APIA Audio Demo day

Qualche settimana fa ci siamo recati in quel di Grosseto per assistere ad una demo organizzata da un marchio che ha da poco fatto ingresso nel mercato dell’audio professionale, APIA Professional Audio. Questa azienda, che ha la propria sede e l’intera catena produttiva nei pressi di Istanbul, in Turchia, ha però un ufficio commerciale tutto italiano, più precisamente a Follonica, in provincia di Grosseto.
La direzione di questo stesso reparto è affidata ad nostra vecchia conoscenza, Leonardo Dani, che insieme a Saverio Wongher hanno organizzato e condotto la demo in questione. Avevamo già avuto un incontro ravvicinato con APIA alla fiera di Francoforte nel 2014 presso il loro originale stand tutto in legno e, seppur con gli ovvi limiti che una fiera impone, avevamo già ascoltato con interesse qualche loro prodotto.
Ma è all’interno del Teatro Moderno di Grosseto che abbiamo dedicato più tempo e più attenzione all’ascolto dei prodotti, tre line array, alcune soluzioni point source e le compatte CIWI, un diffusore passivo a due vie molto interessante (in primo piano nella foto sotto).

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La giornata, dopo i saluti a vecchi e nuovi amici, è partita con Leonardo Dani che ha dato il benvenuto ufficiale ai presenti, un nutrito gruppo di tecnici e addetti ai lavori in genere, salvo poi far parlare direttamente un video di presentazione dell’azienda trasmesso sullo schermo del cinema ed incentrato sulla produzione e le facilities dell’azienda.
Dopo qualche parola ad integrazione è stata la volta della sessione di ascolti veri e proprio. Ecco la lista precisa del materiale montato e configurato per l’occasione:

MIO System array:

Nr° 6 module MIO for side (2×6,5″ – 1,4″ compression driver)
Nr° 2 MIO Subs for side (18″)
Nr° 2 QDS-13

NUA Systems array:

Nr° 6 module NUA for side (2x 8″ – 1,4″ compression driver)
Nr° 2 RS Subs for side (double 18″)
Nr° 3 QDS-13

AXI series:

AXI-Array + AXI-sub(18″) – AXI-M and AXI-L (stage monitor)

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In generale i tre sistemi line array APIA hanno espresso un sound bilanciato, uniforme e piuttosto accomodante con una gittata adeguata, anche se logicamente difficile da valutare al chiuso. La componentistica interne di qualità, le finiture del rigging e dei cabinet fanno intendere quelle che sono le intenzioni, peraltro dichiarate, dell’azienda che punta ad entrare nel mercato di fascia alta.
Una fascia di mercato dove si danno battaglia da molto tempo marchi con prodotti qualitativamente indiscutibili – salvo le preferenze del caso – con un’immagine forte ed una presenza ben radicata, un gap fisiologico che APIA audio dovrà necessariamente colmare se veramente vorrà arrivare al top. La volontà ed il desiderio di far conoscere il proprio prodotto e farlo apprezzare con prove di ascolto mirate sono un buon punto di partenza e certamente segnano quella che è – a nostro avviso – la strada corretta da percorrere.

Durante l’ascolto è scaturito poi l’interesse per un prodotto particolarmente azzeccato dal nostro punto di vista, anche se non necessariamente unico nel suo genere, ma che potrà probabilmente essere immediatamente competitivo sul mercato.
CIWI è un diffusore passivo a due vie con una dispersione sia verticale sia orizzontale di 90°, una range di riproduzione che va da 100 Hz fino a 19 KHz ma che può essere esteso nella gamma bassa grazie ai sub C-Series che, da volantino, riescono a scendere fino a 25 Hz.
CIWI è un “cubetto” leggero, ben costruito e timbricamente molto bilanciato che ci ha convinto per la razionalità del progetto, per l’estrema semplicità di utilizzo e per i vari usi al quale si presta: insomma, della serie, monta, cabla e accendi. Peraltro, avendo un sound molto simile ai fratelli maggiori a livello sonoro può trovare giusta collocazione in postazione FoH, come monitoraggio “close” a supporto del fonico.

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da sx: Saverio Wongher e Leonardo dani.

La giornata è poi proseguita con le richieste ed i test più disparati, con l’immancabile cd di Alan Parsons  – che lo ripetiamo fate attenzione perché è facile che suoni bene un po’ ovunque – ed alcune produzioni musicali tra le più disparate. Interessante anche la risposta sonora “concreta” ed uniforme dei sistemi Point-Source, in generale sempre un poco snobbati da alcuni tecnici ma ancora validissimi soprattutto in contesti come quello del teatro. Sul palco era possibile ascoltare i diffusori monitor ancora una volta espressione di un sound riconoscibile e personale.

La giornata è quindi continuata su questa falsa riga, fino al tardo pomeriggio in cui è stato servito all’interno del teatro un piacevole e rinfrescante aperitivo quando, con uno Spritz in mano, siamo riusciti a scambiare due parole con Leonardo Dani Global Sales Manager di APIA Audio. “Per questa prima demo abbiamo cercato di coinvolgere persone appartenenti a diversi settori, non solamente fonici o proprietari di rent, ma anche installatori, proprio a rimarcare il fatto che APIA è forte e ha prodotti competitivi anche in questo settore specifico”.
“Come già ti dissi al nostro primo incontro puntiamo molto sulla qualità, anzi, personalmente ho raccolto questa nuova sfida proprio perché ho subito compreso il potenziale dei prodotti di questa azienda e la possibilità di far bene anche in un difficile mercato come quello dell’audio professionale che comunque, grazie all’esperienza degli ultimi anni, ho avuto modo di conoscere più a fondo…”.
Anche Saverio Wongher ci ha dato il suo punto di vista spiegando come ormai quasi tutti i tasselli siano finalmente al loro posto. “A livello prodotti siamo quasi in dirittura di arrivo, a breve saremo in grado di fornire la versione definitiva ed in 3D per il software di simulazione EASE Focus così da poter presentare la linea completa di tutto già alle prime fiere del 2016 che abbiamo individuato in ISE Amsterdam e poi PL+S 2016”. “Mancano alcuni partner nella distribuzione, tra i quali anche quello italiano, ma proprio oggi abbiamo avuto un confronto costruttivo con un importante player del settore che spero presto di poter rendere ufficiale…”

info: www.apia.pro

Aldo Chiappini
Editor-in-Chief

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