Michele Della Mea ed ETC per Il Giulio Cesare

Di recente il Teatro Verdi di Pisa ha messo in scena questa particolare opera. Il Lighting Designer Michele Della Mea racconta la sua esperienza con la console Gio @5.

Michele, nato a Milano ma adottivo di Pisa da moltissimi anni, ha cominciato a muovere i primi passi in questo mondo nel lontano 1980, un’epoca in cui “se avevi volontà di lavoro ne trovavi anche d’avanzo, tanto che potevi scegliere comodamente cosa fare e cosa no!”. Dopo aver ricoperto diverse mansioni negli spettacoli dal vivo arriva il suo primo coinvolgimento nel mondo della luce professionale e del teatro, grazie ad un professionista già affermato – Riccardo Tonelli – che decide di prenderlo sotto la sua ala protettiva.

“Riccardo mi ha insegnato tantissimo ed ho imparato presto che nel nostro lavoro osservare è fondamentale; aver lavorato negli anni con i maggiori lighting designer italiani ed internazionali mi ha aiutato molto nella mia crescita professionale” afferma Michele. “Il mio primo contatto con ETC? Posso dire di essere uno della prima guardia, perché il teatro acquistò già molti anni fa dei sagomatori ETC Source Four 575 Watt che all’epoca erano una vera novità! Ne rimanemmo talmente soddisfatti che comprammo poi altri sagomatori ETC Source Four Zoom e che tutt’ora sono in dotazione al teatro”.

Dopo qualche anno, Michele diventò responsabile del reparto elettrico del Verdi e quando venne il momento di cambiare la console, grazie al supporto dell’ufficio italiano di ETC, scelse una ETC Element che “mi aprì un mondo diverso rispetto alle nostre vecchie Tenor ADB e Mentor ADB”.

Il Giulio Cesare, ultima produzione del teatro, è stato un lavoro faticoso e difficile anche per cause esterne: cambio di regista in corsa, cambio di video maker e, come conseguenza, cambio di impostazione totale della visione dell’opera, tutto nel giro di due settimane. “Abbiamo fatto un vero miracolo e questo grazie all’alta professionalità ed alla comprensione di tutte le figure coinvolti” fa sapere Michele.

Michele ha lavorato al fianco di un Luca Attili – Graphic designer & Videomaker – col quale ha instaurato fin da subito una collaborazione “senza che mai l’uno prendesse il predominio sull’altro, cercando di far convivere video e luci in una ricerca di immagine e colore integrate” racconta Michele Della Mea.

Ad oggi in dotazione del teatro da circa un anno è presente anche una console ETC Eos [email protected] che Michele ci racconta così: “Si tratta di una console molto intuitiva con una facilità d’uso notevole e, come tutte le ETC Eos, molto più predisposte rispetto ad altre al lavoro in teatro. Sui vantaggi di questa console potrei raccontarvi molti dettagli, ma la cosa tra le altre che più mi ha colpito è in relazione al controllo e alla capacità di uso del colore, cosa che in altre console non è facile riscontrare”.

Michele non è un vero amante delle sorgenti di illuminazione a LED ma con Eos è riuscito a far coesistere perfettamente le due sorgenti nello stesso spettacolo. “Eos ti dà la possibilità di un controllo del colore quasi totale e ti premette di raggiungere risultati inaspettati così da integrare qualsiasi standard colore con le gelatine o con i LED. Sono talmente soddisfatto che già sto “spingendo” per l’acquisto della nuovissima ETC Eos Apex di cui ho già visto alcuni video di presentazione molto interessanti…”.

La dotazione di prodotti ETC per il Teatro Verdi non finisce qui, perché dopo anni di richieste e “battaglie” per trovare i budget necessari la Direzione del Teatro ha acconsentito all’acquisto dei SolaFrame 1000 e dei SolaPix 19!

“Per anni abbiamo noleggiato fari motorizzati delle marche più disparate e quando è arrivato finalmente il momento di acquistarne di nostre ho chiesto aiuto a Davide Gabbani e Francesco Barbagli di ETC Italia che mi supportano e mi “sopportano” da ormai molti anni Ad oggi posso dire che la scelta di queste fixture mai fu più azzeccata visto le varie soluzioni che offrono in fatto di illuminazione, effetti, qualità colore etc. In generale mi ha impressionato la notevole finezza nel dimmerraggio e, parlando nello specifico SolaPix 19, ho potuto anche apprezzare una caratteristica che non ho riscontrato in nessun’altra fixture di uguale categoria che è l’ottima diffusione del fascio luminoso, ovvero l’effetto wash, che consente una pulizia migliore nella scena ed un effetto visivo più preciso” continua Michele. “Dei SolaFrame 1000 invece l’unica cosa che posso dire, confrontandoli con altre fixture con le solite caratteristiche che ho avuto l’opportunità di usare, è che non li cambierei con nessun tipo di fixture profile in commercio per resa, affidabilità e qualità…” conclude Michele Della Mea.

Info: www.etcconnect.com

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