Negramaro. Amore che Torni tour palazzetti

Spesso le vere rivincite si ottengono alzando l’asticella. È il primo pensiero che viene in mente assistendo al recente tour nei palazzetti dei Negramaro e pensando allo stesso tempo all’incidente accaduto al chitarrista Lele Spedicato, al quale rinnoviamo il nostro più in grande in bocca al lupo per una velocissima riabilitazione. Un tour de force di venti date in un mese con il quale la nota band salentina sembra abbia voluto reagire a quanto accaduto esibendosi in uno show bello da vedere e da ascoltare, pieno di energia e voglia di andare avanti.

Tutto ciò è stato possibile grazie ad un grande sforzo di Live Nation e alle diverse aziende coinvolte: Agorà per audio, luci e movimentazioni, PRG per LED e i Wagon, STS per la regia Video, ER Production per laser ed effetti speciali e Italstage per il palco.

Partiamo proprio dalla produzione rappresentata da Alberto Barbarelli

ZioGiorgio.it: come si riesce a riproporre un tour pensato per gli stadi nei palazzetti italiani?

Alberto Barbarelli: questa produzione parte dallo show proposto negli stadi la scorsa estate perciò la prima problematica è stata quella di adattare uno spettacolo grande all’interno dei palazzetti tenendo conto dei vari problemi logistici che si possono incontrare in ogni venue (larghezza, profondità, carichi ecc).
Da subito abbiamo capito che la struttura con i teli che veniva utilizzata all’esterno del palco per le proiezioni, non sarebbe stata utilizzabile nella maggior parte delle location, ed abbiamo optato per integrare i contenuti del Plexus all’interno dei LED Wall. Anche il disegno luci è stato adattato al nuovo progetto, modificando le automazioni ed eliminando il sistema di volo.

ZioGiorgio.it: come mai un palco su ruote?

Alberto Barbarelli: abbiamo optato per un palco su ruote in modo che tutti i reparti possano lavorare contemporaneamente sia in fase di montaggio che in quella di smontaggio. L’altezza di 1,5m è stata dettata dalla necessità di lasciare a terra le aree tecniche in modo da poterle modularle da palazzetto a palazzetto in base al tipo di struttura.

La fase di allestimento

ZioGiorgio.it: immagino che mantenere i Wagons all’interno dello show, sia stato un gran bello sforzo, come ci siete riusciti?

Alberto Barbarelli: riuscire a mantenere i wagons all’interno dello show è risultato complesso. Alla fine abbiamo realizzato un tavolato, che ci è stato consegnato da Italstage e in grado di supportare i carichi necessari garantendo un montaggio più rapido rispetto a quello utilizzato in estiva dove avevamo la possibilità di un premontaggio. Ovviamente anche questo ha portato a delle problematiche perché, essendo nuovo, non potevamo forarlo per fissare i sistemi di sicurezza per i wagons che sono stati sostituiti da delle strutture metalliche incastrate sulle cavalle perimetrali.
Abbiamo inoltre deciso di mantenere il momento piano e voce sul wagon ma non avendo spazio sul palco per “parcheggiare” il pianoforte N3 Yamaha, siamo stati costretti a tenerlo a terra e a muoverlo con l’ausilio di un lift.

Spostiamoci in sala dove dietro la regia audio F.O.H. troviamo Sandro “Amek” Ferrari, che da 13 anni segue i Negramaro sia come fonico che come responsabile tecnico e che si può tranquillamente definire il settimo della band.

Sandro “Amek” Ferrari insieme a Davide Grilli, in regia FoH.

ZioGiorgio.it: Amek vedo che hai mantenuto l’SSL, come lo gestisci?

Sandro “Amek” Ferrari: dopo il primo amore estivo, ho deciso di mantenere il banco SSL L500 Plus lavorando a 96 khz e utilizzando un Setup, come il precedente tour, con pochissimi outboard esterni visto che la console è dotata di processori interni di ottima qualità.
Lavoro a stem con compressione parallela per gruppi di strumento (chitarre, basso, tastiere, ecc) tranne per la batteria che ho diviso in 3 stem separati: cassa, rullante e tutto il resto.

La cassa passa all’interno di un Bus Compressor SSL clone costruito da me per poi unirsi con il secondo e terzo all’interno dello stem della batteria totale sul quale ho inserito un altro Bus Compressor SSL Clone sempre autocostruito.

