Diego Caratelli

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  • in risposta a: Studio monitor #62280
    Diego Caratelli
    Diego Caratelli
    Moderatore

    Siamo qua per darsi una mano!
    Ciao.

    Diego.

    in risposta a: Studio monitor #62259
    Diego Caratelli
    Diego Caratelli
    Moderatore

    Guarda, il link era più per farti vedere le foto, giusto per capire la logica delle disposizioni.
    Poi è ovvio che difficilmente puoi fare una cosa del genere in casa (io ci ho lavorato 6 anni in un magazzino e posso garantirti che non è stato assolutamente facile…!!!).
    In realtà, per avere un minimo di controllo dell’acustica ambientale non ci vuole poi molto, basta rimboccarsi un po’ le maniche ed avere un po’ di fantasia…
    Ti metto di seguito un elenco di cose abbastanza semplici da cui puoi prendere spunto:
    – In una stanza non controllata è bene tenere i monitor il più vicino possibile ad un muro (vero, non in cartongesso), indipendentemente dal tipo di reflex. Questo ti aiuterà a controllare un po’ meglio le riflessioni delle basse sul lato posteriore che comunque ci sono;
    – Cerca di mettere un bel piumone dietro le casse e sul soffitto, nella zona sopra alla postazione di lavoro: ti aiuterà a rimuovere una discreta fetta di prime riflessioni, che sono rognose in mix; meglio se riesci a sospendere il panno che ti rimanga a 220 cm max dal pavimento;
    – Cerca di posizionare la scrivania in modo più simmetrico possibile sia tra monitor/pc/postazione, sia all’interno della stanza, ti aiuterà a mantenere un miglior fuoco mono/stereo;
    – Posiziona i monitor all’altezza ed alla distanza indicata dal manuale: ogni cassa ha un “fuoco” preciso che deve stare all’altezza (e distanza) precisa delle orecchie; Inoltre cerca di creare un triangolo equilatero tra monitor e posizione di ascolto;
    – Se riesci, qualche pannello di piramidale o comunque materiali fono assorbenti un po’ sparsi sulle pareti laterali (non molti, max il 40/50% della superficie), anche attaccapanni con vestiti…;
    – Infine se hai degli appendiabiti verticali o simili, piazzali negli angoli riempiendoli di vestiti, ti faranno da bass trap.
    – In registrazione, usa sul microfono uno di quegli schermi protettivi che ora fanno un po’ tutti a tutti i prezzi, ti aiuterà ad avere delle take più precise e facili da lavorare specie in editing.

    Per le casse, quelle Yamaha che citi sono ispirate alle NS10 ma non ti far fregare dall’estetica, hanno poco a che vedere con le originali… Si, sono fatte su ispirazione di quelle, ma poco più… Comunque sono un buon prodotto. C’è anche Fostex che non va male e forse con lo stesso prezzo tiri via un monitor con un woofer un pelo più grande…
    In generale, se riesci a tenere le casse attaccate al muro, che il reflex sia davanti o dietro non è che faccia una differenza astrofisica, specie su casse piccoline… Anzi, la vicinanza con il muro ti aiuterà a rendere la bassa un po’ più sostenuta.

    In generale, quando avrai sistemato il tutto, prima di fare qualsiasi cosa dovrai fare tanti ascolti e di generi diversi sulla postazione, per capire come rende il suono. Non usare video di you tube o mp3, usa solo brani in formato non compresso altrimenti il risultato sarà falsato.

    Credo di averti dato un bel po’ di cose su cui lavorare, se poi in futuro avessi la necessità di eseguire anche solo dei mix fatti meglio, tieni conto che possiamo lavorare anche on-line.

    Comunque ricorda che un buon mix NON può esistere senza dei bei suoni ed un arrangiamento di base fatto veramente bene… Il mix è solo il momento in cui si mette i suoni insieme, ma se non c’è la base buona non si possono fare miracoli…

    Ciao.

    Diego.

    in risposta a: Studio monitor #62248
    Diego Caratelli
    Diego Caratelli
    Moderatore

    Ps.: sposto la discussione su una sezione di forum un po’ più adatta…
    Ciao.

