Renato Zero: il folle in tour a Bologna!

Un’atmosfera magica tra drappi e sipari come non si vedeva da tempo, quel silenzio e quella tranquillità a poche ore dall’esibizione che ti mette di buon umore e tre maschere sospese che appena sfiorate da una qualsiasi luce sembrava rivelassero decine di espressioni differenti. E’ così che Bologna ci accoglie nel migliore dei modi per la data emiliana del tour di Renato Zero che ha registrato ovunque il tutto esaurito, un successo di pubblico meritato, per un artista che sa sempre reinventarsi e stupire e che sa calcare il palcoscenico come pochi, con quella sicurezza e quell’alone magico che è rimasta prerogativa di pochi.

Una sensazione questa, che pare abbia contagiato tutti i tecnici e gli addetti ai lavori presenti all’interno del palasport sin dal primo pomeriggio e che ci ha accompagnato fino a tarda serata. Un team coeso, ben organizzato e di altissimo livello, che ha saputo dare vita ad uno spettacolo a immagine e somiglianza dell’artista, ben curato nel suono, con uno schermo ampio ma mai invasivo, con contributi minimali ma di effetto e le luci che facevano da contorno a questo splendido “teatro per una notte”.

E anche qui non sono mancate le innovazioni, le tecnologie di massimo livello e le intuizioni dello staff tecnico, che ha saputo inventare, proporre e realizzare dei momenti al limite dell’illusione. Due per tutti l’orchestra che da il via al concerto che in un primo momento sembra vera ma che in realtà si tratta di una proiezione video resa reale con alcuni tulle posizionati davanti al LEDWall, e ancora il letto che nel giro di tre secondi appare sul palco come per magia. Volete sapere come? Continuate a leggere le interviste e lo scoprirete!

Cominciamo con Franco Comanducci e Francesco Acciari che ci introducono in questa particolare produzione.

ZioGiorgio.it: bentrovato, puoi subito farci una panoramica sulla produzione di questo evento?

Franco Comanducci: l’artista è importante ed ha un passato e un presente in cui bisogna mantenere un cento livello. Per questo motivo il calendario è stato ben strutturato con almeno due esibizioni per ogni tappa, al quale aggiungiamo un giorno di pre-montaggio per curare al meglio i vari incastri scenografici e la tecnica. Abbiamo uno staff di professionisti veri con il quale affianchiamo Tattica che oltre ad essere il produttore del tour è anche promoter.,Quindi il nostro lavoro che normalmente è di produzione, in questo caso è più di appoggio al promoter, con tutto il discorso sedute, gestione pubblico e altre cose. Marzia ha il compito di seguire tutta la parte burocratica, Francesco si occupa di coordinare montaggio e smontaggio di tutta la macchina e io faccio un po’ di tutto (NDR. Ride!). Insomma a metà tour ti posso dire che  il bilancio è ottimo, con un’esperienza più spostata sulla gestione che sulla produzione.

ZioGiorgio.it: raccontaci come avvengono le fasi di load-in e load-out

Francesco Acciari: abbiamo 8 bilici di produzione, più una motrice per il generatore e uno per le strutture. Entriamo la mattina del pre-montaggio con circa 42 local, 24 dei quali scaricano il tutto in modo sequenziale e i rimanenti 18 aiutano nel montaggio palco, scenografie, luci e video fino a cena. La mattina successiva invece ci dedichiamo al PA e backline fino all’ora di pranzo. Per alcune date e in base agli accordi con l’agenzia abbiamo anche il compito di preparare il parterre con le sedie. Il Load-Out si svolge con 64 aiuti grazie ai quali riusciamo a chiudere il tutto in poco più di tre ore. Il personale di produzione è affiancato dalla crew di Agorà e TekSet che si occupano rispettivamente della tecnica e della scenografia. In totale abbiamo sei persone alle luci, tre al video, uno per le automazioni, tre per l’audio, tre backliner e noi tre di produzione. A questo devi aggiungere tutto il backstage che comprende sei bauli armadio e 18 case per la dress room.
La macchina organizzativa e tecnica è ben collaudata, c’è molto silenzio radio durante la giornata, il che significa che tutti sanno cosa fare e come. Io faccio da collante tra i vari reparti e cerco di fare anche un po’ da psicologo o confessore [NDR. Ride!].

Alle prese con gli ultimi preparativi e ritocchi prima del soundcheck troviamo in F.O.H. Daniele Tramontani e Maurizio Nicotra.

ZioGiorgio.it: ciao Daniele, partiamo dal PA. Cosa vi state portando in tour?

