Un giorno da Agorà: intervista a Wolfango De Amicis

In questo “interminabile” 2020 siamo riusciti a trovare il tempo per molte cose che, in generale, non riuscivamo a fare. Di certo il nostro settore ha subito uno stop senza precedenti ed anche le strutture e le aziende più occupate hanno visto scendere sensibilmente il numero di impegni.
In una della poche trasferte di lavoro abbiamo deciso di fare tappa a l’Aquila e, dopo anni di buono propositi, siamo finalmente riusciti a fare visita all’ headquarter service Agorà ed intervistare Wolfango De Amicis che, insieme al fratello Vittorio De Amicis, gestiscono con successo e da molti anni il “service” Agorà, eccellenza italiana e nel mondo.

Le domande che avrei voluto fare a Wolfango sono moltissime ma nella realtà quella che è uscita fuori – proprio in virtù del particolare periodo che noi tutti viviamo – è una chiacchierata libera, senza troppi vincoli e schemi e con diversi spunti di riflessione molto interessanti.
E poi la ricetta per un’imprenditoria di successo che, guarda un po’, passa sempre per idee chiare, visione sul futuro e…le persone!

Intervista a Wolfango De Amicis:

ZioGiorgio.it: bentrovato Wolfango, tralasciando per un attimo il discorso relativo al periodo attuale, come siete arrivati ad essere tra le realtà più importanti in Italia e non solo?

Wolfango De Amicis: ci sono tante realtà valide in Italia ed Agorà è una di esse, ed è fatta di tante persone che ne hanno decretato il successo negli anni.

ZioGiorgio.it: quali pensi siano gli ingredienti per arrivare ad ottenere questi risultati?

Wolfango De Amicis: un mix di ingredienti. Da una parte un po’ di “follia” ed intuizione da parte mia e di mio fratello Vittorio, dall’altra il fatto di aver scelto tanti collaboratori che non si sono risparmiati nel tempo, contribuendo in maniera sostanziale al raggiungimento di traguardi importanti.
Del resto la nostra filosofia è sempre stata quella di far crescere le persone che stanno con noi, evitando di assoldare chiunque solo per una questione di risparmio: organizzare, pianificare e delegare è parte del mix.
Il rapporto fidelizzato con i tecnici, che siano dipendenti o soci delle varie cooperative, promuove una particolare forma di collaborazione con professionisti che preservano comunque l’indipendenza di ogni singola realtà ma allo stesso tempo sfruttano i vantaggi del lavoro di squadra. Delegare i nostri collaboratori significa lasciare spazi di autonomia ed attribuire loro compiti e responsabilità per il raggiungimento di risultati condivisi. Questa gestione ha permesso di avere una conoscenza approfondita del singolo collaboratore e delle relative capacità umane e tecnico – professionali.

ZioGiorgio.it: parliamo di tecnologie. Negli anni avete fatto delle scelte magari non semplici ma che si sono rivelate vincenti. Mi vengono in mente L-Acoustics, DiGiCo, Optocore, Avid, SSL… chi è stato l’artefice di queste scelte?

Walfango De Amicis: la cosa ti sorprenderà, ma abbiamo scelto di investire sul futuro in momenti che, secondo la logica del mercato, erano sbagliati!
Penso per esempio al line array, in quegli anni tutti chiedevano ed utilizzavano un altro tipo di prodotto – che noi peraltro avevamo – e invece abbiamo investito su V-Dosc.
Ricordo quando acquistammo le prime console digitali DiGiCo D5, la numero 1 arrivò in Beta test al Pavarotti & Friends… nessuno ci aveva scommesso perché era più facile investire in brand disponibili che andavano per la maggiore, ma anche in quell’occasione le cose andarono in modo diverso e DiGiCo, ancora oggi, ci accompagna negli eventi più importanti.
In tutte queste scelte ci hanno sempre portato per mano i collaboratori ed è stata la condizione essenziale per rischiare.
Un altro fattore è investire sul futuro quando tutto sembra andare per il meglio e prima che il mercato ti costringa a rivedere le scelte acquisite. Anche adesso, un anno disastroso per il nostro mercato, stiamo cercando di rinnovarci seppur con tutte le difficoltà che incontriamo.