    Diego

    in risposta a: Studio monitor #62247
    Diego Caratelli
    Diego Caratelli
    Moderatore

    Ciao, i fattori in gioco sono veramente molti.
    Il problema delle dimensioni della stanza è solo uno dei problemi di cui devi tener conto…
    Devi valutare il fattore di assorbimento/riflettenza delle pareti (inclusi pavimento e soffitto), la simmetria della postazione, oltre che il posizionamento della stazione di lavoro nel suo insieme.
    Infine c’è da metterci di mezzo un budget che puoi avere a disposizione…
    Se hai risposte certe (e coerenti) a tutti questi interrogativi puoi anche approcciarti al discorso casse in modo un po’ più “scientifico”, altrimenti tutti i discorsi son relativi…
    Tieni conto che l’ingegnere che mi ha progettato lo studio, ha realizzato il progetto intorno alle casse che avrei messo in regia perchè l’interazione tra ambiente e monitor è assolutamente simbiotica… L’uno non può prescindere dall’altro.
    Nel mio caso, dato che avevo carta bianca sull’ambiente, abbiamo prima scelto le casse in base a vari parametri di mio interesse, poi su quelle ho costruito l’ambiente.
    Nel tuo caso, invece, dato che suppongo tu abbia dei vincoli per l’ambiente, prima devi sistemare questo, poi quando hai la situazione chiara penserai al tipo di monitor.
    So che probabilmente ti ho incasinato ancora di più le cose, ma se vuoi evitare di spendere soldi a vanvera l’ordine corretto delle cose a cui pensare è questo…
    Ciao.

    Diego
    http://www.degorecording.com

    Diego Caratelli
    Diego Caratelli
    Moderatore

    Si, il discorso dei bus è corretto. Ti consiglio di settarlo tramite studio manager perchè è più semplice ed intuitivo rispetto che farlo dal mixer.

    in risposta a: QUALE SUB SCEGLIERE #61587
    Diego Caratelli
    Diego Caratelli
    Moderatore

    Dipende da molti fattori… Inoltre bisogna vedere se i valori di scheda tecnica sono reali… 139 db su un singolo 18, anche se di picco, mi sembrano un po’ tantini…
    Che satelliti hai? Ti servono al chiuso o per spazi aperti?

    in risposta a: Domanda ai fonicic sul diagramma polare… #61585
    Diego Caratelli
    Diego Caratelli
    Moderatore

    Ps.: se una batteria o una chitarra suonano molto dal palco, ed in sala già senza andare sul PA sono alti, il fonico più che tenere spento il canale non può fare altro… se la voce anche a canali spenti è bassa nonostante il microfono sia al limite del larsen, è e rimarrà bassa punto e basta, indipendentemente dal tipo di microfono… per questo l’importanza dei musicisti e dei volumi di palco… ci avevi mai pensato a questo? 🙂
    Se i suoni che tu mandi in sala sono adeguati al contesto, anche un tecnico meno esperto di fatto riuscirà a fare un lavoro migliore perchè alla fine dovrà solo alzare i fader e poco più… se il materiale che mandi, invece, non è buono… trai le tue conclusioni…

    in risposta a: Domanda ai fonicic sul diagramma polare… #61584
    Diego Caratelli
    Diego Caratelli
    Moderatore

