Estate Sforzesca 2021

Dall’11 giugno al 7 settembre 2021 sul palco nel Cortile delle Armi del Castello Sforzesco è andata in scena la nona edizione di Estate Sforzesca. Un festival promosso e coordinato dal Comune di Milano – Cultura e che ha proposto oltre 80 Eventi dal vivo, dai numerosi concerti con artisti di livello come Subsonica, Negrita, Concato, Bennato, Coma_Cose e tanti altri, fino ai concerti di musica classica, teatro e il gran finale con Roberto Bolle.

In questo articolo vogliamo raccontarvi l’esperienza del rental milanese Sonique Srl, fornitore di tutta la tecnica audio, video e luci. Diego De Ferrari, uno dei fondatori dell’azienda ci ha illustrato setup, criticità, scelte e flessibilità dell’intero setup che ha dovuto ospitare e gestire situazioni differenti con tutto quello che comportano: dalle integrazioni di tecnici e apparecchi fino alle differenze nell’affrontare un festival in un periodo di ripartenza dopo la pandemia che tutti conosciamo.

Ecco l’intervista!

ZioGiorgio.it: parliamo di uno degli eventi più importanti dell’estate milanese. Quale è stato il compito di Sonique?

Diego De Ferrari: Sonique ha partecipato come rental puro a cui abbiamo aggiunto l’installazione del materiale audio e luci.

ZioGiorgio.it: come funziona un festival in un momento storico come quello che stiamo vivendo?

Diego De Ferrari: quest’anno abbiamo voluto lavorare a chilometro zero con un cliente storico nella nostra città. Il progetto era intrigante e la venue bellissima. Per quanto riguarda il funzionamento di un festival in un momento di ripartenza, da una parte chi organizza ha da affrontare spese piu alte come il noleggio sedie, distanziamenti, piu movimentazioni, piu personale per controlli e molto altro. Inoltre, le capienze sono inferiori e bisogna comunque tenere un livello di allestimento tecnico che sia all’altezza della location. Abbiamo lavorato parecchio sul progetto audio per non penalizzare, a livello di ascolto, alcune zone di un parterre piuttosto lungo.
Penso che ci siamo riusciti… un grosso complimento ci è arrivato dalla produzione dei Subsonica e dal custode del Castello (ha detto che erano anni che non si sentiva cosi bene) (NDR. Ride!)

ZioGiorgio.it: quindi hai notato anche un diverso approccio da parte dei tecnici?

Diego De Ferrari: devo dire che probabilmente questa nuova generazione di tecnici nata già direttamente digitale mi ha fatto una buona impressione. Ho avuto modo di vedere molti concerti questa estate: Coma_Cose, per dirtene una, si sentiva molto bene e in generale mi sembra che il livello qualitativo si sia elevato e non di poco.

ZioGiorgio.it: parlaci del rig luci…

Diego De Ferrari: al Castello Sforzesco il Lighting Designer era Marco Elia che ci ha lasciato molto spazio di manovra sulla scelta delle fixture luci, ovviamente nel rispetto di ciò che aveva disegnato; del resto, segue il Castello da qualche anno e sa esattamente ciò che serve per portare a casa 90 show consecutivi. So che aveva un debole per i prodotti Martin e quindi dovendo investire come ogni anno, abbiamo scelto di farlo con l’ottimo supporto di Exhibo. Fondamentalmente abbiamo installato i bellissimi spot con sagomatore Martin Era 600, versatili sia con gli spettacoli teatrali che con quelli piu Rock ‘n’ Roll. Avevamo anche tutta una serie di nuove fixtures Sagitter molto affidabili: aspetto da non sottovalutare mai!

ZioGiorgio.it: parlaci dei vari feedback da parte dagli operatori e Lighting Designer che hanno avuto a che fare con questo allestimento…

Diego De Ferrari: anche se ho avuto pochi confronti diretti, in generale sembravano tutti estremamente soddisfatti. Stai tranquillo che se avessero avuto problemi sarei stato il primo a saperlo… (NDR. Ride!). Abbiamo chiuso la stagione con uno spettacolo di Bolle e il regista ha apportato piccolissime modifiche al nostro disegno. Significa che la dotazione tecnica messa a disposizione era pensata correttamente per la venue in cui ci trovavamo.

ZioGiorgio.it: invece dal punto di vista audio cosa hai messo su…

Diego De Ferrari: abbiamo messo giù una versione 2.0 della nostra macchinona americana, abbiamo aggiunto minigonne e alettone (NDR. Ride!). A parte gli scherzi, abbiamo installato del  JBL VerTec 4888 a cui abbiamo aggiunto i nuovi sub sempre JBL, VTX S28 tutto pilotato Powersoft X8 DSP Dante sfruttando i nostri preset con filtri FIR. In questa occasione abbiamo raddoppiato gli amplificatori per una gestione ancora più puntuale, visto che il committente aveva chiesto come requisito fondamentale l’omogeneità del suono in tutta l’area. Era inoltre importante far finire il PA all’interno delle mura perché i “vicini di casa” sono avvocati pronti ad alzare il telefono e mandarti una diffida! Mi dicono che alla fine l’assessore alla cultura ha ringraziato ufficialmente per tutto quello che è stato fatto ed ha soprattutto apprezzato il risultato dal punto di vista tecnico. Siamo contenti per questo, siamo ancora alla buona e ci basta un grazie (NDR. Ride!).

ZioGiorgio.it: hai curato tu i preset e equalizzazione della sala?