ZioGiorgio.it: parliamo di oltre 90 canali…

Sandro “Amek” Ferrari: la batteria è composta da quasi 32 canali considerando microfoni, pad elettronici e trigger e questo sistema mi permette di avere una gestione più facile e veloce. Inoltre utilizzo gli impulsi dei trigger veri e propri per aprire i Gate e come chiave sui compressori perché hanno meno latenza e sono più isolati.
Per avere una maggiore pulizia del palco, abbiamo inserito le casse delle chitarre all’interno degli isobox mentre il basso passa all’interno di una Radial JX44 situata sul palco con 3 canali, ognuno dei quali entra all’interno di 3 preamplificatori, sempre realizzati da me, con regolazioni diverse ma soprattutto valvole diverse, per avere carattere e colori differenti, sfruttando anche la naturale compressione delle valvole stesse. In questo modo ottengo 3 suoni distinti ma perfettamente coerenti, con i quali posso “giocare” da brano a brano ottenendo diverse sonorità dallo stesso strumento.

ZioGiorgio.it: pochissimi outboard se non il classico Avalon che immagino sia per la voce Main

Sandro “Amek” Ferrari: esatto, la voce di Giuliano passa da un Avalon 737 sempre sfruttando l’ottimo pre SSL e da una catena particolare di 4 compressori interni al banco, di cui un multibanda, tarati in modo da agire in tre diverse soglie per cercare di controllarla dinamicamente ma senza snaturare l’enorme dinamica vocale emessa da Giuliano.
A completare gli outboard esterni ci sono 3 distressor per i tre canali di basso e un reverbero TC Electronic System 6000 di cui utilizzo due engine per la voce e due per la batteria

Regia F.o.H.

ZioGiorgio.it: come gestisci il Master e le uscite?

Sandro “Amek” Ferrari: per la prima volta sto lavorando con il Master “libero” sfruttando di più la dinamica della consolle che è dotata di un Headroom incredibile.
Altra scelta interessante è stata quella di non utilizzare le uscite fisiche del banco ma di utilizzare, tramite un flusso Madi ottico, i convertitori della nuovissima Andiamo 2 xt di DirectOut Technologies della quale usiamo le uscite Aes-ebu e analogiche per insertare gli outboards esterni. Aes-ebu per in/out Tc 6000, Aes/ebu e analogiche per andare al Lake di Davide Grilli che porta il segnale in protocollo Dante fino agli amplificatori del P.A.

ZioGiorgio.it: parlaci di queste due nuove cassettine rosse marchiate Rasch Audio che utilizzi qui in regia

Sandro “Amek” Ferrari: sono casse autocostruite, realizzate da due ragazzi di Milano e dotate di un driver a nastro. Risultano molto lineari e veloci e le uso come nearfield per fare i balance al di fuori delle finestre audio e quando apro il P.A. mi torna sempre tutto!

Gli speaker Rasch Audio

ZioGiorgio.it: vuoi farci infine un bilancio di questo tour e parlarci della squadra audio?

Sandro “Amek” Ferrari: una parte che reputo determinante per la buona riuscita di questo show è la sinergia creata all’interno dell’ottima squadra tecnica audio, i 4 backliner e i due P.A. man capitanati dal magico Davide Grilli.
Prima di partire per questo tour, come ogni volta, ricoprendo sia il ruolo di fonico, sia quello di responsabile tecnico della band, ho posto molta attenzione nella scelta dei vari tecnici audio. Sono tutti ottimi professionisti ma in primis, sono una squadra; SIAMO una grande squadra! Volevo quindi sfruttare questo spazio per ringraziarli per l’ottimo lavoro svolto e per il clima sereno che siamo riusciti a creare tutti insieme. GRAZIE davvero!

Di fianco ad Amek troviamo Davide Grilli che anche in questo tour ha curato il PA sia come sound design in fase di pre-produzione, sia come P.A. Manager.

ZioGiorgio.it: come gestisci il PA con una passerella così importante?

Davide Grilli: in questo tour lo spettacolo, oltre al palco principale, prevede diversi momenti in fondo alla passerella tanto da diventare un palco B per buona parte dello show. Ho a disposizione 12 k1 L-Acoustics + 4 k2 down come Main e 12 K2 come side per lato.

Giocando con i rapporti tra downfill e frontfill, cerco di focalizzare la provenienza del suono creando una sensazione di vicinanza e quasi di contatto tra l’artista e il pubblico più vicino al palco B, per esaltare quei momenti più acustici e intimi dello show. Anche il side, grazie alla sua apertura di 110°, ha una doppia funzione. In base alle venue infatti, può essere più chiuso ed utilizzato in apporto al Main o aperto per coprire zone non servite dall’impianto principale andando ben oltre i 180 gradi del fronte palco.
Completano il sistema 5 sub SB28 da 18” appesi dietro al K1 Main in configurazione cardiode e che consentono una gestione della parte medio bassa più direttiva frontalmente, lasciando più pulizia sul palco. Poi 9 sub SB28 da 18” per lato in configurazione semi hand-fired sopra i quali sono posizionate delle dV-Dosc a coppie di 2 come front per il palco A e anche 1 sub SB28 con altra coppia dV-Dosc agli angoli dove inizia la passerella che garantiscono sempre un piano sonoro focalizzato verso l’artista.

