Ligabue Tour 2019: l’audio

Il 1990 era l’anno in cui Luciano Ligabue pubblicava il suo primo album e, stando alla matematica, nel 2020 saranno ben 30 gli anni di carriera.
Aspettando i festeggiamenti per questo trentennale, il rocker emiliano si è presentato questa estate negli stadi con un tour dal grande impatto scenico, a tratti quella che si può considerare una produzione “faraonica”. Di certo uno sforzo economico – e non solo – non da poco visto che lo “Start Tour 2019” non varcherà mai i confini nazionali ed è andato in scena per appena 9 date, senza considerare che le prime date non hanno raccolto il successo di pubblico sperato.

Come addetti ai lavoro però non possiamo non apprezzare lo show che abbiamo avuto modo di vedere a Firenze, ancora una volta impeccabile sotto ogni punto di vista.
Parlando del suono c’è poco da aggiungere rispetto a quello che siamo abituati ad ascoltare, visto che la crew audio è la stessa da anni che segue Luciano ed formata da indiscussi professionisti, mentre i nuovi arrangiamenti live, che ricalcano l’impronta dell’ultimo disco, ci sono sembrati funzionare bene. Anche la band, leggermente rimaneggiata è apparsa ancora più ruspante e comunicativa rispetto al passato recente.
E siccome squadra vincente non si cambia anche la diffusione sonora dei concerti era affidata al sistema RCF, anch’esso col tempo migliorato come il buon vino grazie ad alcuni aggiornamenti tecnici ed ad una esperienza ormai consolidata e fatta sul campo.
Quello che abbiamo ascoltato è infatti un mix solido ed emozionante, pochi fronzoli e tutta sostanza, come da tradizione di Alberto Butturini che abbiamo intervistato insieme agli altri protagonisti in questo primo articoli dedicato appunto agli aspetti audio.

Alberto Butturini insieme all’assistente Donato Romano.

ZioGiorgio.it: Alberto partiamo dalla tua postazione di regia che ormai da qualche tempo è la stessa che ti segue nei lavori con Luciano…

Alberto “Mente” Butturini: uso SSL con soddisfazione alla quale ho aggiunto un local I/O giusto per poter utilizzare un TC System 6000 che continuo a preferire per riverberi ed ambienti in genere e 3 waves BCL che uso 2 canali sul basso ed uno sulla voce di Luciano. Basta, per il resto sono tutti plug-in interni al banco.

ZioGiorgio.it: durante il soundcheck ho sentito pochi ambienti se non nulla, col tempo sembra che tu ti sia ulteriormente “asciugato”!

Mente: questa tendenza è dettata in parte da una scelta stilistica ma in effetti nel tempo ho capito come sfruttare il riverbero naturale di ogni stadio prima di aggiungerne di artificiali. Quindi, in questo caso, solo il rullante ha bisogno di un effetto un po’ più deciso e poco altro.

ZioGiorgio.it: quest’anno anche in tour c’è un nuovo produttore che ha lavorato a stretto contatto con te, com’è andata?

Mente: devo premettere che per me è una cosa abbastanza inusuale perché, nei miei 36 anni di carriera, per lungo tempo ho sempre goduto della fiducia dell’Artista che altrettanto spesso mi dava carta bianca sul mix. A questo giro con Federico Nardelli abbiamo fatto un grande lavoro sui suoni ed io mi sono comportato come un vero e proprio operatore, cercando di finalizzare le richieste a livello di suono. Siamo partiti da un mio mix di base per poi aggiungere o togliere strumenti o parti e prestando sempre grandissima attenzione ai suoni di batteria o di basso.
E’ stato comunque un qualche cosa che rientrava nelle mie corde, dato che mi è stato chiesto di fare un mix che fosse potente, controllato e piuttosto asciutto…

In questa foto un pezzo di storia del touring! Calcoli alla mano sono ben 109 anni di tour totali! Da sx Stevan Martinovic con 30, Willy Gubellini con 43 ed Alberto Butturini con 36. Complimenti!

ZioGiorgio.it: devo dire che sono almeno una ventina d’anni che ascolto i tuoi mix e, alla fine della fiera, potenza e definizione sono certamente due caratteristiche che ti appartengono, mai perso una parola del cantato o un assolo di chitarra. Mi domando, come si fa a non sbagliare mai?

