Achille Lauro: Rolls Royce Tour 2019

Achille Lauro è uno tra i giovani artisti più interessanti della scena musicale italiana. Il suo stile eclettico è un mix tra una radice rap con influenze funk e rock, unitamente ad una vena cantautorale che emerge soprattutto in alcune sue ballad.
Anche se non proprio debuttante, l’artista romano, come spesso accade in produzioni di questo genere, nel suo ultimo tour ha dovuto fare i conti inevitabilmente con i budget, ma grazie al capace ed efficiente team tecnico è riuscito a mettere in scena uno show completo e di sicuro effetto!

A cominciare dal disegno luci di Alessio De Simone – Trussdesign, originale, vario e sempre ben programmato, nonostante in diverse occasioni – per ammissione dello stesso Alessio, si sia dovuto riadattare lo show affiancando alle fixture al seguito le integrazioni reperite in loco. Dell’interessante espediente della “foresta di tubi” parleremo di qui a poco, una delle cose più riuscite viste negli ultimi tempi…

Allo stesso modo siamo rimasti ben impressionati dal sound, forse pensando di dover assistere ad un concerto rap, salvo poi trovarci e ascoltare un bel muro di suono “grintoso” e compatto, con timbriche molto moderne ed un mix coinvolgente e bilanciato che ha reso giustizia ad una band giovanissima e in grado di reggere il concerto praticamente in trio, salvo l’uso obbligato di qualche sequenza.

Il giro di intervista parte proprio da il LD Alessio De Simone che abbiamo ascoltato proprio a ridosso dell’inizio del concerto.

ZioGiorgio.it: Alessio, colpisce sin da subito questa pseudo-foresta di tubi. Cosa puoi dirci in merito?

Alessio De Simone: nasce da un’idea di Mario Zappa di F&P. Ti confesso che non conoscevo l’artista se non per l’esibizione di San Remo e pensavo ad un approccio più semplice, mentre mi sono trovato di fronte ad una persona preparata e dal piglio decisamente Rock con un sacco di idee interessanti. Quindi rispetto all’idea iniziale, l’utilizzo di questi tubi è variato e dalla “discoteca rap” pura con tante strobo è diventato un insieme di onde ed effettistica che accompagna il gruppo in quasi tutti i brani. Le utilizzo principalmente per le intro e gli effetti strobo, ma ancora più generalmente per dare vita ad un sistema di illuminazione globale di cui sono parte integrante.

ZioGiorgio.it: al pratico mi sembra anche una di quelle situazione del tipo “tanta spesa poca resa”…

Alessio De Simone: è la dimostrazione che con belle idee e tanta abilità si possono mettere in piedi show emozionanti senza mettere mano al portafogli. Nello show probabilmente l’elemento più “costoso” è Madrix che però mi permette di fare tantissime cose, partendo proprio dal controllo dei tubi via ArtNet per un totale di 18 universi. Al giorno d’oggi con il controllo del singolo pixel gli universi dei LED vanno via come il pane (ndr. ride!).

ZioGiorgio.it: puoi illustrarci come hai integrato Madrix in questo contesto?

Alessio De Simone: è molto semplice. La console luci invia tramite indirizzo IP univoco una serie di informazioni a Madrix come canale, livello, fader da attivare e altro ancora, in modo molto simile al funzionamento di un Media Server. Le memorie vengono realizzate all’interno di Madrix. Dall’interno del network parte poi un segnale che porta sul palco le informazioni alla fixture. Infine abbiamo due nodi ArtNet, stage right e stage left, dove sono collegati tutti i tubi tramite connettori proprietari. Considera che 18 universi è considerato ormai un numero irrisorio, e che normalmente nei lavori di un certo spessore in cui utilizziamo questo sistema parliamo di 500-800 universi, uno ogni due metri e mezzo circa.

ZioGiorgio.it: in regia che console utilizzi?

Alessio De Simone: abbiamo una Hog4 che utilizzo in tour insieme a Marco Gerli, e di cui sono anche product specialist per quanto riguarda i corsi in collaborazione con ETC Italia. La conosco da quando ho iniziato a mettere mano sui controller luci e da allora non ci siamo mai separati (ndr. Ride!). Negli anni è diventata sempre più plug&play e quando si tratta di adattare gli impianti residenti al proprio show, impiego pochissimo ad allineare il tutto.
Madrix viene gestito tutto via ArtNet direttamente dal banco, mentre il resto del parco luci è collegato con HogNet, il sistema di comunicazione proprietario di High End Systems. Ho programmato un totale di 2400 memorie tra Madrix e Hog, tutte comandate via timecode.