Daniele Tramontani: qui abbiamo un bilico e mezzo di materiale con una bellissima squadra audio. Il setup è abbastanza standard e firmato L’Acoustics, fornito da Agorà e composto da 12 K1 e 4 K2 frontali, un side con 8 K2 e 4 Kara, un extra side con 12 Kara, un centrale con altri 6 Kara e un sistema sub molto complesso formato principalmente dai moduli K1SB che hanno la funzione di estendere maggiormente le frequenze verso il basso, consentendo di cancellare la parte posteriore e 6 KS28 appesi lateralmente e altri 6 centrali a terra. Completano il setup otto X8 impiegati come front-fill.
In realtà tutte queste sorgenti sono molto belle da ascoltare quando sono coerenti tra loro e abbastanza vicini, con i bassi che acquistano una bella potenza. Quando per esigenze di appendimento i sistemi si allontanano diventa abbastanza complicato gestirli ma non impossibile. Inoltre qui siamo in una situazione buona e non abbiamo bisogno di delay.

ZioGiorgio.it: hai usato il software previsionale di L’Acoustics?

Daniele Tramontani: assolutamente, e devo dirti che la nuova versione di Soundvision permette di ottenere oltre alla previsione acustica, lo splaid automatico delle casse e la calibrazione dei filtri in funzione della distanza, esportando il tutto in modo automatico verso il setup dei finali. Il risultato è molto preciso ed affidabile e mi rendo conto che a mano risulta difficile arrivare a questa perfezione. Sono nuove funzionalità che danno pieno supporto, oltre ad essere semplici e comodi da utilizzare.
Tutto questo ha dato la possibilità di creare due sistemi completi fortemente autonomi e coerenti tra loro che consente al sistema di non avere filtri a pettine verticalmente. La coerenza è talmente alta che dove si cancellano si cancellano perfettamente.
Per ogni data viene creata una preview in 3D basata sui dati forniti dal rigger. Il tutto viene fatto con 15-20 giorni di anticipo così da consegnare il progetto ed arrivare qui con più o meno tutto pronto. Ovvio che l’ultima parola viene data la mattina del pre-montaggio dove controllo che i motori siano effettivamente dove indicato, e confermo o meno il calcolo realizzato.

Massimo Nicotra e Daniele Tramontani alle prese con le ultime rifiniture

ZioGiorgio.it: quindi tempi di allestimento rapidi…

Daniele Tramontani: abbiamo trovato un equilibrio ideale per la fase di taratura con alcuni punti di misura di riferimento che non cambiano mai e che ci danno un’idea molto veloce di quello che dovrà essere il risultato. Entriamo la mattina alle 8 e all’una andiamo a mangiare con tutto montato, mentre dopo pranzo eseguiamo la taratura in meno di un’ora.

ZioGiorgio.it: parlaci infine dei trasporti…

Daniele Tramontani: il trasporto avviene in analogico, utilizziamo Galaxy come master Eq in combinazione con LA Manager. Dal Galaxy potremmo uscire in ADB sfruttando il protocollo Milan che come si sa nasce come rete sincrona e quindi molto precisa, ma abbiamo preferito aspettare un ulteriore consolidamento del protocollo per poterci affidare completamente.

ZioGiorgio.it: ciao Maurizio, subito un bilancio di questo tour…

Maurizio Nicotra: un tour divertente con musicisti di livello, non posso chiedere altro! In palco sono presenti basso e batteria, due tastiere e due chitarre più percussioni e 8 coristi tutti microfonati. Si tratta di un setup standard con kemper per le chitarre, un secondo microfono sul rullante della batteria che utilizzo per l’effetto spazzole e poco altro di differente. Nelle due settimane di produzione siamo riusciti a fare un buon allestimento musicale interagendo bene con musicisti e ottimizzando al meglio l’insieme.

ZioGiorgio.it: che microfono utilizza Renato?

Maurizio Nicotra: Renato Zero ha un DPA d:facto, che reputo tra i migliori sul mercato e che mi consente di avere le stesse prestazioni da studio con una definizione sia sulla parte alta che su quella bassa impressionante. La trasmissione avviene invece con Sennheiser serie 6000.

ZioGiorgio.it: passiamo alla regia, puoi raccontarci come ti sei “sistemato”?

Maurizio Nicotra: qui ho una DiGiCo SD7 con poco più di 100 canali occupati. Suona bene ed ha delle prestazioni eccellenti. Ho voluto fare un ritorno al passato bypassando tutta la situazione plugin e lavorando in modo classico, visto che le sonorità dal palco “nascono bene” all’origine sia per quanto riguarda gli strumenti che per la voce di Renato, e se devo intervenire preferisco farlo in analogico con pochi parametri essenziali. Anche l’outboard è abbastanza vintage con Distressor sulla batteria e Avalon 737 sulla voce, e un effetto per il pianoforte.

