casse audio "bruciate"

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Questo argomento contiene 7 risposte, ha 5 partecipanti, ed è stato aggiornato da  bonfadini manli 1 mese, 4 settimane fa.

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  • #79225

    ziotonto
    Partecipante

    Salve
    Ho dei problemi con un impianto audio costituito da un mixer Allen e un amplificatore QSC mod. CMX300, con quattro casse audio, sempre della QSC con imp.8ohm, collegate in parallelo alle due uscite stereo.
    I collegamenti sono corretti. Ma è successo che due di queste casse, quelle anteriori, sono state “bruciate” nel senso che la resistenza interna del crossover si è fusa.
    Cosa può essere accaduto? L’amplificatore accetta sia casse 8ohm che 4 ohm. Può essere che avendo il gain di un canale del mixer al massimo e collegando un microfono, alzando il volume, innescando l’effetto Larsen, le casse si siano “bruciate”. Purtroppo non ero presente durante il “fattaccio” quindi se per piacere qualcuno potrebbe spiegare cosa può essere successo, potrei istruire le persone a utilizzare l’impianto ne miglior modo.
    Grazie e cordiali saluti

    #79232
    Andrea
    Andrea
    Partecipante

    Ciao,
    allora… tu invii un segnale musicale ad un amplificatore che appunto lo “amplifica” e lo manda alle casse. Questo segnale viene inviato sottoforma di corrente elettrica. Questa corrente attraversa le bobine e si crea un campo magnetico che interagisce col magnete della bobina facendole spostare in avanti. Questo spostamento genera le onde sonore che noi percepiamo. Ogni volta che la corrente attraversa la bobina, questa si scalda quindi qunata più corrente riceve la bobina tanto più si scalda, quando il volume cala (per via della musica che ha alti e bassi, o meglio piani e forti) la bobina riceve meno corrente e si raffredda, quindi tanto più alziamo i volumi tanto più si riscalderà la bobina ma più alziamo il volume meno avremo l’alternanza di piani e forti nella musica non permettendo più alla bobina di raffreddarsi. Il caso limite è la famosa onda quadra, il clip, la saturazione; che significa che quando il volume è troppo alto (per intenderci quando il mixer o l’ampli clippano) vuol dire che non abbiamo più alternanza tra piano e forte (cioè un’onda sinusoidale) ma solo fortissimo (cioè un’onda quadra) quindi corrente continua che va alla bobina che alla fine si brucia. Stesso discorso per la resistenza del crossover… Allo stesso modo di un volume troppo alto per lunghi periodi, un amplificatore sovradimensionato e non correttamente limitato può inviare “troppa” corrente all’elemento che non è in grado di dissiparla facendolo bruciare. Nel tuo caso quindi potrebbe essere dipeso da 2 cose, picco di volume che ha bruciato o onda quadra su una particolare frequenza che ha bruciato (spesso i Diggei giochicchiano troppo con le equalizzazioni con la conseguenza che qualche frequenza va in saturazione). A grandi linee va così (spiegata terra terra). Quindi occhio ai volumi e frequenze, occhio ai clip, dimensionare correttamente ampli e casse, e occhio ai larsen che non fanno mai bene ne alle orecchie ne ai componenti.

    #79235
    Audio Clinic Lab.
    Audio Clinic Lab.
    Partecipante

    Tutto quello che ti ha spiegato Andrea è corretto e descritto in modo semplice, ma ha omesso di dirti che i DIGGEI spippolano i toni sul mixer come fossero di capezzoli di una donna 🙂 ,per noi ( riparatori) i Diggei sono la vera fonte del nostro sostentamento, senza di loro noi riparatori non potremmo piu sfoggiare le nostre Porche nuove ,ne permetterci soggiorni alle Maldive- EVVIVA Diggei , loro continuano a fare danni e il noleggiatore paga…

    Parliamo di DIGGEI senza orecchie e senza competenze..ovviamente

    Buon 8 marzo a tutte le donne presenti sul Forum

    Ciao

    Audio Clinic Assistenza Tecnica
    Mauro

    #79238

    ziotonto
    Partecipante

    Grazie!!! Molto chiara la spiegazione. Il locale dove è posto l’impianto è della circoscrizione in cui vivo… quindi si effettuano /incontri/conferenze e feste. Quello che potrei fare è: “come posso limitare il volume dell’amplificatore? Purtroppo questo amplificatore non ha la mascherina, come un altro modello della Qsc, per coprire le manopole volume.
    Ciao
    Antonio

    #79247
    Audio Clinic Lab.
    Audio Clinic Lab.
    Partecipante

    Non sono le manopole del volume che devi bloccare, ma nn devi dare la possibilita di esagerare con i gain del mixer , quindi le cose sono queste : 1) limiter 2) impianto di adeguata potenza x il posto 3) chi rompe paga…4) all’italiano se vuoi fargli capire le cose lo devi toccare sul portafoglio, Diggeiii conpresi, tutto chiaro?? ciao audio clinic

    #79441

    andrea4d
    Partecipante

    Quello che ha detto Andrea e’ corretto a parte una cosa: un amplificatore sovradimensionato e non correttamente limitato può inviare “troppa” corrente all’elemento che non è in grado di dissiparla facendolo bruciare.
    Perche’ e’ sbagliato? Perche’ come giustamente fa notare l’onda quadra e la corrente continua bruciano le casse. Ma l’onda quadra e’ prodotta molto piu’ frequentemente da un ampli sottodimensionato che non il contrario.
    Non avendo abbastanza potenza viene spinto oltre i suoi limiti e clippa.
    Un amplificatore sovradimensionato, nel caso mandasse “troppa corrente” (cosa comunque relativamente difficile, se non parliamo di potenze da p.a. applicate ad una cassa da computer) produrrebbe un suono inascoltabile ben prima di danneggiare i componenti, mentre la distorsione dell’ampli (sempre entro i limiti della ragionevolezza) e’ piu’ difficilmente percepibile.
    I limiter non proteggono le casse: riducendo la dinamica al massimo aiutano a surriscaldare i componenti prima e non dopo.
    I volumi dell’amplificatore, per i motivi sopra citati devono essere sempre al massimo e ad oggi non esiste un sistema “automatico” di controllo delle emissioni sonore che non costi un rene o che non danneggi le casse. A parte il cervello di chi le usa.

    #79452

    ziotonto
    Partecipante

    Infatti, ho notato che molte volte degli amplificatori nei locali sono quasi al massimo. Grazie.

    #79559

    bonfadini manli
    Partecipante

    Personalmente credo che l’approccio più realistico sia considerare le differenze tra le specifiche tecniche dei diffusori e amplificatori fornite dai costruttori ed il loro uso nel mondo reale: decisamente coerente con questo metodo

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    saluti,Manlio.

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