali e intercom partyline. La linea di prodotti Performer è completata dal sistema di gestione Performer 32, che permette il controllo remoto delle varie unità. (foto Hi-Res)
A seconda del set-up, l’alimentazione integrata dell’unità rack, può alimentare apparecchiature quali beltpack, split-boxes o stazioni speaker desktop per ciascuna linea.
Abbiamo riscontrato subito un’interfaccia utente di facile lettura che consente, anche senza aver praticamente mai aperto un libretto d’uso, di espletare le funzionalità di base.
I pulsanti illuminati con colori differenti aiutano molto anche in situazioni “tipiche” di scarsità di luce.

Menzione particolare per  la funzione di “mic-kill remote” che consente agli utenti di mettere in mute qualsiasi microfono aperto sui canali intercom. Gli apparecchi CR-4/CR-2 includono un ingresso aggiuntivo che può essere miscelato individualmente ad ogni canale intercom. Altre caratteristiche includono controlli di volume di ascolto individuali per ogni partyline, Chiamata e Chiamata S, IFB e funzioni di stage announce che permettono di utilizzare il microfono dell’intercom per effettuare annunci tramite il sistema PA.

In generale  questa unità rack è apparsa robusta e ben congeniata che si potrebbe definire in “perfetto stile teutonico” (con somma gioia del nostro redattore tedesco Guido Block..ndr).

Performer C3 Digital Beltpack / Headset Station

Il C3 Digital Beltpack ha veramente catturato la nostra attenzione grazie ad una ergonomia e un design eccellenti.
I controlli di un Beltpack in linea di massima sono pochi ma, personalmente, ne reputo essenziali almeno due caratteristiche: che i controlli non si attivino accidentalmente da soli e che siano facili da raggiungere ed attivare.
Bene, la “scatoletta” in questione soddisfa in pieno questi requisiti mantenendo uno stile molto lineare, poco ingombrante e con particolari che si fanno apprezzare in situazioni tipiche da “service”. Mi riferisco ai controlli leggermente incassati nello chassis e con una resistenza all’azionamento che non prevede appunto la tanto temuta attivazione accidentale.
Nello specifico Performer C3 è un sistema beltpack digitale a 2 canali che include tutte le caratteristiche standard dei sistemi partyline analogici, compreso il daisy-chaining.
Il beltpack utilizza audio ad alta qualità fornendo segnali privi di rumori e ronzii. Un notevole impiego di processamento DSP offre funzioni di side tone-nulling ed intelligibilità eccellente in applicazioni caratterizzate da elevati livelli di rumore d’ambiente.
Il pannello posteriore del C3 presenta tre connettori XLR, uno per l’headset, uno per il segnale d’ingresso e uno per il segnale loop through, che può anche essere utilizzato come ingresso analogico aggiuntivo. Due ampi controlli di livello rotativi, posti nel pulitissimo pannello anteriore, permettono di regolare i volumi di ascolto per i canali A e B.
Premendo i controlli di volume A o B è possibile inserire l’audio secondo una logica momentaneo/latching nei rispettivi canali, ottenendo anche un riscontro tramite il “classico” LED dedicato. C3 offre anche un pulsante di invio chiamata e un indicatore di chiamata luminoso che indica una chiamata in arrivo a tutti gli apparecchi della catena.

Le cuffie in nostra dotazione erano di due modelli differenti come detto poco sopra.
Le “chiuse” denominate PRO – Closed Professional Headset sono costruite con materiali di qualità, cosa riscontrabile anche al tatto, sono sufficientemente leggere e con diverse regolazioni che permettono un utilizzo comodo nella gran parte dei casi. Apprezzabile la morbidezza del padiglione auricolare rivestito da un tessuto piacevole e confortevole che leggiamo essere un brevetto chiamato DuPont Coolmax®.
Altro particolare degno di nota è quello relativo alla connessione del cavo di trasporto al padiglione della cuffia che appare molto robusto e massiccio, adatto agli strapazzamenti tipici del mestiere.
La cuffia, costruita con la collaborazione di Beyerdinamics, è dotata di un microfono dinamico a diagramma polare ipercardioide in grado di ruotare posizione con un angolo fino a 270°, particolare apparentemente inutile, ma che permette di usare la cuffia indifferentemente in ognuna delle due orecchie riposizionando il microfono in maniera speculare. Fate uno sforzo di visualizzazione per capire il concetto…
Sulla qualità sonora nulla di particolare da registrare, allineata a quella generale del sistema con la sensazione che il sistema di “annullamento del rumore” inserito nel modulo C3 svolga il lavoro per il quale è stato ingegnerizzato.

Sicuramente interessanti ma meno attraenti le “piccole” AIR – Ultra Light Professional Headset che si fanno valere certamente per il peso che si può considerare trascurabile.
Sinceramente non abbiamo sentito il desiderio di utilizzare queste cuffie più leggere vista la grande comodità del modello più grande, ad ogni modo fanno parte della scelta…
Le caratteristiche sono molto simili al modello sopra descritto, ovviamente con una molto minore capacità di isolamento acustico.
Per la cronaca entrambi le cuffie sono acquistabili sia nel modello ad un solo padiglione sia con due padiglioni; noi avevamo solo le mono-padiglione e abbiamo potuto verificare in parte il reale isolamento acustico. Tenendo tappato l’orecchio senza padiglione l’isolamento sembrava essere efficace ed in particolare nel modello chiuso.

Non ci sono state moltissime possibilità di fare test mirabolanti di questo sistema intercom.
Per la verità il primo test è stato svolto in teatro durante un festival di musica con diversi gruppi sul palco per poi fare qualche altra considerazione, soprattutto concentrandoci sui materiali, nello studio Drum Code Studio (www.drumcodestudio.it) ubicato in uno splendido vecchio mulino aiutati dal nostro “storico” Zio Keepsound al secolo Italo Lombardo (sappiate che ne stiamo preparando delle belle…ndr).

Arrivato in teatro, nella concitazione dell’allestimento nel quale ero attivamente impegnato, mi sono limitato ad aprire il case e a cablare velocemente il sistema per poi distribuire cuffie e i beltpack ai miei colleghi che, con somma soddisfazione, per qualche istante hanno pensato ad un nuovo acquisto da parte del titolare del service.
Nessuno ha necessitato di assistenza e tutti ne hanno sottolineato la qualità dei materiali e la semplicità di utilizzo.
Della qualità dei materiali poi già abbiamo detto, qualità dovuta a plastiche, stoffe e imbottiture e alle finiture costruttive curate.
Che altro dire? Dare la possibilità di comunicare agevolmente senza pensare troppo a controlli e configurazioni è quello che dovrebbe fare un intercom di questo target e questo prodotto di Riedel lo sa fare bene.
Leggendo sul sito internet del produttore, al quale vi rimando per gli approfondimenti del caso, ho scoperto che le possibilità sono molteplici e il sistema può essere espanso ed integrato in vario modo…

info: www.riedel.net
 

Redazione ZioGiorgio

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