ZioGiorgio.it: quindi uno degli asset più importanti è aver costruito un team di persone? Fa ancora la differenza in questo mestiere?

Wolfango de Amicis: noi crediamo che faccia la differenza, ci sono tanti bravi tecnici sul mercato, ma a noi interessa che ognuno dei nostri sposi la filosofia dell’azienda di cui fa parte e faccia gruppo; si può essere bravissimi ma il rischio è che senza un team di persone motivate difficilmente si arrivi a risultati importanti.
Il merito di una gestione efficace è il lavoro di squadra perché il team funziona quando gli obiettivi sono condivisi e quando tutto il gruppo sa definire e rispettare ruoli, procedure e regole.

ZioGiorgio.it: ci sono realtà estere che fanno anche produzione, è una cosa che è mai interessata ad Agorà o un qualche cosa che potrebbe essere nelle mire future?

Wolfango de Amicis: penso che la competenza debba rimanere all’interno del know how di ogni azienda e non condivido “invasioni di campo”. E’ vero che noi conosciamo i segreti di una produzione ma siamo partner a supporto delle produzioni stesse, quindi non possiamo sostituirci a loro se non per necessità. Per come la vedo io solo se ci venisse espressamente chiesto potremmo dare un contributo, ma in questo caso sarebbe una mutua collaborazione, cosa ben diversa dal fare i produttori o gli organizzatori di spettacolo.

ZioGiorgio.it: tour, eventi musicali, grandi eventi sportivi, corporate events. Quali potrebbero essere dei terreni ancora da esplorare per chi fa questo mestiere?

Wolfango de Amicis: ne hai menzionati molti e tutti importanti. A ben vedere il nostro settore offre molte possibilità interessanti, quando a pieno regime…

L’area di test delle console

ZioGiorgio.it: c’è spazio o interesse per piattaforme digitali e streaming?

Wolfango de Amicis: sono parte del nostro stesso lavoro ma spero che continuino ad essere un qualche cosa in più e che non prendano il posto di uno show dal vivo, sarebbe la morte non tanto delle aziende, che con tutta probabilità riuscirebbero ad adattarsi a livello tecnologico, ma di tutta la filiera fatta di tecnici e personale specializzato come la conosciamo adesso. Per fare una buona diretta streaming basta un decimo del personale che invece è necessario per un concerto.

ZioGiorgio.it: quindi qual è il tuo pensiero in merito? Possiamo stare tranquilli per il futuro?

Wolfango de Amicis: credo che le dirette streaming possano essere funzionali ad un certo tipo di evento e come “appoggio” all’evento fisico. Per contro l’evento live rimane un momento irrinunciabile ma soprattutto immagino che le persone preferiscano ancora uno stadio gremito piuttosto che stare davanti ad un computer.

ZioGiorgio.it: sempre parlando di tecnologie, ci sono a tuo avviso delle tendenze interessanti che potrebbero arricchire la vostra offerta e in generale regalare un’esperienza diversa anche al pubblico? Non so, prima a microfoni spenti si parlava di audio immersivo …

Wolfango de Amicis: questo è un topic interessante. In realtà noi ci stiamo già lavorando e parecchio. Anzi, in questi mesi di scarso lavoro, abbiamo cercato di studiare e comprendere bene questa tecnologia al momento ancora un po’ di “nicchia” ma sicuramente molto funzionale in un certo tipo di show e siamo già pronti a proporre soluzioni innovative nei primi lavori in partenza.

Il prezioso magazzino di outboard, mixer engine’s e microfoni.

ZioGiorgio.it: è proponibile alle produzioni per quella che è la vostra esperienza? Insomma, vi ascoltano in questo senso? Riuscite a fargli capire che è un qualcosa sul quale si può investire?

