Alla scoperta dei Media Server Hippotizer V4+ di Green Hippo

Eccoci con un interessante FocusOn che riguarda il mondo dei MediaServer. Qualche giorno fa mi sono recato presso l’azienda Spotlight, distributore italiano dei prodotti GreenHippo, che ha messo a disposizione all’interno della propria showroom una serie di situazioni tipiche per meglio analizzare le funzionalità dei prodotti Hippotizer.

Durante la fase di analisi e test del prodotto sono stato affiancato dai product specialist Matteo Boffi e Lorenzo Pagella, con i quali ho avuto la possibilità di fare un minimo di chiarezza sul concetto di MediaServer e soprattutto sulle definizioni di masking e mapping di un video, due concetti spesso esposti in modo approssimativo o confusi tra loro, soprattutto negli eventi di dimensioni medio-piccoli.

Per MediaServer in ambito Entertainment o nelle Installazioni si intende una combinazione di Hardware e Software in grado di gestire in modo ottimale una o più I/O audio e video, con un processore capace di elaborare in tempo reale contenuti multimediali e con associati una serie di applicazioni che vanno dalla organizzazione dei contenuti, all’applicazione di effetti, passando per la realizzazione di modelli 3D per le proiezioni di mapping, la configurazione delle varie porte e altro ancora.

Un errore che spesso viene fatto nella fase di progettazione di un lavoro è di spacciare (e vendere) per mapping 3D un semplice masking. Entrambe le funzionalità consentono di limitare una proiezione all’interno di determinate aree ma, mentre il masking si limita a suddividere una proiezione in più aree tramite una elaborazione 2D, il mapping 3D tiene in considerazione anche la profondità di un oggetto ed effettua una distorsione dell’immagine che consente una proiezione coerente, veritiera e di elevato impatto scenico. Ovviamente le due procedure hanno procedure e soprattutto costi differenti.

IL PRODOTTO

La serie Hippotizer V4+ è composta da sei prodotti e un unico software basato su sistema operativo Windows comune a tutti e che funziona come Demo (Hippotizer Play) se semplicemente scaricato online sul proprio PC, come Pre-Programmazione (Hippotizer PREP) se acquistato con la chiavetta, o come full se associato all’acquisto di uno dei 5 Media Server.

Nello specifico, la versione Hippotizer PLAY in modalità demo consente di gestire 2 Mix e fino a 16 layer per singola uscita, mentre la versione PREP è una licenza full ma con la presenza del watermark Green Hippo. Quest’ultima – dal costo decisamente inferiore rispetto all’acquisto di una device – è utile per i professionisti che non vogliono entrare in possesso di un media server, ma che devono avere la possibilità di preparare uno show che verrà poi inserito in un hardware Hippotizer di proprietà di un service o di una produzione.

La serie Hippotizer V4+ — che differisce dalla precedente per l’utilizzo di hardware di ultima generazione, una maggiore flessibilità e la piena compatibilità con Notch — è composta dai Media Server Hippotizer Amba+, Karst+, Boreal+, Taiga+ e Montane+, che differiscono tra loro per numero e tipologie di uscite, dimensioni e velocità dell’hard disk, numero di core e RAM.

Per quanto riguarda il software abbiamo analizzato le funzionalità sia del sistema ZooKeeper per la gestione dei layout, preset, effetti e altro ancora, sia dell’applicazione SHAPE dedicata invece alla progettazione del mapping 3D.

LE SPECIFICHE

Media Server Karst+, software Hippotizer ver 4.4

Connettività

  • Outputs 2x DVI-DL
  • Max Resolution: 3840 x 1200
  • Supports splitters: Yes
  • Genlock: No
  • EDID Emulation: Hardware
  • HD Outs (with splitter) 4
  • ZooKeeper outs: 1x DVI, 1x DP 1.2

Software

  • Mixes: 12
  • Layers per mix: 16
  • Notch: 10 Free FX
  • Uncompressed playback: No

Opzioni

  • Capture Cards: 1
  • 10GB Network: Option
  • SMPTE in (LTC): Option

Fisicità

  • Size RU: 2U
  • Size (L x W x H mm): 600 x 425 x 90
  • Size (with rack ears): 630 x 480 x 90
  • Unit weight: 16kgs
  • Power Input: PowerCon True 1
  • Voltage: 100-250V 50/60Hz
  • Power consumption: 500VA

Sistema e Hardware

  • Media Drive Size: 1TB
  • Media Drive speed: 500 MB/s
  • CPU: Intel i5
  • Operating system: Windows 10 Enterprise
  • # Threads (cores): 4(4)
  • Core speed: 3.5GHz
  • RAM: 16GB DDR4
  • Type: Dual Channel
  • Audio out: Stereo XLR
  • System Drive: 500GB SSD
  • Back-Up Factory image: Yes
  • Rental Restore image: Yes
  • User Restore image: Yes
  • Hippotizer license Hardware: Dongle
  • Hippotizer software assurance: 3 Years**
IL TEST SUL CAMPO

In questo FocusOn abbiamo fatto uso della versione Hippotizer Karst+, con tre monitor e un videoproiettore per il mapping 3D eseguito su un modellino in scala di una cattedrale, compresa nel kit demo fornito da Green Hippo. Sul pannello posteriore, in corrispondenza delle due prese HDMI, sono stati collegati il proiettore ed un monitor mentre sulla DVI era presente uno switch Matrox DualHead2Go compatibile con i sistemi Green Hippo, per servire altri due monitor affiancati. Utile già in questa fase le potenzialità fornite dalla funzione EDID, che permette di inibire il riconoscimento dello schermo così da mantenere una corretta architettura di sistema anche quando una o più device non sono connesse al Media Server.

