APIL: convegno “Luce in Verticale”

APIL organizza in occasione della fiera MADE Expo, che si terrà a Milano dal 5 all’8 ottobre 2011, un’interessante convegno sul tema dell’illuminazione esterna, giovedì 6 ottobre, dal titolo Luce Verticale: Facciate, architetture, superfici.

Gli argomenti che saranno il tema della giornata saranno quelli che concorrono all’illuminazione sui piani verticali dove la luce assume una valenza suggestiva che sovrasta la stessa funzionalità; o quando questa illumina “volumi”  di architetture storiche o moderne. Non ultimo il ruolo del lighting designer e del suo rapporto  con la tecnologia o, per esempio, quando si tratta di edifici storici con le sovrintendenze.

E’ sempre più attuale il tema della luce sui piani verticali, soprattutto nella città contemporanea, poiché sappiamo quanto nell’architettura moderna concorra nella ri-definizione degli spazi urbani, allo skyline della stessa città. Sia per l’effetto di una loro “immaterialità”, cui il frutto visivo è di una luce naturale o quasi trasparente, sempre più governata nel corso delle ore del giorno all’interno come quella artificiale; o perché si trasformano in materiali di supporto per macroschermi, videoinstallazioni, segnali luminosi che con le prime ore della sera mutano la loro originaria funzione tra reale e virtuale.

Dunque, Luce Verticale, che assume valore urbano e culturale, estetica e linguaggio per nuovi scenari: quelli che troviamo nei centri storici, in cui molto è rimasto inalterato nella loro antica composizione architetturale e di materiali, colori, dunque testimonianze da salvaguardare e mettere in luce con molta armonia in cui l’ombra svolge ruolo rilevante. Quelli nelle nuove light-city, in cui la luce diventa protagonista e medium e le nuove tecnologie svolgono un forte ruolo di scrittura anche dinamica. Quelli dove nel tempo la composizione della città s’è contaminata tra custodia dell’antico e costruzione del moderno, e dove gli aspetti verticali degli edifici non in scala, alcuni per scelte scellerate, con la luce non sempre hanno trovato unità di linguaggio espressivo, in alcuni casi perfino irriverenza o di eccessiva festa, in altri passatista soprattutto per l’uso d’impianti ormai obsoleti con spreco energetico rilevante. Le nostre città, ad eccezione di alcuni centri storici “sottratti” ai tragici avvenimenti della prima metà del secolo scorso, o perché incontaminate dalla “nuova” architettura anni Settanta, o da quell’attuale “post futurista orientale” sono quelle che più fotografano l’incontro tra passato e “moderno”, alla quali dedicare maggiore attenzione.

La luce è cultura, che avendo ricevuto dalla storia il compito di illuminare il nostro spazio urbano e i nostri luoghi d’incontro sociale, si è trasformata in disciplina al pari dell’architettura, per cui da maneggiare con grande cura. Richiede, infatti, fra chi ha il compito del governo della città e chi progetta, intendimenti condivisi: l’idea di città, della sua storia, della sua vocazione e del suo futuro. E committenti e lighting designers hanno il difficile compito, e la responsabilità, di indicare quale identità, anche con la luce, deve essere preservata o ri-costruita: ma solo per quella grande o piccola città, per quel prezioso borgo. Pertanto di indicare come la luce, nella sua straordinaria bellezza, possa contribuire alla loro nuova o ri-trovata identità, città per città. Al pari dell’urbanistica. E la tecnica non basta, la più innovativa delle tecnologie non è sufficiente, la scienza con i suoi numeri si arresta, se non c’è un progetto e un pensiero; e, quando si parla di illuminazione, soprattutto quando non c’è un piano della luce e non c’è la figura protagonista del lighting designer.

Scriveva Lino Richard sul numero 1 di LUCE dell’aprile 1962, sull’estetica della luce: “E non è che la luce sia il semplice agende fisico di comunicazione fra l’opera e l’osservatore, ma per il suo giuoco sulla materia, sulle forme e sui colori, diventa anche parte costitutiva dell’opera d’arte…e nell’architettura fra arte e luce c’è un legame intimo”. Come la luce e chi ha il compito di progettarla.

Questo in poche parole il tema del convegno di APIL a cui si aggiunge un’interessante proposta della stessa Associazione rivolta al mondo della progettazione: i Lighting Designer possono non solo partecipare al convegno, ma esserne relatori. È necessario presentare un abstract (max 250 parole) e APIL selezionerà tre relatori che interverranno insieme a due lighting designers stranieri, invitati per l’occasione. Gli interventi avranno una durata di circa quindici minuti l’uno.

Importante: le proposte di intervento dovranno pervenire alla Segreteria APIL ([email protected]) preferibilmente entro il 25 luglio 2011. Per gli interventi selezionati è previsto un apprezzabile gettone di presenza.

info: www.federlegno.it

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