Viva le telecamere, abbasso l’audio?

Questa volta, invece di una news prodotto o il racconto di una mirabolante installazione luminosa vogliamo portare alla luce (ops, gioco di parole) un episodio del quale siamo stati diretti testimoni, nella speranza che queste poche righe possano aprire un dialogo serio e costruttivo in merito alla spinosa questione di cui sotto…

Quante volte vi sarete sentiti dire, soprattutto coloro che hanno a che fare con l’audio in televisione, di “spostare quella cassa che impalla la telecamera?”. A quelli di voi che bazzicano il magico mondo della TV sarà capitato spesso, soprattutto quando l’ordine arriva da qualche regista particolarmente “esigente”.
Per la verità a volte un piccolo compromesso al fine di ottenere una migliore resa dell’inquadratura è anche accettabile ma il buon senso, che dovrebbe essere biunivoco, dovrebbe regolare i rapporti tra le due crew, quella audio e quella video che poi, alla fine della fiera, lavorano entrambe per il successo e la riuscita dello stesso spettacolo.

telecamere

Il posizionamento delle due grosse videocamere a Bologna (foto in alto) risultava decisamente “invadente” e sopratutto una, quella a destra nella foto, copriva la totalità del cluster di destra rendendo il lavoro dei fonici in regia – molti al seguito di artisti di alto livello – decisamente complicato.
Non si pretendono ascolti preferenziali e sempre perfetti ma non è neppure giusto che diverse ore di lavoro su accurati software di predizione acustica, simulazioni 3D, taratura dei sistemi di diffusione sonora e relativi sound-check vengano praticamente vanificati da una situazione del genere.
Chi scrive era presente ed ha visto ed ascoltato dalla posizione davanti al mixer di sala, e quello che “arrivava” era un programma sonoro fuorviante e difficilmente interpretabile. Per non parlare del fatto che in un concerto del genere dove molte cose sono “on-fly” una corretta visuale di quello che accade sul palco è fondamentale, nonostante interphone e radioline varie…

Alla domanda che i fonici hanno rivolto al cameraman antistante (della troupe RAI per correttezza di informazione ndr) pare che la risposta sia stata picche, da qui non ci muoviamo. Nella pratica il ritornello è che “siamo a fare televisione, mica audio…”.
Peccato che ci sia qualcuno che possa pensare questo perché anche il corretto ascolto di 50.000 persone nella piazza (o quante erano) è importante ma ancor più importante dovrebbe esser lo spirito di collaborazione – che denota grande professionalità – tra le varie figure che partecipano alla realizzazione di uno stesso spettacolo.

Non abbiamo avuto modo di parlare con i cameramen per chiedere lumi né tanto meno col regista perché dopo le 19 di sera Piazza Maggiore è stata presa d’assedio e praticamente non c’era nessun modo di raggiungere la regia FOH, rimasta isolata fino almeno alla mezzanotte, vista la totale assenza di ring o corsie deputate al soccorso ed al passaggio di servizio. Altra cosa della quale avremo modo di parlare nell’articolo di prossima uscita…
In ogni caso se qualcuno avesse da fare rimostranze o dare spiegazioni e chiarimenti ulteriori in merito alla vicenda, la redazione di ZioGiorgio è come sempre a disposizione.

Aldo Chiappini
Redazione ZioGiorgio.it

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