ZioGiorgio.it: a quanto vedo hai adottato un importante cambiamento anche per quanto riguarda il tuo ascolto…

Maurizio Nicotra: nel setup di regia ho ormai adottato a partire dal tour di Baglioni le nearfield Kobra KK52 di K-Array con i suoi sub, che ormai mi fanno compagnia da un bel po’ e che mi permettono di avere un ottimo ascolto anche a basso volume. Mi trovo veramente bene, bello esteticamente e con un suono di altissima qualità!

Maurizio Nicotra al mixer con i Kobra KK52 di K-array

ZioGiorgio.it: vedo due mixer, come mai?

Enrico Belli: due mesi fa durante le prove, Renato ha voluto un fonico dedicato a lui, mentre Massimo Manunza si occupa della band. E’ una scelta che ha un senso, in quanto con una band di questo livello non puoi dare un monitoring differente da quello che si aspettano, e le operazioni di compressione, scurire, chiarire ed altro sono dedicate solamente all’artista. Cosa che potrei fare tranquillamente con la Quantum che per ogni aux mi consente di gestire eq e compressione in autonomia, però la gestione non è così immediata. Ecco perchè abbiamo optato per un secondo banco. Sul mixer di Massimo siamo ad un centinaio di canali, 56 per la band più 18 canali di radiomicrofoni e vari spare.

ZioGiorgio.it: come avviene il monitoraggio?

Massimo Manunza: il monitoraggio tutto in-ear, con due soli monitor su pedana per dare un po’ di presenza a ciò che non suona dal vivo come tastiere e chitarre. Ciò è utile nel momento in cui l’artista si avvicina al musicista ha la sensazione che stia suonando con un amplificatore. Gli In-ear sono tutti Sennheiser, con 32 frequenze differenti in contemporanea gestite tramite il wireless manager sempre di Sennheiser. La gestione dell’ascolto della band avviene con i personal mixer Roland M-48 tranne batteria e percussioni che hanno optato per un proprio mixer analogico.

Regia di palco

ZioGiorgio.it: un sistema di gestione delle sequenze abbastanza importante…

Fabio Cerreti: utilizziamo un metodo abbastanza innovativo con architettura Optocore che ci permette di inserire le sequenze all’interno del proprio loop, come se fosse uno splitter dove è collegato il MADI. Durante l’allestimento ero in grado di registrare direttamente su ProTools gli steam che gli mandavamo dalla regia di palco o la voce guida e altro ancora.
Qui ho tre macchine: main, spare e backup dello spare. Il tutto è collegato in MADI con 2 MADI EXBOX.BLDS dotate di switch automatico, e dalle quali usciamo verso il convertitore optocore per mandare il tutto direttamente nel loop dove ognuno pesca quello che vuole. Inoltre dalla mia postazione mi occupo anche del timecode verso luci e video. Al termine del brano che pian piano sfuma, abbiamo gli show call per video, luci e automazioni che sono più lunghi del brano. Invece di stoppare la macchia e avere il tempo morto per cambiare il brano, fermo il main, lo spare va avanti insieme al backup, e nel frattempo mi preparo il brano successivo. Non appena il backup termina, ripartiamo.

La crew audio di palco

Spostiamoci di nuovo in F.O.H. dove troviamo un sempre rilassatissimo Carlo Pastore, alle prese con il lighting design realizzato da Francesco De Cave.

ZioGiorgio.it: raccontati questa esperienza con Francesco…

Carlo Pastore: il concept ed il disegno sono suoi, mentre insieme abbiamo programmato lo show. Ci siamo inseguiti per anni e alla fine siamo riusciti a fare questa cosa insieme, bella e allo stesso tempo stimolante. Francesco si è dimostrato molto aperto a livello creativo e in fase di costruzione dello show spesso mi ha dato la possibilità di dare il mio apporto creativo. Abbiamo avuto quasi due settimane per la pre-programmazione con palco montato, cosa che una volta era la regola e che oggi è più che altro un miracolo! [NDR. Ride!]

ZioGiorgio.it: e da questa collaborazione cosa ci aspetteremo?