Mente: intanto ti ringrazio per queste tue parole e spero sia vero quello che dici, poiché questo è sempre quello che ho ricercato. “Non sbagliare mai”… Non credo che io non abbia mai sbagliato, ma di certo ho sempre cercato durante la mia carriera di mettermi al riparo da possibili errori e per fare ciò la soluzione migliore è sempre quella di non complicarsi la vita. In diversi modi, cominciando dalla grande empatia con la musica che stai mixando e poi ricercando sempre la semplicità, evitando di spingersi inutilmente al limite. Ho compreso che più lavori semplice, più hai risultati immediati e concreti e meno finisci nei casini.
Vorrei ricordare anche che un errore grossolano di un fonico in uno stadio con cinquantamila persona appare abbastanza evidente, anche all’ascoltatore meno esperto e questo genere di errori può costarti molto caro.
Ecco perché mi fa particolarmente piacere sapere che non hai mai persona una parola del cantante durante i concerti dove ho mixato, per me già questo è un risultato apprezzabilissimo!

…stavo formulando la successiva domanda, quando Alberto mi interrompe per una precisazione!

Mente: aspetta, dimenticavo una cosa importantissima! Diciamo che sono stato anche “abile” a trovare sempre grandi artisti e circondarmi di collaboratori eccezionali, soprattutto i vari System Engineers che mi hanno affiancato negli anni, sono loro che mi hanno resa la vita più semplice…

ZioGiorgio.it: Alberto, l’ultima domanda è sempre quella un po’ più estemporanea. Cosa ti piacerebbe vedere negli ultimi anni a livello tecnologico?

Mente: bella domanda, di sicuro vorrei vedere sparire ruzzole, fibre di trasporto, cavi e cavetti, che portano via sempre molto tempo e costano fatica in allestimento. Non so bene come questo sia possibile, ma immagino ci si possa arrivare in un futuro non troppo remoto.
Dal mio punto di vista vorrei poter lavorare su console ancora più potenti in fatto di capacità di calcolo, opzioni di routing e quant’altro, ma sai, se lo chiedi a noi fonici, non siamo mai contenti!
Ma prima di tutto ciò vorrei poter mixare in location adatte alla musica, costruite per questo scopo e con una acustica di base ottimizzata, cosa che almeno in Italia, resta ancora un miraggio…

Ci spostiamo poi sul palco, dove in regia, come sempre, troviamo Stevan Martinovic con un’altra SSL.

Stevan Martinovic nella sua regia di palco.

ZioGiorgio: come avete organizzato i segnali dal palco?

Stevan Martinovic: stiamo utilizzando 3 splitter SSL da 32 canali, il primo dietro la batteria, il secondo dietro la postazione tastiere e il terzo qui in regia da me che utilizzo anche per le uscite degli in-ear.
Ogni splitter è collegato via Madi al Concentrator dal quale usciamo in ottico sia per il palco che per il F.O.H.
Il mixer di palco gestisce i Gain mentre quello di sala può agire solo sui trim. Quindi, come sempre, in fase di allestimento io ed Alberto troviamo la “quadra” giusta e raramente c’è necessità di fare ritocchi importanti…

ZioGiorgio: ultimamente vedo sempre più spesso la consolle spare sul palco piuttosto che in sala, c’è una ragione particolare?

Stevan: e’ una politica studiata e adottata da Agorà. Se abbiamo un problema alla consolle di sala infatti, tramite una matrice è possibile switchare il segnale su un Mix “di scorta” che mando io dal palco e il concerto va avanti, se invece abbiamo un problema su quella di palco, dalla sala non ci possono dare molto aiuto perché come è ovvio i mix per il palco sono più di uno e tutti diversi tra di loro ed ecco allora che entra in gioco la consolle spare. Quindi, in base a queste considerazioni, ha più senso che la console spare sia sul palco che non posizionata in sala.

ZioGiorgio: come avviene lo switch tra le due consolle?

Stevan: attraverso una unità di Clock esterna, mettiamo in sync sia la Main che la Spare che altrimenti utilizzerebbero il Clock interno. Per gli ingressi, invece, utilizzo la fibra principale sulla consolle Main e quella ridondante sulla spare. Ti assicuro che basta ragionarci un attimo e non è poi così complicata come soluzione..

