Christie per la prima Opera Olografica “Telesio”

Quest’anno l’Italia ha visto la nascita di un nuovo genere di teatro. Franco Battiato ha scritto un’opera molto speciale, chiamata Telesio,  in onore del filosofo Bernardino Telesio (1509-1588), immaginata come un’opera lirica eseguita da artisti virtuali.
Utilizzando tre potenti proiettori Christie Roadster HD18K e uno schermo olografico Musion, questa idea è diventata realtà. Il set, cantanti, ballerini e artisti sono apparsi sul palco, ma non erano fisicamente lì. Erano solo ologrammi.

L’Orchestra Philarmonia Mediterranea, diretta da Carlo Boccadoro, è stato l’unico pezzo del puzzle che era presente fisicamente allo spettacolo e che suonava dal vivo, con la sfida di sincronizzare la musica al canto e alle danze degli ologrammi sul palco.
Il Direttore di produzione Nicola Rossani spiega "Lo straordinario Battiato è un cantautore, compositore, regista e, sotto lo pseudonimo di Barzani Süphan, anche pittore. Le canzoni di Battiato contengono temi esoterici, filosofici e della religione est asiatica".
In un’intervista per Tele Cosenza, Battiato ha detto che ha trovato in Telesio un personaggio stimolante che, sebbene la sua filosofia sia stata scritta 500 anni fa, risulta ancora moderno e attuale. "Non si può fare un opera filosofica, ma questa è un’opera della sua filosofia," ha dichiarato.
Ancor più, ‘Telesio’, secondo Battiato, non può essere chiamata solo un’opera lirica. La sua produzione intricata ha incluso discipline speciali che fondono la danza, gli ologrammi, la poesia e la proiezione. Nel corso di una conferenza stampa, al lancio dello spettacolo, Battiato ha parlato del suo amore per l’Oriente, della fisica quantistica, e ha detto: "Fondamentalmente, siamo tutti ologrammi".

L’opera è stata commissionata dal Comune di Cosenza e lo spettacolo è durato tre giorni, presso il Teatro Rendano di Cosenza, tutto esaurito.
La produzione dello spettacolo ha richiesto nove giorni, durante questo periodo il partner di Christie  Gianni Guerrini ha lavorato a stretto contatto con società di produzione International Music e la società britannica Musion, che ha fornito la tecnologia Eyeliner per creare gli ologrammi.
Tutta l’opera è stata prima girata in teatro. La società di produzione ha allestito uno studio televisivo in teatro con uno sfondo nero per essere poi in grado di imporre sfondi differenti dietro le scene recitate e cantate.
Mentre le scene venivano girate in studio, venivano erano trasmesse in diretta sul palco, già preparato con lo schermo olografico, per assicurarsi che tutto andasse bene e che gli ologrammi sembrassero più naturali possibile. La Post-produzione e gli effetti sono stati fatti a parte in uno studio.
I commenti di Rossani: "Le telecamere sono state collegate in AYA per la registrazione e poi agganciate a Pandora’s Box. Abbiamo cercato di filmare in alta definizione (HD) interlacciata e progressiva, per vedere quale ci avrebbe dato l’effetto migliore per la naturalezza dei movimenti e il realismo degli ologrammi. Abbiamo scelto la modalità interlacciata 1080 HD, perché ci ha dato contorni più morbidi ed un movimento perfettamente naturale".
"La sincronizzazione tra l’audio dal vivo e le immagini registrate ci ha dato un bel da fare. Tutto era controllato dal mixer audio, un Digidesign Venue, e un Mac 5. Un’interfaccia DMX, passando attraverso la console luci, è stata utilizzata manualmente soltanto per le pause delle luci pausa", ricorda Rossani.

L’effetto olografico sul palco è stato raggiunto utilizzando uno schermo trasparente della società britannica Musion, una superficie riflettente e tre potenti proiettori Christie Roadster HD18K. La pellicola è stata posizionata con un angolo di 45 gradi sul palco e i proiettori e la superficie riflettente montati opposti l’uno in cima a l’altra nella parte inferiore dello schermo. L’immagine veniva proiettata direttamente sullo schermo riflettente e questo sembrava poi essere proiettato sullo schermo Musion. Il risultato è stato un effetto ottico che mostrava le immagini verticalmente (cioè in piedi) con una fisicità virtuale, creando una immagine 3D che sembrava muoversi a mezz’aria. Utilizzando questa tecnica insieme ad una illuminazione adatta e alla profondità della scena, l’effetto olografico è stato raggiunto.

Il direttore di produzione David Broccoli aggiunge: "Per questo progetto abbiamo utilizzato uno schermo principale di 14 metri di Musion sul palco e uno più piccolo posizionato dietro di esso per aggiungere profondità al paesaggio. Un aspetto stimolante di questa impostazione era quello di creare scene a più strati, ben proporzionate e proiettate utilizzando Pandora’s Box. Ogni scena era composta dalla sovrapposizione di diversi clip e grafiche. Tutti gli elementi sono stati catturati separatamente e riuniti sul palco per creare la scena con diverse profondità. C’è bisogno di mettere a punto i proiettori e gli schermi per creare un equilibrio visivo e per assicurare che le proporzioni e il sincronismo siano giusti".

L’opera ha coinvolto una lunga lista di figure professionali, tra cui Pino Pischetola Pinax come ingegnere del suono, Carlo Guaitoli e Angelo Privitera alle tastiere, il coro del teatro Rendano di Cosenza, che appare anche sotto forma di ologramma e che è stato ribattezzato il "Coro Lirico Bernardino Telesio". I cantanti: Paolo Lopez, Divna Ljubojevic e Juri Camisasca. Le coreografie erano della coreana Sen Hea Ha.

[photo: Leandro Emede]

info: www.christiedigital.com

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