    L’arrabbiatura era figurativa… 🙂 non ti preoccupare!! Più che altro era per accentuare determinati discorsi che molto spesso i musicisti non conoscono o trascurano…
    In realtà i problemi che ti ho descritto sopra sono cose ordinarie, purtroppo, perchè anche nelle scuole di musica viene sempre insegnato lo strumento senza però andare a contestualizzarlo in gruppi e situazioni reali, di conseguenza i musicisti non sono mai formati su questi aspetti “tecnologici” che invece sono di importanza primaria!!!
    Per un chitarrista poco esperto, per esempio, sentire parlare di pod o cose del genere è praticamente una bestemmia… in realtà, in contesti problematici, una buona stazione digitale avrà una resa mille volte superiore ad un ampli vero perchè l’ampli non lo puoi far suonare bene (e quindi al suo volume…) perchè altrimenti uccide tutti, mentre la stazione digitale la puoi alzare ed abbassare a piacimento senza avere perdite di qualità… Risultato, in quel contesto, suonerà meglio il digitale dell’ampli vero!!! Stessa cosa per la batteria e gli altri strumenti… Ed il pubblico apprezzerà molto di più l’esecuzione.
    Considera che il pubblico non è in grado di capire se il volume è alto o sbilanciato per un motivo o un altro, in generale valuta se quello che sente gli piace o no, il problema di farglielo piacere è in primis il tuo (musicista), non del fonico o di altri…

    A parte questo, quando non so a che santo votarmi, io vado sempre sul vecchio e collaudato SM58… non sarà il top di gamma ma il lavoro lo porta sempre a casa… Nel caso della tua voce, forse, anche l’SM57 potrebbe aiutarti, visto che è meno tondo sulle basse e con medie più accentuate…
    Intendiamoci, non sono i microfoni migliori in assoluto, ma a volte possono permetterti di portare il lavoro a casa decentemente anche in situazioni complicate…

    in risposta a: Domanda ai fonicic sul diagramma polare… #61581
    Diego Caratelli
    Diego Caratelli
    Moderatore

    Ps.: per chiarire… parti dal principio che la voce è lo strumento che ha l’emissione più debole sul palco ma che nel mix deve venire più fuori… il volume degli strumenti di palco non è che si ferma a bordo palco per magia… prosegue in sala ed arriva agli spettatori.
    Se il posto è piccolo ed i volumi di palco sono eccessivi, il larsen si verifica perchè per far uscire le voce il fonico è costretto a dare così tanto volume al microfono da renderlo soggetto a larsen… in quel caso, è solo fortuna che il microfono non arrivi ad innescare perchè viaggi in continuo su una border line tra innesco e non…
    L’unico modo per risolvere il problema è abbassare i volumi di palco, non cambiare microfono…
    Poi è ovvio che alcune scelte tecniche possono aiutare, ma la cosa in assoluto più importante nei contesti piccoli è riuscire a contenere i volumi di palco!!!

    in risposta a: Domanda ai fonicic sul diagramma polare… #61580
    Diego Caratelli
    Diego Caratelli
    Moderatore

    Nelle situazioni piccole son cavoli a prescindere…
    Il tuo discorso cade pienamente negli esempi che ti ho fatto prima…
    Ora però ti becchi un commento da fonico…
    Non puoi dare la colpa al fonico o alla “situazione” per il discorso dell’effetto prossimità… questo è un classico esempio di “accusa impropria” che mi fa abbastanza incavolare…
    Saper usare il microfono, è una delle cose che deve saper fare un cantante… se hai la pretesa di metterti davanti ad un microfono, usarlo a tuo piacimento in luoghi complicati e pretendere che suoni bene, sono cose che non stanno insieme…
    Se poi in questi contesti pretendi di suonare con volumi di palco elevati, allora mi spiace ma proprio non ci avete capito nulla…
    Nei posti piccoli e complicati, se vuoi un suono della voce decente, devi partire da un palco pulito, ovvero batteria possibilmente elettronica, chitarra con effetti digitali senza ampli, basso in di, monitoraggio in cuffia. Allora forse puoi cercare di migliorare la voce!!
    Se in sala il 90% del volume arriva dal palco, per il fonico anche più bravo diventa impossibile gestire l’audio semplicemente perchè non ha margini di lavoro.
    Non si può sempre partire dal principio che il musicista fa quel che cavolo vuole e poi il fonico deve riparare a tutto!!! Il primo mix viene dai musicisti, dall’arrangiamento e dal palco.
    Poi viene tutto il resto!!
    Pensa bene a questo…
    Ciao.

    in risposta a: Domanda ai fonicic sul diagramma polare… #61577
    Diego Caratelli
    Diego Caratelli
    Moderatore