Wolfango de Amicis: certo che sì. Le produzioni cercano continuamente soluzioni nuove, dobbiamo essere noi accorti a non rendere difficile la realizzazione del progetto e far capire loro che stiamo lavorando insieme per arricchire l’esperienza di un concerto.

ZioGiorgio.it: torniamo un attimo a quello che, in Italia, abbiamo sempre chiamato il mondo del service. Come mai non c’è mai stata, di fatto, una cooperazione, una sorta di associativismo o qualche cosa del genere. Considerando che all’estero, ad esempio nella vicina in Francia, esistono forme di cooperazione tra rent…

Wolfango de Amicis: in realtà, per quanto riguarda la Francia, direi che si tratta di qualche cosa di ben diverso rispetto ad una forma di associativismo. In quel caso c’è un imprenditore che  pian piano ha acquistato partecipazioni in altre aziende per poi metterle tutte insieme e creare un gruppo, stessa cosa in UK ed in USA.
Se guardo al ramo del rental noi in Italia abbiamo aziende molto forti e altrettanto capaci ma in Italia, come in altri i Paesi, per quello che so io, non è poi così facile mettere insieme aziende del nostro settore.

ZioGiorgio.it: perché a tuo modo di vedere?

Wolfango de Amicis: non è facile perché il mercato stesso ti porta a un rapporto di concorrenza con i colleghi, e dove c’è concorrenza diretta come fai a dire “oggi non lavoro io e lavori tu” o viceversa. Non è fattibile. Quando c’è la collaborazione essa nasce da un rapporto selettivo ed elettivo tra le persone che hanno un proprio ambito che non interferisce con l’altro e questo è possibile solo se si riesce a scambiare due parole nella correttezza di un rapporto educato e costruttivo pur consapevoli di essere concorrenti.
Detto ciò il motivo per cui in passato non si è creata un’associazione di Service in Italia è riconducibile ad altre ragioni ancora, non si è creata perché nonostante ci siano stati tentativi importanti all’improvviso persone che sembravano fossero coinvolte nel progetto per scopi costruttivi hanno cambiato direzione  passando a rivendicazioni contro il nostro stesso mondo del lavoro.
Lo stesso problema viene vissuto oggi dai tecnici, è sotto gli occhi di tutti la difficoltà corrente ma nonostante sia indispensabile mettersi insieme e condividere un unico obiettivo non si riesce a mettersi insieme a causa di pensieri ed aspettative divergenti ma soprattutto contrapposte.

ZioGiorgio.it: in questi mesi ci siamo resi conto di come questo nostro settore manchi di visibilità, nei confronti delle istituzioni ma anche del mondo esterno. Che idea ti sei fatto?

Wolfango de Amicis: noi siamo stati giuridicamente invisibili per la nostra Politica e per il Potere Burocratico Italiano. Oggi purtroppo il nostro interlocutore non è un singolo Ministero, ma ne sono diversi: il MiBACT (Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo), il Ministero del lavoro, il MISE (Ministero dello Sviluppo Economico).
Il nostro è un settore meraviglioso, forse è l’unico pieno di tanta professionalità e creatività, ma non è regolamentato e per questo rimane invisibile agli occhi dei più. Tutti abbiamo sperato che il Ministero della Cultura desse retta alle nostre richieste ma poi ci siamo resi conto che si, è vero che lavoriamo nella filiera della Cultura, ma mancava il nesso giuridico perché la cosa fosse visibile alla burocrazia italiana.
Se pensiamo alle difficoltà che incontriamo tutti i giorni nei nostri cantieri, alle scartoffie che dobbiamo compilare giornalmente e alle leggi alle quali dobbiamo sottostare posso dirti con convinzione di causa che noi, il mondo del service come lo chiamiamo in Italia, siamo certamente più vicini al mondo dell’edilizia… È un paradosso ma è così.

ZioGiorgio.it: quindi probabilmente abbiamo identificato un interlocutore sbagliato?