Diego De Ferrari: si, collaboro con un paio di PA-Man molto bravi che lavorano spessissimo con me. Hanno studiato la cosa mesi prima con tutte le simulazioni del caso e devo dire che ha funzionato. Abbiamo fatto una bella mezza giornata di settaggio col silenzio, e mi fa veramente piacere che tutti, non solo i vari professionisti delle diverse produzioni abbiano notato questa cosa. Funzionava! Mi sono seduto dappertutto e soprattutto nelle prime file che avevano di fronte questi sub imponenti ed il primo pensiero è stato: “quando comincia il concerto mi tirano le orecchie …”. Invece anche la gamma bassa era omogenea ovunque.

ZioGiorgio.it: spostiamoci in regia. Come è stata organizzata?

Diego De Ferrari: abbiamo cercato di mettere giù tutto quello che per noi è lo standard. Quindi per l’audio era presente il Midas Pro6, con eventuale integrazione di un Pro2 su palco a richiesta., mentre per le luci Marco lavora su Avolites Titan e ha preferito portarsi la sua console.

ZioGiorgio.it: ci sono state richieste particolari di integrazioni?

Diego De Ferrari: facendo 90 spettacoli praticamente uno diverso dall’altro le richieste sono state di vario genere. Le produzioni tipo Negrita, Subsonica, Colapesce e Di Martino, Coma _Cose e altri erano autonomi, Magari chiedevano cose semplici come una macchina del fumo in più. Le altre produzioni potevano chiedere la videoproiezione o macchine particolari senza poter considerare delle alternative quindi ogni tanto diventavi matto. Per la classica invece grande richiesta di microfoni dedicati.

ZioGiorgio.it: parlaci delle maestranze, hai sofferto il calo di personale?

Diego De Ferrari: forse il problema piu grosso è stato reperire all’ultimo tecnici che noi consideriamo validi. I calendari degli eventi subivano modifiche man mano che i contagi calavano, ed è stato difficile recuperare personale all’ultimo secondo. Da quel punto di vista sono molto chiuso nella scelta dei tecnici se non li conosco personalmente. Quest’anno mi sono dovuto fidare di altre persone e tuttavia devo riconoscere che un aspetto positivo c’è stato: abbiamo conosciuto nuovi ottimi tecnici.

ZioGiorgio.it: ormai la stagione estiva è conclusa. Puoi farci una analisi dal punto di vista di un service sul periodo trascorso e su come vedi la stagione invernale?

Diego De Ferrari: siamo in contatto con varie agenzie per un po’ di progetti invernali. Adesso si parla di calendari che riguardano soprattutto i mesi di marzo e aprile 2022, e che dovrebbero essere definitivi. Quindi penso che una ripartenza vera e propria ci sarà dopo Sanremo 2022. Siamo ancora in attesa di fare il tour di qualche artista programmato a fine 2019. (NDR. Ride!)
Finisco dicendoti che da un lato siamo contenti perché tutta questa attività estiva ci ha dato aria ed energia per continuare ma purtroppo non è ancora finita. Il mancato fatturato di due anni circa non ha realmente annullato il debito di due anni. È lì che ti guarda da vicino. Va bene i ristori ma ne riparliamo quando ripartiranno i vari leasing/finanziamenti ancora in essere (NDR. NON Ride!)

Abbiamo raggiunto telefonicamente Marco Elia, Lighting Designer residente del festival per farci raccontare nel dettaglio il setup luci e per alcune considerazioni sulla situazione eventi post-pandemia.

ZioGiorgio.it: bentrovato Marco, raccontaci il setup luci del castello…

Marco Elia: avevo a disposizione gli ERA 600 della Martin, impiegati come spot. Un prodotto che si è dimostrato estremamente versatile per quello che era la situazione teatrale/musicale, affiancato da un’altra fixture Martin, MAC Aura PXL, un ottimo wash di nuova generazione che ho sfruttato per l’illuminazione di base per un buon confort visivo. Non ultimo la possibilità di utilizzare entrambe le fixture anche come effettistica nelle situazioni un po’ più spinte.
Completavano il disegno i RUSH MH 11 Beam sempre Martin per gli effetti da terra e alcuni QUARTZ 300 di Sagitter, dei semplici ma funzionali wash RGBW con zoom. Interessanti anche le ribaltine Sagitter IP Color 32CDL, impiegate sempre a terra per il fondale, versatili e con una buona copertura. Con i dj set potevano essere rivolte verso il pubblico e impiegati come effettistica pura, così come i blinder a LED BLOK 2TW sempre della Sagitter. Tutto abbastanza versatile, con molte fixture impiegate per utilizzi differenti.
Tieni presente che in questo momento le produzioni tendono al risparmio e all’ottimizzazione, per cui se fai trovare un disegno già accomodante sono tutti molto più accondiscendenti.

ZioGiorgio.it: come hai organizzato la regia?

Marco Elia: in regia avevo la mia Avolite Titan con espansione e doppi schermi. Un set di profilo medio alto che consente di gestire il tutto in maniera veloce e funzionale. Prediligo Avolite per una questione strettamente legata all’interazione immediata. Avevo a disposizione 4 linee DMX fisiche e due linee spare in più per eventuali integrazioni.

ZioGiorgio.it: dacci infine un tuo giudizio sulla situazione attuale.

Marco Elia: c’è una nuova generazione di tecnici molto interattiva, molto interessante ma bisogna seguirli. Sono molto bravi ma non hanno la visione del palco per cui vanno istradati. Si tratta di una generazione che ha voglia, è precisa e lavora tantissimo sul digitale. E’ una svolta per tutto e per tutti ma può essere anche controproducente perché se limiti la tua visione allo schermo ti manca ancora molto. Una dimostrazione è l’accanimento che ho visto spesso sul fatto che sul digitale funziona e sul reale non funziona. Hanno bisogno di occasioni per sperimentare e sbagliare.

Walter Lutzu
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