Caparezza Prisoner tour. Parte 1: audio

Uno dei tour più attesi di questa estate è stato di sicuro il Prisoner Tour di Caparezza. Circa trenta date lungo tutta la penisola di uno show in cui non manca nulla, dal corpo di ballo, ai numerosi ed imponenti oggetti di scena, passerelle, ponti realizzati ad hoc e tanti generi musicali. Caparezza conferma ancora una volta la capacità e la voglia di manifestare crisi e malesseri sociali ma proponendo in modo ottimistico, giocoso e divertente le infinite soluzioni per affrontare al meglio la vita di tutti i giorni. Il segreto come recita il nuovo singolo è “Con le mani sporche fai le macchie nere, Vola sulle scope come fan le streghe, Devi fare ciò che ti fa stare bene, Soffia nelle bolle con le guance piene, E disegna smorfie sulle facce serie, Devi fare ciò che ti fa stare bene”. 

A Servigliano, nell’entroterra marchigiano, siamo stati in compagnia della crew ormai da anni fedele a Michele (nessuno dei tecnici si è mai rivolto a lui con il nome di Caparezza),  capitanata dallo staff del noto rental salentino GM Music e, immersi in una atmosfera di buon umore, abbiamo documentato gli aspetti audio e visual del tour, con l’opportunità di osservare da vicino una vera anteprima che riguarda il nuovo P.A. VIO L212 fornito da dBTechnologies per un vero e proprio test sul campo prima del lancio sul mercato previsto in questi giorni.

Cominciamo il giro di interviste di questa prima parte dedicata all’audio con il fonico F.o.H. Antonio Porcelli, che ci racconta l’esperienza di questa produzione.

ZioGiorgio: un tour ricco di novità dal punto di vista audio, ma andiamo con ordine. Cominciamo dal setup in regia.

Antonio Porcelli: seguo Michele da molti anni sia live che in studio, e ho avuto la possibilità anno dopo anno di perfezionare, sperimentare e divertirmi con il setup audio. Quest’anno abbiamo una configurazione molto semplice in cui sfrutto tutte le potenzialità del banco senza l’utilizzo di outboard, ad eccezione del Lake che utilizzo come EQ Mix. Il banco è un Midas ProX, dotato di pre di alto livello e che utilizzo dallo scorso inverno. Risulta meno complesso rispetto all’XL8 che utilizzavo in precedenza, è più compatto e, per quanto riguarda le mie esigenze, ha un processing che mi da la possibilità di gestire i gain in modo autonomo rispetto al palco soprattutto quando si lavora in maniera addittiva. Dal mixer esco con due matrici stereo, una per la musica ed una per la voce, che mi aiuta soprattutto per una migliore gestione dell’EQ sulla passerella.
Sicuramente è un modo di operare molto più analogico ma con le potenzialità del digitale. Utilizzo le memorie ma solamente per i livelli dei DCA anche se non ne avrei necessità, visto che in passato per Caparezza utilizzavo una scena unica che modificavo live di brano in brano. Utilizzo in totale otto effetti interni, quattro per le strofe e quattro per i ritornelli, processori di dinamica su tutti i gruppi (batteria, chitarre ecc…) così da creare movimento con la compressione e un effetto dedicato per la batteria con un leggero glue. In tutto utilizzo 60 canali oltre ai ritorni effetti.

ZioGiorgio: parlaci invece della microfonazione.

Antonio Porcelli: sulla batteria, oltre al set standard ho un SM57 aggiuntivo con cui riprendo tutta la batteria e che mi permette di catturare meglio i riverberi rispetto alle riprese standard ravvicinate. Caparezza suona generi differenti durante il suo live e ho scelto una impostazione base di tipo rock senza cambiare il sound di continuo, e per ottenere le sonorità tipiche dell’Hip-Hop regolo solamente questo microfono aggiuntivo posizionato in un punto equidistante da tutti i pezzi della batteria.
Sulle chitarre abbiamo la stessa microfonatura del disco con uno Shure SM57 e un MD421 della Sennheiser con tutte le pedaliere collegate ad una particolare device della Radial Engineering in grado di eliminare tutti i ronzii prima di andare all’amplificatore. Inoltre il setup impostato su canale sx è copiato sul dx e ritardato di 20ms per ottenere un effetto di stereofonia, spazialità ed il centro più pulito dove ho impostato voce, cassa, rullante e basso. Per la voce di Michele utilizzo invece un Telefunken M80 molto stretto per evitare problemi di rientri in passerella. Cesare, il fonico di palco, ti spiegherà nel dettaglio le caratteristiche e il perché della scelta di questo microfono.

