Venezia Jazz: Piazza S. Marco mette il Turbo per Sting

Giunto alla quarta edizione, il Jazz Festival di Venezia è una delle manifestazioni più importanti della scena italiana, ospitata nel periodo estivo in una città dove ogni evento si trasforma in una esperienza indimenticabile… Anche quest’anno, la bellezza unica dei luoghi ha fatto da cornice a una ricca ed esclusiva programmazione, con una serie di concerti al Teatro La Fenice e in luoghi alternativi come i maggiori musei cittadini o la zona del Ponte di Rialto.

Ma è proprio nel cuore della città, in Piazza San Marco, che Venezia si è trasformata in un palcoscenico straordinario dove si è esibito il meglio del jazz nazionale ed internazionale, con Sting come ospite d’eccezione. Per l’occasione, è stato scelto ancora una volta un impianto audio Turbosound da Hollywood Service, responsabile degli allestimenti tecnici.

"Un’importante riconferma" – ha spiegato Nikita Canè, titolare di Hollywood Service – "dato che quest’anno veniva richiesta una maggiore valorizzazione di San Marco attraverso un palco originale ed un impianto audio che si integrasse visivamente con le caratteristiche architettoniche della piazza, pertanto privo delle classiche strutture metalliche di sospensione poste ai lati."

Tra gli altri, la manifestazione ha ospitato i concerti degli artisti Biagio Antonacci e James Taylor, oltre alle esibizioni dell’Orchestra Filarmonica della Fenice e della Marina Militare Italiana.

Il concerto di Sting e della sua band di grandi musicisti (Dominic Miller, Rhani Krija, Jo Lawry, Ira Coleman) ha rappresentato una importante tappa del Tour mondiale "The Symphonicity Tour", evento europeo tra i 20 migliori dell’anno.

L’impianto audio Turbosound era composto in totale da 48 sistemi serie FlexArray, di tipo Vertical Array a 4 vie, completamente caricato a tromba su tutte le vie, dai Tweeter ai Sub, oltre a 4 sistemi Aspect500 di tipo Point Source, anch’essi a 4 Vie – Full Horn.

Il fronte tecnico, sulla base delle esigenze scenografiche, ha presentato una serie di particolari aspetti:
– grande spaziatura delle colonne Left / Right dell’impianto audio
– totale assenza di strutture layher.
– unità Sub non sospese in quota.
– totale eliminazione di frequenze basse sul palco.
– rispetto della massima pressione sonora di 89dB in faccia alla Basilica di piazza S. Marco.
– contenimento della pressione sonora media di 92dB in faccia agli edifici circostanti.
 
L’impianto audio ha mostrato un’incredibile capacità di adattamento a qualsiasi genere musicale, dal Rock alla musica classica, dalla lirica alla musica elettronica senza mai evidenziare caratterizzazioni più spinte per l’uno o l’altro genere musicale.

La grande spaziatura delle colonne è stata egregiamente compensata dall’introduzione di 4 diffusori Turbosound Aspect 500 "Point Source": un sistema molto affine a quello principale Flex Array poiché, completamente caricato a tromba sulle 3 vie, si è dimostrato molto efficiente e direttivo sull’intera banda audio. Correttamente posizionato, puntato ed adeguatamente allineato, il sistema Aspect era in perfetto equilibrio con l’impianto principale Flex Array ed i mini-diffusori delle primissime file.

Lo staff tecnico messo in campo per l’occasione da Hollywood service, ha trovato importanti riconferme: dal fonico di sala Giulio Albamonte al fonico di palco Francesco Penolazzi, al PA Man Luca Stefani, assistito da Federico Maule.

Luca Stefani, che ha curato progettazione, messa in opera e messa a punto dell’impianto, ha commentato: "Semplicità di processamento ed equalizzazione minimale sono state le prerogative di questo sistema audio: abbiamo infatti dovuto coniugare le restrizioni della Sovraintendenza ai beni culturali della città con le esigenze dell’organizzazione e le tante richieste dettate dalle varie produzioni ospitate."

"Il nostro punto di partenza" – prosegue – "è stato un accurato dimensionamento e puntamento del sistema attraverso l’utilizzo del software "EASE Focus 2". Un adeguato settaggio acustico ed elettronico di tutti i diffusori ha effettivamente permesso di soddisfare le esigenze di tutte le parti coinvolte. L’assenza di strutture Layher, l’impossibilità di sospendere i sub in quota e la necessità di contenere il livello delle basse frequenze sia sul palco che sull’area circostante richiedevano inoltre la produzione di un fronte d’onda rivolto esclusivamente verso il pubblico. A tale scopo è stato approntato un  sistema di Sub in configurazione End-Fire disposto su tre file per ciascun lato. Il sistema principale, composto da 32 moduli FlexArray, è stato predisposto per coprire l’intera area di pubblico, con due torri Delay in aggiunta, per ottenere una maggiore stabilità timbrica ed omogeneità di livello sulla seconda metà dell’audience. Ciascuna torre disponeva di 5 unità Sub TFA600L da 18” in configurazione cardioide, al fine di ridurre al minimo le interferenze negative sulla parte di pubblico che precedeva le torri Delay e fornire quindi un contributo positivo solo sull’area interessata."

Anche Howard Page, FOH engineer di Sting, ha potuto riscontrare una effettiva qualità timbrica e presenza su tutta la banda delle medie frequenze, caratteristica importante nelle esibizioni musicali in cui convivono Band Rock, Orchestra Sinfonica, e Suoni Pop. "Un impianto facile da gestire, dalla chitarra elettrica al soprano", ha infatti dichiarato soddisfatto Howard Page.

Interessante elemento durante il concerto, la possibilità di dare al pubblico un sensibile contributo di basse frequenze senza arrecare alcun fastidio al direttore d’orchestra e ai suoi orchestrali. Il rider tecnico del tour parlava chiaramente di assenza o spegnimento delle unità Sub… Utile è stata l’idea di Luca Stefani di offrire a Howard Page e Markus Meyer (Sting system engineer) una mandata dedicata delle vie Sub e totale accesso al processore Lake di "Routing" e "Main Eq", per permettere di testare con estrema gradualità la soluzione escogitata per l’occasione.

Egregiamente condotta la direzione dei lavori da parte di Nikita Renato Canè, che in questo evento ha potuto esprimere al meglio le proprie spiccate doti organizzative, confermando ancora una volta la storica reputazione di Hollywood Service: impeccabili la scelta del personale tecnico e l’intero piano logistico,il coordinamento di tutti gli operatori e del montaggio del palco e del backstage; non di meno, sono stati perfettamente gestiti anche i trasporti e la complessa movimentazione dei materiali sulla piazza: a questo proposito, da sottolineare gli spostamenti attraverso chiatte e carrelli elettrici, nonché la necessità di posizionare tutte le attrezzature a 30-40 cm di altezza, per la possibilità di acqua alta…
 
Il festival è stato organizzato da Veneto Jazz in collaborazione con la Regione del Veneto e Città di Venezia.

info: www.turbosound.com
info: www.proelgroup.com

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