Tones on The Stones. Light Contest

Prendi una azienda che vuole investire nella cultura della luce e che apre un bando per giovani lighting designer under 35. Prendi 6 giovani lighting designer pieni di entusiasmo, ancora puri e con tanta arte nell’anima. Prendi un festival ambientato in una cava allestita per l’occasione con palco, scale, quinte e banconi bar interamente realizzati in marmo. Prendi una giuria con 4 artisti della luce, disponibili e pronti a regalare consigli, spunti, confronti ed esperienze. Mescolate il tutto con un pizzico di allegria, una manciata di relax e voglia di fare gruppo e otterrete una magica esperienza di 4 giorni in una location indimenticabile.

Questo, a caldo, quanto rimane di Tones on the Stones, un festival giunto all’ottava edizione, che ha racchiuso al suo interno un evento di musica elettronica Next Tones, il Light Contest organizzato da Clay Paky per giovani LD e la splendida rappresentazione lirica de “La Tosca“. Il tutto dal 17 al 20 Luglio nella Cava bassa S.Giovanni di Palissandro Marmi del Gruppo Tosco Marmi a Crevaldossola (VB). Ma andiamo con ordine: le emozioni, gli spunti e i ricordi sono molti e li vorrei trasmettere tutti.

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Il contest, primo in Italia per le modalità di selezione, per la particolare location e per la giuria composta da LD provenienti da esperienze diverse, è nato con un bando, promosso da Clay Paky, al quale ha aderito un cast di 35 giovani artisti della luce. Dopo una serie di selezioni e prove , il gruppo si è ridotto a 6 persone che hanno avuto la possibilità di confrontarsi all’interno del festival Tones on the Stones.

Durante i quattro giorni all’interno della cava, ho avuto modo di conoscerli e di respirare un’atmosfera di comunità, dove la voglia di misurarsi è stata sostituita dal desiderio di crescere, di dare e ricevere cultura, trucchi e consigli sulla luce. Un’esperienza sicuramente da ripetere perché fa bene all’anima ancor prima che alla professionalità.

E questo esprimono nel commento finale dell’esperienza i 6 protagonisti del contest, Lorenzo Campana, Lorenzo Pagella, Marco di Febo, Edoardo Falasco (vincitore del contest), Violeta Arista e Mauro Pujia.

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I sei partecipanti al contest – foto di Martina Ferro

ZioGiorgio.it: Allora ragazzi, come durante il test in Clay Paky, 30 secondi a testa per esprimere tutto ciò che vi pare su questa esperienza.
Lorenzo Campana: E’ stata un’esperienza bellissima proprio perchè ci siamo ritrovati tutti assieme con tecniche e sensibilità diverse di chi proviene dal mondo teatrale, dall’opera, dal live, e ognuno ha dato il suo. Abbiamo scoperto tante caratteristiche e sensibilità diverse che insieme arricchiscono e creano ciò che non c’era: una scuola per Lighting Designer.
Lorenzo Pagella: La cosa più bella è stata quella di trovarsi tra “artisti della luce” e condividere le esperienze di ciascuno di noi, imparando moltissimo l’uno dall’altro.
Edoardo Falasco: Non capita tutti i giorni di lavorare in una location come questa, quindi al di la del feeling che si è andato a creare, le varie intuizioni e i vari pensieri che abbiamo condiviso, chi ha vinto realmente è stata la location oltre a tutti noi.
Mauro Pujia: Una esperienza unica, hermosa, come dicevo anche alla nostra sorella latino-americana (ndr. riferendosi a Violeta), e per me sensazionale anche nello stare tutti insieme.
Violeta Arista: Per me questa settimana è stata molto molto forte e… non fermiamoci. La luce deve andare avanti, si deve accendere!
Marco di Febo: Hanno detto tutto loro, quindi non dico più niente. Speriamo solo che non sia l’unica e l’ultima edizione, quindi andiamo avanti!

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Giuria e partecipanti al contest – foto di Martina Ferro

Ho assistito alla loro esibizione durante la performance di Bienoise (Alberto Ricca) nella prima serata di Next Tones, dedicata alla musica elettronica, sotto l’attento giudizio dai giurati Nevio Cavina, Giancarlo Toscani, Fulvio Michelazzi, Flavio Vida, Giulia Sabeva e Maddalena Calderoni (Organizzatrice del Festival), intervistati a fine serata.