L’SM57 per la ripresa generale della batteria

ZioGiorgio: passiamo al P.A., vera novità di questo tour e impegnato per la prima volta in un tour

Antonio Porcelli: durante lo scorso autunno sono stato contattato da Andrea Brasolin di dBTechnologies per ascoltare la prima versione del VIO L212, e da subito ho notato l’ottima copertura orizzontale, molto coerente.
Ho avuto modo di sperimentare il primo prototipo in tre concerti indoor e volevo già utilizzarlo nel tour invernale di Caparezza lo scorso Febbraio. Lo staff di dBTechnologies si è dimostrato molto disponibile e dinamico, e insieme abbiamo creato i giusti presupposti per far crescere questo progetto insieme.
L’impianto è bello, sono molto contento di questa scelta e dei vari feedback ricevuti durante le esibizioni sia da parte del team di dBTechnologies, sempre presente ad ogni data per monitorare il funzionamento del sistema, sia dai distributori e clienti esteri dell’azienda invitati appositamente per valutare le potenzialità del VIO, scambiare opinioni e raccogliere suggerimenti.
Oggi, come ti spiegheranno i product specialist di dBTechnologies ed il nostro PA Man, abbiamo 16 sistemi per lato su 40 totali a disposizione e 24 sub doppio 18″ configurati in modo da ottenere un arco e contemporaneamente un cardioide.

VIO L212

A supervisionare le operazioni di sound check troviamo i product specialist di dbTechnologies Andrea Brasolin (non presente alla data di Servigliano, ma di fondamentale supporto in tutte le date del tour) e Marco Cantalù, che insieme al Market Analyst Enrico Gamberoni seguono il tour con lo scopo di monitorare il comportamento del sistema e di raccogliere i vari feedback dai tecnici e da clienti e distributori invitati ad ogni data.

Marco Cantalù ed Enrico Gamberoni di dBTechnologies

ZioGiorgio.it: bentrovato Marco! Una fase di sperimentazione seguita data dopo data dal tuo staff. Vuoi raccontarci intanto le caratteristiche di questo sistema?

Marco Cantalù: seguo con piacere questo tour per vedere come si comporta il nuovo impianto composto per l’occasione da 40 top VIO L212 e 24 sub S218, oltre a 12 moduli VIO L210 impiegati come front-fill. Si tratta di un sistema estremamente flessibile, e a metà tour posso dirti che la modularità del VIO ha dato ottimi risultati grazie anche alla possibilità di aggiungere e togliere moduli all’occorrenza con un ricablaggio dei finali pratico e veloce senza perdite di tempo e soprattutto senza mettere in discussione la qualità. La scelta di un impianto attivo e modulare di questo tipo con finali e DSP on board permette di gestire al meglio tour di questo tipo, con location che variano di volta in volta per quanto riguarda caratteristiche e dimensioni.
Il focus principale è stato quello di dare vita ad un diffusore con una sezione medio-alta di qualità ed una copertura orizzontale molto coerente. Spesso ci troviamo in situazioni in cui la regia non è in asse col palco ma è comunque necessario fornire lo stesso ascolto su tutta l’audience. La guida d’onda di nuova concezione, realizzata appositamente per questo modello, ha un accorgimento che riguarda la parte delle frequenze medie. Tutta la sezione dei medio-alti con i due driver da 1.4″ e bobina da 3″ e i quattro medi da 6.5″ e bobina da 2″ fanno parte di un sistema unico che suona in modo coerente fuori asse. I medi sono caricati a tromba, e parte del percorso di questa, ovvero la zona di espansione, è ricavata dall’esterno della tromba delle altre frequenze. Insomma è un pezzo unico che permette di avvicinare l’emissione del medio a quella dell’alto. Quindi quando andiamo fuori asse abbiamo un elevato SPL che il caricamento a tromba genera nel medio, e una emissione coerente che viene tradotta in una copertura sonora molto omogenea.
Insieme al doppio 12″ abbiamo abbinato il nuovo sub doppio 18″, classico per quanto riguarda la configurazione ma con una scelta di trasduttori e DSP che ci permette di scendere di frequenza con fermezza e dare ottimi risultati in termine di precisione. Il sistema si sposa molto bene con la moltitudine di generi presenti in questo show in cui si passa dall’Hip Hop al rock ecc…

ZioGiorgio.it: come mai si è deciso di entrare in una fascia di mercato per certi versi ricca di proposte e molto competitiva?

Marco Cantalù: da un lato c’era l’esigenza di entrare in una fascia alta che fino ad ora non ci apparteneva, dall’altro volevamo accrescere la nostra esperienza sviluppando una tecnologia ad alto livello per poi trasferirla verso i prodotti di fascia media e bassa, così da permettere di utilizzare le nuove tecnologie anche a coloro che lavorano con sistemi più contenuti.