ZooKeeper ha una interfaccia utente intuitiva, semplice da gestire ed estremamente personalizzabile grazie alla funzionalità drag&drop. I contenuti multimediali sono importabili tramite un’apposita funzione che li converte automaticamente con un codec denominato FlexRes, mentre già dalla schermata di avvio è possibile scegliere di spegnere o meno ZooKeeper e l’engine, così da permetterne ad esempio l’utilizzo da remoto su protocollo proprietario e ridurre drasticamente l’utilizzo delle risorse di sistema del Media Server.

Il software ZooKeeper opera sui concetti di Mixes, in cui avviene la configurazione delle varie uscite e delle risoluzioni, e di ViewPort, dove è possibile agire sulle geometrie (es. keystone) sulle sovrapposizioni e blending di più output video (WarpMix) e sul mapping 3D o masking 2D.
All’interno di ogni Layer sono presenti tutta una serie di funzioni estremamente interessanti, come la possibilità di spostare e scalare una immagine o un video, selezionare e regolare i parametri di effetti basici e Notch, o ancora applicare filtri colore RGB.

Ma la sezione più interessante che merita una maggiore attenzione è la Source Type Select, dove è possibile selezionare sei diverse tipologie di flussi in entrata:

  • Media Player che permette di eseguire video, audio o immagini contenuti nel Media Manager;
  • Live Capture per la gestione di flussi provenienti da schede di acquisizione esterne;
  • Relays per i video provenienti da altrilayers, mix o viewports dello stesso sistema;
  • Generators per la creazione di video tramite un utile e innovativo motore effetti interno;
  • NDI per la gestione di video provenienti dalla piattaforma di rete basata sul protocollo Newtek NDI;
  • Spout, per i contenuti che arrivano da altri software sulla stessa macchina che utilizzano l’interfaccia Spout.

Funzionale ed estremamente intuitivo anche il software di gestione del mapping 3D Shapes. In modo semplice, grazie al layout visuale è possibile associare tramite drag&drop lo shape ad un mix e scegliere su quale output eseguirlo. In pochi minuti è stato possibile importare un modello 3D (Collada .dae, Wavefront OBJ .obj e Cinema4d .C4D) e associare i vari proiettori scegliendo i parametri ottimali di risoluzione , campo visuale (FOV), Throw Ratio, Aspect Ratio, shift orizzontale e verticale, distanze, mappatura e allineamento.

Altro punto degno di nota tra le tante funzioni presenti all’interno del sistema è l’interfacciamento con le console luci. In questa fase è possibile creare una fixture scegliendo quali canali possono essere gestiti dalla console, così da evitare di impegnare troppi canali DMX, dando ad esempio la possibilità di gestire da remoto solamente il lancio di un contenuto già configurato su Hippotizer intervenendo sui parametri essenziali come intensità. Anche in questa fase il sistema dimostra una estrema flessibilità ed un alto livello di customizzazione.

CONCLUSIONI

All’interno della suite di Hippotizer V4+ abbiamo trovato un sistema ricco di innovazioni e sviluppato con una particolare attenzione alla versatilità e alla semplicità di utilizzo. Il software è allo stesso tempo intuitivo ma completo e sembra non si finisca mai di scoprire nuove funzioni e soprattutto diverse modalità di utilizzo.
Pensando alla maggior parte delle produzioni, in cui i tempi sono sempre stretti e le pretese sono molte, Green Hippo è stato capace di sviluppare una soluzione che consente di ottenere un ottimo risultato semplificando il work-flow.

Stesso discorso vale per quanto riguarda l’hardware, con una architettura ideata per sfruttare al massimo le potenzialità del software, consentendo allo stesso tempo di alleggerire ulteriormente i processori grazie alla possibilità di operare da remoto lasciando al server la sola funzione di engine. Non ultima la possibilità di semplificare il controllo da console DMX e quella di operare quasi sempre con il solo ausilio del mouse, utilizzando raramente la tastiera.

Per approfondimenti, sul sito di Green Hippo è possibile scaricare una demo gratuita, mentre il distributore italiano Spotlight mette a disposizione all’interno della propria ShowRoom un’area dedicata per dimostrazioni.

Info: www.green-hippo.com
Info: www.spotlight.it

Walter Lutzu – main tester
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