Tavola Rotonda covid-19: ProLight+Sound e Aziende

Il nostro network è sempre molto attento agli sviluppi del mercato e, mai come in questo periodo, ci siamo trovati sempre in prima linea, al fianco di aziende dando un contributo tangibile con meeting, articoli, interviste, aggiornamenti. Un lavoro costante e costruttivo, sotto gli occhi di tutti e che moltissimi di voi stanno apprezzando. Per questo vi ringraziamo!

In quest’ottica abbiamo accolto molto volentieri l’input di Messe Frankfurt Italia che ha voluto scendere in campo insieme a noi (la nostra collaborazione come media partner affonda in radici profonde) per fare un ulteriore punto della situazione in un momento in cui un certo ottimismo ha preso il posto dello sconforto di qualche settimana fa. Alla tavola rotonda hanno preso parte alcune figure chiave del nostro settore che la fiera di Francoforte ha chiesto fossero della partita: Gioia Molinari Marketing Manager di RCF, Alex Vinciguerra di AMG, Stefano Zaccaria VP Global Sales & Marketing di K-array, Davide Buonasorte Sales e Marketing Manager di Prase. Visto il successo di questo primo appuntamento, con 170 iscritti totali, è molto probabile un secondo, magari a distanza di qualche settimana, nella speranza di capire meglio cosa si potrà fare e cosa non dopo la fatidica data  – per tutti noi – del 15 giugno…
Di seguito un estratto del meeting ZOOM e il video completo presente nel canale youtube di Messe Frankfurt Italia.

L’introduzione a questo importante appuntamento è stata affidata a Donald Wich, Amministratore Delegato di Messe Frankfurt Italia, che ha voluto evidenziare su cosa si baseranno i nuovi modelli di business al termine dell’emergenza Covid-19.

Donald Wich – AD di Messe Frankfurt Italia: il settore degli eventi e dell’entertainment è molto affine al nostro e in questo momento stiamo vivendo le stesse problematiche a causa della situazione di emergenza. La fiera e il settore dello spettacolo hanno sempre camminato di comune accordo e siamo allineati anche per la necessità comune di risolvere i problemi legati al contesto attuale. Lanciamo questo momento di confronto digitale, con un format per noi nuovo ma che potrà essere il primo appuntamento di una lunga serie. E’ inevitabile partire analizzando la situazione attuale dove si sta cercando di capire quali saranno i nuovi modelli di vita, di consumo e di business. Vi sono degli sviluppi ben chiari che noi però non vediamo come qualcosa di totalmente nuovo in quanto erano tendenze in atto già da tempo. Sto parland della digitalizzazione, della sostenibilità e della globalizzazione.

La digital transformation ha subito una notevole accelerazione in questi ultimi mesi, grazie anche al remote working, allo smart working, e ad eventi virtuali pilotati dalla forte trasmissione di dati. Tutti questi aspetti collegati alla trasformazione digitale rimarranno anche nella ‘fase tre’, avendo avuto un forte impatto sia nella vita privata che nel business. L’ambito dell’internazionalizzazione ha subito invece una frenata, con il blocco internazionale del commercio e del trasporto fisico di persone, che ora si sta fortunatamente riprendendo. Questa assenza di traffico è stata nel frattempo compensata dal traffico di dati in ambito di comunicazione e sostituzione di ambienti fisici, che invece ha funzionato come prima o anche meglio.
Al di là di questi trend, ci sono però delle esigenze di base che sono insostituibili, come la socializzazione, che per il nostro modello di business (sia per le fiere che per gli eventi live) rappresenta un fattore fondamentale in quanto ci basiamo sul contatto fisico e sull’esigenza di socializzazione.

Siamo convinti che il settore degli eventi tornerà ad essere un elemento fondamentale del business all’interno di quella che è la filiera di riferimento. Il forte sviluppo delle tendenze digitali porteranno a creare dei nuovi modelli improntati sulla sicurezza, sulla sostenibilità e soprattutto sul digital engagement dei nostri clienti e non potremo prescindere dal trasformarci anche noi digitalmente. Sarà utile e necessario essere presenti 365 giorni all’anno e creare un legame continuativo con i nostri interlocutori tramite eventi ibridi in cui la parte digitale avrà un ruolo importante, ma non verrà tolto nulla agli eventi dal vivo, alle fiere e ai concerti, che offrono un’esperienza unica.
L’internazionalità fa parte del dna di Messe Frankfurt, e non vogliamo abbandonarla, pur avendo subito lo spostamento della fiera ProLight+Sound all’anno prossimo. In attesa dell’appuntamento a Francoforte di aprile 2021, ci prepariamo nel frattempo per due eventi spettacolari ad agosto a Guangzhou e ad ottobre a Shanghai. A inizio 2021 avremo invece l’edizione di Dubai prima delle date di Francoforte (13 – 16 aprile 2021).