    Il discorso non è così semplice…
    Ci sono vari parametri di cui devi tenere conto.
    In primis, molto dipende dalla dimensione e dal contesto del palco dove sei a suonare, nel senso che se sei in un palco grande in cui gli altri strumenti ed il PA sono lontani dal mic, diciamo che puoi permetterti qualsiasi tipo di ripresa microfonica perchè comunque avrai pochi problemi di rientri. Viceversa se sei in un palco piccolo e con pareti riflettenti, di sicuro devi andare su un mic dinamico a diagramma direzionale (almeno cardioide).
    Non è solo il diagramma polare che influisce sul “cosa entra” o no nel mic, ma anche la sua sensibilità. Per questo in un palco piccolo non userei mai un mic a condensatore…
    Quando hai risposto a questo primo “dilemma”, devi vedere qual’è il miglior microfono che si adatta alla tua voce. Parti sempre dal concetto che tutto ciò che non è ripreso in modo giusto è perso per sempre, quindi la scelta del microfono non si può fare ad occhio o per scheda tecnica, ma ti devi metter lì con santa pazienza e provarli, possibilmente in casse da live a volume abbastanza alto e su un mixer da live. Fare prove su casse o mixer da studio o comunque non in condizioni abbastanza simili al live è fuorviante e controproducente…

    Ti racconto un episodio che mi è successo recentemente… In un gruppo con cui collaboro, il nuovo cantante si era portato il suo microfono radio di una nota casa tedesca con capsula condensatore.
    Quel microfono, nonostante fosse bello e costoso, no si adattava assolutamente alla sua voce ed al contesto del gruppo… Gli consigliai di prendere altro mic standard di una nota casa americana (S..8), convinto dal negoziante prese altra capsula ben più costosa ed a condensatore… risultato il mic non gli andava per i soliti problemi del primo… alla fine, disperato, prese il prodotto da me consigliato e adesso si trova benissimo con un mic più economico ed ha gettato dalla finestra circa 300 €…

    Quindi, in conclusione, non mi sento di darti un consiglio specifico, piuttosto una serie di dritte per cercare di semplificarti la scelta.
    Spero di esserti stato utile.
    Ciao.

    Diego.

    in risposta a: Domanda ai fonicic sul diagramma polare… #61574
    Diego Caratelli
    Diego Caratelli
    Moderatore

    Ma il mic ti serve per la voce o per la chitarra??

    in risposta a: MIXER PER BAND POP/ROCK, BUDGET ILLIMITATO #61346
    Diego Caratelli
    Diego Caratelli
    Moderatore

    Per quanto riguarda il discorso “suono” o “fedeltà”, nella solita fascia di prezzo analogici e digitali sono paragonabili.
    Tuttavia le funzioni del digitale ormai tendono a far cadere sempre la scelta verso questa tipologia…
    Ciao
    Diego.

    in risposta a: MIXER PER BAND POP/ROCK, BUDGET ILLIMITATO #61345
    Diego Caratelli
    Diego Caratelli
    Moderatore

    Ti dico la verità… personalmente non mi piacciono questi oggetti che dipendono solo dal tablet… la wifi non è affidabile al 100%, come anche il tablet…
    Se nel mixer hai i comandi fisici in qualche modo risolvi, se non li hai e il tablet non va… trai te le conclusioni!!!
    Per il resto, lo 01V96 è una macchina molto buona sia come suono sia come affidabilità…
    Tuttavia non è una macchina dall’uso “analogico” come il soundcraft che ti segnalavo…
    Anke se lo yamaha è una macchina superiore come suono, routing ed affidabilità…
    Ciao.
    Diego

    in risposta a: MIXER PER BAND POP/ROCK, BUDGET ILLIMITATO #61332
    Diego Caratelli
    Diego Caratelli
    Moderatore

    Ps.: se hai qualche fonico amico, puoi anche farti dare una mano per settare le varie cose come ti servono da lui, poi una volta impostato il sistema di base puoi tranquillamente lavorare da solo…

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