ZioGiorgio.it: accennavi ad alcune importanti migliorie per quanto riguarda i tempi di allestimento e setup e per fase di monitoraggio.

Marco Cantalù: i tempi di setup, nonostante la presenza di sistemi multipli, risultano uguali se non inferiori rispetto ad un allestimento con sistemi passivi. Ma il vero vantaggio in termini di setup e monitoraggio è quello di ottenere il controllo punto punto dell’impianto tramite AuroraNet. Si tratta di un software sviluppato di recente che si basa sul protocollo RDNet e gira sia su PC sia su MAC. AuroraNet consente di controllare in modo preciso le diverse tecnologie presenti nei nostri amplificatori sviluppati e realizzati da dBTechnologies, come l’inclinometro presente in ogni modulo, la possibilità di tenere sotto controllo le temperature su più zone dell’amplificatore, l’identificazione della cassa tramite l’accensione di un LED posizionato sul lato frontale di ogni modulo e infine la possibilità di lanciare un system test che prende in esame i vari sensori di misurazione di continuità ed impedenza dei dispositivi presenti in ogni cassa. Inoltre consente di capire lo stato di salute del trasduttore prima e durante l’evento.
L212 è stato apprezzato anche per la compattezza e la leggerezza: va su in pochissimo tempo, con cablaggi multi-pin che semplificano il montaggio e un sistema di rigging che consente di pre-selezionare gli angoli prima di espandere l’array, così da ridurre al minimo lo sforzo fisico.

I Sub S218, e i front-fill VIO L210

ZioGiorgio.it: quando sarà disponibile sul mercato?

Marco Cantalù: il sistema è stato lanciato a Francoforte durante lo scorso ProLight+Sound e sarà disponibile sul mercato al termine di questo tour, che per noi significa la chiusura del processo di R&D.

ZioGiorgio.it: Enrico, presentati e dicci dal tuo punto di vista come procede questo test sul campo.

Enrico Gamberoni: sono un ex R&D ed ora mi occupo di market analysis, ovvero raccolgo i feedback dai vari team tecnici e vendite oltre a quelli provenienti dai vari clienti e cerco di dare vita a nuovi progetti da sottoporre al reparto di ricerca e sviluppo. L’ambiente tour è estremamente utile per noi ed è considerato la parte finale dello sviluppo del progetto, con un test sul campo estremamente veritiero. Abbiamo avuto la fortuna di agganciarci a questo show che presenta sonorità differenti e ci permette di valutare a pieno le caratteristiche di questo sistema, e di far ascoltare sia la parte più morbida che quella aggressiva. Naturalmente è stata anche l’occasione per invitare i nostri distributori ad un ascolto sul campo, e abbiamo verificato sin da subito che questa è una soluzione ottima e più efficiente rispetto alla classica demo organizzata in uno spazio aperto.

ZioGiorgio.it: vuoi aggiungere qualche dettaglio sulle caratteristiche di questo sistema?

Enrico Gamberoni: il DSP è il più grosso mai realizzato da dBTechnologies e abbiamo la possibilità di avere un controllo molto puntuale su ogni elemento del sistema. Inoltre i filtri FIR sono utilizzati nelle frequenze di crossover e vengono applicati anche ai preset che consentono di modificare l’attenuazione del coupling o la compensazione delle alte frequenze. Se andiamo a posizionare un filtro per andare a compensare la distanza percorsa dall’onda sonora, la fase rimane sempre uguale così da non dover spingere con filtri tradizionali di EQ.
Per quanto riguarda i preset, ad oggi siamo estremamente contenti del nostro sviluppo e non abbiamo ancora trovato situazioni in cui c’è l’esigenza di modificarli o di aggiungerne di nuovi.

ZioGiorgio: com’è il passaggio dal laboratorio alla vita on the road?

Enrico Gamberoni: l’esperienza del tour mi mancava e mi ha completamente rigenerato dandomi una dose elevata di entusiasmo. “Il mondo di Caparezza” con la crew tecnica e il team di produzione con cui sono a contatto tutti i giorni danno un senso di famiglia. Sono persone che si conoscono da tanto tempo, con rapporti più che consolidati ed un affiatamento di altissimo livello. L’accoglienza per quanto ci riguarda è stata in stile “aggiungi un posto a tavola”, con grandissima disponibilità e collaborazione, con decisioni prese insieme, grande rispetto di ruoli e un clima di calore professionale ma anche tanto divertente.

