Ci siamo recati a Livorno per assistere ad una data del tour “Queen At The Opera“, una produzione rock-sinfonica di Duncan Eventi, supportata dal service GM Music. Basato sulle musiche dei Queen, lo show in continua evoluzione sin dal suo esordio nel 2015, vede la partecipazione di oltre 40 musicisti, quattro voci e un soprano lirico. Uno spettacolo partito nei teatri e che sarà riproposto anche durante l’estate.
Abbiamo assistito ad un live essenziale ma di effetto, complice anche l’ottima interpretazione dei classici dei Queen come We Are The Champions, Bohemian Rhapsody, We Will Rock You, The Show Must Go On, Radio Ga Ga, Another One Bites The Dust e molti altri, in un mix tra sinfonica e rock che vedeva la compresenza sul palco di una vera e propria orchestra diretta dal Maestro Piero Gallo e di una band di 4 elementi.
Cominciamo il giro di interviste con Simone Scorcelletti, produttore dello show, che ci racconta la storia del musical fino al successo di quest’anno.
ZioGiorgio.it: raccontaci la genesi di questa produzione
Simone Scorcelletti: la primissima edizione di Queen at the opera risale al 2015 anche se nella nostra testa l’idea maturava già da diversi anni. La difficoltà più grande è stata quella di far convivere la delicatezza dell’orchestra classica con l’energia della band. Da quella prima versione siamo cresciuti tantissimo sia in termini tecnici che artistici, oggi vantiamo la collaborazione con il primo violino storico del maestro Morricone, Prisca Amori, abbiamo Valentina Ferrari che è una figura iconica nella scena del musical italiano ma soprattutto abbiamo il supporto di GM Music che ci ha permesso di fare un grande salto di qualità, con uno switch che comprende il passaggio da video proiezione a LEDWall, la crew che è passata da 5 a 8 persone, abbiamo rivisto la posizione dell’orchestra, una regia video nettamente migliorata e tanto altro.
ZioGiorgio.it: come gestite così tante persone?
Simone Scorcelletti: oggi siamo quasi in 60, più l’ufficio stampa, comunicazione e social media manager. Ci muoviamo con un bilico e un van per quanto riguarda la tecnica, più i vari trasferimenti di musicisti e performer. Non ti nascondo che a causa delle varie crisi mondiali, la logistica per 60 persone risulta complessa, con i prezzi legati ai trasferimenti e agli alloggi in netto rialzo. Fortunatamente siamo riusciti a ridurre al minimo gli spostamenti con più date in una sola location, ottimizzando così il tutto.
Massimiliano Innocente, socio di GM Music – service che ha fornito tutta la tecnica e il personale in tour – racconta l’esperienza in una esperienza ricca di date, dove comunque è indispensabile prestare una particolare attenzione ai budget, visti anche i rincari di questo periodo.
ZioGiorgio.it: bentrovato Massimiliano. Raccontaci la realtà di GM Music e il tuo ruolo in tour.
Massimiliano Innocente: mi occupo della gestione lato service e curo i rapporti con la produzione. Oltre a questo, gestisco il controllo camere per quanto riguarda la diretta durante il live sul LEDWall.

Massimiliano Innocente
ZioGiorgio.it: parlami della collaborazione con questa produzione. Com’è cominciata, quali erano le aspettative e come è cresciuta
Massimiliano Innocente: collaboriamo con Duncan Eventi per Queen At The Opera sin dall’ultimo periodo di pandemia. Un periodo in cui i teatri pian piano riaprivano con molte regole sul distanziamento sociale. Inizialmente eravamo tutti un po’ spaventati nei confronti della sostenibilità di questo evento, ma devo dire che alla lunga ci ha premiato, grazie ad un successo dello show sempre in crescita, una produzione raddoppiata nell’ultimo tour e un ulteriore step di miglioramento in arrivo per il prossimo anno.
ZioGiorgio.it: come siete organizzati a livello di logistica e crew?
Massimiliano Innocente: siamo in otto, con un PA man, fonico di sala, fonico di palco, backliner, elettricista, datore luci, responsabile video e il sottoscritto. Ci muoviamo con un bilico e un van per i tecnici che provengono tutti dalla stessa zona.