Wolfango de Amicis: in parte perché il Ministero della Cultura è corretto che sostenga i teatri, il Fus, i promoter che organizzano i concerti e gestiscono Borderò Siae, perché sono parte giuridica della filiera;  il fatto che noi lavoriamo per chi organizza i concerti, non ci permette sempre di essere parte di quella stessa filiera.
In effetti in questo momento qualcosa di importante si è mosso soprattutto dopo la manifestazione Bauli in Piazza ed i vari tavoli che si sono aperti anche con le altre associazioni/federazioni, tantissimi tecnici sono stati ammessi al contributo del MiBACT destinato ai tecnici dello spettacolo e riceveranno contributi con un massimale di € 4000. Questo è un segnale di non poca importanza.
Peraltro è ancora tutto in divenire, le cose accadono ogni giorno e quello di cui stiamo parlando oggi, sarà probabilmente già parte del passato tra quale mese o settimana…

ZioGiorgio.it: arriviamo alle note dolenti, cosa vedi nel prossimo anno o comunque nel futuro del vostro mestiere?

Wolfango de Amicis: il 2021, anche se tardivamente, deve essere un anno di ripartenza vera! Forse il modo con il quale si deve ripartire non è ancora chiaro ma ci confidiamo comunque. Ormai abbiamo i vaccini e cure sempre più efficaci quindi io onestamente credo che si ripartirà e lo faremo con un certo vigore.
La cosa che temo di più é un altra: questo Covid si chiama 19 perché è iniziato nel 2019 ma da come si sta mettendo il mondo e l’umanità cosa ci attenderà per il 2025 o il 2027? Non voglio essere catastrofista, ma mi faccio delle domande. Il vero problema è che sta accadendo qualcosa di diverso e di non prevedibile rispetto a prima e questo ci obbligherà a rivedere le regole di ingaggio della nostra vita e, a maggior ragione, del nostro lavoro.
Quello che non vedo è una visione politica e strategica in questa direzione e poca attenzione all’analisi, funzionale a risolvere i problemi, non solo del nostro settore.
Si lascia molto spazio agli scienziati che, ovviamente, sono persone che non vivono la realtà di tutti i giorni e che difficilmente sono in grado di capire le realtà biodinamiche e sociali. Pochissimi per esempio, in un intero anno, si sono chiesti quanto siano necessari spettacoli, musica, teatro per le persone. Certo, prima la salute, ma forse è il momento di occuparsi anche della felicità e della voglia di tornare a vivere delle persone.

ZioGiorgio.it: cosa ti aspetti da questa classe politica, o da quella che verrà?

Wolfango de Amicis: penso che il governo, qualsiasi esso sia, debba lavorare su un metodo per permettere alle persone di godere degli spettacoli dal vivo, per permetterci di fare il nostro lavoro, una ripartenza chiara, magari inizialmente con cautela, ma comunque ad una velocità di crociera tale da far resistere la filiera, oggi molto, molto provata. Abbiamo dimostrato di saper gestire flussi di persone in maniera eccellente, ci sono studi che dicono chiaramente che non ci sono stati contagi, non devo ripetere io oggi queste cose, sono notizie che sono circolate e sono cose concrete, reali. In questo momento assistiamo ad un cambio di Conduzione Politica, speriamo che le scelte si rivelino positive verso il nostro settore.

Gli uffici del dipartimento tecnico

ZioGiorgio.it: pensi che il mondo degli eventi si debba in qualche modo reinventare?

Wolfango de Amicis: quello che può accadere adesso, tornando al discorso delle aggregazioni, è che in un momento in cui sta emergendo la necessità di essere più strutturati, si creino nuove collaborazioni tra aziende. Questo è un momento fertile per guardarsi in faccia e collaborare un po’ più di quanto non abbiamo fatto prima, per essere più strutturati e per difendere il nostro mercato.

ZioGiorgio: ho sentito tanto parlare di sicurezza, sanificazioni, gestione dei flussi di persone negli ultimi mesi. Pensi che questi aspetti possano essere in qualche modo gestiti da chi fa il nostro mestiere, aprendo peraltro possibilità di business interessanti?