ZioGiorgio.it: vedo anche dei sub in fondo alla passerella, come mai questa scelta?

Davide Grilli: i 4 sub SB28 da 18” in fondo alla passerella (al centro del palco B) permettono sia di completare lo spam delle basse frequenze, sia di mantenere una maggiore focalità del suono e un timbro più nitido. Infine, sempre sul palco B, ci sono 6 casse L-Acoustics 108 amplificate appunto per gestire il dettaglio sonoro al meglio nei momenti acustici con l’artista a 3 metri dal pubblico e il PA a 15 metri dietro.

Ci spostiamo ora nell’Area Monitor a Stage right dove ci accoglie Oliver Marino.

ZioGiorgio.it: come mai l’utilizzo di 3 console?

Oliver Marino: qui in regia di palco abbiamo due SSL L500 Plus, una Main e l’altra spare, collegate in Input tramite protocollo Blacklight e in uscita attraverso uno splitter Madi che, in caso di emergenza switcha tra una consolle e l’altra. Inoltre c’è una Digico SD11 che si occupa della preamplificazione del microfono di Giuliano ed anche del suo ascolto, attraverso un mix della band che mando dalla SSL.
Questa ovviamente è una scelta puramente artistica di Giuliano che, forse per abitudine, preferisce il suono Digico a quello SSL. In un tour come questo c’era ovviamente il bisogno di avere una situazione di sicurezza a livello di spare che facesse comodo sia al F.O.H che al palco ed è per questo che la soluzione più corretta è stata quella di utilizzare in palco un sistema ridondante che invia un LR alla matrice di sala.
Perciò, se dovesse bloccarsi la consolle F.O.H, entra in gioco il mix dal palco; se si dovesse bloccare la console Main del palco, si switcha su quella spare.

Oliver Marino al mixer di palco.

ZioGiorgio.it: di quanti mix stiamo parlando?

Oliver Marino: abbiamo circa 90 canali in ingresso e oltre 40 uscite di cui 16 solo per il mixer che Danilo ha vicino a sè al quale mando dei premix separati che lui gestisce autonomamente oltre al Sub e allo Shaker.
Tutti hanno l’in-ear e uso una coppia di monitor Clair Brothers 12AM per Pupillo e Andro. Giuliano ha 4 Meyer UM-1P frontali e, a completare, un side di 6 Kara L-Acoustics appese e due sub SB28 per lato giusto per dare un po’ di “emozione” sul palco della parte medio bassa.

ZioGiorgio.it: anche tu, come in F.O.H. hai pochissimi outboards, a cosa è dovuta questa scelta?

Oliver Marino: per quanto riguarda il mix, visto che questa è una gran bella consolle, gli unici Outboards esterni sono un Avalon 737 sulla voce di Giuliano e un Lexicon PCM 91 come riverbero sulla batteria perché Danilo è affezionato a questo tipo di suono.

Di fianco a Oliver, troviamo Fabio Gagliotta, suo assistente e incaricato della gestione delle radio frequenze in tour

ZioGiorgio.it: con quante RF hai a che fare ad ogni tappa del tour?

Fabio Gagliotta: ogni giorno mi metto alla ricerca di quasi 40 canali RF divisi tra in-ear, microfoni e radio-jack e con la situazione attuale del digitale terrestre in italia non è sempre così semplice trovare degli spazi disponibili anche in un range ampio come il mio che va da 470Hz a 740Hz.

ZioGiorgio.it: come le gestisci?

Fabio Gagliotta: la prima fase del mio lavoro è fare una scansione completa delle radio frequenze per avere un quadro completo della situazione all’interno della Venue. Per fare questo utilizzo il software Workbench collegato ad uno scanner Shure AXT-600 con due antenne Passive Omnidirezionali Shure UA860SWB. Una volta individuate le frequenze più “pulite” le invio alle macchine Shure AD4D per quanto riguarda i microfoni e i radio-jack mentre le altre 16 le trascrivo sul software WSM di Sennheiser per le macchine SR 2050 IEM.
Oltre alle radiofrequenze, Fabio, ha a disposizione una postazione Reaper riceve il Time code dalle sequenze, le decodifica e fa partire le chiamate dello show in Intercom verso tutti i reparti.