ZioGiorgio: come gestisci gli ascolti?

Stevan: come faccio ormai da qualche anno a questa parte con Luciano. Abbiamo optato per un palco abbastanza silenzioso, come potrai vedere non ci sono wedge e non ci sono Side al di fuori di un sub per il batterista. Tutti i musicisti e i tecnici sono in in-ear, perchè se ricordi dalle volte passate sono sempre io che gestisco i vari intercom tra i tecnici ed il Direttore Musicale.

ZioGiorgio: Argomento RF? Che da sempre un bel da fare.

Stevan: tra microfoni, in-ear e radiojack abbaimo circa 24 canali RF che gestisco io personalmente attraverso i miei fidati tools come Winradio, TurboRF, ecc
Per come sono fatto io – uno a cui piace essere tranquillo – è un lavoro che mi prende and ogni data un’ora/ora e mezzo. Vero che ci sono venue più semplice ed altre più complicate ma ormai, dove siamo siamo, trovo sempre un bell’affollamento.
Vorrei però spendere due parole su un sistema che all’estero sta funzionando alla grande ma che in Italia purtroppo non sta prendendo piede che è il Venue Wave Tower.
Praticamente è un sistema con antenna radio collegato alla Wi-fi, ha un costo accessibilissimo (parliamo di circa 700€) ma è utilissimo perché ogni Venue (ad esempio il palazzetto o il teatro di turno) lo può comprare direttamente, collegarlo alla rete e chiunque, in remoto, può collegarsi ed avere così già la scansione delle RF e cercare così le frequenze disponibili da casa o dall’hotel risparmiando un sacco di tempo in fase di allestimento. Se tutti lo facessero per noi sarebbe un vantaggio non da poco…

La squadra dei backliner schierata sul palco insieme a Stevan. Da sx Salvo Fauci, Stevan Martinovic, Federico Galasso, Gheri Tassi e Alessandro Fabbri.

Sempre sul palco troviamo Salvo Fauci che come al solito gestisce palco e tutti i backliners

ZioGiorgio: Salvo, un palco bello grande, come vi siete organizzati?

Salvo Fauci: partiamo dal presupposto che squadra che vince non si cambia, infatti, questo è un team di persone che lavorano con me da diversi anni e con i quali ho un bellissimo rapporto.
Abbiamo due batterie, una sul palco Main gestita da Alessandro “Jack” Fabbri e una sul lift posizionato al termine della passerella Rock-club che gestisco io direttamente.
Gheri Tassi, si occupa delle chitarre di Poggipollini e dei Bassi di Pezzin, Federico Galasso segue le tastiere e la programmazione Pro-Tools ed io, infine, mi che occupo come sempre di Luciano.

ZioGiorgio: come viene utilizzata la passerella?

Salvo: oltre al Rock-club di cui abbiamo parlato prima dove viene creato un Setup più piccolo e intimo per la band, ci sarà un altro momento di solo voce e chitarra, due momenti molto evocativi e che avvicinano l’Artista ed i musicisti al pubblico.

ZioGiorgio: tempistiche?

Salvo: dall’apertura dei bilici che avviene alle 8 del mattino, abbiamo 4 ore per montare il backline e verso le 12 siamo già pronti per il line-check con successivo soundcheck della band alle ore 12:30 circa. Per quanto riguarda il load-out, invece, abbiamo quello che credo sia un record, mezz’ora per far uscire tutto dal palco!

Federico Nardelli, produttore dell’ultimo disco di Ligabue.

In regia FOH, appena finito il Soudcheck abbiamo avuto l’occasione di parlare con Federico Nardelli, produttore dell’album Start ed al seguito dell’Artista anche in tour.

ZioGiorgio.it: Federico, come è nata la collaborazione con Luciano?

Federico Nardelli: la cosa è abbastanza singolare, perché prima di un anno fa non ci conoscevamo proprio! E’ stato un incontro che ci ha trovati subito entrambi molto in sintonia in merito alle scelte artistiche ed ai gusti musicali. Sono cominciati così alcuni provini per nuovi pezzi e ben presto si è deciso di lavorare insieme al nuovo album.