Gioia Molinari – Marketing Manager di RCF: ora si respira un’aria un pochino più ottimistica. La decisione di Assomusica di rinviare gli eventi al 2021 ha spiazzato anche noi, però siamo convinti che una ripresa ci sarà e stiamo lavorando per riportare questa ripresa nella nostra attività quotidiana. A Giugno dovremo avere qualche apertura sulla produzione e credo che bisogna sfruttare assolutamente questa estate dando attenzione alle realtà più piccole. Nelle piazze si possono fare tante cose, e l’importante è essere positivi e ricominciare. Stesso discorso vale per le fiere che ci auguriamo riprendano in piena sicurezza.
All’estero qualcosa si sta muovendo e i nostri contatti non vedono l’ora di ricominciare. Qualcosa si muove anche nel mercato americano a partire da giugno, anche li con piccoli eventi. RCF si occupa anche del mercato dell’installazione che nei fatti non ha mai smesso. Germania, Turchia, Cipro stanno dando piccoli segnali di ripresa e sono più positiva rispetto a qualche settimana fa.

Stefano Zaccaria – VP Global Sales & Marketing di K-array : non parlerei di ripartenza ma di partenza con assetto nuovo per tutti, dove decidere con chi partire, verso quale obiettivo, quando e soprattutto come. Ho la fortuna di lavorare in una azienda virtuosa e agile, tutto sommato in una dimensione positiva. L’obiettivo è partire leggeri, veloci e convinti nei confronti di una filiera distributiva incredibilmente lunga. Abbiamo pochi elementi per approfondire uno scenario futuro, ma c’è la voglia e la necessità di rimanere in contatto con tutte le figure. Un ruolo per noi strategico, dove stiamo imparando a conoscere sempre di più i clienti dei nostri clienti, e grazie alla rete distributiva stiamo operando una azione di avvicinamento al cliente finale. Addirittura il confronto con i concorrenti è stato motivante, costruttivo e serio ed è un viaggio che va fatto insieme e va ridisegnato.

Davide Buonasorte – Sales e Marketing Manager di Prase: si dice che se un elefante lo fai a fettine molto sottili, riesci a metterlo anche in freezer. Si tratta di un messaggio significativo che spiega come si affrontano i problemi. In questa situazione vedo due macro categorie, una temporale ed una dimensionale. Giornalmente c’è qualcosa di nuovo che ci da un indicativo, domani sarà un po’ meglio di oggi, mentre dal punto di vista dimensionale è vero che il grande evento è di problematica realizzazione, ma tutto ciò che è evento minore può essere realizzato. Guardando anche quanto è successo nei fenomeni di movida tanto criticata, se alla movida dai entertainment forse è meno movida, forse è più gestita. Se nelle piazze delle nostre città dai delle sedute distanziate, della street art, del mapping, probabilmente le 5000 persone che si affollano nei navigli di suddividono in più gruppi, con più service che lavorano.
Siamo passati dalla mitragliata alle gambe dell’episodio Assomusica, che ha stravolto tutti gli operatori del settore, fino ad arrivare al messaggio del presidente della Regione Veneto che diceva che la mostra del cinema di Venezia si farà. Se ogni anello della catena fa del suo meglio per creare propositività, idee, concept, sarà più alta la voglia di ripartire, di esserci, di riadattarsi. Se un mese fa eravamo tutti tramortiti, oggi da terra siamo passati sulle ginocchia e siamo ad uno step dal trovarci in piedi e ricominciare a camminare se non a correre.

Alex Vinciguerra – AMG: è un momento delicato e difficile dove i service grandi soffrono più di quelli piccoli per quanto riguarda i costi di gestione e le grandi spese mensili. C’è più voglia di fare rispetto a pochi giorni fa e sicuramente questo periodo di fermo ha consentito di pensare a come migliorare un mercato fatto di tecnici, cooperative, fornitori, chi vende materiale e clienti. Bisogna trovare delle logiche di mercato più sane, ad oggi crescente in numero di lavori ma che rimane fermo per valore, con un decremento anno dopo anno dovuto alle continue guerre al ribasso. Inoltre a causa delle norme di sicurezza i tempi di montaggio e smontaggio di un evento si sono allungati del 35% e sarà ancora più costoso andare a fare un allestimento.
Credo in un punto comune, in una unione tra i service che sia in grado di pensare ad un approccio diverso a questo lavoro e migliorarlo. Ci saranno nuove opportunità con eventi diversi per nuovi lavori differenti dal solito palco. Anche la parte cinematografica è ferma in quanto non ci sono linee guida per cominciare a girare, dal film al videoclip. Allo stesso tempo penso a chi deve produrre un film, e che non sa quando potrà uscire, quando andrà nei cinema e quanto rientro del suo investimento avrà.

Uno degli aspetti su cui ci si è soffermati durante la tavola rotonda riguarda il ripensare alla qualità. Nello specifico Gioia Molinari e Stefano Zaccaria hanno condiviso le proprie strategie per quanto riguarda il mondo audio.

Gioia Molinari: RCF ha come punto principale la qualità del suono. Abbiamo presentato al NAMM un progetto di audio 3D che ha avuto feedback positivi a Gennaio e per i quale purtroppo non abbiamo potuto dare continuità al ProLight+Sound.