Wolfango de Amicis: c’è una “forte attività creativa” che guarda con attenzione a qualsiasi opportunità, da quella agricola, a quella edile, a quella sanitaria. Ci stiamo lavorando tutti ed in qualche occasione abbiamo già portato a casa dei risultati. La realtà ci porta sempre ai discorsi su fatti: il coinvolgimento del nostro settore può avvenire solo se i nostri interlocutori si rendono conto del potenziale umano e tecnico che c’è a disposizione, potenziale umano costretto per legge ad un riposo forzato; sta quindi anche a noi il compito di renderci visibili investendo su una struttura organizzativa che rappresenti l’intero settore.

Ferdinando Deramo, Domenico Cerqua e Antonio Prigenzi

Approfittando di un’intera giornata nel magazzino Audio di Agorà abbiamo avuto l’opportunità di confrontarci anche con Domenico Cerqua, Direttore Tecnico e Warehouse Manager dell’azienda e Ferdinando “Nando” D’Eramo, Senior Account, mentre l’altra figura di riferimento Attilio Martelli era assente e ci riserviamo di incontrare prossimamente.
Con loro abbiamo parlato nel dettaglio di tendenze, tecnologie e novità con un punto di vista autorevole di chi ha una notevole esperienza in campo internazionale e un filo diretto con le aziende leader del settore.

ZioGiorgio.it: raccontaci di cosa ti occupi di preciso.

Domenico Cerqua: sono Warehouse Manager e Direttore Tecnico del reparto audio di Agorà. Il mio ruolo va dal coordinamento tecnico, alla gestione logistica sia interna che esterna. Prendo parte alle scelte tecniche relative ai progetti audio, per fare in modo che la filosofia aziendale che ha come target oltre alla qualità, la sicurezza e la ridondanza dei sistemi più sensibili sia sempre tenuta in considerazione.
Mi occupo inoltre di testare tutti i sistemi integrati che prevedono trasporti digitali con svariati protocolli audio, networking ed altro facendo da fulcro tra i vari settori del dipartimento in modo da avallare affidabilità e qualità dei sistemi stessi.
Questo know-how è frutto della partecipazione a diversi eventi internazionali dai quali abbiamo acquisito lo stesso modus operandi.

ZioGiorgio.it: in che modo viene gestito il work-flow all’interno del magazzino.

Domenico Cerqua: la prima fase è il reperimento di informazioni dai vari interlocutori che sono fonici, tecnici e project manager al fine di creare un rider ad-hoc per ogni settore del magazzino che poi viene trasferito alle varie figure in modo da facilitare la preparazione del materiale tramite checklist.
A tal proposito, utilizziamo una modulistica di magazzino che, è stata perfezionata per ridurre al minimo eventuali e costosi errori da parte degli operatori. Fatto ciò si prepara e si testa il materiale che, dopo essere stato inserito nella relativa scheda del gestionale con serializzazione dettagliata, viene impacchettato  per essere trasferito nelle varie venue ove è richiesto.
Una fase delicata è il rientro del materiale; in questa fase ci sono operatori che controllano e spuntano ogni singolo articolo con l’impiego di scanner barcode interagenti direttamente con il gestionale dell’azienda. Segue una seconda fase di controllo più approfondita con lo scopo di individuare vizi e malfunzionamenti prima che il materiale rientrato venga stoccato. Eventuali problemi vengono risolti nel laboratorio di riparazione per quello che riguarda enclosure, trasduttori e amplificatori ed un settore che si occupa della manutenzione ordinaria e straordinaria nonché del test delle numerose console digitali che abbiamo in stock presidiato da Nando, se si tratta di danni più gravi il materiale viene invece gestito con l’assistenza diretta di casa madre.

ZioGiorgio.it: come gestite la preparazione dei rack?

