d&b e Paradise Church: nessuno è straniero in Paradiso

Adelaide, in Australia, è a più di novecento chilometri dalla sua ‘vicina’ Melbourne.
Fuori dai confini, sono tredicimila i chilometri che la separano da Los Angeles e quattro le ore di volo dalla Nuova Zelanda. Eppure qui ad Adelaide c’è Paradise, la seconda più grande chiesa del continente, fondata nei primi anni ottanta e universalmente riconosciuta come una delle più influenti comunità Evangeliche moderne.

"Hanno trovato più di una maniera per includere la musica contemporanea nel contesto Cristiano evangelico moderno. Questo è uno dei motivi per cui non era il caso di farsi prendere dalla fretta quando è arrivato il momento di adeguare l’impianto audio agli standard del ventunesimo secolo; diversamente da molte altre chiese di quell’epoca, il rinforzo del suono era nei loro pensieri sin dal principio,” racconta David Jacques.

Jacques lavora per National Audio Systems (NAS) di Melbourne, l’azienda che ha fornito e installato l’attuale impianto di amplificazione del Paradise, ma non dimentichiamo che è stata la chiesa a definirne i parametri. "Sapevamo esattamente cosa volevamo," come ha detto Craig Britcher, capo del loro dipartimento tecnico, e non è la solita frase, c’è molto di più. “Le direttive trasmesse a Jacques scaturivano dai difetti del sistema precedente. La copertura da destra a sinistra e dal fronte al fondo sala non era affatto omogenea. Nulla di così inaspettato per un impianto di vecchia concezione, compresa la mancanza di front-fill per la zona dove siedono i nostri sacerdoti. E’ importante che possano rendersi conto di cosa accade nel resto della sala, per poter calibrare il proprio sermone. Quindi l’adeguata copertura per la postazione del pastore sull’intera banda di frequenze era uno dei fattori chiave, che insieme ai giusti livelli SPL lungo l’intera sala, definivano le specifiche per Jacques.”

"La sala è leggermente riverberante,"
precisa Britcher, ma quando Jacques è venuto per progettare l’impianto, basato su sistemi d&b audiotechnik Serie Q, sono emersi altri aspetti peculiari. “E’ davvero una strana sala, le ampie pareti lungo i lati di questo auditorium a ventaglio non sono trattate quindi è necessario limitare il più possibile l’energia sonora che le investe; la Serie Q, con la sua dispersione più contenuta rispetto ad un tipico sistema line array, è ideale per affrontare la questione. Ma la vera sfida riguarda l’ampia galleria, che ospita metà della congregazione; sul fondo si può quasi toccare il soffitto.
L’intelligibilità li è un bel problema; abbiamo dovuto soffrire per trovare i delay giusti.” Alla fine Jacques ha optato per la Serie T di d&b, montando sistemi singoli in orizzontale, in grado di indirizzare la giusta energia con sufficiente intelligibilità direttamente su quell’area d’ascolto. “Le funzioni sono quasi sempre piene,” continua Britcher, “per la messa della Domenica possiamo raggiungere i 95 dBA; con le funzioni rivolte ai giovani non è raro arrivare a picchi di 105 dBA. Anche per le luci e per il video abbiamo un sistema di tutto rispetto, del resto il nostro è un culto estremamente contemporaneo. E’ una chiesa piuttosto attiva, si dedica a molte produzioni.


"Con questa installazione NAS ha fatto un ottimo lavoro,”
precisa Britcher. “Noi abbiamo preparato tutti i punti di sospensione come da progetto, loro hanno pensato ai cablaggi, praticamente invisibili, e appeso l’impianto. Abbiamo fatto solo una modifica al ritardo delle T10 in galleria, mentre la taratura e l’ottimizzazione del sistema si è rivelata semplice, veloce ed efficace. Onestamente posso dire di preferire d&b a tutti gli altri, durante le demo che ho organizzato in chiesa i loro prodotti spiccavano su tutti. Il progetto ha impiegato molto a concretizzarsi, forse tre anni da quando è stato discusso per la prima volta, quindi ho avuto modo di conoscere Dave piuttosto bene; quando si è arrivati a una decisione, è stato facile per me sedermi con Jacques e il suo capo Shane Bailey ed esaminare i loro calcoli di progetto. Per la chiesa il rapporto con NAS è molto importante, non eravamo interessati a un acquisto mordi e fuggi.
Devo dire che il loro supporto è stato prezioso; non mi stancherò mai di lodare l’ottimo lavoro che fa l’azienda di Shane Bailey. Ne è la prova la loro fitta rete di clienti. Quando abbiamo un evento più grande, di quelli dedicati ai giovani, che richiedono un po’ più di spinta in gamma grave, affianchiamo ai nostri Q-SUB dei B2 di Andy Jay Sound, un’azienda locale di Adelaide. Hanno ottimi materiali, tenuti in condizioni perfette. Possiedono anche un gran numero di sistemi Serie Q, circa sessanta unità, di cui possiamo disporre per occasioni speciali, come il festival di Pasqua; hanno gli stessi amplificatori d&b D12 che usiamo noi, e questo semplifica le cose. Siamo tutti entusiasti dell’impianto.”

info: www.dbaudio.com
info: www.democracyforlisteners.com

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