Spostandoci sul fronte luci, troviamo il Light Design Jordan Babev che ci parla dell’evolizione di questo spettacolo.

ZioGiorgio.it: com’è stato, dal tuo punto di vista, portare un tour per gli stadi nei palazzetti?

Jordan Babev: l’idea di partenza è stata quella di mantenere lo stesso impatto visivo del tour estivo lavorando su una geometria triangolare composta da due strutture a L indipendenti controllate da Kinesys che mi permettessero di ottenere più possibilità di movimento e di forma. Il concept è stato realizzato dallo studio di design Giò Forma e nello specifico dal team di Claudio Santucci che, nel ruolo di show designer, ha disegnando il palco e la scenografia; Basandomi sui suoi input ho disegnato le luci.
Romain Sabella di Clonwerk, ha creato invece i contributi e dalla sua regia decide i movimenti all’interno dello show (musicisti, wagon, ecc) seguendo anche le chiamate di scena. Dal mio lato mi occupo del bilanciamento dei vari linguaggi visivi.

ZioGiorgio.it: tante luci ma con pochi modelli, come mai questa scelta?

Jordan Babev: utilizziamo 28 Universi per un totale di 260 punti luce. E’ tutto basato sul fascio tracciante delle luci ed è per questo che la scelta è caduta sugli EVO della DTS che sono un ibrido tra uno Spot e un beam, mentre per la “botta” di luce utilizzo le nuovissime strobo Solaris Flare.

ZioGiorgio.it: facciamo un passo indietro. Raccontaci il concept della parte luci…

Jordan Babev: il disegno luci prevede principalmente tre figure geometriche ben distinte: rettangolo, cerchio e triangolo. La composizione di queste 3 figure, insieme alla iterazione dei Wagons, è alla base della struttura dello spettacolo che cerco di bilanciare anche con le accensioni delle luci.

ZioGiorgio.it: invece come hai configurato la regia?

Jordan Babev: per quanto riguarda la gestione vera e propria del sistema utilizziamo, forse per la prima volta in un tour italiano, una GrandMA 3 come consolle main e una GrandMA 2 light come spare. Per la gestione del segnale utilizziamo gli NPU (Network Processing Unit) per espandere i parametri della GrandMA avendo così la possibilità di incrementare gli universi disponibili.
Il segnale viene poi trasportato attraverso il protocollo ArtNet e tutte le chiamate dello show avvengono tramite timecode; questo mi permette di avere la testa molto più sgombra potendomi concentrare molto di più sullo show e sulle chiamate dei Follow spot che in questo tour sono 3: uno fisso su Giuliano e due per gli interventi dei musicisti in passerella.

ZioGiorgio.it: altri effetti speciali?

Jordan Babev: abbiamo le bolle di sapone create da 4 macchine lungo la passerella due delle quali integrate a delle macchine del fumo che riempiono le bolle creando un effetto carino durante la loro esplosione..
L’utilizzo delle bolle avviene in un solo momento dello show, quando poco prima dei bis a tutto schermo c’è una bambina che crea le bolle di sapone. Abbiamo voluto ricreare questo effetto anche in palco, dando vita ad una sorta di tridimensionalità.

ZioGiorgio.it: con tutta questa tecnologia la fase di programmazione è risultata complessa?

Jordan Babev: tutta la programmazione luci è stata realizzata seguendo un Timecode. Personalmente lo utilizzo solo per le memorie di base, mentre gestisco gli accenti in manuale per avere più feeling con lo show.
La difficoltà più grande in fase di programmazione è stata quella di trovare un buon equilibrio tra luci e video, cercando di incastrare tra loro gli elementi visivi. Anche la scelta dei colori, in parte, è stata dettata dai contributi video che in alcuni casi ho cercato di assecondare, mentre in assenza di video ho realizzato dei look molto teatrali e drammatici giocando con contrasti forti e creando disturbi e profondità. Anche l’utilizzo dei laser è stato studiato in modo da non disturbare il disegno luci e viceversa, in alcuni momenti, infatti, sono puramente di contorno mentre in altri prendono il sopravvento su una scena pressoché buia.

A completare il settore luci Andrea Berto per Agorà, ci parla delle movimentazioni sospese

ZioGiorgio.it: un setup più semplice rispetto agli stadi. Com’è composto?

Andrea Berto: abbiamo  semplicemente 8 motori a velocità variabile Kinesys Apex HOIST che muovono due truss luci a forma di L e gestiti dalla piattaforma Kinesys K2.