ZioGiorgio.it: Nevio, com’è stata organizzata la programmazione?
Nevio Cavina:
Durante la scorsa notte, abbiamo creato delle memorie base, per dare una estetica di fondo alla scena e dare risalto alla cava. Ognuno di loro ha avuto la possibilità di creare gli “special” di movimento e effetti. I ragazzi hanno poi combinato le due programmazioni improvvisando durante l’esibizione del dj. Sapevano su cosa contare e ognuno sapeva dove andare a pescare gli effetti che gli servivano in quel momento.

ZioGiorgio.it: Un po come nei festival, si arriva si ha poco tempo e si usa ciò che si trova
Giancarlo Toscani:
 Non è stata una situazione facile, visto che c’è una asimmetria nel posizionamento delle fixture, il dj non si trovava al centro della scena e molti dei ragazzi non conoscevano a fondo la console luci, oltre al fatto che si sono adattati all’allestimento pre-esistente. Per loro non è stata una passeggiata, ma se la sono cavata in maniera ottimale.

ZioGiorgio.it: Fulvio, che impressioni ti hanno dato i ragazzi?
Fulvio Michelazzi: E’ vero che questa è una situazione tipica da festival, dove non puoi permetterti di spostare tutto e conoscendo la console su cui lavora, avendo a disposizione dei motorizzati, sai come comportarti. Comunque ho visto molti di loro lavorare molto bene con i fader, con un ottimo tocco e una sensibilità tipica di chi ha esperienza, che mi ha molto colpito.

ZioGiorgio.it: Non entro nel merito della musica elettronica. Mi piacerebbe sapere a livello di estetica e inquadrature cosa ti ha colpito
Flavio Vida: In una location come questa il cambio di colori sulla parete ha messo in risalto le venature nel marmo con delle ombre scure che davano quasi un effetto 3D. Mi hanno colpito molto le situazioni in cui ci si concentrava sulla cava dandogli volume e movimento.

ZioGiorgio.it: Giulia, tu sei qui in rappresentanza di Clay Paky e hai seguito il contest sin dalle prime fasi. Obiettivo raggiunto?
Giulia Sabeva:
 Direi di si. L’obiettivo di ClayPaky è stato quello di creare un contest che conduca ad una evento/esibizione finale che ha visto diversi momenti formativi molto utili sia dal punto di vista illuminotecnico che nella conoscenza delle apparecchiature.

ZioGiorgio.it: In Italia ne vale la pena?
Giulia Sabeva: In Italia ne vale ancora di più la pena, visto che all’estero esiste qualche opportunità in più nella formazione, mentre qui è tutto ancora un po “on the road”. Sicuramente per Clay Paky è oneroso organizzare questo tipo di iniziative che vengono comunque previste nel budget,  ma c’è la volontà da parte nostra di divulgare una certa cultura e una certa qualità dando quel valore aggiunto che ci caratterizza.

ZioGiorgio.it: In cosa consiste la fornitura del festival?
Giulia Sabeva: Per il festival, visto la presenza della musica elettronica, non potevano mancare gli Sharpy. Sono stati forniti inoltre i Profile 1500, i Glow-Up utilissimi per la cava e i nuovissimi B-Eye. E’ stato emozionante vedere questa location illuminata dai B-Eye, che hanno creato un effetto molto diverso, originale e mai visto prima.

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Il vincitore del contest è Edoardo Falasco, 20 anni di Lissone. Edoardo racconta che sin da piccolo calpestava i palcoscenici con la compagnia teatrale di famiglia (Compagnia Teatro Instabile di Lissone), fino a quando era cresciuto troppo per entrare nella botola presente in scena e così ha deciso di dedicarsi alle luci. Direi che è stata una scelta azzeccata visto il risultato.

Durante la premiazione, Giancarlo Toscani, ha comunicato il giudizio finale espresso dalla giuria “La forza di Edoardo è stata quella di avere la mente libera, ballava al mixer, cosa che ci ha molto colpito e, anche se non ha scuola, è stato in grado di esprimere puro istinto. Ha fatto delle cose meno raffinate di altri, ma il modo in cui le ha fatte ha impressionato tutta la giuria.”. Ed esprime anche un giudizio globale su tutti e sei i partecipanti: “Voi siete dei professionisti veramente mostruosi e questo va considerato come un gioco”.

Walter Lutzu
ZioGiorgio team

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