ZioGiorgio.it: parlami invece dell’aspetto creativo. Una sorta di “tutto in faccia”…

Alessio De Simone: a parte la mia vocazione, particolarmente pizzaiola con buona parte del rig luci rivolto verso il pubblico, per questo tour combiniamo il nostro impianto con i sistemi residenti tenendo in considerazione una richiesta dell’artista, che durante l’allestimento utilizzava espressioni del tipo “qui attacca l’epilettico”, etc. Nei vari festival che ho frequentato durante l’estate e grazie al confronto con molti colleghi, ho notato che la tendenza negli show trap/rap è quella di tenere le luci molto statiche, mentre io, abituato più al pop che al rock prediligo i movimenti e altre scelte tecniche, pur rimanendo sulle richieste dalla produzione di “abbagliare la gente”.
Lauro è illuminato principalmente e volutamente di controluce, e considerando che il suo spazio scenico va dal proscenio alle transenne e che abbiamo rinunciato al segui persona spesso – e ripeto per scelta artistica – non risulta ben illuminato in volto. Considerando inoltre che molte delle foto scattate vengono fatte da vicino, una luce potente alle spalle consente una migliore messa a fuoco e combinata con il filo di luce frontale da origine a scatti veramente interessanti.

ZioGiorgio.it: il parco luci da cosa è composto?

Alessio De Simone: abbiamo un totale di 70 fixture, tubi esclusi. Ci sono 14 strobo ProLights a LED direzionate volutamente verso il pubblico e che servono puramente alla “botta”. Nella parte iniziale le utilizzo come flash o strobo al 40%, mentre nei brani più potenti alzo l’intensità accompagnando l’aggressività dei brani. Poi abbiamo i Ruby sempre di ProLights, un beam estremamente compatto ed estremamente potente e, co e ti dicevo, cose diverse di volta in molto, sempre tra motorizzati spot e cash…

ZioGiorgio.it: sappiamo che sei ben fornito di sistemi per la pre-visualizzazione e non solo. Raccontaci la fase che ha anticipato l’allestimento.

Alessio De Simone: una volta ricevuti i brani ci siamo chiusi in ufficio per due settimane dove prima di tutto mi sono ascoltato i brani, ho inserito i vari marker ed associato il segnale SMTPE per poi passare alla costruzione delle varie memorie con l’ausilio di Cast Wysiwyg. La cosa incredibile, per dare testimonianza del livello di precisione a cui sono arrivati i software di pre-visualizzazione, è che in fase di allestimento vero e proprio non abbiamo dovuto ritoccare nulla, se non le posizioni, con un risparmio di tempo notevole.
Come dicevo tutto, anche le luci residenti che trovo nelle varie location sono messe sotto timecode per quanto riguarda effetti, colore e posizione, mentre i dimmer delle fixture che troviamo in giro sono gestiti da me a mano.

La prima tappa per affrontare gli aspetti audio è sul palco, aspettando che il service (Bufalo Sound Service) finisca di settare il sistema audio. Al nostro arrivo il fonico di palco Antonio Colangelo sta testando il sistema per il play delle sequenze e la prima domanda non può che partire da li…

ZioGiorgio: questa è la prima volta per Achille con una band, come avete gestito il Backline?

Antonio Colangelo: abbiamo un setup di batteria molto rock and roll, quasi metal direi e per il resto il palco è praticamente muto.
Non ci sono casse e lavorano tutti in cuffia, il basso ha 3 segnali in uscita: uno dalla testata Orange che va direttamente in D.I, uno dalla pedaliera, più la diretta dello strumento. Le chitarre escono direttamente dalle pedaliere Helix che hanno un gran suono a dire il vero.

ZioGiorgio: parlaci delle sequenze…

Antonio Colangelo: utilizziamo questo sistema di sequenze in ridondanza composto da due Mac indipendenti che lavorano con Ableton Live connessi alla scheda audio Iconnectivity che automaticamente switcha gli ingressi delle due macchine sulle 10 uscite fisiche trs. In Ingresso abbiamo sdoppiato il segnale della voce che processiamo con l’autotune gestito dal Plug-In Antares in modo da poter scegliere, in base ai brani, tra la voce Clean e quella processata. Questo sistema è efficace perché, come vedi, sta in un case di due unità diventando facilmente trasportabile anche in aereo, auto etc…

ZioGiorgio: discorso radio frequenze?

Antonio Colangelo: tutta la band utilizza gli In-ear serie 300 G3 a parte il batterista che ha un mixerino dove separatamente gli mando 6 canali: un mix LR della batteria, un mix LR della band, basso e  click. Abbiamo dei wedge frontali che utilizziamo, insieme ai side, come rinforzo per Lauro e per gli eventuali ospiti.
Come microfono utilizziamo una macchina UR4D con capsule Telefunken M-80 che sono molto funzionali e con un ottimo effetto prossimità.

