ProLight+Sound 2012 – Day 1

Una delle news più attese dal PL+S 2012 è sicuramente l’uscita della nuova serie di mixer digitali di Yamaha che, con un certo ritardo, si ripresenta su un mercato del quale, per certi versi, può considerarsi capostipite.

Yamaha con la linea denominata CL series parte proprio da quelli che da sempre rappresentano i suoi punti di forza, migliorando e modernizzando dove era necessario, ma senza stravolgere completamente la sua "filosofia" costruttiva e sopratutto l’universalmente conosciuta interfaccia utente.
In effetti il "cuore" dal quale si sviluppa il sistema è proprio l’interfaccia che ha reso celebre l’M7CL ossia la sezione di controllo Central Logic, da dove CL series prende il nome.
 
I mixer, in tre taglie diverse (CL1, CL3 e CL5 di cui poi vi diremo ogni dettaglio), a prima vista conservano un deciso "family feeling" ma con una cura realizzativa decisamente superiore a quello che poi scopriremo essere il "price range", decisamente competitivo. 

 

 

Oltre al già citato Central Logic sono altre due le parole chiave da tenere a mente per prendere le misure con i nuovi Yamaha: Dante e Rupert Neve.
Partendo proprio dal prestigioso nome di Neve dobbiamo prendere atto della nuova collaborazione di Yamaha con la famosa azienda produttrice di Hardware e software che arricchisce la dotazione "standard" di effetti e dinamiche Yamaha con un Rack Premium composto da 8 unità stereo (16 dual mono). E’ possibile scegliere ad esempio tra Portico 5043 Compressor piuttosto che Portico 5033 EQ e algoritmi tutti nuovi della serie VCM di Yamaha.
 
Come network di trasmissione dati i nuovi CL scelgono Dante che può fornire alle superfici CL diverse soluzioni di I/O in altrettante diverse configurazioni di "tagli" di stage box: dalla piccola RiO 1608 alla RiO 3224.
Ma chi meglio del product specialist Sandro Chinellato di Yamaha Italia può spiegarci in esclusiva per ZioGiorgio i nuovi nati? eccoli tutti per voi nel video sotto!
 
Altra azienda che da un po’ di anni non sfornava nuovi sistemi audio è stata, in questo primo giorno di fiera, db audiotechnik che introduce la serie V che si inserisce tra il "big" J e la serie Q. 
I moduli V8 e V12 sono sistemi passivi a tre vie che impiegano due woofer da 10” per la basse frequenze, un mid-woofer da 8” caricato a tromba per le frequenze medie e due driver a compressione per le frequenze acute con bobina da 2,5” e uscita da 1,4" montati su un dispositivo a guida d’onda dedicato. In dB il sistema viene presentato come "la solida e riconosciuta presenza vocale della Serie J di d&b audiotechnik, miscelatela con le apprezzate proprietà della Serie Q".
ll V-SUB è un subwoofer cardioide pilotato in modo attivo da un singolo canale di amplificatore.
 
Chi invece ci ha abituati, ormai da qualche anno, a nuove uscite in quantità è DiGiCo che rimpiazza la "vecchia" console D5 (ma che ancora non è difficile trovare on the road) con la nuova SD5: progetto vincente non si cambia. Caratteristiche del tutto simili agli altri mixer della famiglia con una zona nell’interfaccia centrale leggermente diversa dove domina un grande monitor LCD molto più inclinato e visibile rispetto al posizionamento tradizionale. Anche chi si lamentava della scarsa visibilità col sole sarà adesso accontentato.

 
DPA è presente in fiera con tre nuovi prodotti: un’evoluzione della linea d:fine di microfoni headset, che ora include microfoni con supporti per entrambe le orecchie e con boom microfonico molto corto, dedicato ad applicazioni teatrali ed in particolare alle opere liriche, dove i microfoni devono avere il minimo impatto visivo possibile. La serie d:vote, invece, è dedicata alla ripresa di strumenti musicali e si basa sui pluripremiati microfoni della serie 4099. Infine, la novità più attesa è il microfono per voce hand-held d:facto, basato+ sul famosissimo 4011 e adattato alle esigenze di un utilizzo live, ovvero elevata resistenza ai rumori da maneggiamento, al "pop" e al vento.
 

 

Martin Audio presenta il nuovo nato nella serie MLA: MLA Compact. Si tratta di un impianto che utilizza la stessa tecnologia del fratello maggiore MLA, caratterizzata dalla possibilità di gestire copertura, pressione sonora e risposta in frequenza praticamente a piacere all’interno della venue in cui si trova ad operare.
Interessanti sono anche gli amplificatori della serie MA, che offrono, tra l’altro, amplificazione in classe D con potenza variabile tra 700W e 1500W per canale su 4 Ohm, clim limiting, protezione termica e AC, destinati ad applicazioni di piccole e medie dimensioni.
 
In casa Behringer, è stata resa nota la data in cui la tanto annunciata console X32 verrà resa disponibile ossia, il prossimo maggio. La console, finalmente a "portata di mano" e non sotto una teca di vetro, offre 32 canali di input con preamplificatori microfonici completamente programmabili e 16 mix bus liberamente configurabili. La console offre anche potenti funzioni di gestione delle scene, un rack effetti virtuale con 8 slot stereo, DSP 40-Bit in virgola mobile con latenza "near-zero", Talkback onboard, registrazione diretta non compressa su USB e molto altro ancora. Inoltre sarà disponibile un’app di controllo remoto per iPad che consentirà agli utenti di regolare il livello dei fader, delle mandate ausiliarie, gli equalizzatori grafici ed altro. Prezzo aggressivo…
 
JBL presenta VTX V25, anche se in verità noi di ZioGiorgio lo avevamo già visto in antemprima al NAMM di gennaio a Los Angeles. E’ il primo nato della nuova Serie VTX Line Array, ovvero un elemento array a 3 vie ed alta direttività, che include due woofer "Differential Drive" da 2000W e 15 pollici, 4 trasduttori mid-range da 8 pollici e tre driver a compressione rivoluzionari a doppio diaframma e doppia bobina D2, montati su una guida d’onda di terza generazione. In particolare, come ci ha raccontato Danilo Meroni di Leading Technologies – distributore italiano – il driver ha un disegno e uno shape decisamente particolari e consta di ben undici pezzi. Invece della classica "cupola" (vedi figura sotto pezzo "7" ndr) il disegno ha una forma conica, questo permette di ridurre sensibilmente le piccole "bolle" di vibrazione che si formano normalmente sui driver a cupola e raggiungere così dei livelli di distorsione bassissimi.  Nella foto sotto potete vedere la compessità e la raffinatezza di un "esploso" di un driver. 

La Redazione
ZioGiorgio Team

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