La regia camere gestita da Massimiliano Innocente
ZioGiorgio.it: anno difficile per quanto riguarda i costi di trasporto e alloggio. Come state gestendo la cosa?
Massimiliano Innocente: con l’impennata dei costi di carburante l’anno scorso è stata dura in quanto eravamo partiti con un budget di spesa calibrato sull’euro e ottanta al litro di gasolio, mentre a febbraio ci siamo trovati a € 2,50. Abbiamo quindi deciso di distribuire l’aumento dei costi tra service, produzione e trasportatore, così da rimanerci dentro, vista anche l’impossibilità di aumentare i costi dei biglietti già venduti.
ZioGiorgio.it: una produzione destinata a crescere?
Massimiliano Innocente: come dicevo, lo show ha avuto un notevole successo, e per la prossima stagione ci sarà un ulteriore step che stiamo valutando in questi giorni. Le date sono già in vendita e sono aumentate rispetto lo scorso anno con in aggiunta il fatto che rimarremo per tre o quattro giorni nelle location con un maggior bacino di utenza, come Roma, Milano e altre città.

La crew GM Music
Francesco Politi è il PA man in tour. Con lui affrontiamo le particolarità della scelta del sistema all’interno dei vari teatri italiani.
ZioGiorgio.it: parlaci della scelta del PA…
Francesco Politi: il sistema audio in tour è un due vie Idea Pro Audio. In magazzino è stato completamente smembrato e riassemblato con nuovi preset. È controllato da due Dolby Lake e da un Lake Contour ed è amplificato da finali Powersoft Serie K.
Il PA principale è composto da 24 casse (12 per lato), 8 sub e frontfill della stessa serie. La scelta di questo impianto, oltre per il suono, è stata dettata anche dalla sua flessibilità. L’hardware consente di convertirlo in modo semplice da appeso a stacked in base alle esigenze delle varie location.
Passiamo al FOH con Guglielmo Dimitri…
ZioGiorgio.it: bentrovato Guglielmo, partiamo dal setup in sala…
Guglielmo Dimitri: in sala uso un mixer Yamaha CL5 con due Rio, senza outboard e collegato ad un server plugin Waves dove sfrutto soprattutto l’Expander per pulire i brani più suonati. Tutto il trasporto è via Dante in ridondanza, mentre dal mixer esco con left, right e sub più altre mandate che decido in base alle location e che vanno a gestire i vari frontfill, sidefill e altre casse di rinforzo come quelle che abbiamo installato oggi sulle barcacce. Oggi siamo a circa 60 input e ho solo due out liberi.

Yamaha CL5 in regia FOH
ZioGiorgio.it: qualche particolarità riguardo la scelta dei microfoni?
Guglielmo Dimitri: tutto piuttosto standard, tranne per una delle voci, dove ho scelto l’M88 di Telefunken in quanto mi permette di guadagnare qualcosina quando i cantanti non spingono abbastanza e il tutto risulta più pulito. Altra particolarità è che i performer spesso cantano davanti al PA e scendono in sala, ma abbiamo imparato a gestire il tutto dopo quasi una ventina di repliche.
ZioGiorgio.it: cosa provi nel mixare una band che esegue brani dei Queen?
Guglielmo Dimitri: mixare le musiche dei Queen è sempre un piacere oltre che ad un onore, a prescindere da chi le esegue. In questo caso devo solo stare attento a dosare bene il balance tra orchestra e band.
Un palco ricco di musicisti quello di “Queen at the opera”. Sandro Rizzo ci parla del sistema di monitoraggio e mix in palco.
ZioGiorgio.it: uno stage ricco di elementi e non semplice da gestire. Raccontaci come ti sei organizzato.
Sandro Rizzo: partendo dal setup, ho un mixer Yamaha CL5 con due RIO 32-24 per un totale di 64 canali Dante. Fortunatamente non abbiamo né monitor né side e lavoriamo in IEM con i PSM1000 oltre ad un sistema MyMix, un personal monitor a 16 tracce al quale mando alcuni direct-out e vari stem dal banco. Per quanto riguarda l’orchestra, invece, utilizziamo dei sistemi Silent divisi su 3 mix diversi (archi, ottoni e legni).