Mentre comincia un primo allestimento cominciamo a fare qualche domanda anche a Mattia “Friggy” Peruch, fonico FoH, che si è unito a noi…

ZioGiorgio: bentrovato Mattia, partiamo dalla base, il Mixer…

Mattia Peruch: abbiamo uno Yamaha CL5 in sala e un Yamaha QL in palco in modo da usare una stagebox RIO della quale gestisco io i Gain. Una soluzione compatta e molto performante. I due banchi sono piccoli e avendo spesso date in mezza produzione mi basta chiedere due ruzzole CAT5 per far funzionare il sistema e partite in poco tempo.

ZioGiorgio: come gestisci il Signal Flow?

Mattia Peruch: è un mix molto semplice, non uso effetti esterni o Plug-in particolari, faccio tutto con il banco ed anche il flusso di segnale è molto semplice: i canali vanno nei gruppi, i gruppi vanno nello stereo bus, lo stereo bus va alle matrici e le matrici vanno all’impianto. Alla vecchia insomma! 

ZioGiorgio.it: Mattia, a tal proposito, una cosa che ho notato fare da molti altri “rapper”, è quello di “tappare” con la mano la capsula del mic e di fatto “uccidere” il suono. Tu come ti poni in questo senso?

Mattia Peruch: non ci sono molte soluzioni… loro sono gli artisti e questo è quanto. Però tieni conto che nella tradizione di questo genere di musica talvolta è un effetto ricercato. Io seguendo da anni molti rapper italiani diciamo che mi sono smaliziato e ho delle mie strategie per avere comunque un sound pulito e il più possibile definito anche in quelle parti dove ci sono delle parti Rappate con un flow molto veloce della voce…

ZioGiorgio: com’è lavorare per Achille Lauro, dato che ci spiegavi che fondamentalmente sei specializzato nel seguire artisti Rap che non sempre hanno band al seguito…

Mattia Peruch: faccio Rap dal 2008 e posso onenstamene direi che ho lavorato un po’ con tutti i grandi, insomma è il mondo dove mi muovo meglio. In questa occasione ho dovuto trovare un buon compromesso perché con questo album Lauro ha scelto una strada un po’ più rock e il concerto è stato organizzato di conseguenza.
Artisticamente lo seguo da molti anni quindi conosco bene il suo gusto ed ero conscio che il live, come il disco, avrebbe dovuto suonare molto “power”. Peraltro è stata una sorta di prima esperienza del genere anche per l’Artista stesso, che non aveva mai suonato con una band vera e propria prima, non aveva mai usato degli IEM con continuità, insomma, ci siamo aiutati a vicenda e siamo contenti del risultato.

ZioGiorgio: girando in mezza produzione, quali sono le tue richieste tecniche?

Mattia Peruch: chiedo sempre una bella dotazione tecnica soprattutto per quanto riguarda la parte bassa. Come dicevo ho un background Hip-pop e quindi la parte dei sub è molto importante per questo tipo di contenuti. Ci sono dei brani che hanno un pad con dei super sub a 47Hz che devono uscire. Considerando che, stando ai fatti, questo tour ha rappresentato un primo “excursus” nel mondo del rock a maggior ragione dobbiamo rinnovare i complimenti alla crew tecnica ed al service per un ottimo lavoro sul suono!

Prima del concerto riusciamo a fare due parole nel backstage con il Direttore di Produzione Lorenzo Ferrari.

ZioGiorgio: quanti mezzi e quante persone avete in tour?

Lorenzo Ferrari: nonostante la mezza produzione, siamo un bel gruppetto di 18 persone. Abbiamo una motrice di materiale che ci portiamo dietro mentre su piazza chiediamo impianto audio e un riga di luci base, facendo di necessità virtù in base a quello che troviamo. Durante il tour abbiamo dovuto spesso rinunciare alla nostra mezza produzione luci composta dai Vertical Tube perché non è molto gestibile soprattutto nei Festival con altri artisti che condividono lo stesso palco, utilizzando quindi un Piano B che è una versione più leggera dello show e che vede la sostituzione dei tubi con contributi video.

ZioGiorgio: alla fine da quel che abbiamo compreso si parla comunque di una produzione di tutto rispetto e ben bilanciata, nonostante sia stia parlando di fatto di un emergente nel mondo mainstream..

Lorenzo Ferrari: sicuramente Lauro sta crescendo molto e si è visto soprattutto in queste date del tour dove ha avuto un forte riscontro di pubblico e dove anche lui sta cominciando a godersi questo nuovo show con la band sul palco. Dal nostro punto di volta devo dirti che operando le scelte giuste e circondandosi di persone capaci, sembrava banale, ma poi il risultato lo ottieni…

La Redazione
ZioGiogiorgio.it

© all rights reserved – NRG30 srl 2019
Vai alla barra degli strumenti