Prima di passare al palco abbiamo intercettato Alberto Alicandro, P.A. Man del tour e Daniel Nginamao che ci ha dato il proprio feedback sul sistema di rigging.

ZioGiorgio: Alberto, una battuta veloce sul VIO e su come gestisci la fase previsionale.

Alberto Alicandro: come ti hanno anticipato i miei colleghi abbiamo 16 casse per lato e 24 sub. Il sistema risulta di semplice utilizzo e non ha bisogno di grandi regolazioni, con una previsione leggermente più complessa in quanto non ha un software proprietario e sono costretto ad utilizzare EASE-focus. Fino ad ora non siamo mai andati sotto i 12 sistemi per lato ottenendo un risultato ottimale con una buona copertura.

ZioGiorgio: Daniel, da te vorremo sapere le particolarità nella fase di appendimento.

Daniel Nginamao: pur trattandosi di un sistema attivo, l’impianto risulta molto leggero e compatto, con una rapidità di montaggio dato dalla presenza della spina dorsale sul lato superiore, non fissa ma basculante che di fatto riduce lo sforzo fisico in quanto non è necessario portare la cassa sul punto del grado ma fino ad un certo punto, affinando poi la regolazione grazie alla leva basculante. Per quanto riguarda la fly-bar, è presente un sistema di alloggio che consente di montare l’impianto in completa autonomia avvalendosi di un solo aiuto anche non esperto. Per mandare su questo sistema impieghiamo un’ora di lavoro totale, con una significativa riduzione del numero di cablaggi. La soddisfazione maggiore è che tutte le modifiche apportate in corsa da dBTechnologies riguardo il sistema di rigging sono frutto dei nostri feedback.

Chiudiamo questa prima parte con Cesare Frassanito, fonico di palco, che ci spiega in dettaglio le varie scelte fatte e le tecnologie presenti.

ZioGiorgio: bentrovato Cesare, raccontaci questo setup, dalla regia fino al monitoring.

Cesare Frassanito: in palco abbiamo un midas Pro9, mentre le stage sono tutte 431 con doppio gain e quindi due flussi digitali, uno dal palco e uno dalla sala con circa 72 canali totali su 3 stage box con uscite 451 tradizionali.
Le uniche complessità del palco sono le comunicazioni visto che siamo tutti in cuffia con solo due UPA per i ballerini. Io e i backliner ascoltiamo le uscite dal banco con sopra le varie comunicazioni. In comunicazione ci sono il tastierista, il chitarrista e i backline. Per quanto riguarda le effettistiche abbiamo pochissimo, giusto riverberi sulle chitarre acustiche che in cuffia altrimenti risulterebbero secche e un leggero effetto sul rullante.
Michele, basso, tastiere e chitarre utilizzano in-ear LiveZone custom, mentre Diego (ndr la seconda voce) ha uno Shure SE425 e le coriste utilizzano sempre uno Shure SE535.

ZioGiorgio: sappiamo che Caparezza utilizza per la prima volta un microfono Telefunken. Vuoi dirci il perché di questa scelta?

Cesare Frassanito: l’M80 Telefunken per Caparezza e Diego sono stati scelti perché hanno una capsula stretta e molto cardioide che funziona molto bene con la passerella evitando inneschi e altre tipologie di problematiche che possono verificarsi quando ci si trova davanti al P.A. Avendo una ripresa molto stretta risulta un po’ più medioso rispetto ad altri modelli, ma sulle voci “veloci” funziona molto bene.

Caparezza e Diego Perrone con il Telefunken M80

ZioGiorgio: per concludere, frequenze e timecode?

Cesare Frassanito: abbiamo un sistema ridondante con due schede Cymatic Audio uTrack 24 che gestiscono sequenze e timecode, collegati in analogico sugli switch Radial SW8. Il batterista da il play da footswitch e permette inoltre di far partire due flussi timecode che vanno alle luci e al video.

Un’esperienza certamente utile quella di Servigliano, dove abbiamo visto dal punto di vista audio una modalità di collaborazione, confronto e scambio tra azienda e utenti finali sicuramente molto funzionale e favorevole ad una crescita collettiva. Sul sistema – che di fatto rappresenta la prima esperienza di dB Technologies nella fascia alta – possiamo dire che, visti i presupposti e la modalità di approccio, la partenza è più che buona per un progetto che non può che crescere e migliorare grazie ai preziosi feedback raccolti sul campo. Piccolissimo suggerimento? VIO L212 merita senza dubbio un software di previsione realizzato ad hoc, a completamento di un pacchetto già ben confezionato e proposto a cifre molto interessanti…

Walter Lutzu
ZioGiorgio team


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