Carlo Pastore: non è di certo uno spettacolo pirotecnico ma uno show estremamente elegante e coinvolgente, con una scenografia composta da drappi e maschere divertenti da colorare e sulle quali con la luce ci si può fare di tutto. Una particolarità è nel LEDWall che si sviluppa in orizzontale ed è equipaggiato con sistema Kinesys che consente di farlo apparire o meno all’occorrenza. Si tratta di un INFiLED con LED nero che da l’illusione di avere una videoproiezione, grazie all’idea di Francesco di posizionare un tulle scuro davanti allo schermo, che da un’ulteriore profondità e una texture diversa, coprendo inoltre l’effetto pixel. Vedrai uno show dove c’è stata molta cura della fotografia, cosa insolita nel mondo live ma indispensabile visto che oggi devi fare i conti con i cellulari del pubblico che sono in grado di catturare ogni imprecisione.

ZioGiorgio.it: passiamo alla regia, ritorno ad Hog?

Carlo Pastore: sono un vecchio utilizzatore di Hog4, che ad oggi si contende il mercato con MA. Hanno performance simili ed entrambi consentono di arrivare ad un risultato ottimale e tra le poche differenze c’è sicuramente l’interfaccia utente, che in Hog risulta più semplice e permette un approccio più veloce. D’altronde una è tedesca e l’altre è inglese, e se vogliamo fare un parallelismo, basta considerare quanti articoli si utilizzano nell’una e nell’altra lingua… [NDR. Ride!]. Ma alla fine è solo una differenza di approccio, la migliore console è sicuramente quella che sai utilizzare al meglio.

ZioGiorgio.it: come hai gestito la console?

Carlo Pastore: lavoro principalmente in timecode con interventi manuali e brani che vengono gestiti solamente a mano. La console è impostata in modo semplice ed intuitivo, tutto su due schermate che consentono una programmazione veloce. Nella schermata centrale sono presenti tutti gli effetti con colori differenti: blu per azione di scena, verde l’azione per follow spot e rosso per determinare la fine di una determinata azione. In questo modo ho un’immagine visiva di quello che accadrà.  Inoltre, sempre da qui lanciamo i video di catalist, grazie ad una cuelist dedicata.
I trasporti dei segnali avvengono tramite il protocollo Hognet per un totale di 16 universi abbastanza snelli.

ZioGiorgio.it: ho notato anche un parco luci di ottimo livello…

Carlo Pastore: partendo dal downstage, abbiamo una truss frontale semi-curva con una serie di SGM Q7, impiegati come blinder e non solo, 4 Claypaky Alpha Profile 1500, Robe Spiider e Claypaky Mythos. proseguendo verso il fondale è presente una doppia H con i Mac Aura che continuano a sorprendermi nonostante siano sul mercato da anni e una doppia scaletta sempre con Aura, Mythos e Q7. L’upstage è caratterizzato da un piccolo ring a ridosso del sipario con Spiider e Megapointe della Robe, mentre dietro al sipario abbiamo una truss dotata di scalette con i Claypaky Mythos, mentre appesi sulla struttura in verticale abbiamo installato i Megapointe e gli Spiider. Il floor è composto da Q7 e Mythos sul back, mentre davanti alle pedane dei musicisti abbiamo altri MAC Aura.
Come vedi il palco è suddiviso in due da un sipario dove sono presenti le Katana di DTS sul tetto e una griglia sulla linea di scorrimento del sipario sotto alla quale sono stati posizionati dei Claypaky b-eye K25, che fanno sia da controluce dal basso della band che da wall washer per colorare il sipario e i drappi. Infine dietro ad ogni maschera sono presenti degli Spiider che colorano principalmente gli occhi. Chiudono il setup i followspot molto di taglio per evitare di vedere il bollo sul sipario e gelatinati con un filtro L206.

Un’ultima e doverosa domanda va a Davide Altobelli, che, insieme al suo team ha ideato, realizzato e gestito in tour tutte le scenografie.

ZioGiorgio.it: una scenografia semplice ma imponente. Vuoi raccontarci cosa c’è dietro?

Davide Altobelli: faccio parte di TekSet srl che lavora con Renato da tantissimi anni, e insieme a tre colleghi ci occupiamo di questa scenografia semplice all’apparenza e composta da tre sipari, uno fisso e due mobili in tulle e tre maschere enormi – 3,80 m la centrale e 2,40 m le laterali – in polistirolo lavorato, resinato e verniciato e che sono lo stampo del viso di Renato.
Altra particolarità che vedrai è il letto che l’artista utilizza per uno dei suoi brani, che ad un certo punto appare e scompare in 3 secondi senza movimento di scena, senza calare dall’alto, e senza salire dal basso. Per creare un effetto sorpresa è stato integrato in un modulo del palco gestito da due cuscinetti. Ad un certo punto ruota e appare durante un brevissimo momento di buio.

Walter Lutzu
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