ZioGiorgio.it: Luciano poi ti ha voluto anche dal vivo, come vi siete mossi in questo senso?

Federico Nardelli: qui c’è stata una scelta di base che di fatto ha attuato Luciano in prima persona. Sul disco “Start”, quest’ultimo che io ho prodotto, mi era stato chiesto di lavorare in un certo modo le ritmiche, soprattutto l’interazione batteria e basso. A questo punto per il live avevamo di fronte due scelte, uniformare i pezzi di Start a quello che era il repertorio più classico di Ligabue oppure riarragiare i brani più vecchi – alcuni veri e propri inni – al suono di Start. Si è deciso per questa seconda ipotesi ed il risultato devo dire è soddisfacente.

ZioGiorgio.it: e lavorare con Alberto e la crew tecnica?

Federico Nardelli: beh, dopo questa scelta di base per lo più “artistica” la parte più strettamente tecnica è stata per certi versi più semplice, anche perché lavorare con Butturini, che considero il numero uno in Italia, mi ha aiutato parecchio. Il disco peraltro è stato pensato per essere un disco “suonato”, nel senso che non voglio dire minimalista, ma di certo con lo stretto necessario e dal vivo questo modo di interpretare il mix è certamente nelle corde di Alberto, quindi immagino che anche lui si sia ritrovato in questa visione.

Ultimi, ma non certo per importanza, abbiamo fatto un paio di domande anche ad Emanuele Morlini, System Engineer e Willy Gubellini consulente e responsabile audio.

ZioGiorgio.it: Emanuele, puoi dirci qualche cosa sul sistema, che peraltro ormai conosciamo bene?

Emanuele Morlini: il sisma in effetti è più o meno quello che ci accompagna dal 2014 negli stadi, passando per Campovolo e via dicendo. Più o meno perché ovviamente nel tempo ci sono state evoluzioni, non ultima i filtri FiR che hanno cambiato non poco le carte in tavola. Qui a Firenze abbiamo 24 moduli per parte di TTL 55 per il main con sistema a tre via più un cluster di sub di TTL 36 AS appesi dietro l’array per incrementare la spinta nelle frequenze basse. A terra ci sono 60 doppi 21” sempre RCF, 20 cluster da tre moduli configurati in cardiode per avere cancellazione sul palco.
Per i side vista la larghezze del fronte palco, abbiamo altri 20 moduli di TTL 55 che sono pareti a 30° piuttosto che a 45° e sono tutti monofonici.

Emanuele Morlini controlla gli ultimi dettagli prima dell’inizio del concerto.

ZioGiorgio.it: che segnali ti arrivano qui in regia?

Emanuele Morlini: ho un L+R che mi arriva da Alberto più uno spare analogico sempre dalla regia F.O.H e poi un ulteriore spare analogico che arriva dal mixer di palco di Stevan. Nell’interfaccia grafica che mi sono costruito ho un pulsante che devo essere ponto a cliccare qualora ci sia necessità di switchare al mixer spare proveniente dal mixer di palco. Per ora mai avuto bisogno…

Sempre in regia troviamo un sempre attento Willy Gubellini, da anni al fianco di Luciano Ligabue.

ZioGiorgio.it: qual è il tuo coinvolgimento esatto nel tour del 2019 di Luciano e cosa hai fornito?

Willy Gubellini: in questo caso non sono fornitore ma consulente e responsabile audio per la produzione.

ZioGiorgio.it: Willy, domanda a uno che ne ha viste tante… Considerando le presenze non proprio da record di alcuni tour di “big” italiani quest’anno, credi ci sarà ancora spazio in futuro per tournée “faraoniche” come questa ed altre o si tornerà inevitabilmente qualche passo indietro?

Willy Gubellini: indipendentemente dai numeri di questo tour io penso da tempo che i tour ” faraonici ” sono in forte discussione e probabilmente nell’ immediato futuro ci sarà un logico ridimensionamento.
Questo non vuole dire che si passerà a tournee “misere” ma più equilibrate per quanto riguarda il rapporto economie/partecipazione del pubblico/valore artistico.

Aldo Chiappini
ZioGiorgio Team

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