17° Junior Eurovision Song Contest

Lo scorso novembre il pubblico di tutto il mondo ha assistito alla 17° edizione del Junior Eurovision Song Contest che si è tenuto alla Gliwice Arena nella Polonia meridionale.

L’evento si è contraddistinto per la grande innovazione tecnologica: la grafica e la qualità del suono sono stati definiti “spettacolari”, mentre l’intero cast di produzione, composto da alcuni dei migliori professionisti del Paese, ha lavorato in modo impeccabile.

TVP S.A., nota televisione polacca, è stata a capo della organizzazione dello spettacolo, con il supporto di rinomate compagnie rental polacche come Gigant Sound/LETUS per quanto riguarda l’audio, TSE per l’illuminazione e WIZJA per gli schermi led. La loro collaborazione è partita a inizio progetto e questo gli ha permesso di seguire tutti gli aspetti dello show, basandosi esclusivamente sulle linee guida fornite da EBU. L’intero progetto e la sua realizzazione, è stato un grande successo per i professionisti polacchi, che hanno offerto uno spettacolo ai massimi livelli alle oltre 8.000 persone presenti nel pubblico, nonché a milioni di spettatori in Europa, Asia e Australia.
La pre-produzione, iniziata all’inizio del 2019, ha fornito le prime scenografie e bozze del progetto illuminotecnico ad aprile; i mesi seguenti hanno permesso di perfezionare il tutto trovando soluzioni sia tecniche che logistiche.

Ogni dettaglio, dal posizionamento delle luci, alle proiezioni video e dal progetto audio alla parte led, doveva essere approvato dai rappresentanti dell’EBU che hanno seguito attentamente ogni fase della produzione. L’allestimento è durato in tutto due settimane durante le quali non sono mancate sfide e imprevisti come ad esempio il problema di dover appendere l’enorme quantità di materiale sui pochi punti di rigging disponibili (oltretutto collocati asimmetricamente rispetto al palcoscenico).

In un evento come JESC, l’illuminazione e la parte video hanno la priorità sul P.A, che per ovvi motivi televisivi deve essere installato esterno alla scena.
Il successo dell’utilizzo simultaneo di molte tonnellate di apparecchiature di fascia alta è stato ottenuto grazie a un buon lavoro di squadra e cooperazione, supervisionato da Adam Tyszka, il principale progettista dell’illuminazione di TVP.

Audio
Il progetto audio è stato suddiviso in diversi segmenti: il palcoscenico, la sala prove (chiamata anche sala IEM), la sala stampa e le stazioni FOH e MON. I diffusori audio consistevano in un imponente sistema Outline appeso sopra e intorno al palco, pilotato da diverse console DiGiCo interconnesse tra loro, che comandavano un sofisticato sistema di monitoraggio composto sia da sistemi IEM sia da wedge-monitor. La diffusione audio avveniva attraverso 48 moduli GTO C-12, 42 moduli Superfly, circa 60 Mantas (compresi i frontfill) e 20 subwoofer DBS 18-2 passando per i processori Newton 16+8 di Outline.

L’intero PA, alimentato da amplificatori Powersoft X8 e K10 e K20 è stato controllato in remoto grazie al software ArmonìaPlus di Powersoft.

Kuba Mikołajczak, system engineer, ha commentato: “Tarare il sistema non è stato un compito facile ed ha richiesto una certa esperienza in ambito televisivo. Ho deciso di dividere l’intero sistema in diverse zone che sono rimaste sotto il mio controllo durante lo show in modo da evitare situazioni difficili e imbarazzanti, quando i presentatori si spostavano nei diversi punti della sala.”
Secondo le direttive dell’EBU, le basi musicali non sono state riprodotte come file stereo, ma sono state fornite come sessioni multitraccia con 28 tracce audio, che sono state quindi mixate indipendentemente per il palco principale, per la sala IEM e per il monitoraggio di palco.

In totale sono stati utilizzati 4x DiGiCo SD5 e 2x DiGiCo SD12 collegati in Optocore, un Soundcraft Vi7000 e 3x Yamaha CL5. I segnali sono stati distribuiti attraverso 2,8 Km di cavi ottici e 1,6 Km di cavi Ethernet.
Per fornire una riproduzione musicale sicura e allo stesso tempo ridondante, è stato progettato un sofisticato Playback Rack, composto da dispositivi professionali come RME MADI Face XT e DirectOut EXBOX BLDS, EXBOX64 e MADI BRIDGE, gestito tramite computer con i software Reaper e Sequoia.

Una delle maggiori sfide è stata quella di progettare il sistema wireless che permettesse agli artisti di provare utilizzando lo stesso body-pack e microfono sia nella sala IEM sia sul palco. Ciò significa che i sistemi wireless dovevano essere operativi in ​​aree distanti 60 metri e separate da pareti e corridoi.

Per le soluzioni di monitoraggio sono stati utilizzati 24 canali di trasmissione Shure PSM 1000+ e 40 ricevitori bodyback con auricolari. I radio microfoni erano 32 Axient Digital AD con capsule Beta58A e 24 unità Axient Digital ADX ridondanti con capsule DPA DeFacto, oltre a 32 Shure ULX-D.

Jerzy Taborowski, CEO di Gigant Sound / LETUS, ha commentato: “Il sistema audio tarato e configurato con precisione, unito all’esperienza dei nostri tecnici, ha permesso un suono chiaro e preciso in ogni punto della Venue. Ho ricevuto molti complimenti per la qualità audio e per il lavoro svolto”.

Luci
Il progetto luci e scenografico capitanato da Giorgos Stylianou-Matsis, è stato guidato dall’idea di ottenere un senso di leggerezza, che allo stesso tempo potesse sbalordire il pubblico.


Wizja Multimedia ha fornito gli oltre 600 metri quadrati di schermi LED e i media server Disguise collegati al sistema Barco E2 e controllati tramite le console GrandMA2.
La progettazione grafica è stata fornita dal Razorlight Studio, guidata da Piotr Szabliński.

Arkadiusz Grzanko, direttore tecnico di TVP S.A., ricorda: “Questo spettacolo è davvero qualcosa da vedere. Ci impressiona ancora, anche se lo facciamo tutti i giorni, ed è proprio ciò che ci rende felici e orgogliosi”.

L’impianto luci è stato pensato e suddiviso in tre sezioni: effetti di luce, luce bianca e video. Ognuna di esse equipaggiata e controllata da una consolle, sincronizzata in timecode con le altre. TSE, società di light-rental con una vasta esperienza in progetti televisivi, ha fornito circa 1500 punti luce tra teste mobili e luci fisse tra cui Scenius Profile, Sharpy e B-Eye K20 di Clay-Paky, Turbo Rays, Martin Quantum Profile, Mega Pointe e Robin Wash di Robe, Ayrton Mini PanelFX, PixelPars e SGM P-5.

Adam Tyszka, light designer di TVP S.A., commenta: “Avevo bisogno di lampade che potessero mettere in evidenza il palco e la scenografia. L’illuminazione degli artisti, essendo ragazzi, ha richiesto angoli di ripresa diversi dal solito”.

Dalla regia FOH veniva gestita la proiezione multimediale, il sistema Kinesys e gli effetti speciali FX con fumo e CO2. Ogni secondo dello spettacolo è stato pianificato con precisione senza lasciare spazio all’improvvisazione. Anche i movimenti delle telecamere sono stati provati e programmati in timecode e gestiti attraverso CuePilot.

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