Sandro Rizzo
La microfonazione è abbastanza standard, con i Sennheiser 604 sui Tom della batteria, uno Shure SM57 più un AKG 214 sul rullante, un 451 sempre AKG sull’hi Hat e 2 AKG 414 per gli over head. Per le voci utilizziamo tutte macchine Axient di Shure con capsule SM58 più una capsula M88 Telefunken di cui ti parlava Guglielmo.
Infine, gli archi sono amplificati dai DPA 4099 mentre sui legni utilizziamo dei AKG 414 e i Neumann.
Sempre in FOH troviamo Biagio Damiano, operatore luci in tour, che ci racconta il setup illuminotecnico
ZioGiorgio.it: cominciamo con il concept e il difficile compito di rappresentare i Queen…
Biagio Damiano: si tratta di un disegno a quattro mani, realizzato per far fronte alle varie sovrapposizioni di impegni. L’esigenza iniziale era di enfatizzare molto i singoli musicisti, soprattutto la chitarra. Durante lo show sono presenti alcuni momenti molto teatrali con le posizioni dei performer prestabilite in scaletta, dove si lavora in concomitanza con i primi piani del video.
Per quanto riguarda lo stile iconico dei Queen, durante la programmazione ho analizzato alcuni loro live e mi sono reso conto che imitare era praticamente inutile. Abbiamo interpretato il tutto seguendo quella che era l’interpretazione artistica da parte produzione sia per le luci che per il video. Nell’interpretazione artistica fortunatamente non c’è nulla di didascalico, è tutto frutto delle abilità e caratteristiche dei singoli artisti, e lo stesso vale per gli aspetti illuminotecnici e video. Non vedrete alcun contributo ripreso dalle esibizioni dei Queen e non vedrete alcuna pura imitazione di Freddie Mercury, Brian May e gli altri.

regia luci
ZioGiorgio.it: raccontaci il setup luci.
Biagio Damiano: il disegno è molto semplice, facile da allestire ma comunque efficacie. Abbiamo due truss, front e back, e tagli, oltre ai frontali presenti all’interno delle location. Al fine di enfatizzare vari momenti, soprattutto gli assoli di chitarra, sono stati aggiunti ulteriori Luma 700 Spot della Prolights, che risultano essere leggeri e sufficienti in termini di potenza per queste tipologie di location.
Sempre per i frontali abbiamo otto Robin 600 Wash dedicati ai vari musicisti, all’orchestra e per illuminare i performer quando entrano dalla scala centrale. A terra sono presenti altri wash della Robe per i tagli e per i contrasti da terra, mentre appesi in controluce abbiamo altri 4 wash 600 della Robe, i Pointe, e le Blazer 1500 della Sagitter. Quest’ultime sono wash-strobo dal forte impatto e formati da una strip centrale per l’effetto strobo e il background RGB.
ZioGiorgio.it: come avete programmato lo show e che console utilizzate?
Biagio Damiano: la programmazione è tutta manuale basata su cuelist, una per ogni canzone. Inoltre, sono presenti alcuni fader e pulsanti dedicati all’effettistica live. Il tutto è gestito da una MA2 command wing.
Chiudiamo con Pasquale Lazzari, che si occupa della gestione dei contenuti video. Per questo show sono presenti alcuni contributi realizzati in pre-produzione che si alternano alle riprese live gestite da tre telecamere PTZ.

Pasquale Lazzari
ZioGiorgio.it: Pasquale, cominciamo dall’hardware. Come avete impostato il tutto?
Pasquale Lazzari: abbiamo un Ledwall largo 8 metri e alto 4, passo 5.9 sul quale mandiamo i contributi provenienti da Resolume gestiti da me e dalle 3 telecamere PTZ comandate da Massimiliano. Su Resolume posso scegliere se mandare in onda i contenuti video o i flussi provenienti dalle PTZ e applicare su quest’ultimi alcuni effetti live comandati da una tastiera MIDI della Akai.
Le camere sono tutte PTZ 4K della Styled, anche se in questo show lavoriamo in HD. Massimo gestisce l’inquadratura e la preview, mentre io decido in tempo reale quale mandare in onda.
Eseguiamo quasi tutto live, senza timecode, soprattutto verso la fine del concerto dove interagiamo con il pubblico con una sorta di Kiss Cam.

Una delle telecamere PTZ Styled
ZioGiorgio.it: avete previsto anche una sorta di ridondanza o backup?
Pasquale Lazzari: tutte le camere viaggiano con doppio flusso di segnale: il segnale NDI entra in un router collegato a due Mac (main e backup) che gestiscono Resolume, mentre il segnale SDI arriva direttamente in regia camere come preview e backup. Inoltre, l’uscita master di Resolume entra nella regia di Massimo. Per cui se un computer smette di funzionare, c’è il secondo di backup; se muoiono entrambi c’è la regia delle telecamere.

Regia video e regia camere
Walter Lutzu
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