Stefano Zaccaria: in K-Array ho trovato un mondo nuovo ma con una forte vocazione al prodotto e quindi per me la qualità è sopra ogni altra cosa. Ci stiamo immaginando capaci di un cambio di visione e missione, immaginando la scena a valle, che se si fa incridibilmente piccola ti mette un po’ a disagio. Dobbiamo imparare ad affiancare i nostri clienti anche in progetti di marketing e mettersi al servizio di chi abbiamo ascoltato poco in passato.

Altro tema è la paura del ribasso, con Davide Buonasorte e Alex Vinciguerra che hanno dato il proprio punto di vista collegandosi anche al concetto di qualità.

Davide Buonasorte: il nostro mestiere è fatto di grandissima fatica. Impegniamo ore e ore a progettare, ad inserire qualità, inventiva, a costruire concept per poi non dare il giusto peso al profitto aziendale. Io non sono così preoccupato della guerra al ribasso, ero inorridito dalla guerra al ribasso tre mesi fa, fatta soprattutto da chi concedeva un credito troppo facile, alterando di fatto gli equilibri di concorrenza sul mercato, concedendo un credito che non dovrebbe essere concesso. Dal punto di vista di uscita dal covid questo non può più accadere perché non sta più in piedi economicamente. Credo che ogni azienda degna di questo nome deve dare attenzione all’elemento profitto inteso come motore di un miglioramento qualitativo. Migliorare in qualità oggi significa investire e per investire devi avere del fieno in cascina. Il fieno in cascina lo fai se dai il giusto peso e valore al tuo lavoro.

Alex Vinciguerra: la crescita di un service deve essere supportata dai fornitori e il problema fino ad ora è stato quello di generalizzare dando credito a tutti quanti. Io ho perso tanti lavori perché i fornitori davano materiali con pagamento a quattro anni con le cambiali, mentre personalmente non ho mai chiesto un pagamento del genere. Ci sono service che sono clienti e service che sono partner e che portano avanti un progetto. AMG ha fatto una scelta di mercato per cui sotto certi prezzi è impensabile proporsi. La guerra al ribasso sta già succedendo e di fatto porterà al fallimento delle aziende. Un preventivo è composto da tanti parametri, e di media ne spendi il 70% per fare un determinato lavoro, mentre il 30% è la componente di noleggio materiale. All’estero funziona invece completamente al contrario.

Potete trovare ulteriori spunti e discussioni dati anche dalle varie domande dei partecipanti nel video integrale dell’incontro.

ALDO CHIAPPINI – ZioGiorgio.it LightSoundJournal Network: quella di oggi è una chiacchierata che in un certo senso apre a nuove prospettive e nuove speranze concrete. Dopo settimane e mesi di grande incertezza, oggi è lecito vedere il bicchiere mezzo pieno. Le cose, a livello generale, stanno evolvendo in positivo e molto rapidamente, a cominciare dalla situazione sanitaria che sembra migliorare costantemente nonostante le riaperture. Da quelle che sono le ultime notizie ai primi di giugno, dal 15 del mese di giugno si potrà tornare ad organizzare degli eventi, ridotti e con regole da definire, ma è un primo segnale di ripartenza vera, una cosa anche solo inimmaginabile poche settimane fa.
In queste settimane ho sentito molti pareri, mi sono confrontato costantemente con persone ed aziende, moltissimi mi hanno chiamato per parlarmi della loro situazione e dei loro problemi, di questo ne sono lusingato.
Si passa da quelli che “chiudiamo tutto e ci si rivede a primavere del 2021” a quelli che invece, guidati da spirito di iniziativa e coraggio, sono già al lavoro su format interessati, opportunità reali, attuabili, anche in relazione ai budget. Io non posso che essere dalla parte di chi vuole agire ed è pronto a proporsi e nel mio magazine, queste persone, avranno sempre e comunque massima visibilità e supporto.
La mia personalissima opinione è che, nonostante le regole e le limitazioni imposte che sono ancora tutte da definire sia chiaro, se si vuole fare qualche cosa, si può comunque continuare a lavorare, con l’idea e la speranza che nei prossimi mesi tutto potrà cambiare in meglio con una rapidità inaspettata…
Certo non è tempo di vacche grasse, per nessuno, ma credo sia inaccettabile stare con le mani in mano ad aspettare che torni tutto come prima, sempre che sia bene tornare a ciò che c’era prima. Dal mondo mi giungono sempre più spesso notizie di iniziative e strategie di ripartenza e mi auguro formerete che anche noi in Italia si riesca a tenere il passo. Anzi, dalle idee e dai progetti che ho visionato in questi ultimi giorni posso dire che è proprio da alcune realtà italiane che sono arrivate le idee migliori e più interessanti e che, ve lo voglio ripetere con un certo entusiasmo, non vediamo l’ora di poter raccontare.
In conclusione in molti mi hanno chiesto se questo è il momento di una bella riorganizzazione della filiera produttiva nello show business. Bene, la mia risposta è sì, nella speranza che in futuro anche i budget vengano ripartiti e gestiti in maniera più equa e ponderata!

La Redazione

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