Domenico Cerqua: Agorà non fa rental e così non abbiamo modo di standardizzare questo aspetto.
Ogni show, ogni artista e ogni situazione ha esigenze diverse ed  il compito del reparto che si occupa di questa lavorazione è mettere gli operatori in condizione di lavorare nel migliore dei modi concentrandosi soltanto su quello che a loro compete; questo per noi è un lavoro gravoso, che richiede elevate competenze per collaudare ogni sistema ad ogni uscita. Per risolvere questa impasse puntiamo ad avere un involucro importante e sempre ammortizzato che prevede cablaggi elettrici, network e di segnale sovradimensionato, nel quale possono essere inserite o rimosse macchine in base alle richieste più disparate che possono pervenire. Una volta definito il rider i rack vengono disegnati con modelli 2D e poi trasferiti agli operatori che si occupano della realizzazione degli stessi.

ZioGiorgio.it: bentrovato Nando. Il tuo compito qui?

Nando D’Eramo: mi occupo della gestione e manutenzione ordinaria e straordinaria delle numerose regie audio nonché del network ad esse integrato. Terminata la progettazione del set-up attraverso il reperimento di informazioni per redigere il rider sotto forma di modulistica aziendale,  passiamo alla messa in opera del sistema, assemblando il tutto nei nostri spazi dedicati dove eseguiamo successivamente la simulazione e tutti i test del caso. Io mi occupo di aggiornare i vari sistemi effettuando gli upgrade necessari ma sempre solo dopo avere testato per un certo periodo il software che ci viene consegnato. Abbiamo in casa circa 80 mixer di brand differenti ognuno dei quali richiede verifiche, aggiornamenti e test di affidabilità.

ZioGiorgio.it: un’esperienza che arriva poi dal campo vero?

Nando D’Eramo: il know-how arriva dal feedback di  utilizzatori sul campo, sia Italiani che stranieri: Agorà si avvale della collaborazione dei più prestigiosi Fonici e Sound Designer Nazionali. Le numerose esperienze in situazioni internazionali ci hanno consentito di incontrare professionisti di alto livello e sviluppatori di importanti aziende, vedi i lavori svolti con Eurovision, Cerimonie Olimpiche e tante altre situazioni che ci hanno permesso di acquisire un enorme bagaglio di conoscenze e di implementare soluzioni e tecnologie innovative.

ZioGiorgio.it: come selezionate le nuove proposte del mercato? Immagino avrete spesso aziende che si propongono con prodotti e strumenti …

Nando D’Eramo:costantemente. La possibilità di provare le nuove tecnologie spesso per primi, con il vantaggio di poter capire pregi e difetti di quella macchina, è una cosa per noi fondamentale. Chi viene qui a proporci novità sa che è soggetto a critiche anche severe proprio perché siamo avvezzi a vedere e confrontare molte soluzioni. Altrettanto spesso però l’azienda riceve da noi feedback importanti, consigli pratici che serviranno a sviluppare il prodotto in maniera definitiva.

ZioGiorgio.it: come andate a mediare a livello di materiale e tecnologie con i rider che arrivano?

Nando D’Eramo: per scelta aziendale cerchiamo di esaudire le richieste e solo in caso di evidente difficoltà proponiamo alternative funzionali. Devo anche riconoscere che ormai con moltissimi tecnici e fonici c’è un rapporto di fiducia costruito negli anni, difficile trovare problemi insormontabili.

L’area dei microfoni

ZioGiorgio.it: cosa avete visto di interessante negli ultimi anni a livello tecnologico?

Nando D’Eramo: c’è una continua evoluzione tecnologica che sta portando con sé molti miglioramenti, anche se non c’è ad oggi un prodotto o una tecnologia nuova realmente sensazionale. L’unica tecnologia realmente intrigante – peraltro non nuova come concetto di fondo – è  l’audio immersivo che abbiamo potuto toccare con mano la prima volta in occasione di una recente collaborazione con Morricone. Per me è stato come quando ho sentito per la prima volta lo stereo passando dal mono! Quando mi sono trovato a camminare lungo la location sentendo ovunque sempre la stessa dimensione e quando ho visto le possibilità di posizionamento del suono,  sono rimasto davvero colpito. Diciamo che per ora l’audio immersivo funziona soprattutto con la musica classica, ma proprio in questi giorni stiamo sperimentando altre possibilità e la strada è tracciata….

Aldo Chiappini
COO & Editorial Manager

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