La postazione Kinesys

ZioGiorgio.it: qual’è la difficoltà che hai trovato riadattando lo show ai palazzetti?

Andrea Berto: il problema di questo show è dettato dalle venue e dalla loro differente altezza. Avendo programmato una serie di movimenti sincronizzati con la musica, per ogni data devo modificare le misure all’interno del software, in modo da mantenere gli stessi tempi variando solamente la velocità.

ZioGiorgio.it: timecode o manuale?

Andrea Berto: per questioni di sicurezza, le movimentazioni non sono comandate dal timecode ma agisco in manuale sul lancio delle Motion cue seguendo le chiamate via intercom con il classico “Stand by… 3… 2… 1… go!

La parte Visual dello show è curata da Luca Zanutto – responsabile per Sts

ZioGiorgio.it: che setup utilizzi?

Luca Zanutto: curo la parte visual dello spettacolo e ne ho seguito lo sviluppo fin dai primi giorni lavorando insieme a Clonwerk con la quale ha programmato l’intero show sia a livello di Time-code che di contributi. In tour lavoro con due media server D3 gx2 (un sistema main e uno di backup) che ormai sono diventate uno standard grazie alla loro enorme flessibilità e facilità di utilizzo.
Le due macchine sono su una matrice che permette di switchare tra una e l’altra, e vengono gestite da una Grand MA utilizzata anche per il controllo dei layer e degli effetti notch.

ZioGiorgio.it: chi cura la regia live?

la regia live dello show è seguita da Marino Cecada che ha curato il piazzamento delle telecamere e da Fabio Fraomene che segue le inquadrature scegliendo tra le 8 camere a disposizione (3 a sigaro, 3 con operatore e 2 remotabili)

ZioGiorgio.it: come avete gestito l’eliminazione del Plexus?

dovendo riadattare lo spettacolo degli stadi nei palazzetti, è stato scelto di inserire i live all’interno della scenografia perciò abbiamo giocato con i colori e con gli effetti notch per cercare di integrarli ai contributi”

La regia Video

La parte più futuristica dello show sono sicuramente i due wagon, che per tutta la durata dello spettacolo si muovono su tutto il palco variando la scena di brano in brano e trasportando sia i musicisti che il pianoforte. Siccome dietro ad ogni grande macchina c’è sempre un grande uomo, facciamo due chiacchiere con Diter Toprek, olandese e capo della Toprek Rigging, responsabile dei movimenti delle pedane nonché loro creatore.

Diter Toprek

ZioGiorgio.it: da cosa ti è nata l’idea dei Wagons?

Diter Toprek: per il tour estivo mi hanno proposto una sfida e l’ho accettata, progettando i wagons!
L’idea di base è quella dei robots utilizzati nelle grandi aziende come Amazon per il trasporto dei prodotti, la differenza è che in tour, sebbene il palco sia sempre lo stesso, le distanze e le posizioni sono differenti di volta in volta.

ZioGiorgio.it:abbiamo visto che si muovono con una precisione millimetrica, come si orientano sul palco?

Diter Toprek: si muovono attraverso un sistema simile a quello gps grazie a due laser posizionati uno sulla parte anteriore della pedana e uno su quella posteriore che, riflettendo contro dei deflettori piazzati lungo il palco, tracciano una mappatura del palco e trasmettono i dati al computer attraverso un modem Wifi a 5GHz che ne calcola l’esatta posizione.

ZioGiorgio.it: che Software utilizzi?

Diter Toprek: ho fatto sviluppare un software dalla Visual Act software chiamato Stage Control che mi permette di gestire i wagon e mi aiuta a ritrovare le giuste coordinate rispetto allo show precedente, solamente inserendo le distanze misurate ogni data attraverso un teodolite.
La gestione dei wagon durante lo show è dettata da delle Cue programmate all’interno del software che delineano il percorso e la rotazione ma lo start l’ho lasciato volutamente in manuale, aspettando i “Go” in Intercom, in modo da poter lavorare in sicurezza e poter interrompere la loro corsa in qualsiasi momento in caso di necessità.

Uno dei Wagons utilizzati durante lo show

ZioGiorgio.it: che caratteristiche hanno i Wagons?

Diter Toprek: i Wagon hanno una loro batteria integrata mentre altre batterie sono posizionate al loro interno per alimentare i Led video che le circondano ai quali viene inviato il segnale tramite wifi.
Possono raggiungere una velocità massima di 1m/s e, grazie al loro sistema di ruote, girano a 360° trasportando fino a 2 tonnellate di peso.

La Redazione

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