RCF al Bellator MMA. L’intervista a Emanuele Morlini

Fare eventi Live in questo periodo, soprattutto gestiti da una squadra completamente italiana all’estero, sembra quasi impensabile. Abbiamo raggiunto Emanuele Morlini (Product Specialist di RCF) che ci ha raccontato la sua esperienza francese per l’evento Bellator MMA.

ZioGiorgio: ciao Emanuele, come è nato questo evento?

Emanule Morlini: l’evento si è svolto nel mese di Ottobre a Parigi dopo uno stop forzato in ambito live di circa sette mesi ed è stato in occasione della presentazione del Bellator MMA (Mixed Martial Arts) arte marziale estrema che da poco è diventata legale nel territorio francese.
Come avrete magari visto in alcuni programmi americani, la lotta avviene all’interno di una gabbia ottagonale posta al centro del palazzetto e ai lottatori è permesso qualsiasi tipo di attacco ad esclusione dei calci nelle parti basse e dietro la nuca.


La Venue scelta per l’occasione è stata l’Accor Hotel Arena che si trova a Parigi-Bercy ed ha la fama di essere il quinto palasport al mondo in termini di dimensioni.
L’evento, inizialmente, avrebbe dovuto ospitare circa di 20.000 spettatori ma a causa delle vigenti normative del Covid, la capienza è stata ridotta prima a 5.000 e infine a 1.000.
Di conseguenza anche il mio progetto iniziale del P.A, che prevedeva diversi cluster appesi per una copertura a 360° di tutta l’area, ha subito un gran bel taglio visto che per il pubblico sono state utilizzate solo le due tribune.
L’evento è stato diviso in due sessioni: una pomeridiana trasmessa in diretta sul canale americano CBS, ed una dopo le 23:30 trasmessa in diretta nella fascia protetta della BBC inglese. La produzione era affidata all’agenzia italiana Riptide che ha seguito l’evento a 360° dalla messa in onda alla parte video e dall’audio alle luci. Il Service per il quale seguivo il progetto audio era Piano e Forte che ha fornito il supporto per audio luci e video Led.

ZioGiorgio: come è nato e quale è stato lo sviluppo del progetto? 

Emanuele Morlini: il progetto è partito delle necessità del cliente legate alla natura dell’evento, Bellator infatti deriva da un format principalmente televisivo portato in ambito live, inoltre, data la limitazione numerica del pubblico presente in sala, la parte televisiva ha assunto un valore preponderante.
Fin da subito abbiamo ideato il sistema rendendo autonomi la parte televisiva e quella live. Sulla base delle indicazioni di Claudio Giovanetti, che si è occupato della messa in onda per tutte le emittenti (CBS e BBC) oltre ad essere il riferimento per la produzione italiana, abbiamo convenuto che tutto andasse splittato in maniera indipendente e ridondante.

ZioGiorgio: quindi anche il progetto del P.A. ha subito una variazione?

Emanule Morlini: per quanto riguarda il P.A., il progetto iniziale prevedeva 5 Array da 10 casse RCF TTL55-A più due Cluster di Sub Appesi formati da 4 RCF TTS56-A.


La versione ridotta, invece, era formata da 4 cluster da 8 casse di RCF TTL55-A più 12 sub RCF TTS56-A posizionati dietro lo schermo in configurazione end-fire che avevano il compito di sostenere la parte emozionale per i contributi audio-video di presentazione degli atleti.

ZioGiorgio: ci sembra di capire che non ci fosse un grande numero di canali di ingresso e di RF

Emanule Morlini: esatto! Le principali necessità in termini di ingressi venivano dagli Shure Axient D che sono stati prelevati in Dante per la regia di sala, e consegnati analogici all’OBvan. In generale tutto lo scambio di segnali tra OBvan e Sala è avvenuto in analogico, compresi i vari performer, dj e microfoni d’ambiente.
Tutto era incentrato sulla lotta e sullo spargimento di sangue! Oltre ai contributi audio/video che venivano riprodotti durante gli ingressi degli atleti ad un volume bello sostenuto, avevamo un microfono radio per l’arbitro e una telecamera di ripresa che dall’interno del ring trasmetteva i rumori dei colpi e delle ossa rotte!

ZioGiorgio: parlaci della gestione del segnale

Emanule Morlini: la gestione delle uscite, è stata grstita sfruttando le potenzialità del sistema Yamaha PM10 Rivage. L’elevato numero di mix e matrici disponibili nel banco ci ha consentito di gestire tutti i flussi audio con grande flessibilità, implementando vari mix tra le differenti regie, gli innumerevoli direct out e i tanti diffusori RCF posizionati all’interno dell’Arena che ho scelto di gestire direttamente attraverso i DSP on board.

ZioGiorgio: come avete gestito l’aspetto sanitario?

Emanule Morlini: la produzione ci ha richiesto un tampone preventivo prima della partenza dall’Italia e poi un secondo tampone ci è stato fatto prima di entrare nel palazzetto. Quest’ultimo, avendo valenza di 72 ore ci ha permesso di tornare in Italia senza ulteriori controlli nonostante avessimo girellato per le strade di Parigi piene di persone per lo più senza mascherina.

Nicola Trapassi
ZioGiorgio contributor

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